venerdì 15 febbraio 2019

L' "Isola sull'Oceano di Plastica" galleggia su di un mare di falsità... altrettanto grande !

... e quello che una volta i latini appellavano come "Mare nostrum", dovremo rivederlo e ribattezzarlo in un catastrofico "Mare Monstrum" !

Quella grande isola di spazzatura composta da materiali plastici e galleggiante a Nord dell' Oceano Pacifico (Pacific Trash Vortex) si dice (ma voce di popolo è voce di Dio) che i rilevamenti satellitari l'abbia scoperta fin dagli anni '70 quando cominciava a formarsi tra la California e le Hawaii. E da allora sono trascorsi appena appena 50 anni e che cosa è cambiato da quella scoperta? Nulla. O meglio, l'isola, contrariamente a quelle in terra che si riducono per via delle erosioni, questa ha aumentato di densità e superficie. 
Il problema, sembrava isolato in quel contesto e localizzato lontano da noi, quindi a noi sembrava non interessare (l'egoismo, disgraziatamente è innato nell'uomo),
Oggi invece un grido di dolore lanciato in italiano sta preoccupando anche noi. Intanto gli uomini quello che hanno saputo fare è stata quella di creare una giornata mondiale ad hoc (che oggi non si nega a nessuno per qualsiasi problema). Nasce così la World Cleanup Day. Una giornata in  cui tantissimi volontari in circa 150 paesi nel mondo, si fanno una passeggiata lungo le coste o immergendosi nelle acque del globo, armati di sacchetti per raccogliere quintali di spazzatura. Ma poi trascorsa l'euforia delle 24 ore, tutto passa nel dimenticatoio.
Questa volta a lanciare quel grido d'allarme di cui sopra che sarà destinato a durare forse (almeno lo voglio sperare) un po' più delle tradizionali 24 ore sono stati gli studiosi e gli Amministratori Sardi, che hanno visto la loro costa Ovest ed alcuni centri turistici invasi da spazzatura composta prevalentemente da rifiuti di plastica, che il mare ci ha restituito. Ben si sa che quando si tocca la tasca, i nervi si scoprono e si pretendono (giustamente) che vengano presi dei provvedimenti. E toccare il turismo ai Sardi e come togliere l'odda dalla bocca ad un cane.
Ecco che allora gli Amministratori locali, si sono rivolti a quelli Nazionali che a loro volta non potendo colpire certe lobby per ovvi motivi hanno scaricato (o tentano) la colpa dei rifiuti sui cittadini ineducati, insensibili, antiecologisti e chi più ne ha più ne metta che dopo aver pranzato vanno in riva al mare a sparecchiare gettando bottiglie vuote della minerale e posate e piatti di carta. Oddio, non dico che non ci siano certi elementi nella nostra "Società", ma che l'inquinamento sia da addebitarsi a pochi casi isolati, mi  fa pensare.
Si pensi allora a quante alluvioni ci sono state in Italia e più dettagliatamente in Sardegna (visto che parliamo del suo grido specifico). Di media se ne sono avute negli ultimi anni 1,5 all'anno. Pensiamo allora a quanti cassonetti contenenti plastica e rifiuti di ogni genere finiscono in mare. E di chi la colpa se avvengono queste alluvioni. Con molta probabilità da imputarsi agli Amministratori Locali e Nazionali che non hanno preso le dovute precauzioni affinché la natura non si ribellasse e non scaricasse in mare tutte le nostre immondizie.
Poi ci sono le lobby, che con l'abituale spudoratezza fanno chiudere gli occhi a chi invece dovrebbe essere preposti al controllo che le loro produzioni non siano pericolose alla salute non solo umana, ma anche a quella della natura. 
Ad esempio quelle del tabacco e degli imballaggi in genere, dettano legge. Ed i controllori, (sembra) chinano il capo e con l'aumento dei prezzi del prodotto, fanno credere che sono dalla parte dell'ecologia, ma in verità si nascondono dietro il dito. I tabagisti bestemmiano, ma poi il vizio è vizio ed i mozziconi delle bionde continueranno a essere lasciati dove li lasciavano prima. Si, è vero, indubbiamente è anche una questione di educazione, ma vero è che bisogna anche trovare un sistema perché una cicca si decomponga prima dei 1-5 anni. Ma i "più inquinatori" sono di certo le industrie di plastica e più dettagliatamente quelle che si occupano della produzione di imballaggi. Ma mai colpevoli quanto lo sono chi non alza un dito per limitarli se non eliminarli.
Un accendino in plastica per degradarsi impiega dai 100 ai 1000 anni, un cerino o un fiammifero soli 6 mesi... Perché non il vietare allora gli accendini ? Però si scoprono ad un tratto ecologisti e vietano la circolazione delle auto diesel dei poveretti che non se ne possono comperare una nuova... e mi si dica che è per fare un favore alla natura, che vi programmo un viaggio per quel paese che immaginate...
Potrei continuare con simili esempi, ma quello che più mi fa domandare del perché non si metta un immediato veto è quello legato al consumo delle capsule di caffè visto che i numeri legati all'inquinamento sono questi : 10 miliardi di capsule vendute nel mondo, 120 mila Tonnellate di rifiuti (la cialda vuota pesa dai 4,5 ai 5 gr.), di cui 70 mila ton. nella sola Europa, 12 mila in Italia.
Una domanda agli Amministratori, perché si lascia che le lobby del caffè continuino a fare a loro piacimento quando esistono già sul mercato delle cialde che sono compostabili ?
Il bello (si fa per dire ehh!!) che poi, oltre che non fare nulla nell'immediatezza se non prendere tempo (come fa chi non sa che fare o per motivi segreti come quelli di Pulcinella) leggi che queste capsule oltre che inquinare l'ambiente, che poco non è, fanno male anche alla salute.
Infatti per rendere più flessibile e modellabile la plastica di queste capsule si usa in fase di plastificazione dei composti chimici denominati  "Ftalati" che potrebbero produrre effetti analoghi a quella di ormoni estrogeni, che potrebbero (quanto è utile il condizionale!) causare una femminilizzazione dei nati maschi, disturbi nei genitali o nello sviluppo dei genitali. Però nel caffè questi Ftalati sono sorvegliati speciali e quindi basta che queste concentrazione rientrino nei range consentiti, paure e pericoli (riecco il condizionale) non dovrebbero fare male. Ed anche la "schiuma" sembra che abbia i suoi problemi...
Non sarà vero, ma intanto io spargo la voce, visto mai che non faccia un servizio pubblico !! E visto lo scarso interessamento ed i magri risultati conseguiti, dagli Amministratori-Ecologi locali e nazionali, il consiglio per loro sarebbe quello di sottoscrivere un abbonamento con qualche confessionale, ma autogestito da "eminenze", che potrebbe salvare, se non altro, quanto meno le loro anime.








di Franco Giannini

   

martedì 12 febbraio 2019

INASPETTATAMENTE .... ALL' IMPROVVISO...

... Un immeritato, quanto gradito, premio, che il mio carissimo amico Dario Petrolati, mi ha voluto dedicare...

