lunedì 4 agosto 2014

Senigallia, un consiglio comunale ricco di temi… e di noia

Farmacie, rifiuti, meteo, rione Porto, palazzetto dello sport: questi gli argomenti delle interrogazioni

Ecco il Consiglio Comunale del 30 luglio 2014…o meglio le sole interrogazioni ed interpellanze…! Già, perché andare oltre, sarebbe come abusare in modo smisurato della pazienza dei cittadini, dato che questo era il menù della serata.

1) approvazione dell’elenco dei beni ricadenti nel territorio del comune, non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione;
2) discussione per l’approvazione del programma dei lavori pubblici per il triennio 2014-2016 e dell’elenco annuale per l’anno 2014;
3) modifiche al regolamento comunale per la concessione dei beni demaniali e del patrimonio non disponibile e per l’applicazione del relativo canone; su approvazione del regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta unica comunale (iuc); sulle modifiche al regolamento comunale per la gestione delle entrate;
4) approvazione piano finanziario relativo alla tassa sui rifiuti (tari);
5) discussione sulla imposta unica comunale (i.u.c.): determinazione aliquote e tariffe;
6) determinazione prezzo di cessione delle aree e dei fabbricati da destinare a residenza e alle attivita’ produttive terziarie;
7) delibera di approvazione del bilancio di previsione 2014, della relazione tecnica previsionale e programmatica, del bilancio pluriennale 2014/2016;
8) concessione di servizio per la gestione, conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, fornitura di energia elettrica, realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di adeguamento normativo sugli impianti di pubblica illuminazione e impianti semaforici del comune di senigallia.
E mica finisce qui, perché poi hanno promesso caffè e ammazzacaffè con 9) il sindaco Maurizio Mangialardi a relazionare sulla proposta di approvazione dello schema di convenzione per la costituzione della assemblea di ambito dell’ato 2 marche centro – Ancona;
10) l’OdG presentato dal gruppo consiliare Coordinamento Civico ad oggetto: “imposta comunale sulla pubblicita’ persecutoria e illegittima” e per coloro che ancora resisteranno
11) altro OdG presentato dal consigliere Bucari e dal sindaco ad oggetto: “riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace”. E se non si finisce nella nottata, si prosegue l’indomani.
Come dire i lavori del Senato a noi ci fanno un baffo!
Allora accontentiamoci, si fa per dire, di ascoltare le interrogazioni ed interpellanze. Tre le interrogazioni scritte che hanno la precedenza su quelle orali.
La prima è quella presentata da PERINI a cui viene concessa la parola. L’interrogazione riguarda la Revisione della pianta organica delle Farmacie di Senigallia chiedendo all’Amministrazione che cosa stia facendo, le linee guida e se ci sono stati degli incontri in merito alla rivisitazione di questa Pianta Organica.
A raccogliere la sua interrogazione è l’Assessore PACI:L’interrogazione che ci dà l’occasione per chiarire l’evolversi di questa questione piuttosto complessa, Complessità che in realtà deriva semplicemente dal fatto che il Decreto di Liberizzazione, quindi la norma che nel 2012 ci ha rivisto il rapporto tra numero delle farmacie e popolazione residente, è una norma scritta non benissimo, in momenti abbastanza concitati per il nostro Paese. Quindi fra la norma e le interpretazioni che immediatamente dopo ne ha dato il Ministero della Sanità, si sono frapposti tutta una serie di ricorsi, che quindi hanno dato luogo ad una copiosa serie di pronunce da parte della Giustizia Amministrativa. Esiste ancora una competenza di tipo pianificatorio in capo alle Amministrazioni comunali, per la precisione l’organo competente che, chiarisce il Consiglio di Stato, è la Giunta Comunale che definisce la collocazione delle sedi farmaceutiche, quelle vecchie e quelle di nuova istituzione con la finalità di garantire una distribuzione uniforme sul territorio comunale di quello che è il servizio farmaceutico. Noi nel tempo andammo a individuare le aree in cui collocare le tre nuovi sedi farmaceutiche che ci spettavano e ci competevano come da Decreto Regionale, ci siamo mossi nel convincimento di tutti che queste Piante Organiche non ci fossero più. Oggi che è acclarato che invece i confini delle Piante Organiche sono invece dei confini invalicabili, ecco questa collocazione ha creato un assetto che deve essere necessariamente rivisto. Per cui alla luce di questa consapevolezza, pure in un quadro ancora incerto, perchè l’elemento di incertezza andremo a chiarire con la Regione Marche è legata al fatto che è in corso una procedura concorsuale che è bloccata, che si è impantanata, che avrebbe dovuta essere chiusa già da molto tempo per l’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche. Ovviamente non solo per quelle del Comune di Senigallia, ma, credo per le 70 sedi che complessivamente aggiuntive devono essere istituite nella Regione Marche. Noi, nonostante questa incertezza, a fronte anche di richieste che abbiamo avuto da alcuni farmacisti, perchè si procedesse ad una revisione della Pianta Organica che disegnasse un quadro più equilibrato, abbiamo molto semplicemente avviato un percorso di confronto con i farmacisti. Abbiamo messo sul tavolo una prima proposta dicendo proprio in premessa che era soltanto un contributo alla discussione. La nostra volontà è di fare un percorso condiviso con i farmacisti, quindi, fatto un primo incontro per ascoltarli, sono emerse alcune esigenze di chiarificazione, per esempio rispetto al destino delle succursali e dei dispensari, abbiamo preso nota di queste istanze ed a breve prenderemo appuntamento con il dirigente regionale competente, per chiarire, sperando anche di trovare le risposte che ci interessano sugli elementi di incertezza e quindi andremo ad un nuovo incontro con i farmacisti. Quindi sensibilità ad avere un servizio farmaceutico che funzioni capillarmente diffuso sul territorio, ecco, nella convinzione che sia possibile trovare una soluzione che sia condivisa, che garantisca gli interessi dei privati che svolgono questa professione così delicata e gli interessi della cittadinanza“.
Perini nella replica si dice: “Non esprimo un giudizio di soddisfazione, perché evidentemente non conosco i criteri attraverso i quali è stato impostato questo primo incontro. Quindi rimando il giudizio a settembre quando immagino nella Commissione avrete dei dati più certi…
La seconda interrogazione scritta con risposta orale è quella presentata da ROMANO e GREGORINI con tema l’alluvione e il ripristino del palazzetto dello Sport. Cliccando QUI l’interrogazione completa.
Indirizzata al SINDACO che risponde: “….. (NdR. salto, per abbreviare, i saluti del Sindaco al consigliere straniero aggiunto che ha ottenuto la cittadinanza italiana)… Consiglieri, io vi ringrazio pertanto per l’attenzione. Avete colto un po’ un tema che va ben oltre al rifacimento del Palazzetto allagato, inondato, devastato come tanta parte della nostra città. Allora gli interventi che vengono fatti nelle parti pubbliche con i contributi che acquisiamo dal nostro bilancio e poi giriamo ai privati sono quel ringraziamento della città rispetto a chi si mette a disposizione in modo solidaristico ed importante per risolvere almeno un pezzo di questo problema, alcune volte con i contributi di poca entità rispetto ai danni che ci sono stati, ma importanti soprattutto per chi non ha più nulla. Quindi quel lavoro che abbiamo fatto di recuperare risorse extra bilancio. Quelle non è che vengono dal nulla. C’è un’azione politica dietro. C’è la disponibilità del Sindaco di incontrare, sollecitare e trovare delle risorse. Allora il fondo dell’SOS ALLUVIONE a oggi ha 500 mila € messi da parte del Comune, ma sono del Comune, sono delle attività che abbiamo messo e che abbiamo avuto la capacità di trovare risorse all’esterno di soggetti terzi che con il loro buon cuore hanno voluto aiutare questa città. Che potevamo impiegare per ristrutturare una strada o per risistemare una caditoia, oppure fare un progetto molto intelligente come quello che abbiamo fatto con Sos Alluvione e oggi abbiamo completamente esaurito nella graduatoria e siamo nemmeno a 90 gg. dall’evento: 107 famiglie per i 3.000 €, 150 circa per i 2.000 ed il resto per i 1.000 €, che sono stati distribuiti. E questo EBAM (Ente Bilaterale Artigianato Marche) come lei ha ben ricordato, sta dentro questo percorso. Importante, un ente bilaterale che si fa carico dell’intero intervento del nostro Palazzetto dello Sport. Lo risistemeranno, quindi parquet, bagni, tutto quello che abbiamo perso, tutto, forse anche un po’ meglio di quello che era. Come stiamo lavorando sull’altro fronte, quello della piscina. Quindi sono segnali belli nei nostri confronti, con modalità che fanno, che ci permettono di intervenire oggi che quelle coperture non ci sarebbero dentro lo stato di emergenza. E allora prendo la vostra come una sollecitazione oggi, ovviamente va verificata. Si può giocare anche a calcetto dentro il Palazzetto dello Sport? Non lo so. Quindi faremo fare una verifica tecnica, puntuale, per capire che cosa va fatto, se compatibile con la nostra struttura, se a norma, se ci sono le condizioni. Io dico che le strutture sono polifunzionali e le nostre lo sono sempre di più, però devono stare dentro degli investimenti che oggi io non conosco se non per le cifre quelle velocemente recuperate per permettere al Sindaco di rispondere, ma non è serio e quindi le faccio verificare e poi ragioneremo insieme se compatibile con il Palazzetto, se ci sono le condizioni, se non si creano situazioni di ingestibilità, cioè va fatto un ragionamento insieme. Siamo abituati a muoverci così, non c’è più Perini, ma noi ci confrontiamo e poi decideremo insieme. Penso che però giustissima sia stata la vostra interrogazione che ci ha fa riflettere e forse cogliere un’occasione se ci sono le condizioni per farlo. Grazie“.
Romano in fase di replica ringrazia il Sindaco ed invita a chi si vorrà aggiungere per dare una mano su questo tema.
Sardella avrebbe dovuto essere il terzo a parlare, ma per un problema chiede al Presidente Monachesi di poter essere spostato alla fine degli interventi. Al suo posto viene quindi concessa la parola a FIORE per un’interpellanza che riporto integralmente e… forse si comprenderà anche il perchè: “Grazie Presidente. Rivolgo questa breve interpellanza al Sindaco. Mi riferisco a questi frequenti fenomeni temporaleschi che hanno seguito la drammatica alluvione del 3 maggio, che ha drammaticamente devastato la nostra comunità. Vorrei evitare ogni polemica, il sottoscritto poi non dubita e lo mette come premessa, che sia stato fatto tutto secondo la procedura, ma è altrettanto vero che questi fenomeni sono sempre più frequenti e da straordinari sono diventati ordinari. Quindi rifacendosi anche alle sue parole pronunciate sulle stampa come Presidente dell’Anci Marche dove chiedeva l’aiuto della Regione, perchè da soli non possiamo farcela, le chiedevo se non riteneva che le mutate condizioni climatiche non hanno reso insufficienti o non più adeguate le procedure di un tempo e che vada fatto un piano strutturale, perché la gente al netto di tombini e strumentazioni varie, vive purtroppo con l’ansia perenne ed invece di fare facili cacce alle streghe che non servono a nessuno, bisogna evitare e dare risposte per evitare il verificarsi di queste situazioni. Grazie“.
