sabato 26 agosto 2017

La Sanità va letta con la A, di Assistenza, non con quella di A come Azienda...

E se ritornassimo, per contenere i costi, a questo servizio?
… e credo che non si tratti di una mia pignoleria, ma un pensiero basilare da cui partire per poter risolvere!

Un Servizio sociale come un'Assistenza sanitaria, sono cose ovvie che producano costi e non utili, almeno subitanei. Si perché gli utili ci sono e si potrebbero dividere in due tipologie: quelli immediati, vale a dire a livello umano (quale salvare una vita umana facendogli magari ripartire il cuore quando esso si ferma ) e quelli prodotti nel tempo, che non si leggono subito su quel virtuale e vergognoso “libro mastro aziendale”, ma a lungo andare (Come riportare un infartuato in ditta, inserendolo nuovamente nel suo primario lavoro permettendogli di continuare a produrre ricchezza) . Vedo di spiegarmi meglio con un banale esempio.
Se chiamo i Vigili del Fuoco per un qualsiasi intervento d'urgenza, so di creare per la collettività un costo, ma devo anche tener conto che se vengono salvate delle vite umane o delle cose (leggi case, industrie, paesi, per non dire Opere d'Arte) queste dovrebbero, o no ?, essere considerate come futuri utili recuperati e riconsegnati alla Collettività?.
E proseguo nel mio esempio ritenendo immorale che il primo burocrate politico, invogliato a ridurre le spese perché (questo avviene in Italia, all'estero non so!) a fine anno si vedrà riconosciuto un congruo Premio per il raggiunto traguardo di economizzazione di spesa, si ritenga autorizzato ad assegnare ad un comando dei VF, anziché una pala meccanica una pala manuale. 
Invece questo esempio che ho portato con un tono esasperato, avviene nella realtà di tutti i giorni e sempre più spesso in quella Sanità Nazionale, dove trascinati per il giusto entusiasmo dell'aver risolto il problema del costo della siringa, ora identico per tutto il territorio nazionale, il nostro Ministero della Salute (il primo malato grave – e sembra essere incurabile - di tutta la filiera) affiancato da un infinito stuolo di Dirigenti, politicamente scelti da una indecente Politica Nazionale, stanno accentrando tutte le tipologie di Assistenza Sanitaria in pochi Ospedali, al grido entusiastico di “razionalizziamo i servizi, contenendo i costi”. Costi che vengono analizzati sempre a livello di tagli ai servizi, escludendo i lauti compensi che lor signori percepiscono, le spese di trasporto delle ambulanze che fanno la spola tra i veri ospedali e che quando ne serve una per un intervento grave, non se ne trova la disponibilità, o la creazione di eliporti anche dove non necessitano quali cattedrali nel deserto.
Ma per fare questo, non ci si è basati su ponderate scelte di carattere qualitativo dell'offerta data dall'Ospedale e prolungato nel tempo, dalla qualità dei Sanitari, dal numero degli “Utenti” (altra parolaccia derivante dal loro lapsus freudiano pensando sempre a quel maledetto Utile Aziendale quali che stessero parlando di allacci di Luce – Gas – Acqua – Telefonia e non di Pazienti) bensì su ordini che verticistiche gerarchie politiche hanno imposto ai loro subalterni locali per scalate elettorali e spartizioni di poltrone.
L'Italia intanto è stata di nuovo divisa come quella dei ducati, all' interno di ogni regione, in tante Aree Vaste. Le Marche ne ha 5 e per ognuna di queste hanno ulteriormente sfasciato sezionandoli più che da esperti manager da assaltatori addestrati allo smembramento di qualsiasi cosa abbiano sotto mano. E nel nostro caso lo stanno facendo con gli Ospedali Locali, delocalizzando le specializzazioni e mescolandole tra loro.
E Senigallia, che viene spesso descritta dal Potere Locale quale una “Eccellenza” in qualunque cosa in essa venga fatta, non ne è rimasta indenne. Anzi, è quella che più grande delle altre tre, ha dovuto cedere alcune delle sue professionalità di cui andava fiera ed orgogliosa. Del resto anche la nostra Spiaggia di Velluto fa parte dell'Italia, al cui Governo siede una forza di Centro-Sinistra, che, guarda caso è la stessa che governa la nostra Amministrazione Locale. Uno più uno, fa due. 
Già fin dall'era Spacca, con i suoi colpi di timone, fece portare la direzione Amministrativa a Fabriano, dando forza al suo Ospedale locale (e gliene avrebbero dovuto dar atto i suoi concittadini e la sua Fabriano gliene avrebbe dovuto essere riconoscente). E' da quel momento che è iniziato lo smantellamento del nostro nosocomio senigagliese. Tutti gli esponenti di allora silenti e complici, di quei risultati demolitori della Sanità Locale, hanno avuto in premio un avanzamento politico e non solo. Ed oggi, dopo il nulla di ieri, che prosegue con un niente di fatto oggi, si coprono scaricando le colpe su Spacca, che figuriamoci se di colpe non le ha avute, ma che loro appoggiandolo, si sono resi suoi complici. Ed oggi ci si scusa (come avvenuto nel corso della IV commissione Sanità comunale) trincerandosi dietro un pusillanime “Allora erano altri tempi”.
Oggi è arrivato un altro di Presidente Regionale, indossante la stessa casacca e con al fianco cortigiani scudieri paludati dello stesso mantello colorato di centro-sinistra.
E questo, politicamente, seppur sempre troppo sorridente, non è che sia meglio di Spacca, per la serie il peggio tarda a morire!
Gli Ospedali oggi in quell' “Area Vasta 2” in cui è stata censita Senigallia sono 4 : Fabriano-Jesi-Osimo-Senigallia, su cui spicca su tutto e tutti (giustamente) quello Regionale di Torrette di Ancona (con annessa Università di Medicina).
Ed allora, attenzione, e non parlo di interventi o cure complesse, ma semplici interventi di routine : per esempio per un intervento alla prostata devi andare a Jesi o altro ospedale fuori AV2, perché l'urologia è solo lì. Se devi sostituire un pace-maker prima lo facevi a Senigallia ed ora, se non fanno un passo indietro, dovrai spostarti in Ancona o in un Ospedale in cui alloggeranno la nuova UTIC, malgrado Senigallia sia quella che abbia al suo attivo un numero notevolmente più alto di operatività. Se ti va una scheggia di legno o altro in un occhio, di notte, bisogna che ti informi se nel PS di Senigallia sia di turno l'oculista, perché lo specialista svolge il servizio a rotazione nei vari ospedali sopra elencati. L' UTIC, sembra verrà spostato ad un altro ospedale, o in quello di Fabriano o quello di Jesi.Per il momento è stato tutto sospeso, ma non con uno scritto ufficiale, ma con semplici promesse del politico di turno (il che fatte da un politico e scritto da un populista, valgono ancor meno) Il personale medico manca in fisiatria e gastroenterologia, ma hanno promesso (l'unica cosa che sanno fare con perizia!) che arriveranno e che la colpa non è che non si voglia assumere personale, ma quello qualificato come in gastroenterologia, non lo si trova (Come se in Italia la disoccupazione non esistesse anche tra i laureati in medicina).
Il laboratorio analisi effettua solo i prelievi che poi vengono spediti a Jesi o non so altro dove, allungando notevolmente i tempi di attesa per le risposte. Se devi ricorrere al servizio di PS, avverti a casa che prima di 4/6 ore minimo (salvo i codici rossi) non ti vedranno ritornare, vista la carenza di personale. La TAC, poi funziona a singhiozzo , vista gli inconvenienti tecnici in cui è solita cadere. Ed allora si emigra... Ovvero come se in una barbieria si insaponasse il viso e poi la rasatura avvenisse in un altro salone posto a 50 km. L'Otorino è divenuto simile ad un ambulatorio. I medici primari (gastroenterologia e Cardiologia) che si sono permessi di obiettare con una lettera certi atteggiamenti, sono stati immediatamente “tacitati” (ho usato un eufemismo). Ed ora logicamente c'è paura a parlare! Tutti tengono famiglia.
C'è da dire però, che è a livello nazionale, che parte il tutto. Questo perché chi usa maggiormente questi servizi sono gli anziani e gli anziani oggi vengono decantati, con quella falsa bontà che da tremila anni di storia ci portiamo dietro, come portatori di risorse, di esperienze storiche, umane, ecc, ecc., ma che invece alla fine consumano solo per campare qualche anno in più a spese dei più giovani. Allora le attese nei centri di prenotazione (CUP) si allungano di mesi e se hai una misera pensione che non ti permette di rivolgerti alla sanità privata, muori. I medicinali che hai usato per 20 anni ad un tratto esigono un ticket che se non puoi permettertlo devi ricorrere ai medicinali generici. Che sono uguali a quelli di marca, dicono, ma poi il tuo medico di famiglia sorridendo ti fa capire che a volte qualche problema te lo procurano o potrebbero procurartelo.
Sarà che io sono una persona sincera e pretendo che anche il mio avversario, di qualunque settore, usi la mia stessa sincerità, che quindi vorrei che non mi dicessero che stanno facendo ed invece prendono solo del tempo, quel tempo che risulta sempre curativo per lasciar sbollire gli animi. Ma avessero il coraggio di dirmi a brutto muso ed in faccia a chiare lettere “sei vecchio, deciditi a morire”. Non sarebbe una cosa brutta, sarebbe solo sincera. Si, i nostri "politicanti", (i Politici, gli Statisti, sono cose di altri tempi) così facendo risulterebbero incapaci, ma almeno per una volta, sinceri.







di Franco Giannini

sabato 19 agosto 2017

Terminate le ferie, terminati i quattrini, per non avvilirvi, quindi, ritornate a giocare...

