martedì 14 novembre 2017

60 anni dopo per la prima volta attraverso il Calcio...

... si scopre la debolezza reale di un' intera nazione !


Ohhh... Noooo !!!! Anche se era una (av)Ventura prevedibile che fosse finita così, con un (tal)Vecchio che non è solo anziano, ma anche incapace impreparato. Non è il calcio a perdere, è l'Italia tutta con il suo talento particolare di Paese delle Banane che riesce a sprofondare in quel baratro senza fondo in ogni cosa che fa. Ed in Italia, è risaputo, toglieteci tutto, ma non toglieteci il Calcio !!
Ora però, sappiano gli Amministratori di questo Ammiragliato Statale galleggiante su di un mare di... rifiuti , che già quel panen era stato tolto da tempo ed da oggi è stato scippato anche quel circenses che era quello che frenava il malcontento. Così facendo, avete strappato quella linguetta di una bomba ananas tenuta in tasca, ma mai esplosa. Ordigno che neppure la disoccupazione, il carovita, la sanità, i trasporti, l'economia,... per dirlo con una parola sola, la miseria, sono riusciti mai a far estrarre la mano da quella poche ove è stato sempre riposto. 
Merito proprio del Calcio (a partire dagli innumerevoli campionati delle serie maggiori per arrivare a quelli dilettantistici ed alle altre manifestazioni di coppa internazionali e non). 
Calcolate però fin da ora che togliere il Calcio, (quello che vale, e che dopo 60 anni vedrà ammainarsi la bandiera nazionale e non vedrà la maglia azzurra!!) all'italiano (alla maggioranza degli italiani!! compresi quelli che non vanno a votare ma che in questo momento sono anche loro imbufaliti) è come voler dire di aver dato delle prostitute alle loro madri. Tenendo ben presente che la valvola di sfogo è stata chiusa. Attendetevi quindi, al primo nuovo inghippo, una reazione che solo gli imbecilli non possono prevedere !!









di Franco Giannini

lunedì 13 novembre 2017

La storia di quei "nipoti Berlusconiani" che pensavano di imitare Bruto...

... ed invece sono rimasti feriti dalla loro stessa ingenuità ed incapacità politica.

Ma come recita il cartello a fianco, la Politica è stata sepolta, ma uno dei suoi protagonisti, ha beneficiato dello stesso miracolo di Lazzaro: Silvio Berlusconi è risorto. 
Avrei voluto scrivere io un simile articolo, come quello che un meraviglioso Marco DAMILANO , vice direttore ha riportato su L'Espresso , che conferma ancora una volta qualora ce ne fosse bisogno di essere veramente una penna eccelsa quale è ci ha regalato. Non so in quanti lo leggeranno qui sul blog o su FB. Peggio per loro!! Ma se si pensa che esso è stato scritto da uno che sicuramente di destra non è mai stato, dovrebbe far pensare ed essere un incentivo a riflettere. Soprattutto per tutti coloro (di ogni ordine, grado, corrente o scelta politica) che magari si ritengono " politici di "professione" solo perché leccando, elemosinando e pregando sono riusciti a raggranellare (logicamente parlo a livello locale) 300-400 voti compresi quelli dei famigliari. Boria tanta di costoro, come le loro limitate capacità, giornalmente palpabili. E' consigliabile che costoro, ne facciano una lettura senza la puzza sotto il naso, senza fretta, con umiltà, con passione, con la medesima piacevolezza di un intenditore di brandy che si centellina il biondo nettare. Ed una volta terminato di leggere, socchiudere gli occhi, poi andare di fronte ad uno specchio e fare autocritica. E chi dovrebbero farlo sono tutti quegli adepti appartenenti alle forze politiche prese in esame dal bravo Marco. Seppure penso che tale consiglio sarà destinato a cadere nel vuoto facendomi ritrovare nel mare del nulla. 
Immagino anche mio padre che in questo istante si starà rigirando nella fossa, pensando che stia osannando in qualche modo il Silvio Berlusconi redivivo. No, caro papà, tranquillo, sto osannando Damilano, un uomo che si è, forse, riuscito a scrollare di dosso certe etichette (destra-centro.sinistra), riuscendo a separare, da persona intelligente, culturalmente e politicamente preparata, le idee buone da quelle cattive e gli attuali politici (parola che risulterebbe offensiva per quelli di una volta che infatti li ricordiamo come "Statisti"), illusi (una miriade di stelle cadenti) da quello duro a cedere lo scettro, seppur avanti con l'età e (tanti) altri "problemucci".  Io cerco solo di imitarlo, il Damilano s'intende. Spero di riuscirci, papà. Sta di fatto, però, che piuttosto che rivotare questa masnada di incapaci, preferirei imitare il fabbro nudo rappresentato nelle "tue"vecchie 50 lire... proverei, ne sono sicuro, più appagamento. A chi leggerà l'articolo di DAMILANO e solo a questi, buona lettura !!