Senigallia: entrambi, alla presentazione del tuo Volume di poesie "LUOGHI"

AL MIO AMICO FRANCO...
sai che ti leggo
e con piacere
fiducia
poi

la pensiamo
allo stesso modo :

forse perchè in vita
abbiamo solo donato ?

almeno..
non siamo stati
ladri
bugiardi
egoisti

saremmo sprofondati
di vergogna

eppoi
chi mai avrebbe potuto
dire..
contestare..
insomma
ci capiamo

la roba
se non è nostra
si rispetta
e lascia lì.-.

Padova 12 febbraio 2019
(sfogo...)

http://www.dariopetrolati.it/

martedì 5 febbraio 2019

E siamo così giunti al 69° FESTIVAL DI SANREMO...

Lo so, quando ad organizzarlo era  "Mamma RAI" (erano altri tempi), da buona "Cornelia" premeva mettere in primo piano i suoi "figli". Oggi più che ai figli pensa egoisticamente a "se stessa"...

E domani magari leggeremo che "Lo share ha toccato punte mai raggiunte... il 52% ...) " 20 milioni di italiani (come quelli sui filmati datati dell'Istituto Luce) davanti alla TV di Stato". E lo credo, tutte le altre emittenti concorrenti (al grido vogliamoci bene e non facciamoci troppo male) hanno tirato i remi in barca sconvolgendo le loro programmazioni e sostituendole con film da cinema parrocchiali : RAI 2 Film "Pericle il nero". Rete 4 "Il Segreto"-"Una Vita" (entrambe soap opera)-Film "il Solista". Canale 5 : Film "Buona giornata". Italia 1 : it Unica Puntata (miniserie che durerà fino alle ore 1). Si salvano Rai 3 con "Carta Bianca" e La7 con "diMartedì" che con gli ascolti che hanno non spaventano più di tanto. Tutti gli altri canali della coda del gruppo non fanno testo (TV8 - 9 - Rai4 con "i tre moschettieri" :-) - Rai5 - Rai Movie - Iris - ecc... Oramai c'è solo da chiedersi quando lo trasmetteranno a reti unificate come si fa già con il messaggio del Capo dello Stato. Non dico con questo che ci sia una mancanza di libertà (possiamo sempre non accendere la TV per lo meno ancora possiamo far questo, ma mi sia permesso dire che le incensazioni del giorno dopo potrebbero risultare molto false e costruite... ecchec...ribbio








di Franco Giannini

lunedì 28 gennaio 2019

"AIUTIAMOLI A CASA LORO...", dice qualcuno, ma arriviamo ultimi...

... perché a rubarci l'idea, aiutati dal cuore peloso di chi sa nutrirsi di egoismo, sono, ora, i Cinesi..., che si trovano, bisogna però dirlo, in ottima compagnia.

Si è sempre pensato che un muretto, una mura o una muraglia, la Grande Muraglia come quella edificata dai cinesi, avrebbero contenuto orde di popoli in fuga da calamità, vessazioni economiche e politiche, guerre, carestie o quant'altro. Poi ci si è accorti che come dice il proverbio "Quando un popolo si desta, Dio si mette alla sua testa" e che quindi i muri servono al più per rallentare delle invasioni e che di conseguenza prima o poi essi sono destinati ad essere abbattuti. La Pira nel 1970 scriveva, tra l'altro, a Paolo IV :"Unificare il mondo: ecco il problema -unico- di oggi: unificarlo facendo ovunque ponti ed abbattendo ovunque muri..." Sono trascorsi 50 anni da allora, qualche muro è crollato più per vetustà che per credenza, più rari quelli abbattuti per convinzione. Anche di ponti ne sono stati edificati e guarda caso il ponte più lungo appartiene, come pure la Muraglia, proprio alla Cina. Ma il pensiero di La Pira, volutamente, non è stato compreso: il suo avrebbe dovuto essere costruito con i mattoni della morale cristiana di aiutare il tuo prossimo, ma l'egoismo dei vari Paesi "benestanti" hanno preferito far finta di non aver compreso e i loro ponti li hanno edificati con i peggiori materiali: quelli prodotti dall'egoismo. C'è poi chi ha continuato a primeggiare con i record di lunghezza di questi ponti è di nuovo ritroviamo lei, la Cina, che non paga di aver unito la città di  Macao con quella di Hong Kong, sembra stia riuscendo a collegare le rive di Pechino con gli innumerevoli Stati del Continente Africano.