... si come fanno i bambini, anche se voi siete più cresciutelli !! Le iscrizioni al 6° Memorial di "SAURO" Giuliano Pierangeli sono aperte.

Si, siamo arrivati a quota n°. 6, ma la locandina che vedete a fianco ha oramai solo due scopi : uno quello dell'ufficialità delle date e l'altro avvisare che i giochi anche per quast'anno sono aperti e che essi ci porteranno dritti dritti quasi alla vigilia delle feste Natalizie.
Data di apertura della tenzone, quindi, sarà il 1° di Ottobre 2017, mentre le premiazioni vedranno salire sul nostro podio, oltre che i primi tre classificati, tutti gli altri partecipanti che saranno come si usa far da noi, tutti premiati, la sera del 10 Dicembre. con la solita pizzata di fine Memorial.
Le regole (e non regole) sono sempre le stesse, come il "deus ex machina" alias FRANCESCO BRAMUCCI da contattare per informazioni ed iscrizione.
Iscrizione che immagino già avrete fatto fin dall'ultimo memorial, tra un trancio di pizza e l'altro, nel timore di rimanere senza un posto libero.
Se qualcuno poi è ancora il ferie, beato lui ( ma senza invidia, visto che io lo sono oramai vitanaturaldurante,  e che non è che sia una fortuna, visto che con la pensione si entra come in una sala di attesa ), non trovi la scusa che si iscriverà al ritorno, perché volendo "una telefonata ti salva il posto". Ma poi ci sono gli SMS, Wath App, FB,  Messenger,Telegram... fatevi vedere che la vostra abilità non sta solo nello schiacciare a rete... ma anche nel saperla usare la RETE.
Intanto "Buon bagno" a tutti visto che oggi è sabato e domani quindi domenica. 
Da lunedì per qualcuno sarebbe, invece, una presa in giro, da cui quindi preferisco astenermi.








di Franco Giannini

lunedì 14 agosto 2017

In Italia, la "Regina degli sport", l' Atletica Leggera, declassata a "Cenerentola".

Da sinistra : Primo Nebiolo, Pietro Mennea e Carletto Vittori
...ed il male è che tale declassamento non è avvenuto oggi, ma si trascina di già da una decina di anni e nulla si è fatto per risollevare questo stato di torpore in cui si è caduti!!

E' solo un mio punto di vista, ma ritengo che come nella Politica Italiana, da tempo sono venuti a mancare uomini con doti innate, statisti o comunque sia, uomini dotati di grande prestigio. Persone, un esempio vedi la foto, a cui non mancava quell' autorità in grado di costruire, organizzare, o le capacità, la volontà, ed il piacere in quel che facevano supportata da una notevole ambizione. Oddio, non è che a quelli dei giorni nostri, quest' ultima non manchi. Ma è la sola dote, a quel che pare, che essi posseggono. E l' ambizione, si sa, che venendo a mancare i risultati , assume non  più le vesti di una dote, ma si tramuta in difetto: la Vanità. 
Ritengo che al rientro da Londra, non si dovrà analizzare, come ho ascoltato preannunciare dal Presidente della Federazione, che cosa abbia inceppato il meccanismo organizzativo, ma quale prima iniziativa da prendere, sarebbe quella delle dimissioni dei Vertici FIDAL che dovrebbero far pervenire prima ancora che l'aereo tocchi il suolo italiano. Poi si potrà discutere, analizzare, studiare la cura. Il motivo logicamente sta tutto qui in questo medagliere, dove a chi cerca l'ubicazione dell'Italia consiglio di partire dal fondo: 1)USA 10 11 9 30  2)KENYA 5 2 4 11  3)SUD AFRICA 3 1 2 6  4)FRANCIA 3 0 2 5  5)CINA 2 3 2 7  6)GRAN BRETAGNA 2 3 1 6  7)ETIOPIA 2 3 0 5  8)POLONIA 2 2 4 8  9)ATLETI NEUTRALI AUTORIZZATI 1 5 0 6  10)GERMANIA 1 2 2 5  11)REPUBBLICA CECA 1 1 1 3  12)COLOMBIA 1 1 0 2  12)BAHRAIN 1 1 0 2  12)TURCHIA 1 1 0 2 12)AUSTRALIA 1 1 0 2  16)OLANDA 1 0 3 4  16)GIAMAICA 1 0 3 4  18)PORTOGALLO 1 0 1 2  18)CROAZIA 1 0 1 2  18)QATAR 1 0 1 2  18)VENEZUELA 1 0 1 2  18)NORVEGIA 1 0 1 2  18)TRINIDAD E TOBAGO 1 0 1 2  24)BELGIO 1 0 0 1  24)GRECIA 1 0 0 1  24)NUOVA ZELANDA 1 0 0 1  24)LITUANIA 1 0 0 1  28)COSTA D'AVORIO 0 2 0 2  29)GIAPPONE 0 1 2 3  30)BAHAMAS 0 1 1 2  30)UNGHERIA 0 1 1 2  32)UCRAINA 0 1 0 1  32)UGANDA 0 1 0 1  32)SVEZIA 0 1 0 1  32)MESSICO 0 1 0 1  32)BURUNDI 0 1 0 1 32)MAROCCO 0 1 0 1
38)SIRIA 0 0 1 1  38)ITALIA 0 0 1 1  38)TANZANIA 0 0 1 1  38)CUBA 0 0 1 1   38)KAZAKISTAN 0 0 1 1  38)BRASILE 0 0 1 1 e se le medaglie sono poche, non è che il numero dei finalisti sia stato maggiore. Le scusanti sono le solite: avevamo molti  giovani, la sfortuna, gli infortuni. Chi si scusa si accusa, non parliamo poi quando si parla di sport!
Non credo neppure che la colpa debba ricadere negli atleti, perché così dicendo arrecherei offesa ai vari Tamberi, Palmisano, Rubino, Giorgi, Trapletti, Fortunato, De Luca (facevo prima a scrivere, i marciatori in toto), Meucci, Tortu, Lingua e qualche altro di cui mi sfugge il nome. Mi chiedo se il faticoso lavoro della marcia e della maratona, oltre che far bene al fisico non insegni anche a soffrire, a temperare il carattere alla bellezza della modestia.
Quello che da molti dei nostri atleti, in fase di intervista post gara, alla domanda che la giornalista faceva loro, da che cosa fosse dipeso il sofferto risultato ottenuto, avrei voluto sentir rispondere :" Gli altri erano più forti!!" e poi magari lo sciorinare dei dolorini, degli infortuni da cui venivano e la consequenziale mancanza di allenamento. 
Tamberi con l'infortunio che ha avuto, ed il parziale allenamento ha superato i 2,29 evidenziando che la se classe non è acqua, volere è potere.
Lingua? Uscito dalla formazione delle Fiamme Gialle è ritornato ad allenarsi con una società privata. Chissà perché ?
Inizio a pensare e credo che dovrebbero farlo anche i vertici dirigenziali della Federazione, andando ad analizzare se il proliferare di tutte queste società con le "stellette", sia diventato per i giovani più un male che un bene, più il raggiungimento di un "posto di lavoro" che quello per emergere sportivamente. Del resto ad ognuno il suo lavoro!!
Da aggiungere, che mentre per tanti altri paesi che ci hanno superato nella classifica del medagliere, la globalizzazione ha portato medaglie, da noi seppur siano benvenuti tanti nomi stranieri, almeno al momento, di benefici non se ne sono visti. Evidentemente abbiamo pescato male. 
Ed allora, se per una volta, invece, si copiasse di sana pianta quello che fanno i college Americani ed Inglesi con i loro universitari, senza apportare alcuna modifica da "precisini" quali vogliamo sempre apparire ? E se si ritornasse a foraggiare maggiormente le piccole società di provincia ed una volta individuati in esse dei giovani promettenti li si sottoponesse al giudizio degli allenatori federali, che dovranno essere pochi, ma buoni ?? Attenzione, alcuni buoni già li abbiamo, quelli della strada "docet".
Invece da quel che ho letto e sentito, a Berlino, ai campionati europei, si vorrebbe attraverso l'autorizzazione della Federazione Internazionalel, "recuperare" la paralimpica Legnante solo perché nel 2006 superò i 19 metri, non considerando che gli anni passano per tutti e che a Londra hanno superato di gran lunga i 20 metri. Sarebbe un altro errore sia nei confronti dell'Atletica, ma ancor più di pochi riguardi in un'atleta addossandole una responsabilità che farebbe fatica a sostenere. Del resto, se non abbiamo gente competitiva, la si lascia a casa. Si risparmia e non si fanno figure barbine.
Se ciò rispondesse al vero, significherebbe, di già, partire con il piede sbagliato, altro che analizzare...