Neppure dirlo, ma a rispondergli è proprio il SINDACO: “Grazie consigliere Fiore. E’ inevitabile questi giorni, questi mesi, il focalizzarci sulle vicende legate all’alluvione del 3 di maggio e tutte le allerte che abbiamo. Vengo da un’allerta meteo di questa notte (tra martedì 29 e mercoledì 30 luglio, Ndr) dove l’abbiamo passata come sempre a pianificare, organizzare e decidere in funzione degli strumenti. E, non se la prenda, consigliere Fiore, non se la prenda. Rispetto alle valutazioni dai tombini, alle responsabilità. Molte cose le abbiamo chiarite. Io ne chiarisco una su tutte. Stanotte mi ha chiamato il Sindaco di Corinaldo. Io ero in piedi come sempre, mi ha chiamato, lui l’ha fatto. Il Sindaco di Ostra Massimo Olivetti non lo fece, non lo fece. E’ una bugia se qualcuno l’ha raccontata. E’ una bugia se è stata utilizzata. Potrebbe essere un’ipocrisia non averlo detto pubblicamente, non aver chiamato il Sindaco di Senigallia. Consigliere Fiore, penso che sia chiaro per tutti che non ho sbagliato a dare l’allerta, che non un altro, Mangialardi non ha sbagliato a dare l’allerta, non un altro. Che i comuni, tutti, non hanno responsabilità sui fiumi classificati e sui fossi classificati, ho grande responsabilità invece su questa città. E allora consigliere Fiore rispetto alle cose che dice, cioè un ripensamento, si abbiamo bisogno di ripensare e di rileggere i territori e non Senigallia, i territori rispetto alle precipitazioni, è banale dirlo, che non sono più di quelle riconducibili ai tempi trascorsi. Mese di luglio che piove ininterrottamente. Ieri sono caduti solo 100 mm di acqua. Sabato, quello dei chiusini, Fiore non se la prenda sui chiusini, sono caduti altri 100 mm di acqua. Poi si può pianificare e si può fare meglio, senza dubbio, senza dubbio. Però non corra dietro le responsabilità che vengono attribuite, perchè se no diventa che siccome va fuori a Marotta, a Ponte Sasso, a Pesaro, dov’è Gregorini? a Iesolo, a seconda dov’è, mi attribuiscono la responsabilità, se sono il Presidente dell’Anci, per arrivare a Iesolo bisogna essere il Presidente della Repubblica. Bisogna essere lì. Allora cosa diversa è farsi carico dei problemi di questa città. E allora le vorrei raccontare, ma non ho tempo e poi non è nemmeno il momento, ma avremmo modo di che cosa abbiamo fatto durante l’emergenza e la conosce, e quello che stiamo facendo per aiutare i nostri cittadini, le nostre imprese e per imporre alla Regione e alla Provincia, che sono i proprietari e gestori dei fiumi di fare degli interventi, non come si dice – ah perchè adesso c’è stato l’evento – si, anche per quello. Siccome c’è stato un evento straordinario io voglio che vengano fatte determinate cose. Proprio di ieri che è stato dall’Autorità di Bacino costituito il Comitato dove Senigallia e i comuni della Valle del Misa fanno parte attiva del progetto per ripensare agli interventi, è proprio di ieri che quelle risorse che servono per ripristinare in modo adeguato un giusto grado di sicurezza dell’argine. Realizzare le Vasche di Espansione e di intervenire in maniera sistematica sulle stesse è stato pianificato tra lo Stato, il Ministro Galletti che ringrazio che era lì e si era preso questo impegno, e la nostra Regione. Quindi ci sono 760 mila € per fare gli interventi. Si potevano far prima, non m’interessa, lo devono fare adesso. Ci sono 2 milioni di € per mettere in sicurezza gli argini. Dovevano essere fatti prima, non m’interessa, lo devono fare. Ci sono 2 milioni e 400 mila € in più per realizzare le vasche di espansione, le casse di espansione per quelle di Bettolelle. Quindi ripensiamo però non correndo dietro a quelle cose, perchè dietro quelle cose spesso c’è la disperazione, come lei ha ricordato, c’è la giusta preoccupazione che condivido, Voglio stare al fianco delle mie imprese e dei miei cittadini e poi ci sono tanti meschini, sciacalli, ma quelli lasciamo all’ambito che meglio gli compete, qualche volta somiglia più ad uno zoo che ad un luogo pubblico. Grazie“.
E nella replica Fiore, dopo una strigliata dal tono che eufemisticamente definirei piuttosto polemico-ironico (e che ritengo immeritata, perchè voglio credere e sperare che ognuno sia ancora libero di esternare il proprio pensiero tanto più in un Consiglio Comunale), che volevate che rispondesse? Lui, invece sempre timidamente, educatamente e gentilmente: “Niente da aggiungere. Soddisfatto della risposta del Sindaco. Solo per dire nel momento in cui è stata la presunta chiamata dal Sindaco di Ostra, ora è Ex Sindaco di Ostra. Solo per… Grazie“.
Poi la parola passa a GREGORINI che rivolge la sua interrogazione al Sindaco e a Volpini quale assessore alla Sanità. Il tema è il Progetto Dialisi 2014 ed il relativo finanziamento che la Regione sembra non aver confermato per quest’anno nei confronti dei cittadini non residenti a Senigallia. Cosa che già era avvenuta anche nel 2013: “…con questo servizio che veniva interrotto per motivi di non sicurezza dell’impianto di osmosi. L’impianto è logicamente un impianto che garantisce il trattamento di Dialisi ai nostri pazienti, ai nostri cittadini e già questo era obsoleto e non potevamo richiedere di fare di più un servizio più di quello che sta facendo. Il Dott. Stroppa da quanto mi risulta [..] aveva garantito che il tutto sarebbe stato “messo a norma per il 2014″. I lavori effettivamente sono iniziati a maggio con il termine fissato per il 30 giugno. Questo ha portato logicamente sicurezza per i pazienti, ma ora però quel che manca è il finanziamento con le relative perdite economiche per la Sanità stessa e non solo. Si pensi al Turismo. Questi Ospiti dializzati non verranno a Senigallia non potendo usufruire di questo servizio“. Chiede quindi, al Sindaco, all’Assessore ed al Presidente di Commissione Sardella, che il Dott. Stroppa, a Settembre, venga in Commissione per relazionare in merito a questo finanziamento che è stato “tagliato”.
A rispondere è VOLPINI: “Buona sera a tutti. Nell’interrogazione c’è già la risposta, c’è già tutto insomma. Intanto una premessa. La citta di Senigallia è stata la prima città delle Marche e non poteva essere diversamente, visto il prestigio turistico che questa città ha qui acquisito negli anni, è stata la prima a trattare, muoversi ed a parlare di turismo sanitario e nella fattispecie di Dialisi Estiva. Era oggetto chiaramente nella nostra città di interesse da parte di tanti cittadini ed anche di cittadini con problematiche renali di insufficienza renale che chiaramente dovevamo dare una risposta. Questa virtuosità, questo atteggiamento si è interrotto per una serie di problematiche che come ricordava il consigliere Gregorini hanno chiaramente interessato le strutture tecnologiche, che le strutture necessarie per svolgere questo tipo di attività e di intervento sanitario. Nella, chiamiamola con un termine sindacalese, nella piattaforma che abbiamo sottoposto al Direttore Generale di Area Vasta, tra i vari punti, c’era anche quello di riprististino immediato delle tecnologie necessarie per poter svolgere la Dialisi. Questo lo ricordava nell’interrogazione, non solo per coloro che dovevano usufruire per il periodo estivo, ma e anche forse e soprattutto quelli autoctoni, cioè quelli che normalmente per problematiche sanitarie sono costretti a ricorrere a questo tipo di, e c’è stato da parte dell’attuale Direttore un mantenimento degli impegni, perchè le strutture sono state sistemate e la, come dire, la Dialisi, per quanto riguarda i residenti è ampiamente efficiente ed efficace, poi le ragioni per cui la Dialisi Estiva non è partita chiaramente le chiederemo al Direttore o, come tutti sanno esistono le Direzioni Sanitarie, tra l’altro la nostra Nefrologia è una Nefrologia di prestigio, visto che è l’unica alla quale è stata attribuita l’Unità Operativa Complessa all’interno dell’Area Vasta. Adesso nella realtà la Divisione delle Reti Cliniche credo che sia stato concesso lo stesso trattamento anche all’Ospedale di Jesi, quindi a quel punto la partenza della, come dire, della Dialisi Estiva è in capo completamente al Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia di Senigallia e alla Direzione Sanitaria. Le ragioni per cui questa non sia partita chiaramente le chiederemo in quella sede. Il nostro compito era di ripristinare dal punto di vista, come dire, tecnologico, il Servizio: questo è stato fatto! Vedremo se qualcuno ci dirà, perchè questa cosa poi non è partita. Per il momento, chiaramente, ci rallegriamo veramente soddisfatti che comunque la sicurezza della Dialisi nei confronti dei cittadini del nostro territorio è dunque garantita. Raccolgo l’appello e l’invito appunto fatto dal consigliere per eventualmente riconvocare la Commissione subito al rientro dal periodo feriale, che oltre a questo ci sono anche altri punti all’OdG che la Commissione dovrà affrontare“.
Nella replica Gregorini: “Ringrazio l’assessore e mi scuso se mi sono permesso, come ha detto lei, trarre le conclusioni…per questo vi ringrazio, perchè comunque sia da parte nostra che da parte del Direttore Stroppa sono stati accolti. Ma d’altra parte dobbiamo dare risposta anche per il mancato Servizio. Grazie“.
Come da richiesta di spostare la sua interrogazione scritta, ecco ora il turno di SARDELLA. Tema la pista ciclabile di via Mamiani di cui già si era discusso nel precedente Consiglio Comunale. E’ stata asfaltata la strada, ma la pista ciclabile ancora non c’è, come l’attraversamento pedonale non è in piena sicurezza. Chiede quindi a quando l’attuazione di questo lavoro e, visto che il rione è quello, anche sullo stato dei lavori sull’Ex-Arena Italia per il parcheggio e la possibilità dello sblocco della situazione del Bastione di Via Rodi.
A rispondere è il SINDACO: “Grazie consigliere Sardella perché dà la possibilità di aggiornare questo Consiglio, almeno questo Consiglio e contemporaneamente anche i cittadini che comunque riceveranno nei prossimi giorni una missiva a firma del Sindaco, dove va riepilogato tutta l’azione messa in campo dall’Amministrazione, dopo gli incontri pubblici, dopo gli impegni assunti e dopo le opere realizzate. Perché lei oggi pone il tema dell’evidenziazione del percorso pedonale ciclabile di Via Mamiani che è un pezzo, quindi ci sta tutto, ma arrivo rapidamente alla risposta, ma dobbiamo realizzare, ahimè a noi, la segnaletica orizzontale. E la si fa in due condizioni, due! Uno che l’asfalto deve aver perso la parte oleosa e quindi consentire alle vernici di aggrappare in modo adeguato. Due, che sia l’asfalto asciutto. Provi ad individuare queste due condizioni nel mese di Luglio e forse l’unica volta venerdì pomeriggio scorso. Quindi il ritardo è dovuto solo e semplicemente a questo. Però siccome lei era, è stato sempre uno particolarmente attento al Rione Porto, con le sue interrogazioni, come quelle di Dario Romano, per dire cosa succede, io penso che oggi succede ed anzi dico di più, cosa è successo, quello che forse 10 anni fa sognavamo. 