Ottima compagnia dicevo nel sottotitolo, perché, solo per fare un piccolo esempio, un Paese, GIBUTI, di appena 23 mila Kmq, una popolazione di 900 mila abitanti, 1523 $ di PIL ( La nostra Italia con le pezze al culo ne ha circa 30.000 $) in cui nel 1977 la Francia gli ha "concesso" l'Indipendenza (grazie al buon cuore!!) da ex colonizzatrice, povera era e povera è rimasta seppur avendo la sfiga di sorgere sulla punta del Corno d'Africa, simil a foruncolo purulento, ma di grande importanza strategica, è stato "legalmente" rioccupato da basi militari Cinesi, Giapponesi, USA, Francesi, Turche, Tedesche e non poteva mancare neppure quella Italiana. La scusante di tutti costoro è quella di lottare contro la pirateria ed oggi anche contro la Jihad. In effetti però, tutti hanno voluto spostare la chiave d' ingresso nella casa dell'oro nero, dal canale di Suez, in mano agli egiziani, un po' più giù ed a costo zero per le popolazioni indigene del posto. Infatti GIBUTI continua a rimanere un paese povero, con un 50% di disoccupazione e con la pastorizia come prima risorsa economica del Paese. Ed i sei o sette paesi tra i più economicamente importanti del mondo, non sono riusciti, non riescono (o non vogliono) risolvere il problema di appena 800 mila persone che dovrebbero vivere di rendita solo con i canoni di affitto per offrire asilo alle basi militari. Viste queste premesse con una piccola "comunità" quanto quella su accennata, si pensi a quanto e quanti sono e saranno i Paesi interessati a farlo con tutte le altre nazioni, molto più popolose, che compongono questo ricco ma sottomesso da sempre, checché se ne dica, Continente Africano.
Ma, nonostante l'evidenza, c'è chi vuole dar da bere al mondo intero, che aiutare questi popoli a casa loro, seppur, ben s'intende, seguendo disegni ben precisi, non si tratta di una nuova forma di colonialismo, ma una forma di mecenatismo che nel tempo darà i suoi frutti, a chi non è specificato, ma è intuibile. Intanto il primo "Mecenate" del Continente nero è la nazione dei Mandarini : la Cina, con un impegno, si parla, di 60 MILIARDI di $ . E dal momento che per niente non fa niente nessuno, ecco che a GIBUTI hanno piazzato una base militare, in KENIA nel 2021 nelle scuole si comincerà a studiare il Mandarino, ma non come si studia l'Inglese o il francese nelle nostre, ma con l'invio in loco di docenti cinesi.
In NIGERIA, lo yuan la moneta cinese, dal maggio del 2017, è la seconda dopo il $ e la Sterlina. Ma non si tratta di un caso isolato, perché già ad usarla sono anche Paesi come l' Angola (dal 2015), il Sudafrica, lo Zimbabwe ed altri tra cui lo Zambia, il Rwanda, Namibia ecc, stanno studiando le modalità per adottare tale moneta. Ma il cordone ombelicale che unisce strettamente la Nigeria alla Cina è l'affiancamento militare per combattere Boko Haram, ma più concretamente con il commercio d'armi e tutto quello che essa comporta.
Il CONGO, in qualità di maggior produttore di mondiale di COBALTO (60%), materiale per la costruzione delle batterie al Litio e quindi anche per auto. telefonini, PC, Tablet, è il primo partner del goloso Dragone, che ne assorbe quasi il 90% della produzione.Unico paese che qualche beneficio lo ha ricevuto... ma si veda anche il perché!! Impiegandosi anche manodopera minorile, nell'estrazione mineraria di questo materiale e vedute le condizioni di escavo che definirle disumane è solo un eufemismo, la supervisione delle miniere è affidata a chi di diritti umani negati ne è valido artefice. Ma anche qui bisogna precisare che ci vuole sempre quello disposto a fare il lavoro sporco, ma poi ci sono quelli più vigliacchi che il lavoro lo fanno fare e loro si nascondono dietro un dito facendo gli gnorri. Apple, Vodafon e Samsung, giusto per dare a Cesare quello che è di Cesare si sono tirate fuori criticando e condannando questa forma di lavoro fatta senza sicurezza e l'utilizzazioni di minori. Poi c'è uno sparuto gruppo di quelli che non hanno fatto molto, ma qualche cosa hanno fatto: BMW, Tesla, HP, LG, ecc, seguiti da chi ha fatto poco, molto poco, per non dire nulla, come : Sony, FCA (si... proprio lei!!!), GM, VW, ecc. Lenovo (colpevole anche io che non sapevo nulla di tutto ciò al momento dell'acquisto), Renault, Microsoft e guarda guarda Huawei (quella che in poco è divenuta un colosso!! ed anche in questo caso colpevole di usare un suo prodotto).
XI Jinping (pres. Cina)
Proseguendo, il Dragone, fin dal 1996 ha il monopolio del Petrolio estratto e raffinato in SUDAN .
Ma si sa bene che per importare ed esportare servono delle specifiche logistiche, come lo sono i porti. Ecco che allora, che la Cina ha aperto i cordoni della borsa (solo 11 Mld di $) e con l'occhio lungo ha cominciato a costruire in TANZANIA un porto (Bagamoyo) che quando sarà terminato nel 2025, sarà in grado di movimentare annualmente ben 20 mln di container.
In e con l' EGITTO la Repubblica Popolare sta studiando il modo di ampliare notevolmente la fornitura elettrica, che con la costruzione in SUDAFRICA, di una città da 8 MlD di $ per dar spazio ad un quartier generale di tutte le industrie che andranno ad investire ( leggi occupare) chiuderà il cerchio della New-Colonizzazione del Continente Nero.
Altre nazioni africane sono sotto l'occhio itterico dei nuovi colonizzatori a fin di ben, basta cercare sulle pagine di internet, magari cliccando semplicemente il nome del Paese Africano seguito da Cina. Indubbiamente è un Paese che guarda non solo all'oggi, ma al domani del suo popolo, seppur fregandosene non poco di fare la figura (siamo del resto in Africa) di un elefante in un negozio di cristalli. Aiutarli a casa loro, è infatti tutt'altra cosa.
Per chi ne volesse sapere di più e dove io ho reperito le notizie :

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/11/la-cina-per-battere-la-fame-compra.html
https://www.africa-express.info/2019/01/14/a-partire-dal-2020-il-mandarino-diventa-materia-curricolare-nelle-scuole-del-kenya/
https://www.linkiesta.it/it/article/2017/05/30/perche-in-cina-hanno-cominciato-a-studiare-le-lingue-dellafrica/34383/
https://www.agi.it/blog-italia/africa/lafrica_gi_una_colonia_cinese-1643289/news/2017-04-02/
https://ilbolive.unipd.it/it/news/cina-approda-africa
https://www.ilsalto.net/lafrica-la-cina-e-il-colonialismo-sostenibile-di-pechino/
https://www.africa-express.info/2018/02/21/la-cina-sale-al-primo-posto-tra-gli-sponsor-finanziari-del-kenya-e-pura-filantropia/
http://www.asianews.it/notizie-it/La-Nigeria-abbandona-il-dollaro:-%C3%A8-lo-yuan-la-nuova-%E2%80%98moneta-africana%E2%80%99-44174.html
https://ilprogressonline.it/2018/02/cina-africa-neocolonialismo/
https://en.wikipedia.org/wiki/Zhejiang_Huayou_Cobalt  (COBALTO)
https://www.wired.it/economia/business/2018/03/24/africa-cobalto-litio-metalli/








di Franco Giannini

mercoledì 23 gennaio 2019

Un' ITALIA fatta di tanti "qui lo dico, ma subito lo nego"...

... "la colpa di tutti 'sti casini è della Brexit e dell'Italia"... e se l'ha sentenziato il Dr. che sei morto, taci e stai fermo al tuo posto.

Or dunque l' Italia che fino a ieri non se la cag.. calcolava nessuno, improvvisamente e di colpo a Davos, ha preso quota in ambito internazionale meritandosi del "nobile" appellativo di "zavorra", o meglio ancora, quella di "Arma Vulnerabile dell' Economia Mondiale".
Ed i nostri rappresentanti come se la sono presa? ci si chiederà. Più che come è dove se la sono presa o meglio ancora dove ce la siamo presa noi italiani. Semplicemente Lì ... Come al solito. Del resto con un Tria che ride sempre, perché comincio a pensare che altro non sappia fare (poi figuriamoci contro un' acidula Lagarde !), un povero Moavero spaesato quasi catapultato là per caso e con un Conte in divisa da Vigile del Fuoco imprestatagli dal suo vice Salvini, pronto a spegnere ogni principio d'incendio, che cosa pensavate potessero obiettare. Anche perché tutte le accuse, forse, non è che siano poi tutte infondate, seppur ci abbiano voluto assegnare meriti, al di sopra delle nostre reali potenzialità e che sicuramente non ci spettano: ma voi davvero vedete l' Italia, simil zattera acquistata da scafisti mori come usato garantito,  in grado di affondare la portaerei mondiale dell'Economia globale. Noi, va bene saremo anche ridicoli, ma pure la Lagarde e tutto il suo entourage con certe affermazioni non è che lo siano di meno. Si sarà mai chiesta, invece, se  il male potrebbe essere dovuto alla sperequazione segnalata dai dati della Oxfam in cui si evince che sul nostro pianeta esistono 26 miliardari il cui reddito si dice ammonti a quello di ben 3 miliardi ed 800 milioni di persone. Un altro dato ? Lo fornisce la Forbes con il suo dire che la ricchezza di 1900 miliardari è aumentata in un anno di soli (si fa per dire!) 900 miliardi di dollari pari ad un misero + 1,2%, mentre la povertà globale, gli sfigati son sfigati ma caparbi nel voler primeggiare, è cresciuta di un bel + 11%. Ma per la sora Lagarde la colpa è dell'Italia: C'è qualcuno che si unisce al mio segreto augurio?