di Franco Giannini

venerdì 10 novembre 2017

Qui, le mie umili scuse, perché effettivamente mi sbagliavo ...

... quando in tempi sospetti, avevo definito il nostro nosocomio, non come tale, ma bensì alla stregua di un "ambulatorio".

Ripeto, e bisogna avere il coraggio di ammetterlo, mi sbagliavo !!!
Allora credevo di aver trovato ed usato un termine riduttivo ed ironico per definire i servizi ospedalieri nostrani, non sapendo che invece definendoli come "ambulatorio", li avevo supervalutati.
La foto che vedete al lato, non rappresenta l' "Oggetto Misterioso" di una famosa trasmissione di Telematch anni '57/'58 condotta da Enzo Tortora e Silvio Noto, ma è semplicemente un oggetto di scarso valore economico, seppur evidentemente di grande utilità per un Pronto Soccorso o per un reparto di Otorino:  un paio di pinze bipolari
Perché dico questo?  ma perché è di oggi infatti (10 Novembre), la notizia che ci offre un quotidiano cartaceo locale, in cui viene riportata la lettera di lamentele di un cittadino di Senigallia, che ha dovuto rivolgersi al Pronto Soccorso del nosocomio (31 Ottobre), per una emorragia al naso.
L'emorragia è stata tamponata temporaneamente, seguita dal  consiglio di ritornare (il 2 Novembre) nel reparto di Otorinolaringoiatria dove gli fissano la data di un intervento chirurgico per il giorno 7 Novembre. Il perché di questi spostamenti di data non è dovuto a cause cliniche, bensì tecniche: la mancanza di questa pinza, sia nel PS che in reparto. 
Strana, misteriosa, incomprensibile indisponibilità di un attrezzo chirurgico che non vorrei dipendesse dal preludio dello "smantellamento" e che questo banale strumento sia stato già riposto o finito involontariamente negli scatoloni del prossimo imminente trasloco.
Fatto è che, sempre seguendo quanto descrive il paziente, l'indomani subentra un'altra nuova emorragia che, come consigliatogli preventivamente ed intelligentemente dai medici del reparto che hanno veduto al di la del naso, nel caso si fosse verificata, sarebbe dovuto affidarsi alle cure dell'Ospedale delle Torrette.
Alle Torrette, le pinze le hanno, ma constatano che la situazione, nel frattempo, si è compromessa per via dei ritardi di cui sopra. Quindi si dovrà ricorrere ad una operazione fissata per il 6 Novembre. Intervento e compromissione che poteva essere evitata se solo si fosse potuti intervenire fin dall'inizio con le famose pinze bipolari.
Mi sono impegnato a cercare una definizione che riducesse ancora l'attuale valore di "ambulatorio", ma non l'ho trovato, o meglio l'ho trovato, ma preferisco non riportarlo, visto che poi da questo non si torna indietro.
Ora posso comprendere che i lor signori dirigenti, visti i ripetersi dei casi (avarie nella TAC, Risonanza, Analisi, ecc) a cui si aggiunge quest'ultima, stiano frequentando corsi serali di aggiornamento e che magari ancora al programma "naso" non siano arrivati e credano che esso serva solo  per portarci l'anello, ma farebbero bene a darsi una mossa.
Ma forse mi sto sbagliando nuovamente usando il "darsi una mossa". E si, perché l'Ospedale è in una fase di trance, di rimando continuo, di incontri, di tavole rotonde, di tagli di "nastrini"ini ini, di proclami che ci annunciano che si sta lavorando perché rimanga quell' Eccellenza" che ci hanno sempre venduto, "anzi" migliorandolo come poi aggiungono. Intanto però i fatti che avvengono ogni giorno li screditano. In verità si sta solo guadagnando tempo, cercando di farci mangiare il panettone a Natale, in attesa delle Elezioni Primaverili. Solo a quel punto si vedrà chi aveva ragione e non certo prima!! E poi non dite che non vi avevo avvertito !!







di Franco Giannini

giovedì 9 novembre 2017

Discriminatori, in Italia, persino gli Arresti Domiciliari.

