venerdì 23 ottobre 2015

Un libro scritto da e per chi ha cancellato dal dizionario il termine “arrendersi”

Secondo testo di Emily Iavasile, dedicato al figlio Christian ed a tutti quelli che lottano. Con l' annuncio della partenza.

Se il primo impegno di EmilyChristian, il nostro senso della vita” aveva come filo narrativo principale le vicissitudini, le angosce, le difficoltà in cui si imbattono le persone con disabilità dovute a malattie rare (entrambi – madre e figlio – sono malati di leucodistrofia il cui nome preciso è Malattia di Pelizaeus-Merzbacher), questo secondo lavoro è una speciale autobiografia composta da un elaborato e sapiente cocktail descrittivo composto da sensazioni spesso contrastanti tra loro.
In cui però non si troverà mai le parole “rinuncia” o “rassegnazione”, i termini quali “odio” o “rancore”. Forse perchè la famiglia è credente e la Fede ha sempre offerto loro un bastone d’appoggio morale assai importante. Del resto il contenuto dei due libri, invito a leggerli entrambi, potrebbe essere un aiuto disinteressato per quanti si trovano nelle loro condizioni colpiti da malattie rare.
E’ un libro meditativo dove Emily vuole, desidera ed alla fine riesce a portare il lettore ad una riflessione e all’invito a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica attraverso i suoi messaggi interiori ed i valori concreti suggeriti. Inoltre è anche un profondo arricchimento morale, psicologico e pratico, dove all’interno c’è uno “svolgimento di una vita” da leggere tutta d’un fiato, magari anche rinunciando, per una giornata, a scorrere le pagine di Facebook o ad assistere alla visione di qualche “giornalista” intrattenitrice di uno dei soliti pomeriggi televisi con le sue taroccate vicissitudini strappalacrime.
E l’occasione mi è ghiotta per poter rivolgere un invito alle nostre “Eccellenze” parlamentari dei politici locali, che vista la loro vicinanza in Parlamento alle inavvicinabili (per noi miseri mortali) personalità quali la ministra Beatrice Lorenzin, o la presidente della Camera Laura Boldrini, a far loro dono di una copia di entrambi i libri. Visto mai che oltre che politiche sono anche entrambe mamme, qualche spigolo morale abbia ad arrotondarsi!
La copertina del libro di Emily Iavasile, mamma di Christian CialonaMalattie rare, dicevo, che in Italia, i nostri medici e ricercatori conoscono bene, ma che invece sono volutamente “sconosciute” dalla parte burocratica ed amministrativa della nostra Sanità. Un Ministero che si gestisce alla stessa stregua di un’impresa economica che deve dare utili (il solo imperante Dio guadagno!) e non servizi che salvaguardi la salute e la vita dei cittadini.
Ed è, infatti, sotto gli occhi di tutti come il nostro Governo sia insensibile e sordo alle grida di dolore che si alzano da coloro che, colpiti dalla disgrazia, vogliono avere la libertà e la possibilità di “staccare la spina”. A questo punto allora si potrebbe pensare che Stato sia ben disposto a tutelare chi invece vuol curarsi e guarire. Invece anche qui lo Stato è sordo ed insensibile. Uno Stato che vergognosamente rifiuta quel minimo sindacale di dignità ai suoi cittadini più deboli, sia che scelgano la strada della rinuncia che quella della speranza.
Nel nostro Paese, l’unica speranza che rimane a chi disgraziatamente si trova a combattere con i meandri del menefreghismo governativo è, sempre che poi si riesca a trovare dei canali economici di qualche amico, di qualche volontario mecenate, di staccare un biglietto ed andarsene dai lidi nativi visto come oramai in certi casi, come quello di Christian ed Emily, ci si sente ugualmente stranieri e di peso in terra natia. A fine novembre, infatti, anche la famiglia Cialona abbandonerà l’Italia, avendo deciso di approdare e questa volta definitivamente, alle Isole Canarie (perchè oltre a tanti benefici di natura di servizi, il clima è ottimale per Christian). E si guardi bene che non si tratta di una rinuncia, la loro, ma è il continuare nella lotta di Davide contro Golia, dell’orgoglio contro la vergogna. Andandosene, si lascieranno alle spalle tanta nostalgia, non certo per questa Italia che ci governa, ma solo e principalmente per i parenti e gli amici che qua lasceranno e che pochi non sono.
Buon viaggio cari amici, che la costanza, la determinazione, la speranza non vi abbandonino mai, mai rinunciare, perchè poi il rimpianto di dire “forse, se avessi provato…” vi perseguiterebbe ogni istante.

Allegati

Chi fosse interessato all’acquisto del/i libri può contattare direttamente l’autrice Emily Iavasile al numero 339/1468406

Franco Giannini
Pubblicato Giovedì 22 ottobre, 2015 su Senigallianotizie.it

giovedì 15 ottobre 2015

Ben 204 candeline sulla torta di “fine estate” della Casa dell’Ospitalità di Ostra Vetere

Due le Ospiti che hanno superato la soglia dei fatidici cento anni !

Che sia tutto merito dell’aria di Ostra Vetere? Sicuramente anche quella. Ma credo che l’elisir di lunga vita di queste due centenarie sia da ricercarsi in varie componenti, quale anche il cibo, l’affetto dei loro cari, le cure a loro rivolte dalla fondazione Casa dell’Ospitalità F. Marulli attraverso le proprie maestranze, che, a quanto pare, oltre che curare tutti gli “ospiti”, li “viziano”, inventandosi giornate festose prendendo a scusante qualsiasi pretesto.
Poi, come si vede, queste festività occasionali divengono appuntamenti fissi nel corso degli anni. Tant’è che sabato 26 settembre ospiti, familiari e tutto il personale socio sanitario, infermieristico ed amministrativo, si sono ritrovati per il “4° barbecue – festa di fine estate“, quello che ormai è divenuto un appuntamento tradizionale.
Festa di fine estate e compleanni alla Casa dell'Ospitalità di Ostra VetereQuest’anno poi ancor più festaiolo, perché oltre al barbecue c’erano da festeggiare due compleanni: uno della signora Agata Bordi e l’altro della signora Teresa Ortolani. In verità, per educazione, non si dovrebbero mai rivelare le date di nascita delle signore, ma in questo caso, me ne assumo tutte le colpe, sono costretto a farlo per dimostrare che sono effettivamente entrambe centenarie: la prima, la più giovane, è nata infatti il 28 agosto 1915; la seconda, diciamo più adulta (ben 104 anni!), ha visto la luce il 14 settembre 2011.
ADVERTISING
Ad aprire la giornata, prima di dar inizio ai programmi festosi, il parroco don Mauro Baldetti ha celebrato la messa, alla presenza delle istituzioni comunali di Ostra Vetere nelle persone del vicesindaco, Luigina Brocanelli, nonché dell’assessore ai servizi sociali e pari opportunità, Martina Rotatori.
Il menù è stato semplice, gustoso, ottimo ed abbondante tanto che tutti, sia ospiti che invitati, si sono detti soddisfatti ed hanno sinceramente gradito ed apprezzato. Sicuramente motivati anche per il fatto che alcuni degli ingredienti provenivano dall’orto (non a Km bensì a metri zero!) della stessa struttura Marulli. Ma non solo coltivati nella terra interna alla struttura, ma anche coltivati dagli stessi ospiti (ovvero, dal produttore al consumatore o meglio “e” consumatore), quali, ad esempio ed uno su tutti, il basilico con cui le cuoche di “Casa dell’Ospitalità” hanno dato vita ad un pesto a dir poco fa-vo-lo-so. Ma non si sono fermate qui, se si pensa che hanno anche servito delle ottime, ma forse gli aggettivi più appropriati sarebbero “superbe”, “celestiali”, lasagne con verdure di stagione.
Ma le cucine, grazie anche alla collaborazione dei ragazzi della pro loco di Ostra Vetere hanno continuato nel loro certosino e professionale lavoro sfornando anche ulteriori pietanze luculliane a cui hanno fatto seguito squisiti dolci, preparati anche questi dagli ospiti con l’aiuto e la supervisione degli operatori dell’Alma Consulting.
Festa di fine estate" della Casa dell'Ospitalità di Ostra VetereSaziati i piaceri della gola, la giornata è poi proseguita con lo spettacolo offerto a tutti i presenti sia dal gruppo folcloristico de “La Damigiana”, composto da stornellatori e musicanti, sia da un altro gruppo composto da volontarie e volontari tutti agghindati nei loro abiti folk, che hanno regalato agli intervenuti una giornata piena di allegria.
Come consuetudine, ad ogni evento della Casa dell’Accoglienza, non poteva mancare una delle colonne portanti del volontariato: il Gruppo U.N.I.T.A.L.S.I di Ostra Vetere e Pongelli, sempre in prima fila quando si presenta l’occasione per regalare un sorriso ed un aiuto agli ospiti della struttura.
Era sera quando si spegnevano le luci e si gettava la cenere sulla brace del 4° barbecue, ma già gli organizzatori, salutandosi con un “arrivederci” si davano appuntamento per porre le basi e programmare quello futuro. Il tutto, eventualmente, sempre alla Casa dell’Accoglienza F. Marulli in quel di Ostra Vetere. Ed allora come salutarci, se non con un … arrivederci!