 In casa CGIL si è deciso di dare una "rinfrescata alle mura" della "sala" buona, voglio sperare che  non sia da "pranzo".

A contendersi il posto di unici padroni di casa, Landini contro Colla. Fino a ieri non si sapeva chi avrebbe vinto, si poteva forse immaginare, seppur un dato certo e positivo al momento era che Susanna Camusso si toglieva di mezzo e che di certo non se ne sentirà la mancanza. Cifre alla mano, segnate solo sulla carta, Colla con i suoi pensionati, avrebbe avuto un bacino di 2.250.000 voti, contro 1.950.000 di Maurizio. Ma il voto (doveva essere) segreto, avrebbe potuto far ribaltare l'esito che sulla carta sembrava scontato.
Poi a quel che si dice, onde evitare una spaccatura del Sindacato che se non c'è stata si ripresenterà (immagino) al primo problema che sorgerà, si è giunti al compromesso di creare due o forse tre poltrone, con Landini nel ruolo di Segretario, Colla suo vice e forse un altro ma con il volto di donna. Bene che si sia evitata una morte attraverso un taglio cesareo, ma è nato un nuovo mostriciattolo. E così facendo credo che non si vada da nessuna parte. Salvo che tutto ciò non lo si sia fatto per mantenere e dare a tutti i candidati una poltrona che sarà logicamente in materiale aureo anche quando servirà a far riposare le vecchie membra andate in quiescenza. Ed intanto i lavoratori continueranno ad essere cornuti e mazziati ? Landini dimmi di no, dimmi che sbaglio, ma dimostramelo pure !!
Calenda, manager regalato alla politica e divenutone in breve tempo intossicato, tanto da prendere prima la tessera del PD e visti i successivi spostamenti pur di restare aggrappato al salvagente Italia o a quello di Bruxelles, quindi uomo da prendere con le molle, in una intervista ha detto che qualora Landini dovesse occupare quella sedia (cosa quindi che farà!), il suo primo impegno dovrebbe essere quello di "guardare il lavoro" con l'occhio proiettato al futuro e non con quello di 40 anni fa. Sarà vera (non che l'abbia detta) questa affermazione ? Boohh !! Fatto sta che vien da chiedersi perché negli anni del suo onorato servizio non abbia messo in pratica quanto ora, che non ha più il timone in mano, gli bolle  in testa e da maestrino con la penna rossa l' intenda "divulgare" a chi già di "idee confuse" ne ha non poche. Oggi sono altri tempi, si dirà, le modalità per accedere al lavoro sono mutate. Sarà anche vero, ma perché le intellighenzie nostrane se ne accorgono sempre l'indomani, come quelle ragazze sprovvedute che ricorrono timorose alla pillola del giorno dopo, quando le stalle (e non solo) si sono spalancate e hanno perso il loro "Posto di lavoro" per cui erano pagati in quanto atti a risolvere problemi ogni giorno più incancreniti.
Se, poi Calenda invece, o i suoi simili, avesse voluto suggerire a chi prenderà il comando del primo Sindacato italiano, che la nuova tipologia del lavoro di domani dovrà basarsi sul tempo determinato, sul salario al ribasso, sulla minor sicurezza, sul maggior numero di ore da svolgere, su una riduzione dei servizi sociali, su di un taglio sulle spese sanitarie... behh, ritengo che a questo punto il nuovo inquilino del Sindacato piuttosto che rinfrescare le pareti, disdetti la casa ed inizi a preparare i pacchi per un trasloco in un non so quale paese o continente. Ma anche per Calenda o chi per lui, giunti a questo punto, sarà solo un mio stupido pensiero, credo, non dovrebbe aspirare allo scranno del Parlamento Europeo, perché come tutti noi europei meridionali, dovremmo cominciare a pensare a traghettare contromano, nel Mediterraneo, verso i porti africani.
Forse ci sarà un novello Salgari che descriverà gli arrembaggi delle nostre carrette contro quelle degli africani che non si contenderanno dobloni d'oro, ma posti di lavoro con trattamenti da schiavi con stipendi sempre più da fame e rinnovi aziendali (che parolona) contrattati al ribasso.

Tutte le Case Automobilistiche della terra, ci trapanano il cervello con la fuoriuscita di nuovi modelli, ecologici, veloci, belli, spaziosi ed accessoriati...

... A quel che sembra, meno una. Quale ? E chi poteva essere se non la nostra... nostra poi un cavolo... era nostra ! ma ora ha solo qualche stabilimento in Italia che marcia a tre cilindri. La direzione è negli USA, paga le tasse in Inghilterra e negli ultimi tempi, fino alla sua morte improvvisa, era gestita da un uomo (Sergio Marchionne) tutto pullover, ma senza patria (o meglio a livello di passaporti ne aveva due) ma tutto portafoglio, che poi ha comunque dimenticato nella fretta qui sulla terra al momento del trapasso: figlio di Italiani emigrati nato in Canadà, "domiciliato" in Usa, con passaporto anche svizzero, dove ufficialmente risiedeva. Definito un genio e dimenticato un'ora dopo morto (o quasi) dai suoi "datori di lavoro" (dimentichi della parola riconoscenza se non a parole), che visto come li/ci ha lasciati in braghe di tela, sono corsi ai ripari affidandosi (vista la capacità delle loro teste) nuovamente ad un altra "testa" straniera, quando ancora le spoglie erano calde e su questa terra. Evidentemente non conoscendo quanto i latini sottolineavano con il loro :"errare humanum est perseverare diabolicum".
Per me era e resterà comunque FIAT, l'altro acronimo ideato da Marchionne non lo voglio neppur scrivere, tanto sa di volgarità gratuita quasi creata apposta per sfregio nei confronti delle italiche menti che sapeva bigotte.
Non si dovrebbe parlare male di persone non presenti, figuriamoci poi dei morti. Fatto è però che oggi dobbiamo ringraziare la Sua buonanima, e credo che sia sotto gli occhi di tutti, che ogni casa (o quasi) automobilistica ha in listino modelli di auto ibridi, elettrici, benzina, gas, diesel e solo l'ex torinese ancora punta (mi si scusi il bisticcio di parole) sulla Punto, sulla Panda, sulla Tipo e sulla gamma delle 500. Aveva detto e scritto che non credeva sull'elettrico e quindi i suoi studi si sono fermati sul "piccolo", sul ripetitivo e superato nella modellistica. Aveva detto che la VW aveva fatto una cosa che noi non avremmo mai fatto e pensato di fare quando si era scoperto la pratica scorretta usata per alterare i dati sulle emissioni dei diesel. Oggi si scopre che invece dovremmo pagare anche noi (non la si fa fa sotto la neve che poi la si scopre) ben 650 milioni di dollari in Usa, che usciranno, guarda caso, da mancati investimenti, come annunciato dalla casa madre, seppur con la postilla di "se resta l'ecotassa", negli stabilimenti però italiani. Il domani, forse, potrebbe dare ragione a Sergio, ma intanto oggi, visto che i sindacati stanno scaldando i muscoli, immagino che la Casa ricomincerà a piangere gettando la colpa, ancora una volta, sul costo del lavoro, sulla minor produttività della nostra gente e mai sulla loro incapacità gestionale dell'intero settore. 








di Franco Giannini

mercoledì 2 gennaio 2019

Certo è più facile trovare chi raccoglie pomodori...