 





di Franco Giannini

martedì 8 agosto 2017

Anche le notizie di cronaca seguono una specie di "Casta"...

foto ricavata da Internet " Il corriere del corsaro"
... Perché si preferisce seguire non la cronaca reale, ma un falso perbenismo.

Questa mia riflessione nasce nel leggere un articolo di vita cittadina. Una disgrazia come tante se ne leggono ogni giorno. Non ce l'ho assolutamente con il redattore della notizia, che logicamente si adegua a quelle che sono le esigenze dell'attuale informazione. 
Una "persona conosciuta" in una certa città, "cade" dal tetto della sua abitazione e muore. Età dell'uomo deceduto, "92 anni" con problemi di "depressione". Già questi pochi dati,  fanno si che solo con fatica, più di quella che avrà fatto il 92enne ad arrampicarsi sul tetto  per poi cadere al suolo, posso credere alla notizia come essa è stata venduta. Non credo che ci sarebbe stato nulla di male, in un mondo più sincero, se si fosse definito, sempre con profondo rispetto per quella scelta, la disgrazia come un incidente voluto. Ma oggi i termini vanno centellinati perché come dicono, a volte le parole fanno più male dei gesti. Io non lo condivido, pensando che se uno zoppo lo definisco claudicante, il male resta. Credo invece che le parole in entrambi i casi debbano essere pronunciate con un ugual rispetto. Quel rispetto che invece, spesso, poi viene a mancare quando si parla a livello assistenziale. Un discorso che però ci porterebbe fuori tema. 
Ma ne abbiamo tanti di questi ri-battesimi verbali, vedi ad esempio lo  scoppino, spazzino ed ora netturbino, fermo restando gli stipendi da fame. Ricordate il bidello ? ora operatore scolastico, ma è lo stesso che vende la pizza negli intervalli.
Ed allora ecco che la memoria mi riporta indietro di tanti anni quando "Barigelo", uno scoppino vero lui e senza ancora ri-battesimi, un vero filosofo, laureatosi nell' Ateneo che solo la strada gli poteva assegnare, un anconetano, (ma con sincerità devo dire, non avendolo conosciuto di persona, che se n'è sempre parlato e le sue filosofiche riflessioni tramandate da padre in figlio, dando per scontato che fosse un individuo reale e non una semplice maschera cittadina), riportava con il suo modo scanzonato, le cronache del giorno.
E c'è appunto tra le tante storie che si tramandano quella della buccia di banana. "Vedi, - diceva lui - se casca un "Signore" è de sciguro scivolato su di una buccia di banana, una disgrazia. Se la stessa cosa je succede a 'n "pureto" è de sciguro 'n imbriaghu ch'è s'è rutulato."








di Franco Giannini

venerdì 4 agosto 2017

LA BUROCRAZIA SANITARIA vissuta minuto per minuto...

disegno tratto da "la lingua batte dove il dente duole"
... se per l'asportazione o la cura di un dente... questo ancora però, non lo so.

Sorvolo sui tempi oramai superati e di conseguenza dimenticati da quelli della visita dal medico di famiglia a quelli per l'impegnativa ad una concessione di un appuntamento (Urgente), che poi sono giunti a 7 giorni tra attesa per festività e cure, con un medico del reparto odontoiatrico.
Il medico di famiglia che mi consiglia viste le mie rinunce alle cure in generale :"Vada all'Ospedale Franco... lei ha il Pace maker e come cardiopatico è esente da ogni spesa.. mi ascolti, ci vada e si faccia curare. Ora va bene, calmiamo il dolore, ma poi?". Alla fine mi lascio convincere  e con estrema franchezza ed ancor più vigliaccheria, più che da lui, dal dolore, ed allora ecco che comincia la fiaba, che però suona troppo elegante e gentile ed allora trovo più consono il termine "favola", stesso significato ma dal suono più rude: 
Appuntamento che viene fissato per le ore 10,30 del giorno X
Il fatidico giorno X, uno sfigato Venerdì. Poi leggendo si capirà perché sfigato, seppur non cadendo né del giorno 13 né del 17.
ore 09,43 preso il biglietto regolafila alla cassa per porre un  timbro di esenzione (malgrado nell'impegnativa sia già riportata e sottoscritta dal medico curante la sigla che attesta ciò)
ore 09,55 posto il timbro sull' impegnativa, si suona alla porta del reparto e si viene accettati in sala di attesa.
ore 10,10 l'infermiera chiama per la compilazione con tutti i dati della cartella personale, nonché richiede la firma sulle solite dichiarazioni d' informativa che come per i contratti di assicurazione o quelli bancari o le dichiarazioni dei redditi ti sottopongono in bianco con le crocette dove apporre la firma.
ore 10,20 arriva il medico (si guardi bene con 10 minuti di anticipo sull'appuntamento, cosa lodabilissima!) che dopo un primo esame della bocca opta per una lastra di raggi X. Mi fa l'impegnativa (anche questa sottolineando l'urgenza) e mi dice di andare subito in reparto, perché se mi fanno la lastra prima delle 12,30 posso ritornare in odontoiatria e vedere immediatamente il da farsi. Però, guarda caso, mi fissa anche un nuovo appuntamento per il lunedì prossimo, sempre alle 10,30, perché, sottolinea, loro il sabato sono chiusi. Ho pensato, subito che si trattasse di eccesso di precisione, perché in cuor mio davo per certo che oggi con tutte le Ecografie, le TAC, le PET, la scintografia, i vecchi e troppo semplici raggi X chi se le fa più ? "Invece - come canta quella pubblicità sul colesterolo - mi sbagliavo"
ore 10,30 Ascoltato quel "se gli danno la risposta prima delle 12,30 mi mette le ali ai piedi ed allora di corsa, alla bersagliera, giù in reparto radiologia. Nuovo ritiro del biglietto regolafila, con tre volontarie a fare capannello tra loro e che alzando gli occhi stanchi ed annoiati del fare nulla, sono a pregare i "signori" di andare in sala d'aspetto evitando di rimanere nel corridoio. E giustamente, che un po' di precisione in un immane caos come in quello che mi sto dibattendo, ci vuole. Quello che è un po' meno bene è bene che si parta quasi  sempre, con stupidaggini, dal basso. 
Quindi di nuovo un' attesa del proprio turno, per poi sentirsi dire, previa telefonata in reparto da parte dell'impiegata, che però "subito è impossibile", quindi di ritornare il giorno dopo (specifico che il giorno dopo, guarda guarda, è sabato !!).
Mi chiedo allora se questo "bingo" fosse scaturito dalla lungimiranza di un occhio clinico come quello di medico o quello di un semplice ateo che non ha mai creduto ai miracoli. Credo che forse sapesse troppo bene come funziona la burocrazia sanitaria.
Quello che non comprendo sono due cose. una è come una Organizzazione Pubblica come un Ospedale funzioni a scompartimenti stagni: un reparto osserva la semi festività del sabato ed uno no... Ma non sono entrambi, ma diciamo tutti i reparti, facenti corpo integrale di un unico Servizio Pubblico ?? La seconda, perché alcuni studi odontoiatrici privati (che parola brutta quella della privatizzazione) sono dotati di piccoli impianti di raggi x e ti fanno tutto seduta stante mentre il colosso della Sanità Pubblica, L' autodefinitasi Eccellenza in tutto, per farti la barba, t'insapona a Palermo e ti rasa a Rapallo ?? Vuoi scommettere che si tratta di questione di costi. Esclusi quelli delle autoambulanze va e vieni che magari sono gestite da qualche cooperativa oggi tanto di moda. I tempi ed i costi di trasferimento del paziente, che oggi la pazienza però l'ha terminata, non rientrano né nelle statistiche, Nè vengono prese in considerazione dai gestori della Cosa Pubblica. 
Quasi ascolto le loro voci :" Ma che cosa vogliono questi, li curiamo senza che spendano una lira e magari domani ci accorgiamo che sono soldi andati perduti "sotto terra"". Potrebbero anche aver ragione se non per il fatto che per 40 anni di lavoro o di chi lavora attualmente, questi soldi ce li siamo pagati e li paghiamo. Non sono soldi che escono dalle loro tasche, le proprie tasche.
ore 10,55 ritorno a casa senza aver concluso nulla. Fortunatamente l'ascesso con la cura degli antibiotici prescritti dal medico curante  è rientrato e l'unico dente che ora mi duole non è più quello del molare, ma quello della rabbia dell'impotenza verso certi atteggiamenti della burocrazia italiana e dei loro "gestori".
Tradotto : Le vere Eccellenze della Sanità sono i medici del servizio pubblico (salvo le mosche bianche, rare, ma sempre esistenti!) che ancora mantengono in piedi tutto l'apparato pericolante, mentre i veri olocausti di questa nostra italica sanità terremotata, sono i burocrati ... un' altra definizione sconfinerebbe nel reato e nel turpiloquio.
Per il momento fermiamoci qui, ma la storia continua e malgrado essa possa servire a pochi, vi terrò informati. 