Franco Giannini
Pubblicato Lunedì 12 ottobre, 2015 su Senigallianotizie.it

giovedì 8 ottobre 2015

Fischio d’inizio per il IV memorial di volley Giuliano Pierangeli

Anche quest'anno numerose le squadre partecipanti divise tra le palestre Leopardi e Corinaldesi.

Come annunciato, dal parquet fin sugli spalti della palestra dell’istituto Corinaldesi è risuonato, domenica 4 ottobre 2015, il fischio d’inizio del torneo amatoriale di volley in ricordo dell’indimenticabile quanto solare e sorridente figura di Giuliano (per tutti gli amici Sauro) Pierangeli che ci ha lasciato quattro anni fa.
Come oramai abitudine, a farsi carico di tutta l’organizzazione e della direzione delle partite, è sempre il solito Francesco Bramucci, supportato, non dimentichiamolo, dal suo braccio destro Gianfranco Pacenti: oltre a svolgere il compito di arbitro delle partite, lo affianca nelle tante altre incombenze dei fine partita, dei pre e fine memorial, che poche non sono.
Nove le squadre a contendersi il trofeo del memorial 2015: Anche no – Center Shopping – CLT Autotrasporti – Do Brasil – G.E.A. – Ristorante il Casale – Ristorante Il Pomodoro – T9 – Terzo Tempo. Qualcuna è una vecchia conoscenza! Ogni settimana, a turno, una squadra osserverà una giornata di riposo.
Finali e finalissima sono previste per il giorno 13 dicembre a partire dalle ore 15 nella palestra dell’Istituto Corinaldesi, la stessa in cui si è alzata tradizionalmente la prima palla. A scendere in campo, dando così ufficialmente vita al torneo, sono state le squadre Center Shopping e Ristorante Il Casale.
Il pre-incontro del IV Memorial Giuliano PierangeliA fare gli onori di casa Daniela Pierangeli, sorella di Giuliano, unitamente a Ernesto Murenu vice presidente della sez. di Senigallia dell’ANFI: con il loro lancio del pallone hanno decretato l’apertura degli “incontri”. Perchè, come spesso ho avuto modo di sottolineare, in questo torneo amatoriale non si usa il termine “scontri”. Anche perché non ci sono neppure contestazioni sull’operato arbitro e se può esserci umanamente una sua possibile svista, il tutto si risolve con un’arrendevole alzata di braccia da parte di chi obiettava ed al massimo un suo benevolo comprensivo sorriso.
Come sempre sarà possibile seguire risultati e classifiche sul sito http.//memorialvolley.blogspot.it/
Che altro dire se non augurare buon divertimento a tutti gli atleti e a chi vorrà assistere alle partite che si disputeranno nelle due palestre degli istituti Leopardi e Corinaldesi: gli orari sono le ore 15 per la prima partita ed le 16,45 per la seconda e sempre nelle giornate di domenica.
Da parte di chi scrive, l’augurio che vinca il migliore e l’appuntamento per la finalissima e le consuete premiazioni.

Allegati 
Franco Giannini
Pubblicato Mercoledì 7 ottobre su Senigallianotizie.it

lunedì 5 ottobre 2015

La Lorenzin, ovvero la ministra che con quella bocca può dire ciò che vuole...

... non li perse quando ancor una giovincella di 40 anni li aveva legati con il fil di ferro, figuriamoci oggi da ministra della sanità.

Solitamente rifuggo dal chiedere l'aiuto in quello che spesso sulle pagine di FB considero come la Catena di San Antonio" del "Condivi se sei d'accordo". Ma questa volta, mi cospargo la testa di cenere e invito gli amici, per una volta, ad aiutarmi, perché questo mio grido, che non è più di dolore, ma di rabbia ed esasperazione, riesca, visto mai, ad arrivare alle orecchie della ministra o di qualche suo lecchino sottopanza. Ho fatto già una lettera aperta, che non ha avuto seguito, come del resto non ne avrà questa. Sono del resto codardi nel rispondere, quanto in egual misura della loro alterigia, arroganza e spocchiosità.

Povera crista, le son piovuti addosso un sacco di rimproveri. Il primo che come ministra della sanità, non ha neppure in mano una laurea breve da infermiera. Vabbè, è vero, ma è anche vero che ha però un bel diploma di liceo classico. Che cosa ci fa? Del resto non è un pezzo di carta (come lo chiamava mio padre!) a fare intelligente un imbecille.  Agli altri mortali (intelligenti e capaci) solitamente serve quale buona preparazione per affrontare studi universitari, ma a lei non è servito perché conseguito il diploma è stata rapita. Rapita da chi o da che cosa? Sembra che sia stata folgorata nella via di Damasco e che la prima cosa che abbia abbracciato sia stata la politica. Una cosa che ti fa credere di divenire una specie di padreterno in qualsiasi cosa tu ti voglia cimentare. Vero però è, che lei anche dopo la scuola ha sempre continuato a studiare, tanto che oggi, arrivata dove è arrivata, con i risultati sotto gli occhi di tutti, si può ben dire che continua a studiare, ma sul come prendere per i fondelli i comuni cittadini, con un occhio di riguardo particolare a quelli con la salute a rischio ed a quelli meno giovani. Insomma, una specie di accanimento nei confronti dei più deboli. Un po' sadica, direbbe qualcuno. Ma no, è una ragazza che ha bruciato i tempi della carriera politica e si è ritrovata proiettata senza accorgersene dagli anni della dolorosa macchinetta dei denti agli anti estetici mandarini sotto gli occhi più difficili da curare (a pagamento, perchè il SSN non passa le cure estetiche).
Del resto, che volete, almeno una volta in una cosa siamo tutti uguali, negli anni (presi come spazio temporale, non certo di qualità di vita) che passano impietosamente nello stesso modo.
Non avrà ancora sostenuto gli esami per la qualifica d'infermiera, però non si può dire che di materia odontoiatrica non ne mastichi (battuta!) qualche cosa o che non potendola masticare ne sia completamente digiuna.
Se il nostro bravo premier "orzobimbo" ha creduto che le quote rosa dovessero essere rappresentate da questa mediocre tipologia intellettuale di signore quali appunto la Lorenzin, la Madia, la Giannini, la Mogherini, la Pinotti, la Guidi... per scendere al di sotto della mediocrità fino a toccare l'insufficienza e con tanto di tutore di sostegno, come la Picierno in primis, la Bonafè, la Moretti, la De Micheli ed altre di cui non mi sovviene il nome, certamente l'ha fatta fuori del vaso. Del resto non è la prima volta e neppure sarà l'ultima. Non politiche, non intelligenti o quanto meno non fanno nulla per dimostrarlo, solo forse delle piaccione (e poi mica tutte) intrattenitrici TV o ragazze da copertina nei giornali patinati.
Ma quello che mi lascia di sasso è che le donne, quelle intelligenti, lontane dalla politica (e ce ne sono tantissime e forse anche in maggior numero degli uomini), non si sentano offese da tali scelte che ledono l'intelligenza di chi la materia grigia l'adopera ogni attimo della giornata, non certo per giocare a fare la politica di turno, ma per mandare avanti la baracca (leggi famiglia!).  