... che chi conduce un TIR, anche se si vorrebbe vendere all'opinione pubblica lucciole per lanterne...

Gli amici di facebook non hanno tempo per leggere l'articolo, al massimo un click su "Mi piace", figuriamoci quindi se vanno a leggersi i commenti, seppur vi troverebbero le giuste risposte !! 2000/2500 € posti in prima pagina con il solo scopo di farli risultare l'Eldorado ignorato e disprezzato da un branco di gentaglia avvinazzata, drogata, nullafacente e vagabonda. Solitamente però le verità stanno nel mezzo e vanno ricercate con pazienza se si ha interesse per ragionare con il proprio cervello e non lasciarsi infinocchiare da chi ha interesse che le notizie siano acquisite così come lette. Leggendo così su due piedi, io la definirei una fottuta lotta tra poveri a vantaggio di spudorati individui che poveri non sono. Il più delle volte solo piccoli pidocchi rifatti che si sono ripuliti economicamente e sporcati l'anima (sempre che ne possedessero una) sfruttando quei poveri gatti ciechi i cui gattini aprendo gli occhi, però, non sono più disponibili a fare la stessa carriera dei genitori, mal adattandosi a vivere il ruolo di schiavi. Il lavoro indiscutibilmente nobilita l'uomo, ma assolutamente non lo deve rendere schiavo, come qualche buon figlio di p..ia donna pretenderebbe e vorrebbe che fosse!! Non vengono specificate tante clausole ed il che già mi puzza. Otto ore al giorno? Festività pagate con che percentuali? Quanti sono in possesso di Patenti per TIR disoccupati e quanto costa prenderne una? Le spese per i pasti a quanto ammontano e se sono considerate ? Ohh Si parla di autisti, ma si potrebbe parlare di fornai, di operai edili, se ci fossero le miniere, di minatori, di raccoglitori di pomodori... no quelli ci sono ed immagino anche il perché. Del resto non è solo il male di una sola branca di lavoro, ma dell'intera società di oggi. Potrei prendere in esame (conoscendo il settore) e partire per un interminabile viaggio dei lavori che nessuno vogliono fare, proprio da quella che vende certe notizie. E qui la manod'opera la trovi perchè stai seduto davanti al PC e quantomeno non rischi la vita. Una branca destinata e costretta a pubblicare senza indagare chi sono e perché certa filibusteria mette in circolazione certe notizie. Il giornalismo precario, non può, come sarebbe giusto ed auspicabile che facesse costruirci su un'inchiesta riuscendo magari a farsi assumere in questi lavori che nessuno "vuole" fare, analizzando de visu se il gioco vale la candela, se le regole vengono seguite, se ci sono i controllori affinché queste siano attuate. Invece basta il copia incolla di una lettera, qualche aggettivo, cambiato in modo di farci due o tre "articoletti", una serie di persone che leggono solo il titolo sui vari social e mettano l'avallo con il loro "Like" ed il gioco è fatto. Si, l'obiettivo è quello solo ed anche oramai sputtanato: abbassare i costi scannandoci magari tra noi (in senso generale) morti di fame. E non prendiamocela di certo con chi ci riporta o pubblica queste notizie, perché anch'essi fanno parte dei lavoratori con la puzza sotto il naso e che sono retribuiti (ma che dico retribuiti... elemosinati ), ma prima aggiungo lo scudo del "non lo fan tutti" e del "non facciamo di tutta l'erba un fascio", con 2/3/4 € a pezzo ed in nero !! L'unica speranza che resta è quella che prima o poi, come dimostrato nei corsi e purtroppo ricorsi della storia, tutti i nodi vengano al pettine e che chi deve pagare paghi (in tutti i sensi). Disgraziatamente l'uomo ha la mente labile... e terminata una rivoluzione (di qualunque tipo sia) cadute le teste (in senso fisico che morale), terminata l'euforia della festa, già si dovrebbe riprogettare quella nuova...









di Franco Giannini

domenica 30 dicembre 2018

L'Anno che verrà ...

... sarà,... sarà... sarà, quello che so di certo è che sarà di 365 giorni e che per noi italiani (almeno la maggior parte) sarà (purtroppo) da vivere nel nostro Paese...

Si dice che diventando vecchi, si divenga più saggi. Non so se ciò sia vero, so solamente (ma nel mio caso ne ho la certezza) che per ottemperare la saggezza devi contare fino a dieci e poi trattenerti dal dire ciò che pensi. Ma così facendo passi dalla riva della sincerità all'altra sponda: quella della falsità. Tanto che io, oggi, mi ritrovo, per ovviare di guardarmi allo specchio ogni mattina quando mi faccio la barba con una certa dose di schifo di aver trovato quale sanatoria del guardarmi allo specchio con minor frequenza. Ovvero ho deciso di radermi un giorno si ed uno (o anche due) no.
Domani sarà l'ultimo giorno di un altro di quegli ennesimi anni da tempo carichi di disgrazie, di miseria, di asti e di rancori.
Gli unici anni che non sono stati di questo tenore, almeno per il sottoscritto, sono quelli che non ricordo, vista la mia tenera età di allora.
Ed allora leggere già da qualche giorno quante siano le persone che sembrano essere in gara per guadagnarsi il maggior numero di like con la frase o il disegno animato di Buon Anno, non mi entusiasma gran che, al più, lasciatemelo dire e mi guadagnerò il potermi radere domani, mi rattristiscono.
Del resto però, seppur le statistiche hanno la veridicità del pollo di Trilussa, vedo che sono in buona compagnia. A chi vorrà sapere di più su questo mia asserzione dovrà leggersi il contenuto di questo link che descrive il club dei pessimisti. Anche se io mi escluderei da quel terzo posto ufficiale, ma mi sentirei di occupare il primo gradino del podio di questa statistica.
Non credo di essere assolutamente uno iettatore, ma più semplicemente un italiano che vive in Italia, Paese dove fare previsioni di catastrofi di ogni tipo (comunque quindi realtà non ottimistiche) è la cosa più semplice da prevedere e senza indossare le vesti di Cassandra.
Quindi fare Auguri a chi e per che cosa? 
Già il fatto che si scriva o si legga, per chi ama la vita (non è il mio caso) è già un successo di cui dovrebbe accontentarsi. Chi ha un lavoro che se lo tenesse stretto. Chi ha una salute discreta è un gran fortunato che non deve chiedere nulla. Chi economicamente "sopravvive" si guardasse alle spalle ed osservasse chi sta peggio. Non sono di certo degli Auguri, quindi i miei, sono solo consigli per sopravvivere che si osservavano ai tempi fortunatamente andati. Mai guardare chi stava meglio... sarebbe stata solo invidia. Accontentarsi dunque !! 
A disoccupati, malati, indigenti, che dire... visto come tutto sta andando in una strada stretta malmessa e senza  illuminazione (alla faccia del leggendario lumino, oramai stagionato come un buon vino DOC d'annata, in fondo al tunnel), fare loro auguri di che cosa? in un'Italia gattopardesca dove tutto cambia per restare com'era? Mi puzzerebbe o mi puzza tanto sia di una (involontaria, incosciente) presa per i fondelli sia di un gesto di bontà (lodevole quanto si vuole) seppur inutile !! Al più, allora, il grido di "Si salvi chi può" attaccandosi se non agli auguri alla scaramanzia del "non è vero, ma ci credo" 








di Franco Giannini   

martedì 25 dicembre 2018

Passaggio di consegne nel Taekwondo Senigagliese…

... e non di certo dovuto alla "classica" crisi del "7° anno"!