di Franco Giannini

mercoledì 2 agosto 2017

BOLOGNA una delle stragi italiane, che non si vuol far credere, dimenticata



Ed oggi, per l'ennesima volta, ancora i soliti discorsi retorici, le solite facce di bronzo, i soliti quattro stracci di gonfaloni, i soliti nastri tricolori portati a tracolla, i soliti quattro fischi, i PARENTI delle vittime, quelle si CHE RICORDANO E RICORDERANNO, che diserteranno la manifestazione, in segno di protesta verso una sordità vergognosa ed oserei dire complice di quell'atto rimasto "impunito", di questi nostri governi che si sono succeduti dal quel giorno a tutt'oggi.
Questa è l'Italia odierna, questa la fotocopia penosa di quella che era l'Italia di Ieri.

martedì 1 agosto 2017

Sarà solo per via del caldo e dell'età, che uno già brontolone, tende a perfezionarsi in questo suo difetto ?

di certo questi due fattori incidono, ma non credo siano i soli. Poche e semplici parole dedicate a chi vuol intendere...

Da che ho appeso la penna al chiodo, evitando di scrivere sull' "attualità" cittadina, perché per farlo occorre un' immediatezza che ho perduto, mi dedico alla lettura di quello che gli altri scrivono in merito.
E questo spesso, come avviene a noi vecchi, ci porta ad occhi aperti, senza più seguire il fatto di cronaca, a viaggi che, con quello che stavi leggendo, hanno ben poco a che vedere.
Spesso sono rimpianti che al risveglio di quell'istante di black-out  visivo, preferisci definire con la parola ricordi. Si, perché nel rimpianto è racchiusa una nostalgia, ma di sapore quasi sempre amaro. Per il non essere riusciti, non aver voluto, non essere stati capaci, magari a prendere quel treno che passava e che ti sei lasciato sfuggire.
Ma, qualche volta quel mancato treno perduto è anche derivato dal fatto che “altri” si sono lasciati sfuggire il favorevole istante e le conseguenze ora, magari le stiamo pagando tutti.
Sarà che i denti già mi dolgono e dovrò ricorrere proprio in questi giorni a quella Sanità Pubblica a cui da tempo ho rinunciato con rassegnazione forte di quel “il sarà quel che sarà”. Ma il dolore è dolore , e la lingua batte dove il dente duole. Infatti non è che abbia paura della morte, che oramai arriverebbe sempre come la benvenuta, ma è quella mia vigliaccheria nei confronti del dolore che la fa da padrone. Infatti quello che mi spaventa è il dolore e la sofferenza.
Ed è proprio tra il dolore di questo ascesso sul dente del giudizio, che leggevo, quindi più imbufalito che mai, le stupide, incomprensibili, egoistiche diatribe tra i vari partiti... ma che sto dicendo? I partiti... ma quali, che si sono mimetizzati quasi tutti dietro a liste civiche. Sarebbe meglio allora dire diatribe tra singoli, a volte patetici figure di personaggi politicizzati che come i capponi di Renzo si accapigliano nel mentre s'incamminano verso una triste fine : nel caso nostro la fine dell'Ospedale Senigagliese.
Non si comprende neppure più, dove finisca la Maggioranza e dove cominci l'Opposizione, tra tutti gli infiltrati che in essa si agitano, sbraitano, e che alla fine, seppur le loro buone intenzioni, lasciano il male che trovano.
E mentre leggevo i loro assurdi comunicati fatti di “Noi” majestatis, piuttosto che di singoli “Io” essendo magari gli unici rappresentanti di un Consiglio Comunale, che gli occhi mi sono scorsi su un mio articolo datato 12 Ottobre 2008.
Non riguardava di certo la situazione Ospedaliera, ma pensate un po' voi, nientepopodimeno che quella delle ragnatele centenarie nel sottopasso di Via Perilli: Viale di accesso alla Spiaggia di Velluto, alla Rotonda, agli alberghi Vip per la gente Vip.
Però quello che mi ha fatto perdere la connessione con la situazione ospedaliera non sono state né la polvere né le ragnatele, ma riportandomi alla mente di come la cosa la si riuscì a risolvere grazie ad un' idea di un uomo , un blogger, certo MADDECHE', alias Paolo Rincolvati, alias ... pieno di ironia quanto di civile partecipazione in qualsiasi cosa facesse e fa ed in questo caso specifico: costituire un' unione di intenti, di una cittadinanza unita e reagente, che definì Cittadinanza Fattiva.
Leggo tra i commenti di allora tanti nomi simpatizzanti di correnti politiche le più disparate, che s'incontrarono però, unite per risolvere tutto alla faccia di chi “non aveva fatto fino ad allora il proprio lavoro” a regola d'arte.
Costoro erano per di più blogger che ogni giorno scrivevano lottando e segnalando quello che non andava nell' amministrazione locale e non solo. Altri erano quelli che invece commentavano come giustamente vuole la democrazia, con le loro idee, le loro soluzioni, sarà perché forse impossibilitati, nel non poter mettere (non erano stati inventati ancora e fortunatamente) quegli stupiti “Mi piace” che oggi si trovano inflazionati immancabilmente sulle pagine di Facebook. 
Dirò di più, e qui ho un certo rammarico, che i blogger e quei blogger, sono spariti dalla circolazione mentre sono rimasti invece i commentatori del “Mi piace” facile, che il più delle volte neppure leggono attenendosi dal guardare la foto ed al più le due righe del titolo.