Bisogna riconoscere che la Lorenzin conscia della sua limitatezza, ha scelto diversi tutori circondandosi di professionisti in materia. Medici e professori che lasciano in verità qualche dubbio sulle loro effettive conoscenze del problema Sanità.
Ricordo che quando ero militare, ci chiedevamo perché il medico della caserma (eccezion fatta per i Sten di complemento che erano di leva come noi) avesse scelto di vestire una divisa guadagnando quattro lire, rispetto a quanto avrebbe potuto racimolare lavorando in privato o in una struttura ospedaliera. E la risposta ci arrivava puntuale quando marcando visita questi ti prescrivevano, tanto chee avessi il mal di denti o il mal di stomaco o una influenza, la solita miracolosa supposta che guariva tutti i mali. I padri, delusi, immagino che dicessero "poveri quattrini miei".
E questo pensiero mi torna alla mente quando si parla di questi consiglieri, di questi esperti la cui preparazione, almeno vedendo i consigli che propongono a questa signora, è sotto gli occhi di tutti. Con i loro genitori accomunati nel dolore di quelli di cui sopra, con i figli in Sanità.
Ed oggi la Lorenzin, più che vederla come una valida, preparata, efficiente, ministra della Sanità, mi appare come una dolce, innocente, patetica sartina anni '30 a cui per ammodernizzarla, qualcuno le ha riservato uno stand al Salone della Moda di Milano. Ma lei  rimane un anticaglia identica a quella specie di antica immagine della Madia (che moderna non diverrà mai!), con le forbici in una mano e l'ago nell'altra ed alla quale di nuovo e moderno gli hanno solo cucito un sorriso governativo d'ordinanza a 42 denti che rispecchia tutte le falsità del suo partito e del suo premier. Quello stesso sorriso imposto per raffigurare l'emblema di quell'ottimismo con il quale si dovrebbero risolvere tutti i mali del paese, sempre che il paese ne abbia.

Oltre 200 esami, tra analisi di laboratorio ed immagini,  che se li vogliamo, da domani, dovremo pagarceli. Ed in un certo qual modo devo dire che concordo nel fatto che fino ad oggi se ne facevano forse troppi ed in maniera incontrollata. E l'ho anche scritto a suo tempo. Il medico di famiglia non ti visita più. E' diventato un burocrate della Pubblica Amministrazione senza più il camice bianco, ma con le mezze maniche nere.
Ora entri nell'ambulatorio e dopo il saluto gli dici "Dottore, ho un dolorino qui..." e gli indichi il fianco, ed immediatamente ti senti rispondere "Faccio fare l'impegnativa per una TAC all'infermiera e poi vediamo! Arrivederci". Si sono dimenticati a come si fa una visita, al vecchio dica 33, faccia un bel respiro o ai vecchi raggi X per i dolori di stomaco o i fegati ingrossati. La vecchia visita a domicilio è rimasta solo quella dei giorni festivi se ti piglia un colpo e sei costretto a chiamare la solita, comprensivamente spaurita, guardia medica alle sue prime armi.
Ma vedi quante volte ho usato la parola vecchio? E' tutto lì l'arcano. Il progresso avanza, ma non è per tutti. Oggi a quel che sembra ci sono tecniche più moderne che ti garantiscono sicurezza e celerità superando anche le liste d'attesa. Come? Basta che paghi. Se non puoi, crepi! Anzi, poco prima di chiudere gli occhi ti fanno anche usare questi accorgimenti di ultima generazione, perchè magari avendo certezza che intanto sei sotto la pensilina in attesa dell'ultimo treno, puoi servire da cavia per qualche medicinale da testare che qualche casa farmaceutica in cambio di un bel viaggio ha promesso al primario.

Sordi, nel suo "Il medico della Mutua" ha preceduto i tempi. Una sua visita era arrivata a non superare i 3 minuti ed oggi abbiamo realmente raggiunto quel tempo. Quindi  controlli e non i tagli ci volevano. Tagli poi che chiamano con un altro termine: Razionalizzazione, ma non venite a prenderci per i fondelli.
I posti letto sono diminuiti, gli interventi sono oggi tutti ambulatoriali o in day hospital, le medicazioni poi anche per  quelle più dolorose, alzi le chiappe e te le vai a fare al poliambulatorio. E per i deficienti che ci governano invece queste sarebbero razionalizzazioni: ovvero si spende meno, perchè si offrono maggiori servizi. Ma a quel che mi risulta anche i servizi funerari fanno acqua ed hanno i loro problemi. Il fatto che non vi mandi a farvi benedire è perchè cerco di restare una persona educata. Non so però per quanto tempo ancora.
Un conto è un controllo sull'uso abuso di un qualche servizio, un conto è però usare l'arma del ricatto nei confronti dei medici minacciandoli che se l'esame non è indispensabile lo dovranno pagare loro.  Chi è che lo deciderà, un medico in frontiera o un rincoglionito medico ministeriale con le piaghe da decubito sotto il deretano dovute alle quantità di ore che passa in poltrona e che ha preferito quel posto perché allergico alla vista del sangue ed incapace di fare anche un'iniezione?
Ma invece oramai la dittatura ha occupato le stanze del Governo.

Ma la stronzata peggiore (e si scusatemi, sto diventando volgare, ma lasciatemi almeno sfogare ) che è uscita dalla bocca della Lorenzin (lei con quella bocca si può permettere di dire ciò che vuole grazie ai "fil di ferro" dolorosi, ma utili, usati nell'età giovanile), ha insinuato che la gente va dal dentista come fosse un diletto. Sarà inesperta, sarà ingenua, sarà consigliata male, ma oramai ha un'età adulta, ha due figli, occupa una carica importante, cose che non gli permetteno più di vomitare castronerie senza usare la materia grigia che ha  a sua disposizione. Prima ragioni e poi dai fiato alla bocca.

Io, e si passo a darti del tu, perchè sono prima cosa più anziano e di tanto di te e poi sono uno dei 60 milioni dei tuoi datori di lavoro che ti pagano profumatamente per svolgere un lavoro che tu invece esegui in maniera arruffata e qualitativamente scadente. Devi sapere mia cara che io ho rinunciato a curarmi nel modo da te imposto. Ma non da oggi, solo perchè tu me lo imponi, ma da tanto tempo. Rinuncio a fare esami del sangue, delle urine, a quelle per immagini seppur sia cardiopatico e portatore di Pacemaker. Perchè ti chiederai ? (ma che fesso che sono. So che non te lo chiederai perchè della vita degli altri, tolti forse i tuoi cari, te ne può fregar di meno!). Semplicemente perchè quella che tu e quell'orzobimbo di quello che credi sia il tuo superiore (I tuoi superiori sono i cittadini! Ricordalo e non solo da accattoni quali siete voi politici, al momento delle elezioni), mi proponete, non è più una vita dignitosa, è una vita da pezzenti. Una vita a cui io preferisco rinunciare ancor prima di arrivare a darvi la soddisfazione di sentirmi negare anche di staccare la spina di una eventuale macchina che mi continui a tenere in vita. Perchè alla fine è quello a cui andremo incontro.

Ma quando parlavo di stronzata a cui avevi dato vita, mi riferivo alle cure odontioiatriche che la gente, secondo te, si divertirebbe a farsi fare.
Io anche qui ho rinunciato e da tanti anni, causa il costo di queste cure. Non avevo i quattrini prima quando avevo uno stipendio, figurati oggi con una pensione da operaio ed un affitto da pagare. E forse sarà perchè i costi sono salati che tu credi nella tua voluta ingenuità che la gente ne approfitta?
Ma sai quanto costa una sola pulizia dentale? Sai che cosa comporta la pulizia dentale a livello di  sicurezza per il fisico che non sia solo un igiene orale? Sai che cosa comporta la perdita dei denti e non parlo come fattore estetico? Bene anche in fatto di malattia orale, io mi sto "curando" da me e come puoi ben vedere dalle foto che mi sono scattato con un selfie puoi vedere in che condizioni ho la bocca. Ed io, tu non di certo e non perchè non hai uno straccio di diploma da infermiera, sono consapevole che ci sono tante persone con bocche in condizioni più pietose. Ma vedi i due denti, quelli me li sono estratti da solo o meglio sono caduti da soli, Molto probabilmente Piorea. E se così fosse, cosa di cui ho quasi una certezza, questi due sono solo i primi di una lunga serie.