10 anni fa lo sognavamo un Rione Porto fatto di Via Carducci, di locali, di ristoranti, di pub, di luoghi, d’incontri, di integrazione, di bellezza, di passeggio, di pedoni e dentro un contesto fatto di edifici recuperati, verniciati, case armoniche con una lettura dentro il giardino che è stato risistemato, cioè 10 anni pensavamo questo: dicevamo come sarà il Rione Porto e lo penso in questo modo. C’è anche quello che abbiamo fatto sul Piano Urbanistico. Perchè abbiamo aperto un bel dibattito sulla Ex-Arena Italia. Sono molto soddisfatto del punto di caduta che abbiamo ottenuto, molto, con il contributo di tutti, con le tensioni che potevano essere evitate, con le esasperazioni che potevano essere messe da parte. Abbiamo altre cose che ci creano tensioni! E quindi il rapporto Porto si è caratterizzato dall’evoluzione anche di questo. Ora intanto è stato demolito quel manufatto che era lì da oltre 50 anni. Oltre 50 anni, quindi è stato ripulito, sistemato, c’è un accordo per andare anche oltre, demolire anche un pezzo della parte cementata, quei volumi che ci sono, che potrebbero liberare già da subito a sistema lo specchio della porta. Quindi è possibile che nelle prossime settimane, andremo a vedere a come la porta non l’abbiamo mai vista per la mia generazione e la disponibilità della proprietà, che ringrazio, che ringrazio, perchè poi quando si pianifica sulle cose proprie gli atti unilaterali d’obbligo sono elementi non proprio usuali, ma quegli atti lì hanno portato, non lo rielenco no, alla Curva della Penna, al recupero del Parcheggio 10 gg. fa, l’assessore Campanile si era anche dimenticato di comunicarlo delle cose che facciamo, Ex-Ciriachi. Nella speranza che il privato agisca. E allora nelle prossime settimane ci arriveremo, magari non per la stagione estiva, ma per quella invernale con il parcheggio sistemato, intanto adoperiamo quei 500 posti auto che funzionano benissimo, quelli della Sacelit-Italcementi, che anche lì sono stati intanto demoliti e recuperata un’area. Ho visto in questi giorni qualcuno che ha provato a dire con la pioggia di sabato quel parcheggio si era trasformato in un lago. Io penso che c’è più gente che è impunita cerebralmente, perchè succede che un’area che ovviamente è trattata non in modo definitivo, anche perchè noi i soldi li risparmiamo, che viene messa a disposizione, durante un 100 mm caduti in 12 ore si trasforma in quello che era una funzione interdetta dal tempo, perchè nessuno sarebbe andato a parcheggiare, andato al mare in quei giorni, diventa un caso! Diventa un caso! Allora io dico dentro questo ci sta il percorso che lei dice, spero che la prossima settimana venga realizzato. Quindi evidenziazione con lampeggianti dell’incrocio sulla Statale pedonale e ciclabile, percorso pedonale e ciclabile che parte dal parcheggio della Sacelit-Italcementi che collega i due lungomari, eliminazione della sosta verso destra di via Mamiani e ingresso dentro quel pezzo di città che 10 anni la sognavamo ed oggi la vediamo realizzata. Penso che siano le condizioni per un grandissimo successo per l’intera collettività, perchè il Rione Porto è stato sempre un obiettivo dei nostri strumenti urbanistici e anche delle nostre relazioni integrazioni sociali e penso che per questo dovremmo essere molto soddisfatti. Grazie“.
La replica di Sardella: “La soddisfazione per quanto accaduto nel Rione Porto è evidente ed è stata anche personalmente più volte espressa. Via Carducci ha raggiunto una qualità sia come via, sia come zona pubblica, sia come interventi che vengono periodicamente effettuati di tutto rispetto, così come la qualità di vari immobili prospicienti la via e la zona che è stata ristrutturata…. ma noi non ci possiamo mai accontentare, siamo qua per questo e per capire come e quando verranno migliorate determinati interventi. Manca nella risposta, ma avremo modo di parlarne di persona, la situazione di Via Rodi…. Grazie“.
E’ ora iscritto a parlare, per una nuova interpellanza, REBECCHINI a cui Monachesi concede la parola. La rivolge al Sindaco ed il tema trattato riguarda le condizioni metereologiche oggi mutate, ed i danni che esso comporta, con alluvioni ed esondazioni: “…Il territorio è certo mutato, oggi è più impermeabile rispetto a qualche decina di anni fa per via del cemento che si è sparso a macchia d’olio negli ultimi anni. Qui come altrove. Ma c’è un altro fatto a mio parere molto grave, gravissimo di scelta politica fatta dai governi nazionali e vorrei sapere da lei Sindaco se condivide quanto andrò a dirle: i tagli delle risorse forti, tagli forti, fortissimi, risorse destinate per la manutenzione dei fiumi. Io penso che questo sia il nocciolo e la causa prima di quanto oggi succede qui ed in tutta Italia. E’ d’accordo definire insensati quei tagli?…
Di nuovo in campo il SINDACO che così risponde: “Grazie consigliere Rebecchini. Era dai tempi che sedeva al fianco del sottoscritto nei tavoli della Giunta, che non mi ritrovavo così d’accordo con lei. Da quei tempi. Sono stati anni, anni, belli, perchè governavamo facendo quelle scelte che ci vede concretizzare, che guardavano oltre e che sottolineavano già queste situazioni. E allora questa sera come allora, che si ritrova d’accordo con me, mi fa veramente piacere. Questa è una Nazione, consigliere Rebecchini che ha pensato per anni, forse per decenni, che la soluzione dell’accreditamento internazionale dell’Italia passasse attraverso la realizzazione del Ponte di Messina. Noi pensavamo questo, noi pensavamo questo! Non è che abbiam pensato alla valorizzazione del nostro Patrimonio, alla salvaguardia di Pompei, alla tutela dei nostri Beni Artistici e Culturali. Non voglio dire, la valorizzazione del termine proprio non ci appartiene. profilo basso, talmente basso che Pompei cade a pezzi. Che bisogna fare l’antirabbica per entrare dentro, con i cani randagi che possono aggredire i visitatori che provengono da tutto il mondo. Ecco io allora sono assolutamente d’accordo, sono d’accordo. E allora che cosa è stato fatto in questi 30 anni. Sicuramente non una politica ambientale adeguata. Guardate, se dovete prendere un esempio da chi ha tentato di attivare percorsi innovativi non dovete guardare allo Stato, non dovete guardare alle Regioni, non dovete guardare ai Comuni, ma dovete guardare a un Comune: il nostro! Il nostro! Poi c’è stata l’alluvione, c’è l’argine che si rompe, il premio della Lega Ambiente, quelle cose lì. Qui si son fatte quelle politiche che hanno guardato alla salvaguardia, alla pianificazione, agli interventi, alla valorizzazione e alla tutela. Solo che da soli non ci si va dappertutto. E oggi mi fa molto piacere Rebecchini, molto, che lei dica “La Provincia ha investito, o ha speso non lo so, ha speso in questo caso, 150 mila € per la manutenzione dei fiumi”. Pur avendo 50 milioni di € a disposizione bloccati dal “Patto di Stabilità”. Bloccati 50 milioni di €. Bilancio della Provincia bloccato dal Patto di Stabilità. E certo che si doveva investire di più, certo! Dovevano essere messe in campo le politiche determinate, pianificate e serie, consequenziali, Non è che basta individuare un’area a rischio R4 con un perimetro per salvarci la coscienza e condizionare l’operato dei comuni. E mica funziona così! Il Danubio ha le piste ciclabili in testa all’argine. Noi era la foto aerea del fiume non si vede, ma non il fiume Misa, non si vede il Cesano, non si vede il Metauro, non si vede il Foglia, non si vede il Secchia, non si vede il Marecchia, non si vede il Panaro, questi sono gli affluenti di destra e quindi una politica che condanno fermamente. E Rebecchini io lo so, mi dirà eppure ci sono stati governi del PD è colpa di Matteo Renzi, è colpa di, è colpa di chi quando pensa di fare le riforme, qualunque esse siano, invece di fare un’altra controproposta tiene inchiodato il Parlamento per mesi. E questa è una Nazione che è inchiodata, inchiodata, senza pensare ad un progresso, ma non il progresso fatto di industrializzazione, ma il progresso della tutela del nostro territorio. E quindi per la prima volta ritorno ad essere d’accordo con lei dopo quei 4 begli anni che abbiamo passato insieme e in quei 4 begli anni che abbiamo fatto le scelte importanti che oggi vediamo concretizzarsi in questa città. Grazie“.
La replica di Rebecchini: “Si Sindaco, mi fa piacere che è d’accordo con me su quanto prima ho detto… però Sindaco una denuncia politica forte va fatta. Io purtroppo non la vedo da parte di nessun Comune Italiano… anzi rispettano i dettati che arrivano dal Governo, dall’Europa e così via…. men che meno dalle Province…la mia preoccupazione per il futuro, senza essere un gufo o un rosicone, permane. Grazie“.
L’ultima interpellanza è quella di PERGOLESI che preferisce definirla come una “preoccupazione”, che viene indirizzata anch’essa al Sindaco. Preoccupazione che gli è sorta mentre si prevedeva in Commissione di Bilancio il Piano Economico Finanziario del Servizio dei Rifiuti: “… perché è quello su cui si basa la tassa sui rifiuti per l’anno successivo. Ora nell’anno prossimo purtroppo verranno conteggiate tutte le migliaia di tonnellate che sono state smaltite con l’alluvione. Quindi se è vero che quest’anno il Piano Economico Finanziario si abbassa grazie all’ottimo lavoro fatto dall’Azienda e cittadini…..il prossimo anno verranno o dovranno venire conteggiati … anche quelle tonnellate smaltite con l’alluvione…“. Insomma che cosa potrà fare il Sindaco per contenere questi costi?
Ed ecco la risposta del Sindaco: “Grazie consigliere Pergolesi. Un’analisi assolutamente perfetta e sta dentro le valutazioni che facevamo prima con Rebecchini. O questa diventa una Nazione, oppure stiamo dentro un percorso dove 10 mila ton. di case, di mobili, di fotografie, di affetti vengono, non per colpa nostra, sicuramente non per colpa mia, messi per strada, vengono raccolti in 10 gg., ripulito tutto, risistemata la città e penso che se fosse una Nazione seria, dovrebbe capire che al di là delle norme, delle leggi, dei quadri, dei decreti, quello non è un prodotto che può essere computato dentro il Piano Economico Finanziario. Non può essere computato. E quindi io ho già scritto alla Provincia ed alla Regione, e se non basta scrivo poi al Governo, che vada messa in campo un’operazione seria di valutazione di quel materiale rispetto a come è stato raccolto e come è stato conferito. Siamo stati alluvionati non per colpa nostra. Siamo stati devastati non per colpa nostra, C’è un danno che facciamo difficoltà, fanno difficoltà, a risarcire e non è poi la città a pagare ulteriormente il danno che abbiamo subito, E quindi io confido. Però siccome la politica è fatta di persone, è fatta di intelligenze, è fatta di rapporti, perchè contano, non privilegi, di rapporti. Quindi se viene emesso uno Stato di Emergenza in 58 gg. e nelle altre realtà ce ne mettono 500 o 200, perchè gli impegni che qualcuno si assume altri verifica che vengano mantenuti. Quindi su questo lavoreremo con la Provincia e la Regione, che non sarà semplice eh!, non sarà semplice! perchè l’area era un’area, era un parcheggio, che è stato individuato dal Sindaco o come impianto temporale di stoccaggio di rifiuti non differenziati, quindi il FIR con il quale il codice è stato conferito come rifiuto non differenziato. Poi c’è l’alluvione. Ci dovrebbe essere la premessa, c’è stata l’alluvione, determinato questo, non abbiamo responsabilità, aiutateci a risolverlo. Detto quel “aiutateci a risolverlo” credo che la politica debba fare la sua parte per metterci nelle condizioni. Dico pure, e lo dico qui, per esempio sulle spese di conferimento in discarica, perchè come abbiamo chiesto sconti per gli autospurgo, come avevamo chiesto sconti per la rimozione delle auto, vista la quantità, è anche quello dovremo fare un ragionamento. Ma son convinto che ci siano le condizioni. Però ha fatto bene a lasciarlo a verbale così se le ricordano, ce lo ricordiamo tutti e ognuno per la propria competenza sempre Amministrativa, ognuno un pezzetto della competenza Amministrativa e di rapporti. Beh ci faremo carico di avviare un percorso adeguato su questo tema che mi sembra assolutamente ben posto e che deve stare all’attenzione e lo dico anche ai miei assessori per consentire che quel prodotto venga computato una parte minima se non azzerata rispetto al prezzo dei rifiuti di questa città. Grazie“.
La replica di Pergolesi è molto più breve e senza tanti giri di parole e senza l’attesa del suono del campanello che indichi che il tempo è scaduto: “Ringrazio il Sindaco e concordo con le sue parole in piena sintonia…“.