Quanti nickename ricordo con piacere e nostalgia, quanti di loro ne ho conosciuti, quanti di costoro hanno portato avanti battaglie con successo : wese, Valeria, tuttofare, serola, Riccardo_Pizzi, Renato_Pizzi, quilly, pasquino, Pablo, Obelix, mescalino, melgaco, marinelli, MariangelaParadisi, mancio, malih, malavida, lucaborella, LoStrillone, LorenzoMan, leotex, kit_carson, JimmiFontana, Intruso, GianlucaMaracchini, ghost, Gelopolare, Gaspa4, gallosenone, didimi, dariopetrolati, danielzone, Daniele_Sole, cosmoblog, celticus, Bucaniere, Brenno, babel-zeta e tanti altri di cui non ricordo e non sono stato in grado di rintracciare i nominativi. Una di queste iniziative, fu appunto la tinteggiatura del sopra detto sottopasso, che ebbe un successo cittadino che ci sentimmo quasi obbligati a ripeterlo con quello dell'altro sottopasso della Curva della Penna.
Non ricordo in quale altra occasione mi permisi, visti i facili successi, di riproporre l'intervento della macchina di Cittadinanza Fattiva, mi sembra la pulizie delle aiuole dalle erbacce. E da qualcuno dei nomi sopra riportati mi sentii rispondere grosso modo “... per 'na volta ce prova gusto anche 'na vecchia”, ovvero non abusiamo del nostro buonismo, perché a lungo andare si abituano alle cose fatte, si adagiano ed  alla fine facciamo il gioco di coloro che così facendo vivono alle nostre spalle .
Non so fino a che punto avesse ragione o meno... però in questi anni vero è che il menefreghismo l'ha fatta da ragione, sia dalla parte del cittadino (non assolvo, anzi) che da quella dell'Amministrazione (situazione incancrenita di carattere politico locale e nazionale), però chi gode di tutto questo e in un certo modo il permesso di continuare a governare, è la classe dirigente locale che ora guadagnato tanto terreno nei confronti del popolino, lo sghignazza facendo il bello e il cattivo tempo.
Viste le foto e lo streaming degli intervenuti per assistere all'ultima seduta della IV° Commissione Comunale Permanente, il cuore si mi è di nuovo allargato. La gente (seppur la maggioranza tutta anziana !) ha risposto indignata, ma ha risposto! E questa risposta, guarda caso, è quella che ha fatto stizzire i "gallonati partecipanti" che con un nervosismo incontrollato (alcuni) si sono lasciati andare a comportamenti spocchiosi e strafottenti da prime donne abituate a calzare il palco del ridicolo. Con loro doveva essere Vietato parlare e senti, senti, vietato applaudire. 
Voglio sperare, cari miei concittadini, che con voce ampia, di presenza, di impatto, anche per l'Ospedale, quale che fosse una prima virtuale  tinteggiatura in via Perilli (leggi presenze al IV° Commissione), si possa riproporre il bis, come lo fu per la Penna. Logicamente riportato nei confronti del nosocomio cittadino e delle sue specializzazioni.
Invece ai “Capponi Consigliari” e non solo, un caldo invito, che però suppongo sarà destinato a cadere nel vuoto per i soliti egoismi politici. La gente sembra vi stia sostenendo. Ed allora non rifate l'errore dell'ultima campagna elettorale per l' elezione del Sindaco in cui vi presentaste come dei separati in casa. Sappiate che battaglie di un giorno si possono anche perdere, ma Uniti e da alleati, le Guerre alla lunga (e questa sulla Sanità è una guerra!!) si vincono, Sempre. Il tempo per le lotte intestine e la spartizione degli onori, che non dovrebbero mai esserci, se è vero che si fa tutto come si dice per il bene della cittadinanza, (anche se poi la politica è falsa e altrettanto è quello che dice), esse dovrebbe avvenire eventualmente, sempre dopo aver tagliato il traguardo da vincitori. Perché, come il proverbio insegna, per dire gatto, lo dovete avere prima nel sacco.








di Franco Giannini

venerdì 28 luglio 2017

I tagli ai servizi dell'Ospedale di Senigallia, che anche gli Amministratori dicono di non volere (?)...

... ma invece, dal momento che il loro partito, una volta di sinistra ed oggi di Centro-Destra (a sinistra faccio fatica ad inserire anche la foto), lo chiede, la risposta loro è "Ubbidiamo".

Sarà che loro sono tutti giovani (?) quindi meno interessati alle conseguenze minacciate dalla Zona Vasta, mentre io visto che sono abbastanza avanti con gli anni, la lingua mi va a battere dove il cuore mi duole. Quindi la cosa la seguo puntualmente andandomi a leggere (di più non posso fare del resto) ogni comunicato, ogni commento, ascoltare ogni parola (anche quelle pronunciate incautamente - ma la rabbia è cattiva consigliera - a microfoni aperti non sapendo che la gente ascolta e ricorderà - almeno voglio sperare -) preoccupandomi per il fatto di essere abbandonato così a me stesso, proprio da quelli che dovrebbero fungere invece da "badanti" alle necessità dei cittadini (in principal modo ai più bisognosi).
La colpa di tutta questa situazione, ora, la stanno scaricando sulla politica di alcuni anni or sono, dimentichi che quando c'era quel Presidente di Regione, il fabrianese caduto poi politicamente in disgrazia, il partito era sempre lo stesso di oggi. Se è vero che costui si addossò la colpa d'imparzialità, privilegiando la sua città (lui almeno, seppur sbagliando, ha avuto il coraggio di "fare" per i suoi cittadini), i nostri Amministratori succubi del fatto che lui allora era in auge, si piegarono ai suoi desideri senza battere ciglio, se non a parole (ma neppure tante), con il risultato di ricevere qualche briciola,  giusto per avere la possibilità di rivenderla al popolo bue, come fossero dei grossi filoni di pane. Ma a quel che pare, il popolo bue si sta svegliando, crescendo e modificandosi in un popolo di tori (seppur oramai molti, vecchi !).
Ma sembra che oggi il non andare mai e comunque contro quanto comandano i capi bastone della politica sia nazionale che locale, indicano che tale sudditanza va sempre ripagata. Ed infatti anche da noi, localmente, in non fare nulla se non l'ubbidire, qualche cosa per costoro ha fruttato:  la carica di primo condottiero cittadino è stata rinnovata, un altro da assessore è stato promosso Presidente della commissione regionale e proprio di quella tanto attualmente chiacchierata e per la quale fino a ieri non aveva mai mosso un dito. E per ultimo, la promozione di un consigliere comunale al quale hanno apposto al braccio i gradi di assessore proprio della Sanità.
Spocchiosità, arroganza l'hanno fatta da padrone durante l'ultima riunione nella IV° Commissione Comunale Sanità. Da dove è emerso anche, da parte dei dirigenti dell'Area Vasta, dopo un fiume di parole, un elenco di dati, un auto elogio continuo sulle spese fatte, senza mai soffermarsi sui servizi che dovrebbero e vorrebbero tagliare e su quello che essi provocherebbero sia sugli ammalati che sulle loro famiglie, per poi alla fine di tutto, congelare quanto avevano "minacciato", ripromettendosi di tornare a studiare ottimizzando quanto avevano, fino a due minuti prima, definito più che buono. Otorino, Cardiologia, Oculistica, Gastroenterologia e non so che altro costoro vorrebbero tagliare, trasformando così quello che era un ospedale ad un mediocre ambulatorio. Fatto è, sarà per il caldo di questi giorni, che le loro "menti" ora staranno prendendo fuoco a forza di "studiare". E sembra abbiano richiesto come una specie di time-out. Capisco che solo gli stupidi non cambiano idea, ma mi arrischio a definire impreparati, quei legislatori che varano leggi e poi fanno macchina indietro perché capiscono che c'è qualche cosa che non funziona. Se ci avessero pensato più profondamente prima o lo avessero fatto, chiamando al tavolo di lavoro tutte le forze politiche, sindacali e per primo quegli addetti ai lavori (da loro tanto bistrattati!!) che ogni giorno sono sul campo (invece di minacciarli di provvedimenti disciplinari, perché si sono ribellati all'azienda affiggendo avvisi agli utenti e pestando i calli ai propri superiori) ed avessero stillato delle regole che accontentavano tutti, forze avrebbero evitato la figura barbina a cui si sono sottoposti.
La prima cosa che dovrebbero analizzare è quell'orrenda parola che è sempre sulla loro bocca, sempre copiata da chi è sopra di loro, definendo AZIENDA e relativi aggettivi, tutto quello che li circonda. Un'Azienda deve produrre utili economici, quella Sanità deve produrre solamente prestazioni ottimali a beneficio dei cittadini, anche se questi possono produrre dei mancati utili. Ridurre le ruberie, tagliare gli stipendi dei manager, dei direttori, tagliare (anzi eliminare) i bonus, questo è quello che dovete tagliare. Se poi non ne siete capaci, e capisco che il vostro è un compito difficile, andatevene e magari ritornando ai vostri vecchi lavori. Sempre che ne abbiate svolto qualcuno che non sia quello parapolitico o politico.
Ora, come del resto era prevedibile, si sta scatenando una guerra fra poveri: Jesi come Fabriano stanno rumoreggiando e non ci stanno, logicamente, a fare da cavie per riportare Senigallia ai vecchi standard e per far uscire i responsabili dal gorgo senza fine in cui sono entrati.  Chi è colpa del suo male pianga se stesso, ma senza far piangere gli altri.
E continuare a dire che i Comitati nati a tal proposito, sono inutili, capisco che possa infastidire chi non li vorrebbe, ma anche questa è una baggianata colossale, come la ridicolaggine nel redarguire il pubblico presente in Commissione che applaudiva quegli oratori che con le loro parole intendevano difendere interessi dei presenti, adducendo che i commissari stavano lavorando... ma in verità era una situazione che bruciava ed ha continuato a bruciare non poco.
Ma il bello, non so fino a quanto e quando, è che credo la storia non finisca qui !!








di Franco Giannini

giovedì 6 luglio 2017

Dopo la chiusura della Cardiologia ecco il prossimo cancello che dovrai superare...