Tra la tanta sfiga delle tante carie,  che fortuna, mi son caduti proprio i due che forse erano i meno peggio.
Gli altri però sono stati intelligenti e per non farmi trovare orripillante oltre a quello che già sono, anzicchè lasciarmi una finestra sopra ed una sotto, intelligentemente si sono spaziati. Un gran culo (pardon!). Il tartaro ha occupato quasi tutta la superfice dentale, una ciste di non so quale natura sta nascendo tra i due incisivi superiori e tu mi vieni a dire che la gente va dal dentista, così, quasi per divertimento. Paradontax, Listerin e spazzolino sono le uniche cure che mi posso permettere. Del resto tu le cure gratis le proponi alle persone economicamente disagiate (7 mila € annue?) ma ci fai o ci sei?
Però attenzione, con la bocca che mi ritrovo sono in possesso di un'arma impropria. Quasi da dencia alle autorità preposte. Con una mia espirazione incontrollata e di primo mattino potrei procurare dei guai irreparabili a chiunque mi si pari di fronte e la colpa se ciò dovesse avvenire, dovrebbe ricadere sulla tua persona.
 
Come dici? Le foto fanno un po' schifo? Condivido, hai ragione, ma vedi e credimi che non sono solo le immagini a fare schifo, ancor più sono i comportamenti.
A questo punto chiudere con un "Vergogna" sarebbe da populisti, ed allora io chiudo invece, anche perchè lo sento veramente, mi spiace, perchè provo per te una gran pena !







di Franco Giannini

martedì 29 settembre 2015

Dicono :" In un anno vedremo dei risultati neppure raggiunti in 50 anni"

... e credevo che da questa affermazione ne sarei dovuto uscire gratificato...

Ed invece, dopo aver letto un paio di articoli, mi son chiesto se questa previsione suonasse più come una minaccia piuttosto che una promessa per noi poveri umani.
E guarda caso, entrambe le notizie roteavano nel mondo dei bambini. Il futuro di quel roseo domani che tutti (almeno lo spero) auspichiamo per i nostri figli e nipoti.

La prima riguardava il "pentimento" di un bimbo di 11 anni, figlio di un boss, divenuto collaboratore di giustizia nonché, quindi, a soli 11 anni, un "maggiorenne" ad honorem (e magari ritenuto al contrario un disonorem della "famiglia"). Un bambino al quale è stato insegnato ancor prima dell'abecedario (se ancora lo si usa?, ma non credo!) il funzionamento del mettere il colpo in canna e del togliere la sicura da una pistola. In un caso come questo, se solo si potesse mettere sulla bilancia i pro ed i contro, non saprei dove l'ago della bilancia potrebbe spostarsi. Più grande la vittoria di aver strappato un ragazzino dalla strada o la sconfitta per non averlo saputo difendere da questa situazione che suo malgrado lo accompagnerà per tutta la vita, con un padre in galera ed una madre anche lei "pentita"?

La seconda non saprei come definirla, se un successo della tecnica da elogiare o invece un risultato da "condannare".
Di certo un risultato ottimale per quello che sarà la corsa agli acquisti in vista delle prossime festività natalizia. L'oggetto che farà sicuramente tendenza e che i genitori acquisteranno per essere alla moda, trincerandosi dietro un'utilità che effettivamente io, invece, proprio non ci vedo.
L'oggetto del desiderio è il telefonino per bimbi di tre anni... si, ripeto, per bimbi di tre anni ideato da un inglese e da un nostro conregionale, essendo costui nato a Jesi.
Dicono: facile da usare! E vorrei vedere se non lo fosse vista l'età degli utenti! Però oltre che essere resistentissimo (anche qui la cosa era scontata) è dotato (oltre ad innumerevoli servizi) della sua più importante peculiarità quale: un efficiente sistema di localizzazione che si basa su tecnologia GPS e non solo.
Al che uno può pensare sia utile alla famiglia ultra ricca con una villa immensa in cui con questo giocattolo, può tenere sempre sotto controllo il suo "tesoro" che si sposta dalla stanza n°1 alla stanza n° 15, che passa dal giardino alle scuderie. Ma balena subito dopo un attimo di riflessione il dubbio che sia invece, in tale ambiente, un oggetto assolutamente inutile, dal momento che si presume che in una casa con 15 stanze, giardino e scuderia, abbiano anche quattro soldi per mantenersi una "tata", che ritengo sia un pochino più rassicurante della tecnologia.
Allora, mi son chiesto, sarà stato ideato per far fronte alle famiglie normali. Ma anche qui il dubbio mi ha assalito. Una famiglia di quattro persone solitamente (salvo eccezioni) abita in due (o se hanno fortuna e qualche € in più, tre ) camere, cucina/soggiorno per uno spazio in mq. che va dai 100 per scendere a 50 (miniappartamenti). La stanza principale dove la famiglia vive realmente è la cucina/soggiorno, dove tutto è sotto controllo di uno dei genitori e dove mi chiedo a che cavolo serve il telefonino ed il GPS per controllare i movimenti dei pargoli che spaziano in quei 20 mq di spazio?
Se questa è la tecnologia che avanza e che suona alla porta, io so che non ho la forza per impedirle di entrare, quindi arrendevolmente mi faccio da parte e la lascio passare e mentre questa occupa la mia stanza io però me ne esco a respirare una boccata di quell'aria, anch'essa purtroppo sempre più inquinata dai frutti di questo che chiamano progresso. 

Ci accorgeremo, come sempre in ritardo, che ogni componente della famiglia seppur con telefonini di marca diversa : mamma e papà  entrambi un "Corni-phon" di ultima generazione che sta ogni giorno facendo brecce nelle famiglie con le loro "scopertine", i bimbi piccoli il "Gioco-phon", quelli più grandi "Droga-phon" (anche questo un modello di vita che sta prendendo campo) ed i nonni i "Rinco-phon" ( un modello questo che più passa il tempo, più resta di moda!), ma tutti portati a rendere sempre meno lunghi ed impegnativi i contatti attorno al desco (parola in disuso!) famigliare. O al più si comunicherà attraverso i messaggi con WathApp, gli uni affiancati agli altri, eliminando così virtualmente quell'ingombro al centro stanza che è il tavolo da cucina (dove un giorno, ma oggi largo alla modernità), le famiglie si ritrovavano per gioire o rattrisatrsi di ciò che la vita riservava loro. E a quanto sembra per l'iniziazione a questo nuovo sistema di vita famigliare, bisogna cominciare a studiare il mondo tecnologico da molto giovani... a 3 anni e per l'immensa e gioiosa felicità di mamma e papà per aver generato un mostro d'intelligenza e precocità, magari anche prima!! E perchè no, un telefonino galleggiante nel liquido amniotico ??