... neppure in questi, i "parrucconi", riescono a dare una sembianza di dignitosa equità !!

E mi permetto di farne una colpa, anche ai titolisti dei giornali, che a volte si spacciano per giornalisti, che così facendo dimostrano di non esserlo, o al più possono facilmente rubarmi il titolo di giornalaio.
E' una battuta la mia, perché non voglio di certo offendere una categoria alla quale ho sempre ardentemente sognato di appartenere. Solo che a volte, quando la cosa si fa ripetitiva, si perde la pazienza leggendo titoli altisonanti per far vendere 10 copie in più, ma nel contempo pigliando per i fondelli migliaia di lettori.
Per l'ennesima volta leggo :" Arrestato" Pinco Pallino, poi nel sottotitolo :"... agli arresti domiciliari presso...".
L'ultimo di questi casi è quello che il De Luca siciliano, neo eletto, ha portato all'attenzione delle cronache, perché i festeggiamenti gli si sono interrotti nel mezzo di un cin cin con la coppa di spumante ed il braccio alzato.
Io il caso, però lo riprendo per un altro motivo. Che poi costui sia colpevole o meno, è cosa grave, anzi gravissima, ma diciamo che al momento, in verità, me ne può fregar di meno.
Si, perché il signore in questione, non è il primo e non sarà neppure l'ultimo, come politico a "trasgredire", ad essere indagato, arrestato, per finire poi prosciolto. Non ne faccio quindi un fatto di giustizialismo, di schierarmi con la curva del pollice alzato o in quella del verso, ma esclusivamente per un fatto di etica sia da parte di chi giudica che di chi riporta il giudizio.
Sono un assertore del fatto che i proverbi non sbagliano mai, ed invece anche questi, raramente, ma sbagliano. Ce n'è uno che non riporto interamente per decenza, ma è comprensibile seppur interrotto :" Chi ha fortuna? I gobbi, le pu**@** ed i cu@à+*tti", tre categorie che secondo il metro popolano "portano fortuna" , ma che a loro la fortuna li ha abbandonati fin dalla nascita. Invece costoro sono tutt'altra cosa: portano disgrazia ai più e o non li colgono con le mani sulla marmellata o se li colgono hanno un santo dalla loro parte, che si può dire senza timore di essere smentiti... che hanno un gran... fortuna.
Chi viene graziato dal tintinnio delle manette, dal disonore di sentirsi dire "E' dichiarato in arresto" (o almeno per molti una volta lo era, oggi un po' meno), o dall'ispezione personale all'entrata del carcere, non è un individuo "Arrestato", è, in generale, uno che ha avuto fortuna, o i quattrini per pagarsi un buon avvocato, o a volte anche la raccomandazione giusta al momento giusto indirizzata alla "persona" giusta. E tutto questo, forse anche per vergogna stessa di chi lo ha permesso e di chi lo ha pubblicato, lo si cela dietro due parole, scritte con caratteri più minuti rispetto a quelli di "Arrestato", che sono "...Ai Domiciliari...".
Ma evidentemente anche il mondo dei farabutti è suddiviso in caste. Ci sono i delinquenti in Porche difesi da Principi del Foro, ruba galline a loro volta difesi da avvocati ma vassalli dei Principi, ed infine Politici-Amministratori che costituiscono quell'élite "castaiola" a cui andrà tutto bene a prescindere di chi sarà il loro protettore, ma nel mondo falso in cui fluttuiamo oggi, ti vogliono dare a bere che i loro non sono misfatti, ma atti sostenuti alla stregua di un martirio.
Ecco che allora ai primi  si aprono le porte delle loro lussuose abitazioni complete di tutti gli agi, compresi figli e mogli (o mariti); ai secondi, abitazioni topaie, case protette o similari; ed alla Casta, villette, ville datate del '600 magari nei Castelli Romani con un occhio puntato sulla Capitale, oppure residenze con ettari ed ettari di giardino con piscine e vigneti ubicate nelle terre ridenti e colte della Toscana.
Ma le pene detentive o di restrizione, non dovrebbero essere eque, siano esse in fase di attesa che di definitiva condanna? Ed allora perché qualcuno usufruisce al massimo di una TV e di un fornelletto per scaldarsi la minestra o sniffarsene il gas, ad altri invece un semplice letto (quando non è una panchina sotto le stelle!), un pasto caldo ed il tetto sopra la testa seppur insicuro; quando poi ad altri è concesso tutto e più di tutto: da una piscina, ai famigli, dalla palestra ai famigliari, si, anche perché l'uomo n'è de legno?
Per carità, fattelo, continuate nell'indecenza a farlo, ma quantomeno abbiate almeno un minimo di rispetto, di decenza per voi stessi.  Non ci pigliate per i fondelli, cercando di volerci far credere che in questa "itaglietta" da due soldi (non da due €, sarebbe come dire che ci siamo lasciati la crisi alle spalle) in cui viviamo, almeno la "giustizia"  è cosa serie ed equa. Perché così non è, malgrado quel cartello assurdo ancora mantenuto sopra la testa dei giudici togati.