Franco Giannini
Già pubblicato Domenica 3 agosto, 2014 su SenigalliaNotizie.it

lunedì 28 luglio 2014

L'Italia conta nel mondo, realmente, quanto un due di coppe a briscola...

...ecco che allora i nostri "Capi" si devono inventare sempre qualche nuovo slogan per cercare di venderci per oro, il guano delle civette !!

Riminiscenze scolastiche, mi riportano a quanto sui libri di testo, apprendevo che a Terni c'erano le acciaierie, a Torino le auto con in testa la Fiat, l'Olivetti, allora macchine da scrivere era sinonimo di Ivrea, a Perugia la dolce Perugina, a Genova, a Monfalcone, a Trieste, ad Ancona la cantieristica navale la faceva da padrone, e se leggevi "Timo" non dovevi intendere la pianta aromatica, ma il logo di Telefoni Italia Medio Orientale sas. 
Ma ricordo che erano anche i tempi di Carosello e come faccio a dimenticare gli spot di allora che le migliori ditte mandavano in onda : l'omino della Bialetti, le gambe femminili che pubblicizzavano le calze Omsa, e poi ancora i panettoni di Motta ed Alemagna, il caffè Lavazza che più lo mandavi giù e più ti tirava su... Ma la lista sarebbe ancora lunga, lunghissima, delle ditte che hanno "tradito" Italia ed italiani portando lavoro, capitali e quattrini che lo Stato aveva a suo tempo elargito per tappare falle e "pompando" interventi a pioggia, rimetterle in linea di navigazione. Ed appena rimesse in linea di galleggiamento ecco il ringraziamento con il conio del nuovo termine che fa molto più imprenditore internazionale, la delocalizzazione. Meglio direi una "defecazione" degli industriali dell'ultim'ora ( per fortuna ancora pochi, ma qualcuno si salva!), senza arte ne parte, figli nati dalle budella d'oro dei loro genitori, gente che farebbe bella mostra, per la tipologia dei loro sentimenti, nelle patrie galere.
Oggi che siamo con la più alta percentuale di disoccupazione dopo Grecia e Spagna, siamo a chiedere che finanzieri stranieri vengano ad investire da noi. Già inizierei con il mutare la qualifica. Vi immaginate voi spiegare che un finanziere ha arrestato un finanziere? Bisogna ogni qualvolta avviene e neppure troppo di rado, specificare che non sono "colleghi" oppure che uno era in divisa e l'altro, l'arrestato, in gessato fuori ordinanza.
Non siamo ancora soddisfatti dei mali arrecati alla nostra industria, ai nostri lavoratori, alle nostre famiglie ed ecco che allora ci stiamo inventando di vendere agli stranieri. Senza comprendere, o facendo finta di non comprendere, che costoro cercano non l' "Affare",ma la speculazione, con l'arma del ricatto, e non vengono da noi certo per fare beneficienza. Affari che i nostri Amministratori, per portare a buon fine costi quel che costi, sono disposti a vendersi le mamme, calarsi i pantaloni ed il brutto, non certo quelli loro.


Per i nostri politici, investire significa far arrivare capitali freschi nelle nostre casse, portare lavoro a quelle persone che sperano ancora in un'anima buona. Invece nell'industria, non esistono anime buone, esistono esseri senz'anima il cui scopo primario è il facile ed ingente lucro. 
Ecco che allora, ci prendono per il collo e ricattandoci ci offrono, prendere o lasciare, il poco e a volte neppure subito. Comperano le nostre attività, ci rubano le tecnologie, l'artigianalità dei nostri prodotti, scopiazzano la manualità dei nostri lavoratori e senza neppure un grazie e in un breve lasso di tempo caricano sui TIR i macchinari e ritornano nel suolo natio. E noi ancora una volta con un pugno di mosche in mano. Ed ancora una volta quello che alla fine ci guadagniamo è l'allungamento della fila dei cassa integrati, dei disoccupati.Tanto lunga oramai, che non abbiamo più neppure i quattrini per pagarla...
Si parla di "Giovani" disoccupati, ma non sappiamo neppure più quale sia l'età che sanziona il confine tra giovane e vecchio disoccupato, perché oggi in casa abbiamo padri e figli in attesa di un lavoro. Almeno per uno dei due! E a far da cuscinetto è la pensione di nonno!
Non abbiamo più una SpA, una Snc, una Srl, ma abbiamo instaurato, giusto per far tendenza, la moda di far seguire o anteporre alla ragione sociale la parolina esotica "Gruppo", "Limited", "By". Siamo si con le pezze al culo, ma dignitosamente! Vuoi mettere tu una pezza ma con un by anteposto al nome?
Oggi abbiamo la specializzazione. Pensate che anche i barbieri si stanno organizzando. Ti insaponano qui e poi con un volo charter ti spediscono per la rasatura a Shanghai...


Ed allora cioccolata turca, scarpe cinesi, panettoni francesi, pomodori marocchini, Vini con le cartine, ecc, ecc, tutti prodotti italiani con tanto di DOC, DOP, IGT, IGP, mi raccomando il BIO e se poi non vi è sufficiente ed ancora non vi fidate, anche l'etichetta EU che attesta la genuinità del prodotto. Ma non date retta, per carità, non ascoltate queste verità scritte sulle etichette, sono tutte bugie, perchè quello che ci è rimasto d'italiano e di questo potete veramente esserne sicuri, quanto meno sulla  freschezza, è il Cetriolo. Si, il Cetriolo ! C'è poco da ridere. Si quello che, ci propinano i nostri governanti quotidianamente, è infatti da qui la garanzia di freschezza, a noi italiani e che noi consumiamo religioso silenzio. O al più, con qualche sospiro!




di Franco Giannini

giovedì 17 luglio 2014

Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà.

anzi m'ha fatto una promessa che il caldo e l'afa porterà anche ad Agosto...!!!