di Franco Giannini

lunedì 28 settembre 2015

Diversamente Giovani di nuovo al cimitero…

... ma per il momento, solo un "sondaggio" con critiche e suggerimenti

A rimuovere la spessa patina impolverata che si era posata su questa rubrica con il tempo, questa volta ci ha pensato il caro amico, nonché lettore e commentatore affezionato di Senigallianotizie.it, Leonardo Maria Conti.
Queste le e-mail che mi/ci ha inviato (sono stato autorizzato a pubblicare testo e firma!) da cui si può comprendere l’ oggetto di discussione: il cimitero. Inoltre uno speciale invito ad un sondaggio, nonché alcune critiche affiancate a suggerimenti sul come migliorare alcuni dei servizi offerti in quest’area.
Questa è la prima:
Buon pomeriggio,
leggendo i vari quotidiani on line cittadini, mi imbatto spesso sui manifesti funebri, dove è scritto che il trasporto delle salme, avviene tra l’obitorio comunale (Grazie basse) e la chiesa delle Grazie (Grazie alte). Mi chiedo anche per una questione di pubblica utilità: non sarebbe più logico creare in una struttura anche prefabbricata, situata nelle adiacenze del chiostro o prima del cancello di entrata? Credo che in questo modo, anche per i parenti del defunto, sia molto più facile seguirlo senza doversi arrampicare dalla uscita bassa fino alla chiesa. O addirittura riprendere l’auto dal parcheggio ed arrivare nella piazza adiacente alla chiesa delle Grazie. Possibilità che sarebbe normale nel periodo invernale o in caso di cattivo tempo. Gradirei un parere del signor Franco Giannini, prima di pubblicarlo perché nel luglio scorso sollevò il problema dal titolo “quando gli artigli della burocrazia toccano il caro estinto…
Saluti. Leonardo Maria Conti
L'ingresso del Cimitero delle Grazie a Senigallia (parte bassa)A cui ha fatto seguito dopo appena 24 ore anche questa seconda:
Ciao Franco,
penso che le problematiche cimiteriali abbiano bisogno di più puntate per sollevare i problemi esistenti e per avere un certo consenso da parte dei lettori e attenzione degli amministratori nostrani. Questa mattina sono andato al cimitero (Grazie alte) come semplice visitatore e sono arrivato alle seguenti conclusioni: entrata a fianco del chiostro vi è un vecchio cancello di ferro senza chiusura elettronica, presumo che rimanga aperto anche di notte. Nello stesso ingresso non vi è un cartello d’orario estivo ed invernale ma è presente prima del piccolo cancello elettronico d’entrata. A pensare male, con un grosso cancello aperto, volendo scavalcare quello piccolo qualsiasi malintenzionato può entrare indisturbato. Subito dopo il vecchio cancello di ferro, prima del fioraio, vi è un solo bagno alla turca, senza illuminazione. Sarebbe il caso di crearne uno con water e illuminato. In quello spazio è un pullulare di gatti, sporcizia e nessun punto luce per illuminare il luogo.
Il nostro camposanto è una città nella città. Se sono un visitatore che vengo da fuori per avere informazioni dove si trova la tomba di un defunto, sono costretto ad attraversare tutto il cimitero per recarmi a Grazie basse, dove è presente il custode che ha un pc con l’archivio delle posizioni. A questo punto mi chiedo: non è il caso eventualmente a pagamento di posizionare un totem informatico tipo quelli per la prenotazione degli esami di laboratorio a Grazie alte? Potrebbe essere posizionato sotto il portico subito dopo il fioraio prima dell’entrata cimiteriale. Inoltre, non sarebbe ora passata di dividere il cimitero in sezioni con cartellonistica visibile per i visitatori? In questo modo, dopo le informazioni del totem nei due ingressi principali, seguendo la toponomastica esistente, qualsiasi persona può trovare il proprio caro.
Infine, essendoci passato in prima persona il 3 marzo 2012, alle 12:30 di sabato (lo puoi scrivere per esteso) ho avuto un attacco cardiaco. Non è il caso di proporre qualche SOS tipo autostrada piazzato nei punti principali del cimitero dato che molti anziani non usano il cellulare? Quel giorno non lo avevo neppure io e mi son dovuto trascinare al parcheggio e non era presente nessuno. Il destino ha voluto che non era il mio tempo ma credimi è stata un’esperienza che non auguro a nessuno.
Quello che ancora non comprendo, è perché un autobus interurbano che passa sulla via Corinaldese abbia la fermata sulla stessa e non possa arrivare fino al parcheggio che tra l’altro è dotato di pensilina (vedi Linea 8 e x Corinaldo) e al ritorno con i bus interurbani che da Corinaldo sono diretti a Senigallia.

Credo che la città dei più e non solo il 2 novembre abbia maggiori attenzioni del presente. Vorrei ricordare a chi di dovere, dal sindaco agli altri pubblici amministratori, che il luogo accoglie tutti, quelli belli e quelli brutti. Buona domenica.
Leo“.
Dunque Leo mi chiama in causa per ascoltare il mio parere sulla prima e pone alla mia diretta attenzione la seconda. Bontà sua! Quindi non mi potevo tirare indietro o riassumere i contenuti delle due lettere, ma neppure farne un teleromanzo a puntate.
Il mio parere è quello di un cittadino qualunque, appartenente a questa “casta” con la c minuscola, e come tale è destinato a restare, quasi sempre, inesorabilmente inascoltato come anche in occasione dell’articolo menzionato da Leo.
Del resto, parafrasando Papa Francesco, chi sono io per giudicare questa proposta, queste critiche e queste soluzioni? Di getto mi verrebbe da dire che hai ragione, che ogni servizio che si offre al cittadino, fosse anche non di primaria necessità, ma magari solo un saporito companatico, lo riterrei cosa buona, civile e politicamente anche “furba” ed “accattivante” per qualunque amministrazione. Poi a quel che mi risulta la vecchia camera mortuaria è piccola e non offre di certo quella minima riservatezza ed intimità che i familiari dovrebbero e vorrebbero avere con il proprio caro defunto, ancora per quel breve lasso di tempo, prima della partenza finale.
Ma ritornando al quesito che poni, Conti, io immagino che potrebbe condurre a queste risposte da parte di chi legge o chi dovrebbe intervenire:
1) la solita immancabile risposta del “non ci sono soldi“, che chiude qualsiasi discorso a prescindere;
2) qualcuno con la puzza sotto il naso penserà “ma questo non c’ha un cavolo a cui pensare, con tutti i problemi di primaria importanza che abbiamo per sopravvivere!” (ed aggiungo io “e che non riescono a risolvere!“);
3) pensa poi, che nel nostro consiglio comunale siedono (se non vado errato!) solo tre consiglieri che hanno varcato la soglia dei sessanta anni, gli altri, tolto qualche cinquantenne (quindi non certo anziano), sono tutti giovanissimi (ed aggiungo, finalmente e fortunatamente). Di conseguenza, caro Leo, siamo obiettivi: come vuoi che i giovani possano essere colpiti da questi problemi? Per loro le priorità sono giustamente altre, quelle legate e relative alla vita e non alla morte. Non possiamo pensare che siano interessati alla cosa e chi ti possano quindi risolvere questi che sono tuoi e nostri dubbi di “persone informate dei fatti”, invece, dovute alle nostre età.
4) Sai, poi, quanti saranno coloro che gireranno il quesito mutandolo in “e se ci fossero i soldi, non sarebbe meglio allora sistemare le strade, mettere in sicurezza le scuole, costruire le case per chi è alla ricerca di un tetto sotto cui stare?“. Insomma il solito populismo, come lo definirebbe qualcuno. Se il frutto del desiderio di costoro, è condivisibile, la cifra da impiegare per ciascuna opera è però ben diversa, molto diversa per ciascun frutto.
L'area cimiteriale delle Grazie a Senigallia (vista dal satellite)Per il tuo primo caso: l’area, nell’entrata del cimitero delle Grazie (alte) ci sarebbe, almeno a livello di spazi. Ed anche io la butto lì una soluzione spara e fuggi. Credo che sarebbe sufficiente un prefabbricato in muratura o in infissi di alluminio e vetri (il meno costoso dei due e che comunque non credo abbiano un costo impossibile) e il cui onere potrebbe (dico potrebbe!) essere coperto dal Comune (con il meno costoso, imprestando per qualche ora un suo geometra affinché disegni un progetto il cui scopo principale sia la funzionalità, ma resti semplice, semplice ed economico) e principalmente da una sponsorizzazione di tutte le imprese di pompe funebri locali, i fiorai, le aziende edilizie interessate (appalti costruzioni loculi, manutenzioni, riparazioni), servizio di luce cimiteriale, visto che traggono il proprio sostentamento da questa “vita” cimiteriale. E per loro, quale eventuale riconoscimento da parte della cittadinanza, una bella targa con tanto di nome e cognome, mentre all’amministrazione un bel nastro da tagliare.
Ma sai come si dice Leonardo quando ti chiedono di toccare il portafoglio? “Voj ‘n occhi’??
Per le critiche ed i suggerimenti esposti nella tua seconda e-mail, riconfermo di condividere con te quanto ben specificato. Ma io anche qui devo rammentarti che ho 73 anni e le mie risposte puzzerebbero di “conflitto d’interesse”. Capisci a me! Vedi sarei potuto andare in loco e scattare qualche foto, come a suo tempo ho fatto, per descrivere visivamente le condizioni di degrado che versa quella zona alta del cimitero. E per fare che cosa? Per continuare a ricevere (con la mancanza di fatti) le scusanti a copertura di queste situazioni ricorrenti, oramai compassionevolmente croniche?
Parli di cancello? Ma sai in quanti ci rideranno su dicendo “ma chi vuoi che ti viene a rubare una salma“. Almeno fintanto che non si legga qualche cosa sui giornali. A quel punto, per due giorni ne parlerebbero. Ho detto, ne parlerebbero!!
Parli dei bagni? Ma se non si riesce a risolvere questo problema nel corso degli eventi estivi di primaria importanza in città, se non con un “gli esercizi commerciali non possono rifiutarsi di concedere questo servizio”.
Parli di “paline“… ma se non le abbiamo in città, o quantomeno spesso le abbiamo, ma non aggiornate. Le vuoi al cimitero e per di più funzionanti?
Poi, caro Leo – e guarda che te lo dico con infinita simpatia e non certo per canzonarti (me ne guarderei bene) -, ma da quando in qua ti stai interessando di letteratura di fantascienza facendo concorrenza ad Isaac Asimov: le colonnine di SOS al cimitero. Per carità… utili, importanti, considerando l’età di coloro che frequentano con più assiduità il cimitero, ma…
Ma “costoro”, vedi di comprendermi, non hanno (o dicono di non avere!) neppure i quattrini per la vernice con cui dipingere gli attraversamenti pedonali, figuriamoci quanto da te giustamente sollevato e “virtualmente” risolto.
Ed ora, a questo punto, prepariamoci o al solito silenzio o al vomito incontrollato d’insulti.

