

di Dario Petrolati
Credevo fosse quasi gioco, serio, per grandi e piccini, sveltire la mente ed anche elasticizzare il flusso del sangue, che, magari correndo più svelto, contribuisce ad invecchiare più tardi-capire a bocca chiusa anche tutto ciò che pare intorno con un significato, un senso .
Invece dei cruciverba e delle letture offerte in ogni luogo, non si vende più solo in libreria, questo comunicare a distanza anche con chi non si è mai visto aiuta ad illuderci che siamo meno soli, che magari abbiamo amici che non supponevamo esistessero.
La descrizione di un luogo, un' espressione improvvisa, immagini e sensazioni, ecco allora che si apre una porta di un posto ove tenevamo custoditi i nostri ricordi quasi dimenticati e solo nostri.
Succede di credere e vedere, sentire, come se le distanze quasi non esistessero più, sia quelle temporali che logistiche, apriamo spesso confidenze e sfoghi con chi non abbiamo davanti, si ha quasi la sensazione che non esista tradimento, solo collaborazione aiuto anche se non espressamente richiesto o dovuto.
Quando ci si lascia andare nel senso ottimale della parola può accadere che magari qualcuno ti richiami all' ordine, arrivano frasi che oltre a stupire feriscono e fanno pensare che qualcosa o qualcuno era altro di ciò che si credeva.
Possono arrivare espressioni che all' improvviso ci riportano ad una realtà che fa saltare in aria tutto un pensiero lungo e sincero, chè dall' altra parte magari ti dicono : " ma chi sei, io non ti conosco, sveglia ragazzo", non credere, questo che leggi e ti fa pensare di conseguenza è solo virtuale, la realtà è sulla strada, esci di casa, spegni la radio e la televisione, chiudi la pagina del giornale, spegni il personal e domanda ascolta la voce di chi là fuori magari aspetta una parola pronunciata a viva voce o deve dirti qualcosa che non sai.
Rallenta quello che credevi fosse il giusto modo di affrontare la vita, cammina e pensa a quello che vedi sui marciapiedi vicino a casa, in piazza, sentirai allora dentro nel tuo profondo qualcosa o molto che avevi trascurato o peggio, dimenticato.
Giochi seri come quelli che per caso feci un anno o due fa.
Nel mio blog http://www.dariopetrolati.it/ scrissi dei giochi di bambini giù a Senigallia,
Invece dei cruciverba e delle letture offerte in ogni luogo, non si vende più solo in libreria, questo comunicare a distanza anche con chi non si è mai visto aiuta ad illuderci che siamo meno soli, che magari abbiamo amici che non supponevamo esistessero.
La descrizione di un luogo, un' espressione improvvisa, immagini e sensazioni, ecco allora che si apre una porta di un posto ove tenevamo custoditi i nostri ricordi quasi dimenticati e solo nostri.
Succede di credere e vedere, sentire, come se le distanze quasi non esistessero più, sia quelle temporali che logistiche, apriamo spesso confidenze e sfoghi con chi non abbiamo davanti, si ha quasi la sensazione che non esista tradimento, solo collaborazione aiuto anche se non espressamente richiesto o dovuto.
Quando ci si lascia andare nel senso ottimale della parola può accadere che magari qualcuno ti richiami all' ordine, arrivano frasi che oltre a stupire feriscono e fanno pensare che qualcosa o qualcuno era altro di ciò che si credeva.
Possono arrivare espressioni che all' improvviso ci riportano ad una realtà che fa saltare in aria tutto un pensiero lungo e sincero, chè dall' altra parte magari ti dicono : " ma chi sei, io non ti conosco, sveglia ragazzo", non credere, questo che leggi e ti fa pensare di conseguenza è solo virtuale, la realtà è sulla strada, esci di casa, spegni la radio e la televisione, chiudi la pagina del giornale, spegni il personal e domanda ascolta la voce di chi là fuori magari aspetta una parola pronunciata a viva voce o deve dirti qualcosa che non sai.
Rallenta quello che credevi fosse il giusto modo di affrontare la vita, cammina e pensa a quello che vedi sui marciapiedi vicino a casa, in piazza, sentirai allora dentro nel tuo profondo qualcosa o molto che avevi trascurato o peggio, dimenticato.
Giochi seri come quelli che per caso feci un anno o due fa.
Nel mio blog http://www.dariopetrolati.it/ scrissi dei giochi di bambini giù a Senigallia,
sotto la Rotonda, erano bimbi che giocavano e litigavano sulla sabbia con le palline
http://www.dariopetrolati.it/?q=node/953
Tempo fa mi arrivò, dopo oltre 30 anni, una mail che tra i tanti quesiti, oltre ad identificarsi, mi chiedeva tante domande dure e tristissime vagamente cosa facevo ed altre intime.
Eppoi non posso ancora proseguire su quanto mi chiese e di cosa per opportuno rispetto, solo che dopo tanti anni ricevere quasi una invocazione così come se ci si fosse visti per l'ultima volta solo il giono prima.
Giorni or sono invece mi arrivò una voce che dal 68 a Milano non avevo più udito.
Leggendo sul mio blog "Chi l'ha visto ?" http://www.dariopetrolati.it/?q=node/301, ho ritrovato Dante Venier di Spilimbergo, fu un'amico nel campo dell' editoria al quale debbo culturalmente molto e che dopo indagini vane durate anni ed anni, così per fortuna quasi incredibile ci siamo ritrovati anche se fisicamente più vecchi.
Non voglio parlare di minatorie anonime giuntemi chè poi oltre a non avere senso, si sono spente nel tempo.
Quanto sino ad ora espresso per significare anche che sulla rete "girano" in tanti forse troppi, allora un poco di cautela da chi è in buona fede, da parte delle persona per bene, non è mai troppa.
Velocizzare le comunicazioni, i sentimenti ed i nostri piccoli segreti di amici, diciamoceli a voce come sempre e se si è lontani c' è sempre la carta ed un francobollo, è solo questione di tempo, null' altro.
Tempo fa mi arrivò, dopo oltre 30 anni, una mail che tra i tanti quesiti, oltre ad identificarsi, mi chiedeva tante domande dure e tristissime vagamente cosa facevo ed altre intime.
Eppoi non posso ancora proseguire su quanto mi chiese e di cosa per opportuno rispetto, solo che dopo tanti anni ricevere quasi una invocazione così come se ci si fosse visti per l'ultima volta solo il giono prima.
Giorni or sono invece mi arrivò una voce che dal 68 a Milano non avevo più udito.
Leggendo sul mio blog "Chi l'ha visto ?" http://www.dariopetrolati.it/?q=node/301, ho ritrovato Dante Venier di Spilimbergo, fu un'amico nel campo dell' editoria al quale debbo culturalmente molto e che dopo indagini vane durate anni ed anni, così per fortuna quasi incredibile ci siamo ritrovati anche se fisicamente più vecchi.
Non voglio parlare di minatorie anonime giuntemi chè poi oltre a non avere senso, si sono spente nel tempo.
Quanto sino ad ora espresso per significare anche che sulla rete "girano" in tanti forse troppi, allora un poco di cautela da chi è in buona fede, da parte delle persona per bene, non è mai troppa.
Velocizzare le comunicazioni, i sentimenti ed i nostri piccoli segreti di amici, diciamoceli a voce come sempre e se si è lontani c' è sempre la carta ed un francobollo, è solo questione di tempo, null' altro.