Dopo una lunghissima litania di "giornate bagnate", partita dal mese di maggio, per giungere alla prima decade di questo mese, ecco che da ieri (16 luglio !), l'anticiclone africano spazzerà o meglio ha già spazzato (così almeno affermano gli addetti ai lavori e per una volta diamo loro fiducia) l'ultima delle perturbazioni che avevano battezzato con il nome di Gea. E questa si che è una bella notizia, l' incoraggiante e desiderato annuncio che gli operatori balneari,  gli albergatori, i ristoratori, i commercianti e perché no, anche  i fortunati vacanzieri, i turisti insomma, siano essi quelli delle lunghe permanenze che del mordi e fuggi,  entrambi però sempre in bilico sul piove o non piove? Ora abbiamo la certezza. Cielo e mare azzurro, caldo a gogò per abbrustolirsi al sole  a proprio piacimento per tutto quello che resta di luglio e per il mese d' agosto.

C'è solo una categoria, che invece ha accolto questa notizia storcendo il naso. Quella degli anziani. Ma si sa, dobbiamo riconoscerlo, siamo (anch'io sono iscritto al sindacato dei rompiballe!) indubbiamente un popolo di rompiscatole. Sempre insoddisfatti ed ancor più sul fatto del clima. 

Ed allora giù con "Non ci sono più le mezze stagioni", "Non sai mai come ti devi vestire", "Ai tempi miei...". Piove ? E giù a lamentarsi, perché per andare a fare la spesa ci si è bagnati tutti, il vento ha rotto l'ombrello e... non solo, l'auto che passava ha preso su una pozzanghera e ha lavato la bici e chi ci stava sopra. 
Per non parlare poi di tutta questa umidità, che oltre che far diventare neri i muri di casa con la condensa, ti "rispolvera" tutti i dolori "dei ossi". Non ci credete? Basta sedersi una mezz'ora in una sala d'aspetto di un medico di famiglia. Entri che non hai alcun dolore ed esci che li hai tutti a forza di sentirseli ricordare : Il ginocchio della lavandaia, il gomito del tennista, la spalla anchilosata, le cervicale bloccata, la dettagliata e professionale numerazione delle vertebre partendo dalla C1 per terminare con la L5 e l'ossosacro. 
Quindi la pioggia no, per carità, perché ci rinfresca i mali "reonautici" "reumautici" insomma quelli "dei ossi"; le mezze stagioni non ci sono più, ed allora non ci resta che attendere i caldi.
 Vabbè ohh!! Ho detto caldo, una cosa giusta però, mica 40° gradi, e poi st'afa opprimente che neppure riesci a tirà su el fiato...

Come dicevo, e come l'ho buttata in "fregnaccia", l'anziano per sua natura, con il passar degli anni, dicono alcuni buonisti e ben pensanti, acquista esperienza e può offrire ai giovani chissà quali ricchezze. Si, giusto se ha avuto una buona uscita e magari sul bigliettino da visita hanno un Sen o un On. Ma a chi credete di prendere per i fondelli... ma ci siete mai entrati in un Ospizio, pardon Casa Protetta oggi si chiama... la sala d'aspetto prima di prendere l'ultimo treno.
L'anziano sarà anche vero che andando sull'età diventa più saggio, e ci credo, con tutte le legnate (che sempre quelli di cui sopra, chiameranno esperienze)  ricevute nel corso della vita, ma principalmente proprio per le randellate, diventa impaziente, scontroso, asociale, egoista, tutto gli è dovuto, proprio perché lui è anziano, e di conseguenza, anche se nessuno lo dirà e scriverà apertamente, una gran rottura di balle. Non tutti logicamente, le eccezioni ci sono sempre ed in tutto. E poi dipende sempre da come funziona il cervello!!
Vero è, che, ritornando all'argomento "clima", si cerchi di fare in modo che ripetendogli continuamente le stesse cose ogni anno, sempre se ancora ragioni, ti fanno imbestialire. 
Caldo ed afa, prendete appunti, eccovi il prontuario di sopravvivenza: Nonni non preoccupatevi, se ci sono problemi telefonate al numero verde 800xxxxxx, vi daranno consigli su come superare il momento critico. Voi non ci crederete, ma i consigli sono :  Non uscire nelle ore calde, questi i luoghi dove andare per trovare refrigerio: caserme dei VF, Centri Commerciali, su internet troverete la piantina del come arrivarvi (sempre che ce la si faccia!), bere tanto (almeno 2 litri d'acqua), mangiare tanta frutta e verdura, mangiare poco per non appesantire lo stomaco, tenere le finestre socchiuse per evitare che entri il caldo. 
Come? Ma non sono novità? Ed è  proprio per questo che c'inc.. ci imbestialiamo. 

Non è che ti dicono tieni a mente questo numero telefonico, valido per tutta Italia. Se hai bisogno di qualsiasi cosa telefona ed arriviamo. Non devi uscire nelle ore calde, ma se vuoi raggiungere la  caserma dei VF senza uscire, devi dar fuoco alla cucina, che vengono loro a prenderti. Su internet c'è la pianta, ma devi saper maneggiare il PC ed inoltre lo devi possedere ( magari ai 80 anni e non sai neppure come si accende!!). Bere 2 litri di acqua, poi se orini di più e sei incontinente, alla fine del mese ti mancano anche i pannoloni e devi mettere le mani in  tasca per pagarteli. Mangia molta frutta, ma non appesantire lo stomaco... insomma mangio o non mangio? Poi basta, per pietà!! il mangiare la frutta e verdura è diventato un po' come il mangiate il pesce azzurro... costa nulla e fa bene !! Se fa bene non lo so, quello che so è che non è vero assolutamente che costa poco. Chi lo afferma o è uno che non va al mercato, o è bugiardo, o è un politico (che poi sarebbe la ripetizione del termine usato prima!), o è un imbonitore pagato allo scopo. Salvo che non sia una che di nome fa Picierno, ed allora è tutta un'altra cosa!!
Tenere le finestre chiuse per non far passare il caldo, ma neppure l'aria... non è che qualcuno gratuitamente gli salti per la testa di installarti un impianto mobile di aria condizionata.... Figurati !!!

Ecco in Italia, quello di cui non ci possiamo lamentare è che i nostri governanti, perché è sempre da loro che partono ste st...idee, ci facciano mancare i consigli. Inutili, ma sempre e solo consigli.
Ed allora, detto tutto questo, una supplica, almeno per quest'anno, visto che ancora non avete iniziato, lasciateci morire di caldo... serenamente, ma in pace. Evitate di fornirci questi ebeti consigli, siamo vecchi... sappiamo sbagliare intelligentemente da soli. E per una volta, fate uno sforzo che so per voi immane, non guardate il lato umano che è quello che a voi sta più a cuore (ironico!!), guardate quello economico (non ironico!)... Non saranno di certo le pensioni d'Amato... ma tanti piccoli numeri...!!

 

di Franco Giannini

Un Robero Paradisi senza alcun burqa politico, ...

...disposto, come sempre, a parlare senza peli sulla lingua! 