di Franco Giannini

venerdì 27 ottobre 2017

ANZIANI FATE ATTENZIONE : Gli Strozzini & Cravattari di ieri, si sono oggi costituiti in SpA

... Cambiano i loro nomi, le loro nuove modalità, si sono inventati i garanti, ed hanno assunto una parvenza da persone rispettabili, ma...

Mentre sto leggendo dell'ennesima tentata truffa (fortunatamente sventata) nei confronti di un'anziana signora di 81 anni e la solita preghiera di non aprire agli sconosciuti, ecco che mi suona il postino per recapitarmi una lettera. Ma sembra che gli sconosciuti abbiano trovato il modo di entrare senza né bussare, né scassinare porte e finestre... diciamo... legalmente.
Racconto allora come. 
Vedendo che si tratta della solita pubblicità, sto per stracciare tutto, quando noto che si tratta di una finanziaria che mi offre un suo prestito dietro cessione di un quinto.
Già il modo di avvicinarsi al cliente dandogli del "dedicato a te" sta ad indicare il rispetto nei confronti dell'anziano e nel contempo comprendere il grado di educazione che hanno (immutato nei tempi) nei nuovi "clan". 
Da gran ficcanaso quale sono, desisto quindi dal cestinare la lettera ed anzi apertala, comincio a leggere riga per riga, dietro l'utilizzo di una lente per i caratteri più piccoli. Strumento indispensabile per analizzare i documenti redatti da banche, assicurazioni, finanziarie, insomma diciamo di chi é solito maneggiare quattrini.
Nelle prime righe, subito dopo avermi ricordato quale sia il mio codice cliente (ho fatto a suo tempo acquisti TV-PC, ecc. nei vari supermercati, per cui oramai sono "schedato"). mi informano  che con la mia pensione posso accedere ad un prestito dietro cessione del quinto. Sarà poi lo stesso istituto di previdenza ad operare la trattenuta che risulterà sul cedolino della pensione. A parte il fatto che il cedolino io non l'ho mai avuto, ma la cosa strana è che l'offerta viene fatta in convenzione con l' INPS. Ed immagino a quanti pensionati penseranno "... se c'è di mezzo l'INPS, di chi mi devo fidare?".
E qui, fa seguito l'esempio, che non ha bisogno della lente per essere letto visti i caratteri cubitali, con uno slogan che già (almeno a me) da subito da pensare : "Il prestito senza sorprese  dedicato ai pensionati"

L'esempio riguarda un anziano con una pensione di 900 €.  Il prestito sarebbe per 15.900 € estinguibile con rate mensili di 180 € per 120 mesi (dieci anni!!!) al taeg fisso del 6,63% e tan sempre fisso del 6,43%. Per cui il totale da rimborsare sarà di 21.600 € (ovvero 5.700 € di interessi).