Franco Giannini
Pubblicato Domenica 27 settembre, 2015 su Senigallianotizie.it

Questi i commenti dei lettori di Senigallianotizie.it :
leofax 2015-09-27 11:02:34
Caro Franco, purtroppo e lo scrivo con rammarico, è un periodo in cui sono chiamati alla Casa del Padre, tanti agnelli, invece delle classiche pecore, che per logica umana dovrebbero esser loro per primi, arrivare al capolinea della vita.
leo
gabriele 2015-09-28 07:22:10
Leo se hai paura di sentirti male mentre passeggi al cimitero, stai a casa. quando sarà il momento qualcuno ti ci porterà anche a te... intanto prova a progettare un parcheggio sotterraneo in città sotto il fiume o sospeso per aria... l' Archimede di Senigallia...

sabato 26 settembre 2015

Il mondo preso nella morsa degli scandali, degli inquinamenti e di una morale perduta...

... ma che non ritrova, perché forse non l'ha mai posseduta.

Ed io che mi sentivo un po' verme quando prendevo la mia "Punto Diesel" del '99, per fare un paio di volte al mese, una visita veloce al Cimitero, negli orari non ammessi dall'ordinanza che le "istituzioni" impongono per contrastare l'inquinamento atmosferico! Del resto era un'ordinanza che faceva ridere ai polli e che domani, alla luce di questi fatti, li farà ridere ancora maggiormente. Immaginate quante saranno le auto inquinanti che girano per Senigallia e che gireranno malgrado il divieto e paragonatele ai milioni di quelle nuove di pacca che il colosso tedesco (da ieri, con i piedi di argilla). I nostri stupidi ben pensanti avranno magari anche il coraggio (o la vigliaccheria!) di dire che anche queste ordinanze poco che fanno però qualche cosa fanno. Come del resto sputano a mo di sentenza, ogni qualvolta reclamizzano i loro mezzi passi avanti ed uno indietro.
Ma si sa, tra cani non si mordono. Ora sono con i capi cosparsi di cenere, angustiati, oh mica per il danno che hanno fatto all'ambiente, alla salute degli abitanti, per essere stati artefici di un disastro morale e non solo, ma più semplicemente, perchè sono stati colti con il topo in bocca.
Visto però che questi delinquenti, sono dei professionisti del delinquere e quindi persone scafate e pronte anche risolvere i problemi di una ciambella che esca dal forno senza il foro, si erano già parati il loro lato "B" creando dei fondi con cui sanare il danno chiudendo la bocca a coloro che hanno le coscienze meno sporche delle loro e che sicuramente accetteranno felici di questo pentimento.
L'inquinamento quindi ancora una volta verrà tirato via con il classico colpo di spugna del "Dio Soldo", mentre a pagare saranno sempre e solo loro, la "Gente", sia a livello fisico che a livello occupazionale.
E gli imbecilli di turno, a partire dalla testa del famoso "Pesce", pronti a sollevare quelli della coda, sollecitando la curva della tifoseria ad inalzare i cartelloni di W Noi ed Abbasso Voi.
E si perché noi non siamo i crucchi produttori della Volkswagen, della Skoda, della Seat, dell'Audi, noi siamo orgogliosamente italiani ed i nostri prodotti sono senza macchia... ed infatti è vero, perché le ditte di cui sopra acquistano (o forse acquistavano) da noi molti componenti che montano (montavano?) sui loro modelli, si anche su quelli chiacchierati. (Si pensi ai freni, alle gomme!)
E quindi esultare perché un concorrente è uscito maldestramente di strada, come un concorrente in meno, è un po' come l'esultare di quel marito dopo essersi tagliato il suo gioiello per far dispetto alla moglie. Sempre poi, si sa gli scandali sono contagiosi, che domani da controlli, non emerga che anche i più puliti hanno tracce di rogna. Io non resterei sorpreso!
Nel Mondo abbiamo o abbiamo avuto le Guerre Lampo che durano da vent'anni ed ancor più, lo scandalo della " Spazzatura dei Derivati" da cui non riusciamo ancora ad uscire (tolta l'Italia che vedeva una luce dentro il tunnel ancor prima che nascesse la crisi!), l' Emergenza (la chiamano così già dai tempi di Mosè!) dei Profughi-Emigrati-Clandestini e che il Papa ha liquidato (a parole! seguito da un lungo applauso e... magari un pensato, come diceva Rossella O'Hara, domani è un altro giorno ) e come dargli torto, un "Casa, terra e libertà a tutti". 
Nel Mondo sportivo, che è quello di cui la Governance pasce il popolino per tenerlo buono, le cose a livello scandalistico e di morale perduta (sempre che questi personaggi ne abbiano avuta una!) non è che vadano meglio. Dico ad esempio FIFA che oltre come acronimo di Fèdèration Internationale de Football Association, sta a significare nella nostra lingua, paura, timore, spavento. Ed ho appunto fifa che se dai diamanti non cresce nulla, dalla "merde" (che sia un francesismo casuale?) nascono i fiori. Ma qui dalla FIFA viene l'eccezione che conferma la regola, sembra che i fiori della morale perduta nascano da diamanti (manco uno poi, ma forse due). 
E sempre nello sport in quel mondo del pallone nel pallone, ci stiamo preparando al 2022 quando nel Qatar (che è un Paese non un materiale secreto delle vie respiratorie), composto da appena 1 milione e 700 mila abitanti (Roma da sola ne ha oltre 2 milioni e mezzo) con un PIL di oltre 104 mila $ (contro i nostri 34 mila $) che già dice tutto del perché lì si terranno i primi Campionati Mondiali di Calcio Invernali. No, non si tratta di una nuova specialità, sempre di calcio si tratta, ma solo che visto che d'estate lì le uova se le fanno toste sotto la sabbia con i loro 50°, hanno pensato bene di ribaltare i calendari di tutti i campionati del mondo, versando barche di quattrini a chi, bohhh! (o meglio si dice il peccato, ma non il peccatore!) perché il Qatar è il Paese più ricco del mondo e il denaro si sa, manda l'acqua per l'insù, anche in un Paese dove l'acqua non c'è se non quella minerale in bottiglia. 
Ma lo scandalo maggiore e di cui il mondo fa finta di non accorgersi, è che per eseguire i lavori di costruzione di tutte le strutture, saranno impiegati degli operai-schiavi che sotto le temperature menzionate, non assistono alle partite, ma stanno edificando gli stadi da mille ed una notte, con l'aria condizionata. Cattedrali nel deserto dove dopo i 15 giorni del campionato, andranno a giocare i campioni occidentali incerottati ed in disarmo per arrottondare le misere pensioni.  Si parla che per i disagi dovuti al caldo ed alle condizioni di vita già oltre 1300 "schiavi" siano passati a miglior vita (saranno da considerarsi morti bianche!) e per il 2022 questo numero potrebbe salire raggiungendo quota 4 mila. Del resto per loro non è un problema trovare mano d'opera.
A dirlo ed urlarlo è Amnesty International e non solo, mentre il Mondo tutto non ascolta ed anzi fa finta di non sapere o come nel caso della truffa delle auto inquinanti, perché di truffa si tratta, al più si chiede e si chiederà (nel 2022!) come mai possano accadere questi "disastri morali".
Semplice la risposta, perché siamo tutti cittadini di questo Mondo composto da comunità formate di gente falsa, egoista ed interessata. Nessuno escluso, sia esso appartenente all'elite del popolo o nella sua massa costituente il branco. Ho detto nessuno, comprendendomi in questa generale cloaca del genere umano, ma che oramai di umano non ha più nulla.