Non lasciatevi ingannare dal sorriso del Consigliere Roberto Paradisi in questa foto! L’aperitivo di quello che sarà il resto dell’”intervista” immagino lo avrete già visto e ascoltato nel video. Cosa che consiglio di fare sempre ai lettori prima di partire con la lettura per il proseguo delle chiacchierate. Una pepata risposta alle prime due semplici domandine mi portano ad introdurre la prossima con un po’ di suspense.
GIANNINI – Nel 2010 Mangialardi ha avuto 13.127 voti pari al 50, 71% contro tutti i suoi concorrenti, che se si fossero coalizzati ne avrebbero accaparrati solo 366 in meno. Oggi, come ti dicevo, “Radio Strada” dice che i tempi sono cambiati, perché le “turbolenze” dei fatti avvenuti in questo ultimissimo periodo fanno vacillare la solidità di questa Giunta. Ma non sa che sono in tanti coloro della così detta opposizione che, con il cappello in mano, sono pronti a bussare alla porta del convento, confidando nel dono di un assessorato o un prestigioso incarico, in cambio, anche in questa mandata elettorale, di una manciata di voti. Che mi dici?
PARADISI (sorridendo NdR) – Una domanda che contiene una serie impressionante di domande. Partiamo allora da un dato di fatto. Io ho un lavoro di cui sono assolutamente soddisfatto, che faccio con passione e lo faccio anche, devo dire, con quel piglio che lo caratterizza anche nella mia vita politica. Ho interessi oltre la professione e la politica che sono sportivi e quindi ho una vita di cui mi ritengo assolutamente pieno, soddisfatto, anche con uno sfogo universitario che in qualche modo mi dà una soddisfazione intellettuale, quindi io, a differenza di molti altri, non ho bisogno di un assessorato per sentirmi soddisfatto. C’è qualcuno, anche in questa città, che per un assessorato sarebbe disposto, non dico a vendere la madre, ma senza dubbio un paio di zie, si. Ecco, io credo che sia bene che in politica si facciano avanti persone che hanno già una propria vita – professionale, sportiva, sociale – perché se in politica si fanno avanti quelli che la vita professionale e magari una vita piena non ce l’hanno, davvero si rischia che si entri in politica per vivere di un assessorato. Ecco, questo credo che sia il rischio più alto nella vita politica attuale. Premesso questo e quindi in parte ho risposto a questa domanda, ci sono persone che sono disposte a tradire le bandiere di sempre, per una presidenza del consiglio comunale, o per un assessorato magari, ai servizi sociali o all’ambiente. D’altra parte però ritengo che ci siano stati dei movimenti importanti in questi ultimi tempi, che hanno in qualche modo fatto scricchiolare quello che è il senso granitico che aveva questa maggioranza. Non mi riferisco soltanto alle diatribe interne che il PD ha avuto. Basti pensare allo scontro importante tra alcuni settori all’interno della Giunta, tra Volpini ed il Sindaco e tra alcuni settori del PD ed altri, ma anche all’interno della stessa maggioranza con SEL, pensiamo alla figura di Girolametti ed altri, con SEL che sta tentando di recuperare un rapporto privilegiato di servilismo con la maggioranza, perché ha paura che qualcuno dall’ex-centrodestra possa arrivare in soccorso della maggioranza. Cioè, se da una parte c’è, da parte di qualche movimento d’opposizione, la voglia di assessorato, dall’altra parte, quella della maggioranza, c’è una voglia di attaccarsi alle poltrone che fa scricchiolare alcune certezze della maggioranza. In questi movimenti le persone serie possono avere, a mio avviso, uno spiraglio di entrata, una via dove entrare e magari fare una proposta che sia corretta, ma che sia alternativa, non interpretabile in modo ambiguo, appunto chiara nei confronti della cittadinanza. Io credo che in quella zona noi dobbiamo cercare l’alternativa all’attuale sistema di governo.
G – Devi sapere, Roberto, che parlare con te, mi mette un po’ in imbarazzo. Tu hai tre doti che io non posseggo, ma che vorrei avere e che sono: l’intelligenza, il dono della sintesi e l’oratoria. Come ti avevo accennato all’inizio, la domanda su Liverani: hai timore di questa nuova lista civica? Ritieni Marcello all’altezza del compito che si è prefissato? Vuoi sapere perché ho scelto di fare questa domanda a te solo ora, per il semplice fatto che, sempre attraverso quella “Radio Strada”, ti si immagina quale terzo incomodo nella corsa al posto di Sindaco. E’ vero che sarai dunque il terzo candidato?
P – Se io dovessi decidere di fare il “candidato”, direi che sarei il primo, perché il terzo, (sorridendo NdR) io non sono il terzo di nessuno, Ovviamente è una battuta! No, Marcello è un amico, è una persona che stimo, è una persona che a mio avviso ha delle indubbie qualità, è una persona che ha fatto un grave errore: quello di mettersi a capo di una lista civica, di auto candidarsi a sindaco senza affrontare alcun tipo di confronto con tutte le opposizioni. Non ci si candida da soli a Sindaci. Ci si mette a disposizione di un progetto. Si mettono insieme non i programmi, questa retorica dei programmi francamente mi ha un po’ stancato, si mettono insieme le priorità, che una coalizione alternativa a quella attuale di rimettere in campo, sulla base di quelle priorità, si sceglie una strada da seguire e poi insieme si sceglie eventualmente il candidato a sindaco. Marcello, poteva e può essere una forza che può concorrere a questa operazione, però francamente, quando si scelgono i generali sul campo, i generali sul campo non si auto proclamano. Quindi io ho detto a Marcello privatamente, ma lo dico anche pubblicamente, Marcello, a mio avviso, deve mettersi in discussione e deve, se vuole, fare un progetto insieme a tutte quelle forze dell’opposizione, che sono pronte a dare l’alternativa a questa città. Se lui è pronto a fare questo si metta in discussione, si metta intorno ad un tavolo con tutte le forze alternative a questa maggioranza e si ragioni sulle prossime elezioni amministrative.
G – Questa risposta mi porta a formularti quest’altra anche se già hai espresso in un certo qual modo il tuo pensiero. Avete pensato di presentarvi in una unica lista?
P – La risposta c’è e secondo me è si. Ci può essere. E’ uno degli obiettivi. Più che un’unica lista direi un’unica coalizione. Una strada che secondo me vale la pena di battere. Ovviamente con tutte le difficoltà che questo comporta e quindi va valutata nei prossimi mesi, ma io non la escluderei.
G – Opposizione! Questa sconosciuta! Che cosa ne pensi? Non ti sembra che il gruppo misto sia quello più numeroso e anche il più inutile? Rebecchini, Perini, Rimini, Canestrari, il vecchio arco costituzionale racchiuso in quattro nomi. Sono tutti ex di un qualche partito. Non parliamo poi dei desaparecidos. Quindi se questa è l’opposizione, puoi comprendere perché io credo che la maggioranza avrà vita facile anche questa volta.
P - No, io invece non credo. Dobbiamo distinguere all’interno del gruppo misto ci sono persone e persone. Luigi Rebecchini è una persona seria…
G – L’ho solo citato perché, del resto, fa parte anche lui di questo gruppo…
P – … si però è è pregiudiziale pensare che il gruppo misto sia un marchio di fabbrica. A livello comunale conta in realtà come si fa politica. L’atteggiamento personale di chi fa politica. Si può stare anche nel gruppo Pinco Pallino e fare un’opposizione seria intelligente e tenace. Questo sicuramente lo fa Luigi Rebecchini che ha la mia massima stima e con il quale sui banchi dell’opposizione ho un rapporto addirittura privilegiato. Quindi la mia è una massima stima nei confronti di Rebecchini che sta interpretando il ruolo dell’opposizione come deve essere interpretata. Alan Canestrari è arrivato adesso. Ha fatto questa scelta, che io ovviamente rispetto, anche se devo dire che appena Canestrari è entrato in consiglio comunale, ho detto che quando vorrà, le porte di Coordinamento Civico sono aperte, anche perché lui è stato eletto all’interno della coalizione Marcantoni con cui tutti eravamo. Quindi per lui le porte sono aperte, per ora ha deciso di stare nel gruppo misto, ma devo dire che la prima uscita che ha fatto Alan Canestrari sulla Commissione d’Inchiesta è stata franca, corretta, di chiara scelta di opposizione e quindi mi pare si sia messo nella strada giusta. Per quanto riguarda Enrico Rimini, io credo che ci sia veramente ben poco da dire: ha fatto un suo percorso. Il percorso è chiarissimo. Enrico Rimini ha scelto di abbandonare la strada dell’opposizione, per ora, per avere la presidenza di una Commissione permanente del Consiglio e poi probabilmente, perché ha tutta l’intenzione di allacciare, di tenere buoni rapporti con Maurizio Mangialardi, con il Sindaco. Però devo dire che io non sprecherei troppe parole per Enrico Rimini in quanto non lo ritengo un Consigliere comunale che possa in qualche modo esprimere una qualche visione politica per cui vale la pena fare dei commenti.
G – Non so se mi riesce bene il fare la parte del cattivo. Ci provo! Vogliamo parlare del tuo “Libro Bianco“? Ad onor del vero avrebbe dovuto essere una vera black list delle “mal-fatte” di personaggi e cose. E’ comunque sia un blog che nasce nel settembre del 2011 con ben 8 post. Poi la spinta iniziale, con il trascorrere del tempo sembra esaurirsi, tanto che oggi è fermo a febbraio e dal luglio del 2013 ad oggi sono stati pubblicati solo 5 post. Segno questo che la volontà di fare ce n’è sempre tanta, ma è solo questione di disponibilità di tempo, oppure non ci sono più cose degne di essere segnalate?
P – (sorridendo NdR) Noo, ci sono tantissime cose degne di essere segnalate. Il problema è che io ho ovviamente fatto partire…ricordiamo intanto come è nato il libro bianco, il mio libro bianco, su internet. Il mio libro bianco è nato da una vicenda molto chiara. Cioè il Sindaco di Senigallia, nell’estate di tre anni fa si mise la fascia tricolore, andò presso l’ufficio anagrafe del Comune di Senigallia, improvvisamente senza avvisare, tenne un comizio dicendo che avrebbe riportato la fascia tricolore perché erano finiti gli stanziamenti dello Stato agli enti locali, accusando il governo Berlusconi di questo e dicendo “non ci sono più soldi, a questo punto io riconsegnerò la fascia al Prefetto. Non possiamo più amministrare, dobbiamo tagliare i servizi sociali”. La mattina dopo, io, allo stesso orario ed allo stesso sportello mi sono recato all’ufficio anagrafe, senza fascia tricolore ed ho portato quello che ho definito quel giorno il libro bianco. Cioè portai una serie di determine e dimostrai nel giro di dieci minuti, improvvisando un comizio, come esattamente aveva fatto il sindaco Mangialardi, da quello stesso sportello, improvvisai un piccolo comizio ai cittadini, dimostrando che in appena due ore avevo scoperto, nel pomeriggio precedente, circa 150 mila € di soldi buttati. Cioè fatti cadere a grandine su associazioni amiche, amici degli amici, parenti di alcuni assessori che erano nella maggioranza, mi ricordo ancora le consulenze date agli amici del Partito Democratico e dissi se non ci sono i soldi per i servizi sociali, se non ci sono i soldi per gli asili, se non ci sono i soldi per i meno abbienti, perché ci sono i soldi per il consulente del sindaco, per l’avvocato esterno vicino al Partito Democratico, per l’associazione degli amici di SEL e dei Verdi, perché i soldi per loro ci sono? Il libro bianco nacque da lì. Fu una risposta contingente a questo tipo di provocazione da parte del Sindaco. Poi è continuato ovviamente, perché in molti mi hanno chiesto di continuare a sfrugugliare, a guardare le delibere e quindi è andata avanti. Era però la risposta in quel momento, ovviamente. Poi dopodiché la politica non è soltanto la pubblicazione delle spese che fa il Comune di Senigallia, delle spese folli che fa Mangialardi, la politica è altro. Io, nel mio gruppo Coordinamento Civico, sono completamente da solo. Quindi faccio tutto io, dalle Commissioni, a cui decido di partecipare se ci sono cose interessanti, alle proposte, allo studio delle delibere, alla analisi di quelle che sono ovviamente le priorità in scadenza in consiglio comunale e quindi ovviamente il libro bianco è diventato un promemoria per i cittadini, e quando c’è qualcosa di interessante, ovviamente continuo a metterlo, tempo permettendo. Ed è un promemoria, perché deve ricordare a tutti “attenzione perché è arrivato comunque lo spesometro ad oltre 800 mila €, attenzione a tutti”: in tre anni ho scoperto anche con un impegno non totale 800 mila € di sprechi. Questo è il Comune di Senigallia. E quindi resti lì come promemoria. Quando c’è qualche cosa di interessante ovviamente lo pubblicherò.