Era il 4 Marzo del 2011 quando sulle pagine dell’allora 60019.it 
(http://www.senigallianotizie.it/1298892061/volti-e-nomi-di-senigallia-celebri-ma-modesti-n11-christian-magnoni) (oggi SenigalliaNotizie.it ) scrivevo :”La location dell’incontro è la palestra Perticari e l’oggetto del colloquio dovrebbe essere un’intervista. Ma quello che viene fuori è più l’immagine dell’amore verso uno sport e di quella Società sportiva che l’ha visto nascere e divenire atleta ed ora lo vede nei panni di istruttore e divulgatore. Lui è Christian Magnoni … Cintura Nera 2° Dan (successivamnte si è poi guadagnato i galloni del 3° e 4° Dan). Pizzetto, baffi, mosca, capelli raccolti in una specie di chignon, fisico asciutto e nervoso da atleta, portamento eretto, me lo fanno apparire come una via di mezzo tra l’eroe di Dumas, D’Artagnan, e uno dei misteriosi Samurai di Akiro Kurosawa…“. E’ passata un po’ d’acqua sotto i ponti, ed infatti eccomi a riparlarne, ma per un altro motivo.
Si sa che prima o poi, queste discipline sportive definite (immeritatamente) minori e non certo per la qualità del gesto sportivo, ma solo perchè alle loro spalle non gira quella certa ricca – troppo – tipologia di business (tanto cara invece quando sono i palloni gli attrezzi principali), ti obbligano a determinate precise ed a volte dolorose scelte che ti consentano di intraprendere una seria ed onesta vita lavorativa che magari ti permetta anche di gettare le basi per la costruzione di una famiglia. E ci si ricorda, passatemi la polemica, di questi ragazzi ai mondiali o alle Olimpiadi e solo se salgono sui gradini del podio.
Gestire la scuola di Taekwondo Senigallia, facendosi quasi 150 km due o tre volte alla settimana da Fabriano alla Spiaggia di Velluto, dopo aver passato anche una notte lavorativa, non per divertirsi, nel suo Pub, non era quello che si definisce proprio una passeggiata. Da qui, quindi, la dolorosa decisione o di arrendersi (ma dal vocabolario di questi novelli samurai sembra che la parola non esista) o di trovare una società disposta ad assumerne l’eredità. La passione, l’amore verso questo sport, l’affetto che lo legava ai suoi ragazzi e ragazze, ha fatto si che la scelta sia caduta sul cercare una Società portatrice degli stessi geni e che con egual passione si sarebbe fatta promotrice della continuazione del suo lavoro. Un lavoro che visto come era stato svolto con infinito sacrificio, una massicia dose di umiltà nonchè un palmares di discreti risultati, non poteva di certo essere gettato alle ortiche.
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Dopo vari sondaggi Christian è riuscito, con la sua caparbia, a trovare l’anello giusto atto a proseguire la sua catena: l’ Associazione Sportiva Taekwondo Olympic Ancona (http://www.tkdolympicancona.it/tkd.html) fondata e diretta dal Maestro Paolo Barboni (e non certo per caso: una cintura nera 6° Dan) (http://www.tkdolympicancona.it/societa.html) nel 2009 che ha accettato di creare una Sede distaccata nella palestra storica del Liceo Perticari senigagliese, affidandola, com’è giusto che sia, alle cure di un’altra cintura nera (4° Dan) l’atleta ed allenatrice Sarah Zannini. Titolata anch’ella, seppur mi sono ripromesso di evitare di elencare il suo lungo palmares, “dimenticanza” voluta, dalla quale sicuramente Sarah mi assolverà sorridendo, conoscendone timidezza e modestia.
Si è passati così dall’autorevole e seriosa personalità di Christian, atleta moro, dalle solide nodose mani capaci di spaccare in esibizione, tavolette di legno, alle fattezze più delicate, quasi gentilizie (ma mai lasciarsi ingannare dalle apparenze di chi pratica queste discipline orientali) di Sarah, quasi una sorellina maggiore, biondina e con gli occhi azzurri.
Concedetemi una battuta che so di potermi permettere, conoscendolo, e sapendo che anche Christian ci riderà su: si è passati così, senza colpo ferrire dalla “bestia” (intesa come combattente) alla “bella” (allenatrice).
Se Christian in 7 anni era riuscito a portare con la sua costanza, le sue capacità, con il suo amore per questo sport, la sua squadra dai 4 elementi iniziali ad oltre 30, Sarah non è stata da meno. Infatti non appena si è venuti a conoscenza che Christian sarebbe stato costretto a fare un passo indietro e quindi ad abbandonare i suoi ragazzi, alcuni, anzi parecchi, suoi discepoli, non conoscendone a fondo il suo indomito carattere e la sua nobile anima di chi non si arrende tanto facilmente, non gli hanno dato tempo prendendo altre strade.
Ma come dicevo, Sarah, coadiuvata da una componente storica della “Scuola” di Taekwondo Senigagliese (diamo a Cesare quel che è di Cesare) ovvero Oriana Scarponi, lei stessa adulta-sportiva-praticante, ha fatto squillare il richiamo del “Torna a casa Lassie” ed in una frazione di tempo limitata, la palestra si è nuovamente (ri)popolata di una quindicina di elementi dai più piccoli ad alcuni adulti. E sono convintissimo che tanti altri richiamati dal passa parola, si aggiungeranno per allungare le file della nuova squadra.
Il taekwondo, come ben si sa, è uno sport che nasce in Corea e che abbina oltre alla tecniche di difesa personale quelle di filosofia e meditazione. Quindi è la chiave concreta che avalla la frase ricorrente del “mens sana in corpore sano”.
Ecco che allora in fase di passaggio delle consegne si è voluto aggiungere una ciliegina alla torta quasi a completamento della frase di cui sopra, inserendo una novità o meglio un’ utile novità che approfondisse quel “corpore sano” :la figura del Biologo Nutrizionista.
Una persona, meglio dire un preparato professionista, che valuterà il fabbisogno nutritivo ed energetico della persona in esame.
Chi si è assunta tale importante responsabilità e compito, nel nostro caso, è la dr.ssa Sofia Giordani, senigagliese, che diplomatasi al Liceo Perticari (respira quindi doppia aria di casa) ha conseguito dapprima la laurea in Scienze Biologiche con un 110/110 all’ Università Politecnica delle Marche per poi successivamente trasferirsi in quella di Pisa onde ha ottenuto un’ulteriore Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana guadagnandosi anche lì, un’altra lode.
Iscritta all’albo dei Biologi, attualmente frequenta la Scuola di Alta Formazione specializzata nella nutrizione e supplementazione alimentare in ambito sportivo SANIS, organizzata da ESNS European Sport Nutrition Society, presso la sede di Ancona.
Una professionista dal gran bagaglio tecnico che si è resa disponibile ad offrire gratuitamente, a tutti gli atleti partecipanti alla scuola Taekwondo senigagliese ed ai loro famigliari-accompagnatori, i giusti consigli legati all’alimentazione e non solo.
Attualmente i Corsi nella Sede di Senigallia, sempre nella palestra del Liceo Perticari, si svolgono il lunedì e giovedì a partire dalle ore 16,30 per terminare alle 18,30
Giunto a questo punto non mi rimane, visto anche il periodo di festività, che augurare ai lettori, agli atleti, agli allenatori, i più sentiti auguri di serene festività. Un AUGURIO molto particolareva invece sia alla persona che alla sua nuova attività lavorativa di Christian Magnoni, unitamente ai RINGRAZIAMENTI che i suoi ragazzi non si stancheranno mai di inviargli e che attraverso chi scrive, intendono far arrivare al loro “maestro”che non lo è stato solo di Taekwondo, ma anche di vita.
Alla “Sede distaccata Senigagliese” invece, gli AUGURI particolari che il Nuovo Anno porti nuova giovane linfa (ma sappiate che anche gli adulti sono graditi e non poco) destinata ad allargare l’organico dell’attuale squadra.