di Franco Giannini

lunedì 21 settembre 2015

La sfrontatezza è così radicata in chi la indossa che orgogliosamente rifiuta anche la rete di protezione...

... intanto, visto il livello a cui si è posizionati (giusto la cantina), cadendo, che male ci si può fare.

E questo sarebbe il bello della Politica ?!

Consumata la lingua, in quel lungo lecchinaggio che si protrae da quel 3 maggio del 2014 (alluvione di Senigallia), si è giunti alla cassa a riscuotere il "giusto dovuto" e magari tacitamente promesso.
E fin qui, politicamente, la cosa non è che mi scandalizzerebbe più di tanto. Si conoscono i comportamenti di certa classe politica. Ma fino ad ieri si parlava di una Casta che non c'è più perché è stata rottamata. Questo era ordunque un atteggiamento da vecchi zozzoni della politica, moralmente parlando, che sono stati estirpati da questo terreno oramai bonificato e fertilizzato con il concime delle nuove generazioni.
E questo di cui parlo, il nome per ovvi motivi di privacy non nomino dovrebbe far parte di questa nuova linfa vitale. Ed è appunto per questo motivo che essendo costui un giovane politico, cristiano praticante, boy scout, persona dedita al volontariato, immerso nel sociale, laureato, uomo anche di cultura, che tale sua decisione mi ha lascia (e non credo solo me) decisamente amareggiato, deluso e schifato.
   
dal periodo da interinale...
Ma ne ha dovuta fare di gavetta.
Dai locali bui, seri, odorosi d'incenso e freschi di una Chiesa, a cui voleri spirituali si era sempre concesso, ad un tratto, si è trovato proiettato in quelli più arieggiati, soleggiati, sorridenti e promettenti della politica.
Ripensandoci, ad onor del vero, questo mutamento non è che gli sia arrivato tutto ad un tratto. No. Perchè credo che una bella mattina vestendosi e guardandosi allo specchio si dovrebbe essere accorto che i calzoni da boy scout non erano più sufficienti a mascherare la sua faccia da eterno bambino. Ed allora ci fu il primo mutamento di pelle, passando da quella di eterno "orzobimbo" a quella di giovane politicamente impegnato.
Era il periodo dell'era berlusconiana, che per giovani in costante ed assidua ricerca di un posto di lavoro, poteva sembrare lo specchietto delle allodole. E così infatti fu. Evidentemente si lasciò sfuggire il colpo di lingua che passa una sola volta nella vita e accortosi che qualcosa stava cambiando provò a gettarsi in quel berlusconismo riveduto e corretto che fu il Pdl.
Che volete, le delusioni amorose, di qualunque tipo siano, procurano dolore e ti portano a morderti quel gomito e ad arrabbiarti perché non ci arrivi. Ma ecco che a questo punto scatta l'orgoglio. Magari in qualcuno è piccolo, in altri è micro, ma credo che tutti lo possediamo. Ed allora delusi (solitamente si usa aggiungere la parola "politicamente"), non ci si ritira mai dalla politica, si prova a montare sulla groppa di un altro ronzino che appunto perché ronzino ti ronza attorno, facendoti credere che sei un Politico di rango, uno statista nato, seppur incompreso. Poi, considerando che un partito ex DC lo avrebbe avvicinato ai suoi vecchi prelati che lo avevano svezzato, quale vergine sposa, dice di SI sugli altari di quella che credeva una "balza buona".
Credeva, perché ancora una volta il terreno gli ha ceduto sotto i piedi e l'ha lasciato in braghe di tela.
Ma questa volta sentiva da tempo puzza di bruciato ed allora si era preparato. Aveva cacciato fuori l'organo più importante del suo essere, la lingua, e dal suo posto, con gli occhi di dolce cerbiatto, aveva cominciato a metterla in mostra, suggerendo innocentemente chissà quali promesse.
al periodo a tempo indeterminato
Si è inventato anche una lista civica, in un periodo che le liste civiche, proprio perchè hanno inflazionato il mercato non contano più un tubo. Del resto è giovane e lo sa, è anche ingenuo (eufemismo?) e purtroppo non lo sa, è arrivista e crede che sia un pregio, si crede uno sfigato, ma mai un incopetente. Ed il perché ancora una volta si trovi nella posizione oramai per lui abituale, creda che dipenda non dalla sua, ma dalla pochezza dei partiti in cui ha militato. Oddio, è anche vero, come fargliene del resto una colpa. Magari fosse solo quello. Ma il problema è che non si è ancora reso conto che ha effettivamente raggiunto quel suo traguardo che si era imposto inizialmente.
Quello di trovare un posto di lavoro. Ed ancora una volta lui crede, avendo cambiato ancora casacca, di aver centrato il suo obiettivo. "Azz.. - dirà - me lo hanno promesso. Vedrete, ne avrete conferma alla prossima alluvione". Invece poverino non sa che il lavoro che dovrà continuare a fare, anche nelle file della nuova squadra è quello che faceva primariamente, originariamente e con devozione, leccare da tempo determinato a tempo indeterminato. Anche perchè sono terminati i partiti!  Insomma, ancora una volta è caduto dalla padella sulla brace e domani se ne accorgerà.







di Franco Giannini

martedì 15 settembre 2015

Parte il 4 ottobre a Senigallia il IV Memorial di Volley Giuliano Pierangeli

...sono già aperte le iscrizioni al torneo amatoriale!

Ebbene sì, il tempo passa velocemente. Da quel 14 ottobre del 2012, data d’inizio del I Memorial dedicato alla memoria di Giuliano, per tutti “Sauro”, sono passati oramai quasi 4 anni.
Credo che saremmo stati in pochi a credere che questo Memorial avrebbe avuto un così vasto numero di adesioni, tanto da arrivare a varcare il traguardo del 4° anno di attività. Questo dovuto certamente oltre che alla tenacia del suo organizzatore, il solito Francesco Bramucci, anche e principalmente all’affetto che gli amici partecipanti hanno riversato e riversano nei confronti del caro ed indimenticato Giuliano e alla sua famiglia.
Locadina Memorial Pierangeli 2015Anche quest’anno le regole sono immutatamente quelle degli anni passati, come del resto la location delle aree di giuoco (Marchetti – Corinaldesi). Per prendere contatti, sarà sufficiente rivolgersi sempre al deus ex machina “Francesco” al 366.41.37.723(Nella foto della locandina comunque ci sono tutte le indicazioni del caso!)
Premi per i primi dieci classificati comprensivi di medaglie, trofeo e l’ormai tradizionale cesto.
ADVERTISEMENT
A questo punto, non mi resta solo che dare, a chi vorrà partecipare anche solo come spettatore, appuntamento al 4 ottobre per la disputa delle prime partite in calendario. La finalissima è prevista (dipenderà dal numero delle squadre iscritte) per il 13 dicembre.
L’ingresso, neppure a rammentarlo, è gratis.
Intanto un in bocca al lupo a tutti i partecipanti e buon divertimento.
Franco Giannini
Pubblicato Sabato 12 settembre, 2015 su Senigallia Notizie.it

venerdì 4 settembre 2015

A tante certezze, replico con qualche mio dubbio !