Ma ecco che ritorna utile l'uso della lente, quando continuando ad analizzare riga per riga trovi che l'esempio è valido con una pensione di importo di 900 € ma valida per chi è un "pischello" di 63 anni.
Però come si conviene a persone perbene in giacca blu e cravatta d'ordinanza, ecco la giusta precisazione che le condizioni  e l'importo indicato possono variare in funzione dell'età di chi fa richiesta, dell'anzianità di servizio, del sesso dell'importo e della durata e salvo approvazione della quota cedibile da parte dell'ente pensionistico.
Ovvero, la trappola legale per chi è in buona fede, legge male o non sa leggere, una forma elegante per costringere il pensionato magari già con l'acqua alla gola ad infognarsi maggiormente in certi percorsi, facendo quella telefonata (che in quello spot gli avrebbe allungato la vita), ma che nel nostro caso gli farà passare malamente gli ultimi rimasugli di vita. E magari a convincerlo della bontà dell'affare sarà un agente disposto a venirlo a trovare a domicilio...
Ed il bello è che a firmare il benestare di queste grossolane idee è un ente dello Stato, nel qual caso l' INPS, e che entrambi pur conoscendo l'età del sottoscritto, 75 anni, non mi avrebbero dovuto inviare l'offerta. Con i PC oggi non è difficile depennare chi non è più persona a cui concedere fidi vista l'età. Ma invece evidentemente siamo mucche ancora da mungere confidando proprio sull'età del rimbambimento. E se così non fosse. perché potrei anche sbagliarmi, allora non sarebbe stato molto più chiaro e tanto più sincero (ed onesto?), mettere se non un esempio per ogni età e tutto ben in grande, anche l'età massima consentita per accedere a questo servizio, l'importo massimo erogabile, i tassi relativi e se esso sia coperto da un' assicurazione che scagioni gli eventuali eredi, in caso di dipartita prima della rata finale. Così, giusto per essere il più trasparente possibile.








di Franco Giannini

giovedì 26 ottobre 2017

Fai del male ? Pensaci... Fai del BENE ? SCORDATI !!!!

... Ma sembra un motto, che qualcuno in questi giorni, almeno qui, a Senigallia, non conosce, o fa finta o gli fa comodo di non conoscere.

Si è buttata là l'idea di "aiutare" il volontariato con un "tot" annuo, cosa che assolutamente condivido, onde poter aggiornare maggiormente, attrezzature o quanto altro serva per svolgere mansioni a cui donne ed uomini delle Associazioni offrono con il loro lavoro disinteressato. O almeno lo era fino ad oggi.
Ma si è voluto allegare (furbescamente) alla prima, anche una seconda proposta che condivido molto meno, anzi proprio la aborro. E' il tentativo di voler concedere a chi fa il "volontario", un gettone, un rimborso, chiamatelo come vi pare, ma che alla fine sempre quattrini sono. 
Capisco che in un momento come questo con una Italia in brache di tela (come tantissime famiglie che la compongono e non perdendo di vista che tutti teniamo famiglia) tutto fa brodo, anche se l'importo è piccolo. Ma in questo campo, dove il primo requisito richiesto e che si adopera nelle necessità improvvise è l'altruismo, allora a dover frenare questa sciocca (eufemismo) idea, dovrebbe intervenire non un veto imposto, bensì l' ETICA MORALE. 
Spero anche, la speranza deve essere l'ultima a morire, anche se la vedo difficile, che in ipotetico volontario politico che aspiri a divenire anche un Politico (si noti la p e la P), quell' ETICA morale dovrebbe prendere più forza da quella Professionale, facendogli inserire un "macchine indietro a tutta forza". Una scusa, intanto, un bravo politico la trova sempre a sua discolpa, magari il solito essere stato frainteso.
Io mi permetto solo di sottolineare l'enorme "castroneria" della proposta suggerita che puzza tanto di una cosa ideata ad personam e per rinfrescare le memorie di quanto sia inopportuna, vado a riportare quanto WIKIPEDIA ci regala e dove è possibile, tra l'altro, leggersi che:
"Il volontariato è un'attività di aiuto e di sostegno messa in atto da soggetti privati o associazioni, generalmente non a scopo di lucro, per varie ragioni che possono essere di altruismo, di generosità, interesse per l'altro o di qualsiasi altra natura. Il volontariato può essere operato individualmente o in associazioni organizzate....." 
E poi circa la spesa di deve pensare che in Italia i volontari sono oltre 6 milioni!!
Aggiungo anche che c'è molto altro da leggere. 
Voglio aggiungere, ma non so in quanti saranno coloro che andranno a leggersela, il link della legge 11 Agosto 1991 n. 266 da cui traggo solo il brano relativo all'art.2 comma 2 :" L'attività del Volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall'Organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata entro limiti preventivamente stabiliti dalle Organizzazioni stesse."
Quello che mi induce a pensare con ottimismo che la cosa sfumi come umidità sotto l'afa agostana, è che persone facenti parte di quel volontariato che "fa del bene e si dimentica" rispettose, coscienti e veramente altruiste, si sono dette anche loro stesse contrarie e si sono allontanate da chi vorrebbe far divenire il volontariato un altro dei tanti "carrozzoni"  dispensatori di un posto di lavoro per gli amici degli amici parcheggiati nel garage Italia.
Grazie a queste ultime persone di cui ho parlato e che sono certo siano la maggioranza.