G – Immagino che se non ti formulassi la domanda di darmi il tuo parere sul come è stata gestita la situazione alluvione nei suoi pre, durante e post, magari andresti a riesumare lo spezzone di un film di Guareschi (di cui ora non rammento il titolo!), in cui Don Camillo rimprovera al suo cane che sotto il tavolo stava rosicando degli ossi che Peppone gli aveva gettato, con un lapidario “Venduto al Cremilino!” A te quindi la risposta.
P – Beh, sull’alluvione io credo che un Sindaco con un livello alto di etica politica, già si sarebbe dimesso. Dopo l’alluvione Mangialardi, avendo avuto la consapevolezza della totale inadeguatezza del suo ruolo, della sua persona in quanto politico in quella situazione, io credo che avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Inadeguatezza, perchè si è circondato di collaboratori che non hanno, non solo saputo prevedere un evento che eccezionale non era, tanto è vero che non è stato di una portata eccezionale, è un falso. E’ una falsità dire che ha piovuto in modo eccezionale. Non è vero. I millimetri di acqua caduta non sono eccezionali. E questo ormai credo che sia storicamente appurato. Quindi si è circondato di collaboratori che non sono stati in grado di prevedere e di prevenire, non è riuscito a mantenere il fiume e a mantenere gli argini del fiume e a garantire la sicurezza, non è stato in grado ovviamente nemmeno di capire che in quel momento c’erano tutte le popolazioni del centro cittadino che andavano avvisate, dal piano regolatore, via Capanna, il lungomare. Ha deciso di non avvisarle, quindi una gestione fallimentare del durante, una gestione fallimentare del dopo in cui nessuno sapeva che esisteva il COC. Hanno gestito l’alluvione con pacche sulle spalle, selfie e grandi sorrisi. L’immagine dell’alluvione credo sia il selfie di Gennaro Campanile che piange da solo in macchina, si fa scendere una lacrima e si autofotografa. Ecco questo francamente è stato lo schiaffo più pesante dato alla città. Io credo che onestamente, onestamente questa Amministrazione avrebbe dovuto dimettersi e rimettersi in gioco.
G – E proprio per continuare dimostrarti la mia assoluta indipendenza politico partitica, io pronuncio ancora solo questi nomi e parole: Italcementi-Sacelit-alberghi a 5 stelle-piazza-museo e tu come proseguiresti la discussione?”
P – L’avevo detto! Semplicemente l’avevo detto in consiglio comunale. Ricordo perfettamente. Mi alzai e dissi al sindaco allora Luana Angeloni, voi non realizzerete mai l’albergo a 5 stelle, voi non realizzerete mai il palazzo dei convegni, voi non realizzerete mai il Borgo delle Torri, sarà una enorme incompiuta, ci sapremo ridire tra qualche tempo. E puntualmente questo è successo, ricordo quello che avevo proposto io allora, io proposi allora di far fare agli imprenditori che vi avevano investito un progetto a misura d’uomo, cioè proposi di fare un intervento mooolto più ridotto, garantendo magari anche di fare anche degli appartamenti di monolocali, di mini-appartamenti, quindi di fare un un momento di grandissima crisi edilizia, far realizzare delle costruzioni più facilmente vendibili, ma dicendo, attenzione come opere pubbliche fate fare quello che a Senigallia manca. Cioè un grande impianto sportivo polivalente che valga per il turismo sportivo, magari non con un albergo a 5 stelle ma con un ostello sportivo vero, reale, per grandi avvenimenti sportivi, per il grande turismo sportivo. Avrà un costo molto minore, un impatto molto più forte in città, perché sul turismo sportivo noi dovremmo a mio avviso cominciare ad investire e probabilmente oggi non avremmo delle incompiute, avremmo un grande parco verde con impianti sportivi e magari con qualche mini appartamento venduto, con un imprenditore in meno in difficoltà, un’area interamente recuperata. L’avevo detto e puntualmente quella che era stata la mia previsione negativa è stata confermata.
G – E se a questo aggiungo piano Cervellati, che cosa mi racconti? Che cosa ci trovi di positivo o di negativo?
P – E’ un piano che ho già detto in consiglio comunale serve per fare coriandoli a Carnevale. E’ credo il piano Cervellati, la mannaia più grossa che hanno avuto i commercianti di Senigallia, che hanno avuto i cittadini del centro storico di Senigallia. Ma se noi dovessimo vincere le elezioni useremo a febbraio durante la sfilata del Carnevale il piano Cervellati.
G – Maurizio Perini nel corso della precedente intervista, mi ha illustrato ed ha cercato di convincermi sul suo turismo religioso e sulla utilità del gemellaggio Senigallia-Lourdes. Tu invece in Consiglio hai caldeggiato quella del turismo plein air. Io sono la persona meno indicata per dire la mia su che cosa sia meglio o peggio, dal momento che in 72 anni in vacanza non ci sono mai andato, quindi sono digiuno di turismo. Ma quello che posso comprendere è che entrambe le vostre proposte, seppur utili, non sono gli elisir di nuova vita per il turismo senigalliese. Ed allora come si può curare un malato terminale, oltre che con le vostre aspirine?
P – Intanto se Perini andasse personalmente a fare un pellegrinaggio a Lourdes, intanto potrebbe chiedere al Santuario di farsi comprendere quando parla. Perché io ho letto l’intervista a Perini e non c’ho capito nulla. Perciò, magari intanto cominciasse lui a fare il pellegrinaggio a Lourdes e probabilmente riuscirebbe a far comprendere ai cittadini quello che lui ha in testa. No, perché nessuno ancora ha capito che cosa abbia in testa Perini, a parte il votare sempre compatto con la maggioranza. Per quanto riguarda invece il turismo plein air non è, io non ho mai detto che sia un elisir di lunga vita….(interrompo NdR)
G – faccio solo presente, per dovere di precisione, che è un termine che ho scelto io!
P – … si, si, va bene, ma comunque non credo che nessun turismo debba essere un elisir di lunga vita. Il turismo plein air è un turismo, io ho portato i dati di questo turismo e il turismo movimenta centinaia di migliaia di mezzi ogni anno in Europa e guardando i dati delle nostre zone, nelle località balneari ogni estate arrivano nelle città balneari qualche migliaia di “Camper”. Qualche migliaia di camper significa poter incrementare l’afflusso del turismo di circa, in una stagione estiva, di circa dieci, dodici, quindici mila presenze. Beh io credo che forse non sarà un elisir di lunga vita, ma avere 15 mila presenze in più durante una stagione estiva credo che porti ricchezza. Dobbiamo domandarlo al ristoratore, all’artigiano, al commerciante, all’ambulante che vende in piazza nel mercato. Dobbiamo domandarlo a questi e allo stabilimento balneare se effettivamente può essere utile avere un turista in camper oppure no. Io credo di si. Non capisco perché qualcuno possa pensare che ci sono turismi di serie A e turismi di serie B. Il turismo plein air è un turismo ricco, una città intelligente sfrutta il turismo plein air, una città miope lo allontana e noi lo stiamo allontanando.
G – Io immagino già la risposta che mi darai, ma devo fare l’avvocato del diavolo (il che con te non è che sia cosa facile), ma è la “gente” che me lo chiede: “Paradisi in Consiglio ci va poco, quel poco che ci va, ci sta poco, fa la sceneggiata con voce grossa e poi se ne va! Esibizionismo il suo o solo il piacere per un’arte drammatica influenzata anche da una deformazione professionale?” Che cosa rispondi?
P – Con la gente di strada ci parlo anch’io. Voglio dire, non c’è una sorta di esclusiva per parlare con la gente della strada. Anzi io parlo solo con la gente della strada. Solitamente non parlo con la gente del “Palazzo”. I ritorni che ho io sono altri. Se per sceneggiate intendiamo dire Paradisi fa opposizione, qualche volta alzando la voce, ben vengano le sceneggiate. Se per stare poco in consiglio comunale significa avere l’80% di presenze in consiglio comunale, ben venga stare poco in consiglio comunale. Se poi qualcuno volesse pretendere la mia presenza in aula quando si parla di diritti delle minoranze in Azerbaigian, oppure di unioni civili con il registro delle unioni di fatto, oppure ancora di pace nel mondo, oppure ancora di disarmo unilaterale, oppure ancora di scemenze di questo genere, non ho tempo per stare in consiglio comunale. Se poi i cittadini riterranno che il mio dovere era stare in consiglio comunale a parlare di diritti umani nell’Azerbaigian, ha uno strumento fondamentale che è quello che alle prossime elezioni non mi vota. Io senz’altro ogni volta che in consiglio comunale si parlerà di queste cose, io sarò da un’altra parte. Non sarò in consiglio comunale! Ed aggiungo solo questo e ci tengo a dirlo. Quando si parla di queste cose in consiglio comunale io a differenza di molti altri consiglieri comunali e di qualche assessore, io ho un lavoro, porto a casa reddito e produco reddito anche per lo Stato, non sono un nulla facente e non sono un ministeriale che viene pagato con i soldi pubblici. Io i soldi al pubblico li do, perché ho partita IVA e fatturo. Quindi piuttosto che parlare di diritti umani nel mondo e di spese militari, io lavoro, perché un lavoro ce l’ho. Questa è la garanzia dei cittadini quando eleggono un consigliere comunale. Eleggano un consigliere comunale che un lavoro ce l’ha, che una propria vita ce l’ha. Stiano attenti ad eleggere chi magari in consiglio comunale presenzia anche quando si parla del sesso degli angeli, ma poi magari vive di denaro pubblico o addirittura vive di rendita.
G – Ho chiesto anche ad altri, ma non certo per fare il verso a Crozza con la sua macchietta di Razzi, me ne guarderei bene ancor più con te, ma qual è la domanda che aspettavi che ti facessi e che invece non ti ho fatto? Ed eventualmente, anche la risposta.
P – No. Io a differenza, a differenza di Maurizio Mangialardi o di altri, io le domande le faccio fare ai cronisti. Non ho alcuna domanda da auto farmi. Quindi io rispondo alle domande che mi fanno i cronisti e altre domande magari le faccio io agli altri, ma non me le faccio da solo, insomma. Ho rispetto dei cronisti. So che soprattutto all’interno dell’Amministrazione Comunale, spesso le domande vengono concordate, perché vengono fatte da chi vuol sentirsi fare determinate domande… (interrompo NdR.)
G – Posso scriverlo?
P – (sorridendo NdR.)… senz’altro!
G – L’ultima che faccio a chiusura è a scopo di rilevamento dati statistici. C’è qualcuno in giunta che apprezzi per le sue doti professionali o umane. Puoi darmi un numero o anche fornire il nome. Come preferisci!
P – Faccio una premessa. Io non ho alcun tipo di problema personale con nessuno. Io non intendo la politica in termini personalistici. Quindi non ho motivo di avere risentimenti da un punto di vista umano personale nei confronti di chicchessia. Io ho rispetto di tutti. Se invece la domanda è, se ho politicamente stima di qualcuno (confermo con il capo in segno di assenso NdR.) all’interno della Giunta, la risposta è, avrò stima all’interno della Giunta il giorno che dirà apertamente, me ne vado, perché in questa Amministrazione, non si può più mettere piede mantenendo una onestà intellettuale. Il giorno che un assessore mi dirà questo, io gli darò pubblicamente la mia stima. Ad oggi la risposta è, assolutamente no! Un grande rispetto personale di tutti.