Ma prima di scoprire questa certezza, qualche domanda ve la siete posta? E una risposta è arrivata all'altro capo del filo?

E di qualche giorno fa che ho letto questo articolo di Michele Bocci su Repubblica, in cui l'estensore dell'articolo incolpa i pazienti di tradimento nei confronti del proprio medico di famiglia. Il tradimento è dettato dal fatto che il paziente dice :"sono malato, ma non mi curo". 
Vero ? Non vero, questo non posso affermarlo, perché non sono spalleggiato da statistiche, come invece lo è l'articolista. Quello su cui mi baso io invece, è l'esperienza personale e le chiacchiere che una volta ascoltavo nell'ambulatorio del mio caro medico di famiglia.
Ora tutto è cambiato. Anche qui, uno come me sempre pieno di dubbi e quindi privo di certezze, non posso certo definire che era tutto meglio prima e che ora, come avrebbe detto il toscanaccio Bartali, l'è tutto da rifare. Una cosa è certa, sfido chiunque e solo su questo a darmene torto, che le novità sono più difficili da assorbire dalle persone anziane, piuttosto che quelle giovani. Lapalissiana la cosa, dirà qualche ben pensante. Ma già se dovesse affermare ciò, comincerebbe con il porre qualche dubbio sull'autorevolezza di questa ricerca, studio, statistica che porta con tanta sicurezza che un bel numero di pazienti hanno una mentalità un po' masochistica.
Per forza di cosa devo risalire indietro di una ventina di anni, quando in una piccola stanza d'aspetto con tante sedie attorno ai quattro muri che la costituivano, tantissime persone socializzavano nel breve e spesso anche lungo periodo di tempo in attesa del medico che era in "giro" per le visite a domicilio. Al centro della stanza, un piccolo tavolo con riviste vecchie anche di mesi e mesi, con le pagine consumate (nel vero senso della parola!) per il gran numero di passaggi di mano in mano. E già si era fortunati, perché non si incappava in pubblicazioni di nuove medicine curative di mali che neppure sapevi che esistessero. L'aria era poco respirabile in estate quando le finestre erano aperte, in inverno poi qualità era peggiore con le finestre chiuse ed ogni volta che entravi dovevi acclimatarti non tanto per la temperatura, ma per l'aria viziata a cui dovevi adattarti. Ricordo che entravi, il medico ti accoglieva (chi più chi meno, logicamente dipendeva dal carattere del medico e da come ti sapevi presentarti!), ascoltava i tuoi problemi, ti faceva domande sui sintomi che avevi e il 90% delle volte ti diceva di spogliarti e ti visitava. Ed era a questo punto che una volta che ti eri rivestito, ti risiedevi davanti a lui il quale ti spiegava il perché l'insorgere del tuo problema, come risolverlo con delle medicine o con esami.
Oggi le cose sono mutate. Quelli che capiscono più di me e sono in maggioranza, definiscono che sia il frutto di studi di settore, di osservazioni e di interviste ai pazienti e che quindi l'unica cosa è provare e poi giudicare.
Non sono certo un addetto ai lavori, ma un gran osservatore, questo posso garantirlo. Ed allora anche io, seppur gli addetti ai lavori mi contesteranno, ho potuto analizzare quanto segue:
Non abbiamo più l'ambulatorio, ma un "Poliambulatorio" dove un bel numero di medici, per dividersi le spese (quindi per un loro interesse economico) di affitto dei locali, del riscaldamento, della luce, dell'acqua, delle pulizie, del condominio, dello stipendio alla segretaria (l'infermiera è scomparsa!) si consociano e si adattano a lavorare in "coabitazione". Qualcuno dirà :" Vabbè, ma a te che te ne frega se loro risparmiano?". Nulla, se questo non influisse nel servizio. Si perché (vorrei trovare un medico che abbia il coraggio di dire che ho ragione!) questo nuovo sistema di Sanità di primo impatto è naufragata:
La socializzazione è andata a farsi benedire, colpa anche di quei cavoli ti telefonini. Non tieni più la vecchia rivista in mano dimenticando di leggerlo perché distratto dai discorsi con altri pazienti in attesa. Oggi tutti a testa bassa su quegli smartphon senza neppure far caso che quello che gli sta accanto è un suo parente. E magari sono lì perchè lamentano problemi alla vista o i primi segni di una cervicale che si sta facendo strada.
I tempi è vero si sono ridotti, perchè essendo ridotto il posto, le visite sono oramai per appuntamento (del resto per che cosa avrebbero assunto una segretaria).
L'aria è rimasta irrespirabile come lo era prima dell'avvento del "Poliambulatorio", viste che lefinestre sono chiuse, perchè c'è l'aria condizionata (che però ricicla in percentuale quella viziata). Resta viziata, ma forse l'acclimatamento è più veloce.
Anche il medico (dai, non mi venite a dire che non è vero, perché affermereste delle grossolane bugie!) se interviene in una visita a domicilio, di deve dar da pensare, come del resto se ti ricoverano all'Ospedale. Se sei un credente comincia a recitare le tue ultime preghiere.
Una volta al cospetto del medico (il camice bianco è sparito, come il grembiule nelle scuole!) dopo i saluti di circostanza e la spiegazione del perché sei lì, il più delle volte (non ho detto sempre per buonismo) ti senti dire :"Bene facciamo questi esami... e una volta che ha il risultato vediamo poi quale passi fare!". Un anno per avere un'esame, una visita specialistica e se lo fai presente ti senti rispondere, ma no... metto che è urgente!
Se poi ti prescrive dei farmaci, ti puoi presentare dalla segretaria, lasciare la lista della spesa come al supermercato e continuare a prenderli per tutto il resto della vita che ti resta da vivere.
A nessuno è venuto a mente che invece, con l'avvento del PC oggi si potrebbe lavorare in senso inverso: Il medico ad impostare sul suo computer, di chiamare il suo paziente (tanto più quando è in età o pazienti con patologie complesse) per una visita di controllo, per un cambiamento di farmaco, vista che la scienza ogni giorno butta sul mercato cose nuove.
Invece solitamente il medico ha notizie dell'andamento del paziente, o quando questo lo lascia perché s'è rotto, o perché (l'Asl o l'Asur non so chi preposto) gli viene depennato dalla lista dei suoi pazienti in quanto deceduto.
Ed io, purtroppo, che sono un tipo "fumino", che rifuggo dalla raccomandazione, che ritengo che ci sia sempre qualcuno che sta peggio di me, a questo tipo di "modernità" non mi so adattare, non mi adatto e credo che per il resto dei miei giorni non mi adatterò. 
Però guai a chi mi da del traditore. Non sono di certo io il traditore. 
E non vorrei che si pensasse che sono il solo, la classica mosca bianca. Nell'articolo si parla solo di terapie in cui le medicine vengono abbandonate. Troppo poco e mal studiata la bugia per trincerarsi dietro il detersivo profumato dello sterilizzatore di coscienza a buon prezzo.
Il medico una volta (parlo agli inizi dei miei ricordi) faceva questo lavoro per un sentimento di missione, come del resto lo faceva il prete, per passione, comunque non certo per la cosa primaria come oggi che è quella del guadagno. Ricordo che mio nonno diceva che il dottore ai suoi tempi lo si pagava anche con i prodotti della terra... Lo so erano altri tempi, altri sentimenti, cose da vecchi insomma. Del resto basta vedere oggi la massa di partecipanti agli esami selezionatori per entrare nel numero chiuso di medicina... Mi chiedo, perché io non ho certezze, ma saranno tutti dei futuri missionari o cacciatori, se non di ricchezza, di una tranquillità economica?







di Franco Giannini