di Franco Giannini

martedì 11 dicembre 2018

E se partissimo da questa foto...

... prima di dire che " Siamo Tutti Colpevoli ?? "

Prima di cominciare a scrivere queste mie osservazioni, mi sono chiesto se non stessi facendo cosa sbagliata, dal momento che ancora le vittime di questa tragedia giacciono su di una piana di marmo in attesa di un probabile esame autoptico. Sarà anche un errore il mio, ma in verità è che poi a funerali avvenuti, l'esperienza mi insegna, che questo caso verrà archiviato (come altri di cui non ricordiamo neppure nomi, fatti e condanne) in quel voluminoso tomo del dimenticatoio come è usa purtroppo fare la nostra editrice: l'Italica Abitudine.  
Ed i sintomi di questo mio dubbio è dettato dal fatto che già sul dramma se ne sta sovrapponendo un altro che se non gravissimo è altre sì preoccupante: quello di affibbiare la colpa generica a tutti, con lo scopo finale che non lo sia (o possa sembrare) di nessuno.
Da uomo della strada, consapevole di non possedere di certo la chiave per la risoluzione definitiva di certi drammatici episodi, a stento riesco a condividere che la colpa sia di tutti o quanto meno della stessa gravità per tutti. Come pure mi sembra assurdo dover ascoltare personaggi pubblici e con responsabilità sulle loro spalle che ci vengono a dire che i controlli (forse) non hanno risposto alle procedure come la Legge prescrive. Evidentemente costoro erano assenti allora, come lo sono anche oggi. E' un po' mettere le mai avanti nel timore di battere il viso sul selciato. Riconoscere tacitamente le proprie colpe, senza però ammetterle.
E sembra quasi che costoro confermino il detto "chi si scusa si accusa" quando si leggono  le loro solite patetiche frasi di circostanza quali "dico ciò, perché simili episodi non si abbiano a ripetere", oppure "servono delle nuove leggi".
E forse quest'ultima richiesta, nuove leggi, uscita poi dalla bocca di parlamentari, indigna ancora maggiormente.
Se non si possono far partecipare o presenziare dei minorenni dopo la mezzanotte a programmi televisivi, al coperto, con un servizio di prevenzione di ogni tipo, mi domando e domando a chi ne sa sicuramente più di me, a quei signori che con tanto di titolo di On. o Sen. o di qualsiasi altro previsto dalle Amministrazioni locali, perché sia possibile farlo fare a figli e nipoti in queste roulette russe mascherate da spettacoli e gestite da individui che rocambolescamente cavalcano la legalità in equilibrio sulla lama di coltello. La mia carta d'identità mi permette di ritornare indietro negli anni 60/70 quando a Senigallia i giovanissimi andavano a ballare al Karibù o al Maurizius se non perfino alla Rotonda, ma di pomeriggio, subito dopo appena pranzato. Ed alla sera era difficile staccarsi dagli amici ed ancor più dalle amiche, ma si ritornava a casa per cenare, evitando ai nostri genitori nottate in bianco attendendo, come oggi, quella chiave che venga inserita nella toppa. E non mi si venga a dire che oggi sono altri tempi e che la colpa è dei genitori che non sanno dire o non vogliono dire di no. Così non fai. Se solo si facesse rispettare quella legge che i minorenni non possono partecipare a trasmissioni televisive oltre le 24. Non conosco ad litteram la legge, e se c'è qualche scappatoia da togliere per renderla più ferrea. Ma che quei personaggi che richiedono nuove leggi, sappiano che già esiste ed al più sarà da perfezionare, anche perché potrebbe aiutarli a dormire (si anche a loro) sonni più tranquilli sia che abbiano o non abbiano figli. Difficile, allora, nascondere in famiglia che avevi bevuto, perché dalle 14 alle 19 la sbornia non faceva a tempo a passare, cosa più facile al giorno d'oggi quando cominciano a bere (seppur 14/15enni perché per il gestore pecunia non olet e non lo vieta come invece dovrebbe) alle 23/24 per terminare alle 3 del mattino e se le gambe reggono infilarsi a letto ed alzarsi magari per l'ora di pranzo adducendo che il viso affranto è dovuto solo al "quanto ce semo divertiti".
Troppo facile e falso, per quei adulatori del siamo tutti colpevoli, quando ci si imbatte in questi casi dolorosi, cercare una spalla pietosa che mescoli un po' le carte come quelle di psicologi, psichiatri, sociologi che giustamente da studiosi del problema, lo prendono assai alla larga, partendo da Adamo ed Eva, toccando gli insegnamenti che la famiglia dava ieri e da oggi, la valutazione genitoriale del proibire o del concedere, la richiesta sociale del tutto e subito, del come non far sembrare un ragazzo inferiore al suo coetaneo perché privo di motorino o telefonino. Che poi alla fin dei conti mette sempre in esame l'abilità educativa del genitore. 
Giunto a questo punto, qualcuno si chiederà, ma tu che faresti ? Io sono anziano e non certo psico qualche cosa, ma ritengo che le cose devono essere modificate seguendo le esigenze dei tempi, seppur non di certo stravolte o cancellate. Se un genitore dice NO oggi è (può apparire!!) un genitore cattivo; ieri non discutevi, mettevi la coda tra le gambe ed accettavi in silenzio. Oggi dire di NO implica problemi che solo, a quel che sembra, la psicologia e Telefono Azzurro, possono risolvere. Ed allora avere una Legge che vieti di fare le "orine" a chi ha neppure 16 anni ( che rischiano quello che rischiano) affianchi così il NO dei genitori, credo che sia un rafforzativo salutare per tutti. Ma, attenzione, il mio è solo un giudizio di  un vecchio !!








di Franco Giannini

domenica 9 dicembre 2018

Vite spezzate !!