di Franco Giannini

martedì 24 ottobre 2017

Le bugie bisogna saperle raccontare, come del resto le barzellette...

... e se non permettiamo di dirle ai bambini, cara ISTAT, tu allora, quantomeno, raccontacele in un modo più "credibile".

Il caso più recente è quello sui dati raccolti, che vi impongono di affermare che i decessi sono calati  ancora di un -5% e da cui emerge che l' aspettativa di vita si è ulteriormente allungata di ben 5 mesi, rispetto al rilevamento del 2013. 
Per cui, è qui la cosa da semplice dato statistico, diviene un servizievole marciume da inciucio politico, diviene elemento indispensabile per far confermare che l' età pensionabile va portata a 67 anni.
Concordo, con chi potrebbe ora dire, che i dati statistici sono forniti da noi cittadini sia in modo cartaceo che utilizzando la rete. E quindi come tali fornitori di una verità. Ma vero è anche che la gestione dei numeri viene poi elaborata e potrebbe variare con la messa a confronto del nudo dato con il variare della storiografia delle indagine che essa ha nei propri archivi ed con cui viene successivamente analizzata e messa in rapporto.
Vedo di spiegarmi meglio.
Partiamo allora, come ci spiega Wikipedia, con la data di nascita dell' ISTAT : nel "ventennio" quando "...fu istituito come Istituto Centrale di Statistica nel 1926 (legge 9 luglio 1926, n. 1162), durante il Fascismo, per raccogliere, in forma organizzata, alcuni dati essenziali riguardanti lo Stato. È stato in seguito riorganizzato, con il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 che ha istituito il Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) e ha dettato norme sui compiti e l'organizzazione dell'ISTAT, cambiandone tra l'altro la denominazione in Istituto nazionale di statistica...". Due date :1926 e 1989.
Evidentemente, diciamolo onestamente, quel - raccogliere in "forma organizzata" alcuni dati essenziali riguardanti lo Stato - è stato riorganizzato nell'89,  un po' "all'italiana" e forse mantenendo quell'essenzialità tanto cara agli scopo governativi.
Dal 1926 a tutto il 1943 posso pensare che quei dati fossero, come dire, un po' manovrati a secondo di quanto facesse comodo allo "Stato" di allora, (ricordo il milione di baionette o il numero degli iscritti al Fascio) che proprio democratico e trasparente non era ? O no ?
Posso pensare che dal 1943 fino al 1945 (o anche '46/'47) ci fossero delle priorità ben più importanti ed impellenti che raccogliere dati per l' ISTAT.
Ecco che allora, i dati sulla mortalità, sulle aspettative di vita, avendo un periodo di tempo molto più breve e limitato, potrebbero non risultare, alla fine, così veritiere, come vogliono farci credere per poter poi confermare che gli italiani sono tutti belli, alti, con gli occhi azzurri, godono buona salute e muoiono quando si ricordano. Appunto, quanto si ricordano, ma dal momento che non diventano  mai "vecchi" ma solo anziani e con l'anzianità si dimentica, ecco che una delle cose che si scordano,... è proprio quella di morire.
Per via di questa storicità che manca o la si ha a singhiozzo e sporadicamente, scherzi a parte, quei dati relativi alla mortalità-aspettativa, dovrebbero essere rivisti tutti e ben suddivisi in due trance: una relativa a chi è nato nei primi del '900 (centenari) e un altra a partire dal 1950.
So che potrebbe far comodo, ma non si possono fare le somme utilizzando le pere e le mele facendo di tutta l'erba un sol fascio. 
Sono solo i "vecchi" di una volta che campano tanto e si "scordano" di morire. I nati dal '50 in poi lo sapremo a suo tempo negli anni 2050 o giù di lì. Gli immortali di oggi  sono quelli che non sapevano che cosa fosse il "sushi" o il "sashimi" al più conoscevano la sardella o l'arringa affumicata,  che mangiavano pane (fatto e cotto in casa dalla vergara) e cipolla dell'orto (concimato con letame di stalla e di casa. Gente che beveva l'acqua del fiume e non ancora quella del "Cervino" imbottigliata nella plastica, quella che solamente nelle feste più "importanti" mangiava la polenta sulla spianatoia con una salsiccia al centro destinata a chi ci arrivava per primo, che beveva un bicchiere (ma anche due o tre) di vino rosso della sua vigna o di quella di chi si conosceva senza postare su FB l'etichetta della bottiglia ed il suo prezzo, che si spostavano con il somaro e che non conoscevano che cosa fosse un SUV, che se tuonava non temevano di essere colpiti dalle "bombe" d'acqua, che la carta di giornale la riciclavano nelle latrine, che la nebbia era nebbia e no smog (non sapevano che cosa fosse), che il verde e gli alberi erano salute e non impedimenti... e potrei continuare . 
Polenta e salsiccia