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Franco Giannini
Pubblicato Mercoledì 16 luglio, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i Commenti dei lettori di SenigalliaNotizie.it :

ilbianconiglio
2014-07-16 20:22:02
Ma perche' mi fa difendere il sindaco, avvocato? La PROVINCIA deve mantenere il fiume e gli argini: se ha i soldi. Chiunque sta in campagna come me poi le dira' che addirittura non ce' un regolamento chiaro nemmanco per pulire i fossi! Bella idea avvisare la gente del Portone quando arrivava il fiume: io c'ero in citta' e tutte le macchine erano bloccate gia' da un pezzo: mettiamoci pure le persone che si mettono a salvare le cose e finiscono affogate in casa o in garage o dentro la loro macchina. Ma poi l'idea di buttare in coriandoli quel famoso piano cervellati: tutte le battaglie per non buttare via i nostri soldi e poi butta nel cesso una cosa gia' pagata?Eddai che basta sistemarlo un pochino: oppure i soldi spesi dagli avversari politici si possono sprecare? E basta parlare di turismi a recinti chiusi, o uno o l'altro: fa tanto schifo fare a Senigallia TUTTI i turismi possibili?
Gnagnolo
Gnagnolo
2014-07-16 22:44:38
In che lingua è scritto il commento precedente?
maria garbini
2014-07-16 23:04:58
Sulla regalia a lanari di via mamiani c'è stato l'OMERTA' di tutti anche dell'opposizione e della stampa servile; certo non illudetevi di vincere FACILE con il ricciolone-&, dovranno andare a votare molti più elettori. Ricordate-riflettete che 22 giorni dopo il disastro dell'alluvione i compagnucci hanno attenuto a Senigallia la percentuale più alta di voti rispetto a tutto il resto delle Marche! Dubito che si riesca in commissione-alluvione a far emergere le responsabilità dell'amministrazione; anche sulla magistratura ci conto poco-niente...... suddito n.d.

mercoledì 9 luglio 2014

I delfini, testimonial della natura, se non proprio a Km. 0, sicuramente a costo zero!

Là, dove anche Lucio Dalla si ispirava e ci creava su " Come è profondo il mare" - FOTO

Anche Lucio Dalla aveva la barca, amava il mare e veniva dalle nostre parti…Che sia un caso come quello della Rotonda e della leggenda sulla canzone scritta da Fred Bongusto? Non lo so! Quello che so di certo sono due cose: una che se c’è una cosa che mi mette in imbarazzo è quando mi dicono, “te che sai fa’, buttace giù du’ righe” e ti raccontano il fatto documentandolo con delle foto e l’altra che qualcuno resterà ingannato dall’azzurro del mare delle foto e proverà a scommettere che si tratta della solita gita in barca fatta in qualche paradiso. Ed invece, manco per niente, sono state scattate proprio “machì” a Senigallia.
 A parte anche la discutibilità del “te che sai fa’“, molto opinabile. Ma è veramente difficile esprimere descrivendo i sentimenti, le sensazioni degli altri che hanno vissuto momenti belli o brutti che siano stati, con tue parole a distanza di tempo, di spazio ed a bocce ferme. Questo però è il compito che Marco mi ha assegnato, non vuole che metta il cognome (solo per sua naturale modestia e non perchè sia ricercato), consegnandomi le foto e corredandomele con un commento che più che lungo ed esauriente era arzigogolato per l’emozione ed ancora carico di entusiasmo per l’esperienza vissuta. Quindi l’ho dovuto decifrare, poi l’ho scomposto e successivamente passato in una sorta di virtuale moviola ed ho provato a ricomporlo. I passaggi però hanno fatto perdere la “musicalità” di quel suo entusiasmo, come di quando mi raccontava dello sciabordio dell’acqua sulle fiancate della barca o dei gridi, fischi lanciati dai delfini.
 
Marco, il, professionista nell’arte della lavorazione del marmo, che lo avvicina più ad uno scultore che a quelle classiche del marmista, potrebbe far pensare che a lungo andare una possibile deformazione professionale, lo abbia potuto tramutare in una persona “fredda”, “dura”, “granitica”. Invece, nulla di tutto questo, anzi oserei dire tutto all’opposto.

Quando sentivo raccontare dello sciabordio dell’acqua ed i fischi dei delfini, lo guardavo e non ci credevo. Un “tenerone”. Ma forse il suo elisir di tale carattere “compagnone”, “ciarliero”, “chiassone”, “allegrone”, “buongustaio” e guai a me se non lo mettessi, anche sfegatato “Romanista”, l’ha di certo nel suo DNA, ma evidentemente si è rafforzato con la pratica di quello che è divenuto il suo hobby: il mare, la barca. Cose che nel silenzio, in quella pace incontaminata o quanto meno lo si cerca e lo si spera di trovarla, ti invita a riflettere ed avvicinarti alla natura ed alle sue bellezze.
E così che siamo arrivati quindi al dunque.    

Per tutto c’è sempre una prima volta.
Sia essa quella di sentire la brezza che gli scompiglia i cappelli (o meglio che glielo poteva rievocare, vista la lucentezza del suo cranio), sia l’ascoltare delle vibrazioni del sartiame teso e lo schioccare delle vele ad ogni sferzata di vento. E domenica un ulteriore battesimo che ha lasciato il segno: l’incontro, il primo incontro, l’indimenticabile, suggestivo, emozionante primo momento del contatto con i delfini. Mai Marco, mi dice, avrebbe pensato che la sensazione e l’emozione che provoca solo la loro semplice vista, quell’ascoltare il loro fischiare, mentre ti nuotano accanto, seguendo lo stesso tuo andare con la barca potesse arrivare fino ad un cenno di commozione. La sensazione è quella di una specie di paresi che ti blocca con una mano sul timone e gli occhi puntati sui loro che ti guardano con una dolcezza umana (anzi di più!) e con quei loro musi tondeggianti sembra ti sorridano.
“Magnifica”, non un panfilo inquinante, ma una semplice barca a vela classe FD, un 6 metri di appartenenza alla A N M V con locazione a “riposo” all’altezza dei bagni 11, è il nome della barca. Dunque senza alcun motore neppure ausiliario se non la pagaia che induce a sperare che il vento non abbia mai a cadere. “Magnifica”, questo è un nome che evidentemente non poteva che continuare a portare bene. Oltre a quello per le innumerevoli regate fin qui vinte, “Magnifica”, dicevo, si trovava a 2 miglia marine ( circa 3km e 700 mt.) dalla costa, quando ha incontrato questa magnifica (e la ripetizione è voluta!) coppia di delfini che l’ha accompagnata per un po’ di tempo sempre con il timore che, magari, da un momento all’altro decidessero di abbandonarli. E la “Magnifica” non poteva che regalargli anche questa magnifica giornata ed esperienza.
Ed ecco che allora pensi a come possano gli uomini rendersi spesso insensibili carnefici nei confronti di questi innocui sensibili ed intelligenti cetacei. La prima sensazione che provi è quella di avvivinarti maggiormente ed accarezzare le loro lucide pelli e magari tuffarti e nuotare con loro vicino. Poi il timore di vederli scomparire, ti blocca e ti paralizza. L’unico gesto è quello di prendere il telefonino e cliccare, immortalando qualche foto anche per dire “io li ho visti da vicino e questa ne è la testimonianza!“.

 Rimettendo poi i piedi in terra e ritornando alla vita di tutti i giorni, riscontriamo quanto altri si incaponiscano nel creare, invece, forzatamente dei “Testimonial” che pubblicizzino le bellezze della natura e tutto quello che essa comporta, ricorrendo a banalità come la creazione di “bandiere” colorate o le “gag” puerili di “personaggi” dello spettacolo, per di più anche pagandoli, quando poi si scopre che, forse, la miglior pubblicità per la Natura l’hai sotto mano e te la offre proprio la Natura stessa senza alcuna spesa.
I due delfini, avrebbero impersonificato nel migliore dei modi il compito di “Testimonial”, sicuramente con un’ interpretazione più veritiera e poi come due professionisti (del resto lo sono) avrebbero descritto con la loro felicità di nuotare in questo mare, fornendo l’indicatore che la dove è profondo il mare, la natura è incontaminata, perchè l’acqua è pura e cristallina. Quel “là dove è profondo il mare” non è neppure distante chissà quanto, perché è proprio lì, di fronte alla nostra Senigallia ed è raggiungibile perfino con un semplice pattino.
Questo avrebbe potuto e sarebbe dovuto essere lo spot per la Senigallia da vivere tutto l’anno, ed ancor più dopo l’alluvione.
Anche se credo non sia superflo fare una debita raccomandazione (l’imprudente è sempre presente dietro l’angolo), purché si sappia nuotare e con il minimo sindacale di un salvagente al seguito e un avviso al bagnino di dove si va… ah ! non dimenticate una macchina fotografica o come diavolo oggi la chiamate voi, nuove generazioni, magari per farvi, anche se non bevete, come canta la pubblicità, un selfie.
Marco e Laura (la sua gentile consorte che in barca lo fa sentire per una volta e solo su “Magnifica” che è lui che “comanda”) con il lato “B” ancora bagnato dagli spruzzi di salsedine, e la gioia di tale esperienza, me l’ha cercata di raccontare e regalare, bontà sua, come meglio poteva ed io con il lato “B” invece all’asciutto, ma sicuramente più accaldato, ho cercato di riceverla ed indegnamente ritrasmettervela con quelle sensazioni che malgrado la buona volontà risulteranno difficili da far rivivere. Ma comunque e per fortuna, in aiuto ci sono le foto a parlare meglio di quanto io non abbia fatto fin qui, ed è questo, del resto, che fa miglior il testo e rende interessante la cronaca.

Franco Giannini
Già pubblicato Martedì 8 luglio, 2014 su SenigalliaNotizie.it 
Questi i commenti dei lettori di SenigalliNotizie.it :

salvaterre
2014-07-09 09:10:56
egregio signor Giannini il suo articolo mi ha emozionato,pur non essendo un "uomo di mare"..i suoi riferimenti e la descrizione onomatopeica delle vele e del suono del mare..che meraviglia. grazie
lorenz
2014-07-09 15:53:24
Hai visto Carissimo Giannini che non mi sono sbagliato.... quando ti ho detto ; TE CHE SAI FA..... complimenti per l'articolo!!!! MERAVIGLIOSO!!!!! FRANCO SEI UN GRANDE!!!!!!!
Pappuc
2014-07-10 07:57:48
Complimenti sig. Giannini articolo bellissimo!!!