... SENIGALLIESI, sveglia !!! E questo, malgrado lo svendano per un'altra delle loro "Eccellenze" non è che sia di gran lunga migliore!!

Ho letto dei provvedimenti che verranno presi nel nosocomio di Senigallia: meglio definirlo MANICOMIO. Abbiamo fatto fino ad oggi un'indigestione del termine "Eccellenza". Chissà se qualcuno avrà ancora il coraggio o meglio, sfacciataggine per definirlo con tale aggettivo, perché da oggi sarà tale solo per la cura dei calli e delle emorrodi. Non me ne vogliano, logicamente i professionisti di tali settori, perché uso tale esempio come termine disprezzo verso coloro che si riempono la bocca di tali esaltazioni, per una manciata di voti in più. Incapaci, irresponsabili, menefreghisti, insensibili ed in periodo elettorale patetici nel loro vendere la poca dignità forse mai avuta.
Io in qualità di portatore di Pace-Maker mi sento autorizzato, come addetto ai lavori, super inc@@@@to perchè come tale mi sento due volte preso per il c. i fondelli. Ma attenzione cari i miei signori, nessuno è indenne da tali mali e con il cuore, non fai neppure a tempo a mettere la mano in tasca per tirare fuori il portafoglio e pagare il “meglio”. E' initile che ora te le metti in tasca per toccare il talismano di famiglia... non serve a nulla. Devi sapere che per un infarto, cantava uno spot pubblicitario, anche un minuto di tempo può salvarti la vita... Ed allora cari concittadini, non potendo fare altro, voglio solo ricordare/Vi ai tanti che dimenticano purtroppo facilmente, quanto riportavo nella relazione di uno degli innumerevoli consigli comunali che allora seguivo parola per parola. La data di pubblicazione da cui http://www.senigallianotizie.it/1327350745/al-consiglio-comunale-riqualificazione-riduzione-rilassamento-urbanistico ho tratto questo brano è del 19 Febbraio 2014. E' lungo, lo so, ma questa volta la colpa non è mia, dal momento che io riporto solo una trascrizione della loro sdolcinata logorrea.
Riguarda un' interrogazione dell'allora consigliere Dr. Girolametti, oggi Assessore al Welfare e protezione sociale, edilizia sociale e sanità al Sindaco, che invece era sempre Lui, in cui si legge che cosa doveva essere, o meglio sarebbe dovuto diventare, il Reparto Cardiologia.
.“Sindaco avrà pazienza se da un po’ di tempo mi sono autoassegnato un ruolo di promemoria della riorganizzazione del Sistema Sanitario nel nostro territorio. Allora qualche giorno fa ho sentito il Sindaco esprimere soddisfazione per l’imminente concorso per la nomina del primario di cardiologia e per il concorso di due dirigenti medici in gastroenterologia. Allora, anch’io sono assolutamente soddisfatto, credo non solo io che tutta “Città Futura”, ma tutti i cittadini di Senigallia lo siano. Però tengo a precisare che non era mai stata messa in discussione la nomina di queste importanti figure, addirittura erano scritte nella proposta, addirittura Ceccarelli era venuto qui a dircelo a Giugno, in Consiglio Comunale, anzi io posso dire finalmente arrivano, perché era, forse arrivano con notevole ritardo rispetto a quello che doveva essere. Comunque ne prendiamo atto che sia così, siamo decisamente soddisfatti. Così come lo saremo e mi auguro in tempi brevi, so che il Sindaco si sta attivando, per far ritornare il primario di Neurologia sui suoi passi e quindi avere l’Unità Complessa con tanto di primario a Senigallia per quanto riguarda la neurologia anche perché ribadisco una volta di più, perché avere un primario non significa avere una persona in più con funzioni primariali, significa avere una struttura complessa che si porta dietro tutta una dotazione organica e quindi di risorse umane e tecnologiche che una Unità Operativa Semplice non ha e non avrà mai. Quindi avere il Primario significa non tanto avere una persona in più a cui pagare lo stipendio, ma significa avere una struttura assolutamente di ordine diverso rispetto ad un’altra. Il punto che ci sta a cuore è che venga realizzato quello che io ho inteso come un programma e che sottoscrivo pienamente così come è uscito sulla stampa verso la metà di Gennaio che il Sindaco e l’assessore Volpini hanno, come dire, inteso proporre al nuovo Direttore Generale e soprattutto al Direttore dell’Area Vasta 2 e cioè quella serie di richieste nelle quali mi ritrovo pienamente e che hanno nella loro parte più importante proprio la richiesta di quei 20 posti letto che ci sono stati tolti nella degenza post acuzie che è un vulnus per l’assistenza sanitaria della nostra città, del nostro territorio perché ribadisco se c’è bisogno di incrementare l’assistenza è proprio in quel settore e che va incrementata oggi e in futuro. Togliere 20 posti letto, lasciarne solamente 8, come oggi è veramente creare un grosso disagio ai cittadini senigagliesi. E l’altra cosa, e chiudo, è quella che, l’avrò ripetuto fino alla noia, del mantenimento dell’Unità Complessa di Radiologia, perché come più volte ribadito l’UCR è a prescindere da primario attuale o futuro quello che sarà, quello che ci interessa è di avere una dotazione di risorse umane e di tecnologia che solo una UC può avere e che è fondamentale per le ricadute su tutte le UC dell’ Ospedale. Tutte le UC dell’Ospedale faranno per definizione riferimento alla Diagnostica e quindi alla Radiologia. Mi fermo qui“.
Il 
SINDACO, invitato, non si fa desiderare: “Sono particolarmente felice il fatto che lei abbia avocato a sé un timing così preciso e che mette nelle condizioni non tanto il Sindaco e l’Assessore di… di…di… di aggiornare di stare sempre sulle questioni in modo puntuale. Questo non lo nascondo è un grande ausilio e una modalità in confronto precisamente corretta. Poi, come dire, mi fa piacere che registriamo dei passaggi che dal Sindaco erano stati richiesti e che non erano così scontati, così scontati che se poi dovessi rifare ora la cronistoria delle interrogazioni che sono pervenute le posizioni quelle ho visto questi giorni sulla stampa bisogna avere, come dire, il quadro, sempre il quadro d’insieme su scala di Area Vasta e su scala regionale. Ed allora i temi che lei pone che saranno oggetto anche di un ulteriore confronto in Commissione proprio qualche minuto fa il presidente mi ha risollecitato la presenza in Commissione Consigliare, il presidente Sardella, ed al quale si deve aggiungere una disponibilità del Direttore di Area Vasta 2 il Dott. Stroppa che salutiamo, e che salutiamo anche in modo positivo. Ecco qui, perché quando c’è un interlocutore diretto, non c’è più un Direttore Generale che aveva avocato a sè, c’è un interlocutore al quale abbiamo presentato l’elenco delle questioni immediate che andavano affrontate ed altre che fanno invece parte di quel percorso che attiene al Direttore Generale e che però sono nelle nostre corde, nelle nostre sottolineature. Allora intanto l’aggiornamento è di oggi purtroppo ho preso impegno di indire entro la prossima settimana, quindi il percorso per una individuazione del primario di cardiologia, che avrà tutte le caratteristiche che ha la cardiologia UTIC compreso. Quindi non serve, non serve dove le cose vanno a posto rimettere il paletto che può distrarre che può fare confusione. Allora dovevamo avere l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia indispensabile, che come ha detto il Consigliere Girolametti, nessuno ha mai messo in discussione, il Primario deve essere fatto il Primario dentro quel processo. Io spero nel Primario più bravo, più capace, più competente, perché meritiamo questo per valorizzare anche le competenze che ci sono dentro. Quindi un percorso che mi fa piacere che venga risottolineato come i due dirigenti medici di gastroenterologia che sono al di là delle polemiche elettorali che ci sono con gli altri comuni. L’UOC è della Gastroenterologia di Senigallia deve essere non solo realizzata, ma deve anche essere scritta bene. Io faccio il contrario, realizzata nella, nella impostazione delle reti ma anche scritta bene mettendola nelle condizioni il personale di senigallia deve avere quella valenza dipartimentale indispensabile. Noi consiliere penso che stiamo mettendo in fila le cose, stiamo rimettendole in fila rispetto ad un progetto generale che ha visto la Regione inevitabilmente ridisegnare l’Offerta Sanitaria in questo territorio però il ruolo di Senigallia, come abbiamo sempre detto, deve stare dentro una rete e oggi, oggi, alcuni tasselli li stiamo mettendo a posto. Ovvio che quella della neurologia è un tema, quella della Radiologia è un altro tema, soprattutto sulla dotazione degli strumenti, soprattutto, e dove ovvio che c’è anche, e qui un impegno del Direttore di provvedere al più presto per la risonanza magnetica. E spero che ci sia una piena condivisione di tutti su questo percorso, non può essere messo in discussione la senologia di Senigallia, così metto un pezzo di più io, perché magari potrebbero in questi giorni avere delle valutazioni diverse e ci sono altri servizi che devono tener conto del ruolo estivo di questa città. Penso uno su tutti la dialisi, che ha bisogno del potenziamento della strumentazione e non può essere rinviata come non può essere rinviata e non programmata per tempo la dotazione del Pronto Soccorso. Quindi continuiamo a lavorare così. Io sa che l’Ass. Volpini ce ne stiamo occupando quasi a tempo pieno, però se ci sono ritorni come questo Consiglio ha dimostrato senza strumentalizzazioni con riferimenti che ci possano aiutare penso facciamo una cosa utile per la città, facciamo una cosa utile soprattutto per i pazienti, per i pazienti che sono sempre, sono sempre nella attenzione principe del Sindaco. E vorrei che tutti votano e giurano su, giurano fedeltà a Ippocrate ed allora vorrei che ci fosse questo afflato con i cittadioni che sono sempre al centro dell’azione dell’Amministrazione al centro dell’azione dei medici, al centro dell’azione di tutto il personale e che deve essere per forza anche al centro della Regione che è quella che fa quelle scelte pensando a loro e niente altro“.
Dulcis in fundo la replica di Girolametti: “
Grazie Sindaco, vede non è che io lo ribadisco per lei che lo sa benissimo, ma lo ribadisco per i tanti cittadini di Senigallia che magari ci ascoltano. La mia, come dire, ossessione quasi per l’UC ribadire alcune UC fondamentali è perché avere delle tecnologie è importante è fondamentale avere operatori che poi gestiscono e fanno funzionare queste tecnologie ed è chiaro a tutti che in una UC ha una dotazione organica di un certo tipo ed una US ne ha tutt’altra. Quindi non è solo questione di tecnologie di cui si può disporre o non disporre, a parte che ho i miei dubbi che in un concetto generale di distribuzione delle risorse, le risorse vengono distribuite in una US, sarebbe un controsenso, no, abbiamo detto per quanto ci riguarda in gastroenterologia, abbiamo detto no, le risorse servono a noi perché siamo UC di Gastroenterologia e non ad altri che sono US. Bene lo stesso discorso ci verrà fatto se non riusciremo ad avere UC di Radiologia, nel momento in cui noi chiederemo organici e tecnologie ci diranno ah, Alt! Prima all’UC tu sei una US. Quindi eccolo il motivo perché avere una risonanza magnetica in più è fondamentale, ma è fondamentale avere il personale che poi la faccia funzionare su un periodo lungo della giornata. Ma questa era una precisazione per quei pochi volenterosi o tanti che ci possano ascolate. Chiaro? Così come noi siamo contenti che sia stata assegnata L’UC di Otorinolaringoiatria, però è vero che questa cosa noi non l’avevamo chiesta. Onestamente non l’aveva chiesta neanche gli altri, allora perché, perché in dieci anni noi riuscivamo anche a fare in modo che i nostri cittadini fossero seguiti a Fano o a Torrette per i problemi di Otorino. Avere una cosa in più ci fa piacere, ci mancherebbe, però il Sindaco sa bene che non si da nulla gratuitamente. Se abbiamo avuto questa UOC ovviamente questo nella distribuzione delle varie risorse in Area Vasta conterà per Senigallia e questo è chiaro. Ed allora queste e lo cito solo come esempio, perché a me fa piacere di avere una UOC di Otorino, ci mancherebbe, ma lo cito come esempio che di queste sottigliezze nel riordino della Sanità di questa Area Vasta ne sono state fatte e non molto a vantaggio di Senigallia, anzi assolutamente no, anche se il Sindaco di Jesi un giorno si ed un altro pure sui giornali sbraita nonostante che poi l’Ospedale di Jesi sia l’Ospedale capofila della Area Vasta 2. Io non chiedo al Sindaco di fare altrettanto sarebbe poco serio e non mi permetterei di chiederlo, però io chiedo al Sindaco non il massimo impegno perché son convinto che ci sia il massimo impegno sulla Sanità, di coinvolgere, questo lo faccio a titolo personale, il più possibile, non me, ma l’Ass. alla Sanità che della Sanità sia per quanto riguarda il territorio sia per quanto riguarda l’Ospedale lo metta sotto sferza, lo coinvolga, faccia si che si impegni. Lui conosce negli intimi i meccanismi della Sanità Senigaliese. Grazie“.