... fiori recisi in una notte, prima che l'alba facesse dischiudere i loro petali...

Il fatto che sia qui a scrivere, mi fa pensare a quanto la fortuna mi abbia favorito. 
Si perché, di fortuna se son qui, si è solo trattato.
Analizzandomi a freddo ed a distanza di tanto tempo, posso dire che non sono mai andato in discoteca, non ho mai assunto droghe, ne pesanti e neppure leggere, non ho mai fumato, non mi sono mai ubriacato, ma con questo non mi reputo di certo un santo, tutt'altro, anzi nell'eventualità di un analisi fatta oggi, posso dire che allora ero un emarginato del mondo giovanile, un rincoglionito Però che posso dire, ad esempio, che ho fatto "cazzate" con le auto, mi tuffavo dagli scogli del Passetto per fare il "bello" e se sono qui a raccontarlo non è perché ero un "bravo ragazzo", ma solo perché la fortuna ha girato sempre a mio favore. Avevo timore dei miei genitori, come lo avevano  un po' tutti i miei coetanei, perché i tempi erano diversi e certi principi dovevano essere seguiti, perchè ancora non c'erano i psicologi o telefono azzurro a difenderci e le sberle arrivavano frequenti. Ma  ripensando che a scuola andavo male eppur non avevo paura delle sberle che prendevo, mi fa dire che se non andavo in discoteca o che bevevo, non era dovuto al timore delle rappresaglie casarecce. Quindi era solo una mia scelta e non un merito esclusivo dei miei genitori.
Oggi dopo la disgrazia di Corinaldo, dove in discoteca hanno perduto la vita cinque giovani il cui più "vecchio" aveva 16 anni più una mamma di 39 che aveva accompagnato con il marito, la figlia undicenne ad un concerto (che concerto poi noi non era se non una comparsata di pochi minuti), le colpe vengono analizzate approfonditamente sulle pagine (almeno io ho veduto quelle degli "amici" locali) del solito Facebook, dove centinaia di persone salgono sulla balconata dei giudici minacciandola di farla crollare (anche questa) con il peso delle stupidaggini contenute in post di tre righe (quelli più acculturati). 
Italianamente i tuttologi si schierano nelle solite due curve da tifoseria che come queste sono solitamente, poco obiettive o meglio spesso affatto obiettive. Non si analizza serenamente, con il cuore e la testa, bensì con il solo obiettivo che è quello del record del numero dei like, 
Le maggiori cause della disgrazia credo di poter pensare siano ben evidenti, sono state due, a cui poi si possono anche aggiungerne altre di carattere più sociale e colpiscono purtroppo i nostri tempi : la prima, l'imbecillità o meglio la delinquenza da ladri di galline (perché altro non sono che ladri) di chi ha creato il panico con lo spruzzare dello spray al peperoncino allo scopo di rubare telefoni, portafogli, oggettini preziosi, magari da scambiare poi con dosi di droga. La seconda, il problema della mancanza di sicurezza. Punto !
Se non ci fosse stato inizialmente l'atto dello stronzo, scusatemi se uso un termine troppo nobile per un simile individuo e se la sicurezza avesse funzionato a dovere, queste sei vite ancora sarebbero tra noi. 
Leggo invece su FB che invece di mettere alla gogna principalmente questi responsabili primari ci si arrischia in pericolose arrampicate su specchi unti, atteggiandosi in novelli psicologi umilmente dotati di quel dono dell'infallibilità che oggi mette in dubbio anche il Papa, che nulla hanno a che fare con la tragedia.
Le colpe sono quasi di quei ragazzini che a quindici anni vanno in discoteca da soli, il che porta a criticare i genitori che non li accompagnano. Se poi ci vanno accompagnati la colpa allora è dei genitori che ce li accompagnano. Il che cosa concedere ed il che cosa proibire. Non parliamo poi quando si arriva a giudicare (a voler giudicare!) la tipologia di musica o dell'artista. 
Oddio, anche io potrei asserire che la musica che si sarebbe dovuta suonare in quel locale, è lontana dai miei gusti personali, ma non faccio testo, anzi mi chiedo se non lo sia perché è distante dai loro 14 anni che questi ragazzini hanno rispetto la mia di vecchio rimbecillito. 
Se poi andiamo a leggere ed analizzare le parole volgari (anche io non condivido la volgarità, il sessismo, l'esaltazione alle droghe) contenute nelle canzoni che il rap-trapper e vogliamo farle passare per colpe della disgrazia, beh, credo che qualcuno dei commentatori, debba ricorrere, lui si, a qualche strizzacervelli, ma bravo eh ! Altro discorso è proibirne la pubblicazione, ma il discorso porterebbe fuori del tema a cui si potrebbe legare allora quello del costume...
Anche ai miei tempi c'erano le discoteche e ricordo se non vado errato che il Piper di Roma era degli anni '60 e la cantante del tempo che ivi si esibiva era Patty Pravo. Anche allora si beveva, si fumava, si faceva altro... ed anche allora erano i "vecchi" che criticavano preannunciando(ci) "... ma de stu passo in du andremo a finì!". Ecco ... appunto qui dove siamo arrivati oggi, cari signore e signori. Un mondo dove etica, educazione, buon senso, rispetto, onestà, gentilezza, modestia e potrei dilungarmi, sono termini sconosciuti, che rendono, ogni giorno che passa, più difficile vivervi.
Però tutt'altra cosa è fare un' analisi del mondo incivile in cui nuotiamo ed altro è incolpare di queste morti in cui i veri  responsabili possono contarsi sulle dita di una mano. 
Responsabili, che nel mondo purtroppo corrotto e nel contempo "buonista" (mi chiedo se non sia un altro difetto odierno)  egoista e legato al Dio quattrino, cui sopra parlavo come principali colpevoli, eviteranno le patrie galere, perché il loro non verrà considerato un omicidio volontario (nessuno ha sparato mirando al cuore), bensì come già si sussurra (seppur il processo, mettiamo la solita formuletta che ci fa tutti più obiettivi, si fa nelle aule giudiziarie e nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio) bensì preterintenzionale o colposo. Da sperare è solo che abbiano una coscienza che fino al resto dei loro giorni li perseguiti ricordando il loro reato.
Sarebbe ciò, veramente biasimevole, come lo sarebbe se malgrado il ripetersi delle frasi di circostanza "che non si debba ripetersi ancora simili morti", nessuno controllasse, a partire da oggi, se nei luoghi di ritrovo "sicuri" dove l'abitabilità è di 100, in caso di concerti o interventi di Vip, il numero di presenze dovrebbe essere ridimensionato, in nome della Sicurezza, fregandosene di quello dell'interesse, a 50.
Vogliamo poi parlare di Controlli e di Controllori... ma meglio di no, sappiamo tutti del resto come funzionano oggi... speriamo solo, è l'unica cosa che ci resta, che domani siano "più" migliori.








di Franco Giannini