PS: Non so quanti addetti ai lavori arriveranno a leggere questo punto, ma se qualcuno degli intervenuti dovesse rileggere quanto dagli stessi espresso, li inviterei ad un esame di coscienza e ritenere quante parole hanno speso solo per dare inutilmente fiato alla bocca. Inviterei non certo a coloro che sono destinati a rispondere, ma a coloro che interrogano a scriversi in anticipo 4 righe evitando di “distrarre” spazio ai loro stessi colleghi di interpellanze ed interrogazioni. Intanto, in “odore di oratoria”, siete in numero limitato. Credetemi, ma nel contempo, vi prego di scusarmi per la franchezza....”

Prevedevo, e non sono un veggente, solo che guardo sempre oltre il naso ed ho imparato a conoscere certi individui, quanto oggi dobbiamo lamentare. E mi arrischio anche a dire che se l'Assessore o anche lo stesso Sindaco, con coraggio e non ce ne vuole tanto, si sentiranno in dovere di prendere una posizione, getteranno il “cuore” oltre l'ostacolo ed al massimo RICHIEDERANNO un'altra comparsata del “bello” (ed inutile!!) della Sanità, l'Ing. BEVILACQUA (una qualifica che giustamente c'azzecca con la Sanità come quella della Lorenzin – neppure laureata - ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti) in Commissione, obbligando il Presidene ad un invito e con il solito risultato finale di sempre: un solo fiume di parole e di promesse da marinaio. Ma sappiate fin d'ora che con queste i cittadini oramai hanno imparato che ci si pulisce solo le terga... Ed il conto primo o poi vi arriverà. Mi mordo i gomiti, credetemi, ma non ci riesco !!








di Franco Giannini



Ma che velocità... evidentemente erano solo le voci dei soliti gufi.
Speriamo solo che non siano solo altre nebulose promesse a cui farebbero seguito altre reazioni dei notturni uccellacci predatori.
Comunque sia, ecco il COMUNICATO STAMPA del Comune. Un documento che posto qui a futura memoria in caso che..., perchè c'è una frase finale che non mi tranquillizza :"...su questo vigileremo attentamente!". Una frase che potrebbe indicare che neppure Lui, è del tutto tranquillo. E fa bene, perché neppure a me fa fare sogni d'oro.

"COMUNICATO STAMPA

Incontro con i vertici della sanità regionale sul futuro del reparto Cardiologia di Senigallia, Mangialardi: “A livello operativo non vi saranno sostanziali modifiche all’attuale attività svolta, né depotenziamento del reparto”

SENIGALLIA – Si è svolto questa mattina all’ospedale di Senigallia un incontro tra il presidente della commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini, il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, il direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, il direttore dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, insieme a una rappresentanza del personale sanitario dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia.

Oggetto della riunione, il confronto sull’applicazione pratica delle disposizioni contenute nella delibera 361 del’Asur dello scorso 23 giugno.

“Un incontro positivo – afferma il sindaco Mangialardi – che ha fatto emergere la comune volontà di salvaguardare tutti i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali di presa in carico del paziente cardiopatico acuto e cronico. A livello operativo non vi saranno sostanziali modifiche all’attuale attività svolta, né depotenziamento del reparto, tanto che al reparto Cardiologia rimarrà la presenza del cardiologo 24 ore su 24 per far fronte a qualsiasi evento acuto di pazienti provenienti dal pronto soccorso o già ricoverati in reparto. Inoltre, rimarrà inalterata l’attività di degenza differenziata per intensità di cure dal livello elevato a quello riabilitativo. In ogni caso, tutte le proposte comprese nel processo di riorganizzazione dovranno essere volte a rendere sempre più efficiente il nostro ospedale. Su questo vigileremo attentamente”.

In tal senso, il dottor Bevilacqua ha già condiviso con il direttore sanitario dell’Asur, Nadia Storti, e il personale dell’Unità operativa di Cardiologia, la decisione di avviare già a partire da lunedì 10 luglio un tavolo tecnico per codificare e realizzare tutti i percorsi della rete cardiologica, al fine di continuare a rispondere alle esigenze dei cittadini per garantire appropriatezza, efficienza ed equità dei servizi.

“Importante – aggiunge Mangialardi – è anche al nomina che arriverà nei prossimi giorni dei primari di nefrologia e del centro trasfusionale. Per quanto ci riguarda, d’accordo con la presidente della quarta commissione Margherita Angeletti, e come richiesto questa mattina dal consigliere Paradisi, tutto ciò verrà approfondito in una riunione ad hoc della stessa commissione, che procederemo a convocare per lunedì 24 luglio”.

Senigallia, 6 luglio 2017

Ufficio stampa del Comune di Senigallia
Telefono 071 66 29 301
Cellulare 339 163 39 39
Sito web www.comune.senigallia.an.it 

lunedì 19 giugno 2017

... e comincio a pensare che quando arriva sarà, come quasi tutto in Italia, sempre in ritardo.

Ma dico io, almeno sulle montagne russe dopo le discese ci sono anche le risalite, ma in questi ultimi anni trovo sempre discese, sempre più ripide e veloci e con infidi muretti alla fine... ed allora...

Ricordo che mio nonno diceva ad "Ella"( lui la chiamava così ) :" Vieni avanti o Morte, non mi fai paura, perché mi trovi ancora vivo ." Ed io ho sempre creduto in questa sua massima (o spacciata come tale!) ed ho ritenuto che l'uomo dovesse tenere la mente lucida, vigile, atta al ragionamento fino alla fine all'esalare del suo ultimo respiro. Una maggiore attenzione alla mente che non al bel fisico allenato o palestrato. 
Tanto che appena sono andato in pensione, memore di quello che mi riproponevo, con un antipatico fare di quello con la puzza sotto il naso, definivo i miei coetanei con il vizio del bar, delle carte o delle bocce, persone che avevano interessi leggeri che non implicavano abbastanza impegno, ma erano, i loro, solamente dei passatempo. Da cui deducevo, spocchiosamente s'intende e per ciò me ne scuso, che per costoro, quando "Ella" sarebbe sopraggiunta, li avrebbe trovati già "trapassati".
"Io", invece, che avevo scelto la "passione Politica", il piacere della lettura, della scrittura, avrei mantenuto una elasticità mentale che mi avrebbe portato a sputare in faccia ad "Ella", quando se ne sarebbe presentato il momento, il motto suggeritomi dal mio progenitore.
Evidentemente non ero predestinato e preparato per questo tipo acculturato di attesismo , perché se fossi stato almeno furbo, non dico intelligente, avrei dovuto allora, tentare gli approcci prima, quando il lavoro era sudore, fatica, incazzature e malgrado tutto... miseria. Avevo però capito una cosa, seppure in ritardo, non appena andato in quiescenza, che una cosa rispondeva a verità, che "Il lavoro nobilitava (forse) l'uomo, ma lo rendeva simile ad una bestia", salvo nei rari casi in cui l'occupazione scelta non corrispondesse a quella che si era sempre sognati di fare.
Sentivo dire da dei miei coetanei pensionati, che gli mancava il lavoro, che si alzavano ancora all'alba e non sapevano che fare per tutto il giorno, che quasi quasi, vegetavano. Io invece stavo benissimo. Avevo un sacco di impegni, di appuntamenti, di incontri, avevo cominciato a scrivere articoli su giornali online ed il tempo mi scorreva via piacevolmente.
La POLITICA era diventata la mia passione, i politici locali tanti miei conoscenti ed avevo imparato che chi la esercita per vera ed unica passione (mosche bianche, ehh!), non le doveva risultare come uno sforzo, ma bensì come un piacevole divertimento. Come del resto la cosa avrebbe dovuto essere per gli sportivi, per gli artisti, logicamente quelli arrivati in cima alla vetta con una posizione anche economica tranquilla.
Ma più stai in quel mondo, parlo della POLITICA, ( quella locale è solo una proiezione di quella NAZIONALE), più impari di quanto essa ti attiri. Ma poi ti accorgi che quando entri nelle sue spire o ti adegui ai suoi sistemi o ne muori stritolato.
Quello che a livello locale può essere la soddisfazione di una partecipazione di stare vicino ad un Amministratore, del piacere di potergli dare del "tu", della pacca ricevuta sulla spalla, del bersi un caffè al bar, sotto gli occhi di tanti, a livello nazionale, invece, può essere una spinta per un posto di lavoro, un appalto (quanto va bene, pulito) o...
Per chi la segue di riflesso, come ho fatto io per tanti anni, scrivendoci su, alla fine si ha un rigetto. Perché scopri che ti hanno preso spesso per i fondelli, infinocchiando te e di conseguenza chi ti leggeva, con le promesse da marinaio servite su di un piatto con contorno di infinita spocchia.
Ti ritrovi anche che la stessa minestra della mensa locale è la stessa che ti offrono i ristoranti stellati statali. Vedi che la tua situazione famigliare, rispecchia quella nazionale. Analizzi quanto non sia vero che lo Stato è come una famiglia. Almeno non come la mia.
Una famiglia, quella statale, i cui componenti non sono tutti ugualmente partecipi delle sorti economicamente disastrose in cui versa l'apparato globale, bensì composta da tanti farabutti, che fanno dei loro privilegi una qualche cosa da distribuirsi tra i facenti parte della famigerata "Casta" debitamente tesserata.
E allora tu vedi spegnersi ad una ad una quelle fioche luci in cui avevi creduto e credevi fino a poco fa. Vedi le fabbriche locali chiudersi, le aziende che vengono delocalizzate, vedi esportare all'estero quel poco lavoro che c'era rimasto, gli stipendi impagati, e la politica locale farsi assente, sempre più assente. Ed ad ogni "cazzata" (mi si passi il termine!) intesa nel senso di piccola cosa, che un amministratore fa (che poi a volte sono delle vere e proprie cazzate anche nei risultati concreti ed inutili, o utili solo per facciata) te la vendono per delle "Eccellenze" che il mondo intero ci invidia. Quelle che si considerano le forze di opposizione, piagnucolano affermando che sono minoranza e che non possono quindi far nulla.
Essere preso per i fondelli non mi è mai piaciuto, figuriamoci poi oggi da vecchio. Ma che ho per far sentire il mio malcontento. Sono disarmato. Ho capito di aver perso non più le battaglie di quando scrivevo e magari venivo contestato perché mi lamentavo che la gente non leggeva e sapeva solo brontolare, ma ho perso, o meglio, abbiamo perduto la guerra.
Ma sembra che ai più stia bene così. Del resto questa è la denocrazia, ...almeno dicono!!
Con il mutare della famiglia in senso lato, anche quella in senso ristretto, per infiniti motivi legati alla prima, è stata costretta a modificare usi e costumi.
Oggi mi ritrovo, che sono passato dall'essere presente o dall'ascoltarmi dei  logorroici consigli comunali, leggere un libro (costa anche quello), scrivere un pezzo (per scrivere ci vuole cuore ed il mio si è inarridito) al seguire le ospitate della Barbara D'Urso, o i film delle cineteche anni '30 spacciate al pubblico come opere d'arte, o alle storie fumettistiche dei nipoti che reclamano Masha e Orso, Topolino, I Pigiamini, Alvin, il tutto sempre intervallato da "giuste" pennichelle abituali e non di certo solo pomeridiane o estive. Rincoglionimento allo stato puro.
C'è chi sta peggio, lo so. Ma ugualmente so che c'è chi sta tanto meglio. Io vorrei rientrare, se mi fosse possibile, tra le due categorie, magari anche con un occhio verso il basso. Sapendo che ciò non mi è possibile però, che non ho più lo spirito di adattamento che avevo da giovane, mi sono messo l'anima in pace e da novello Giuseppe Garibaldi, mi sono ritirato non certo a Caprera (magari ne avessi una!Magari un misero scoglio), ma nella mia "sala di attesa" della stazioncina casareccia, dove il campanello suona preannunciando l'arrivo di un treno che spero sempre sia quello buono. Quello che mi spiace, nonno, è che come dice il proverbio, purtroppo quando uno sputa in alto, prima o poi gli ricade addosso. Sembra che io non ne sia esente ed oggi, viste come vanno le cose, prevedo che se andiamo ancora avanti per troppo tempo non potrò più gridare in faccia ad "Ella" quanto tu mi avevi suggerito.
C'è solo da sperare che l'attesa non sia oltremodo lunga.








di Franco Giannini