Ed oggi ancora qualcuno di costoro, seppur con due guerre mondiali sulle spalle (e le guerre segnano e neppure poco sia sul fisico che sull'anima), forse proprio per quegli antiquati motivi sopra elencati, ancora gode ottima salute alla faccia dell'INPS e della Lorenzin. Non è di certo la stessa cosa per chi è figlio del post-guerra, fritore di tutte le bellezze e le comodità della "così tanto cantata MODERNITA' che però fa fregarsi le mani all'INPS e sorridere la Lorenzin.
Anche i dati raccolti relativi alla mortalità dei bimbi dovrebbero essere riveduti e forse corretti. Una volta, è vero, morivano per gli stenti, di malattie debellate con i vaccini o di parto ancor prima di vedere la luce. Oggi, fortunatamente, non è più così. Ma sarebbe anche giusto conoscere quanti di questi piccoli esseri muoiono colpiti da malattie che il progresso con le sue "modernità" ci ha regalato: in primis i Tumori. Ed allora qual'è il saldo di questi due aspetti? Era meglio prima o è meglio oggi.
Ma si, facciamo finta di crederci, quanto e quando ci raccontano malamente queste panzane ed in maniera poco credibile.
Perché qualora avesse ragione il sottoscritto, il progresso sarà stato anche bello, ma forse è stato troppo repentino, difficile da controllare e da comprenderne il giusto livello di utilizzo e senza quegli eccessi (come invece avvenuto!). Ora tornare indietro non si può (dicono i più) o meglio non si VUOLE (penso io) ecco che quindi, molti, per non essere costretti a rinunciare a tante comodità superflue oggi ritenute indispensabili, preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia, bevendosi quello che viene raccontato. E la sintesi che ne viene fuori è questa: facciamo finta di credere ancora alle favole, stiamo silenziosamente a meditare su che cosa sia meglio se morire comodi o scomodi, se lavorare fino al raggiungimento del 40° anno di servizio o finire la propria esistenza a 67 anni sdraiati a terra, magari in fabbrica, in cantiere, in miniera o sopra un camion. L'ISTAT, l' INPS e la LORENZIN  soffiano sulle virtuali candeline poste sulla torta (anch'essa virtuale, costoro non regalano nulla) dei vs. (ve lo auguro) cento anni mentre, con il sorriso di circostanza da presa per i fondelli, ringraziano.







di Franco Giannini

sabato 21 ottobre 2017

I Numeri verdi saranno sì, gratuiti… ma poi dovrebbero anche funzionare

Il disservizio si è ripetutamente presentato: una cronicità che ha colorato di 'verde' la speranza di trovare una soluzione.
Diversamente Giovani, dopo tanto tempo di voluto silenzio, dietro caldo invito di un amico al quale è difficile dire di no visti i problemi con cui lotta ogni giorno, si trova quasi obbligato a scendere ancora in campo, segnalando un servizio comunale (di Senigallia) che funziona poco, o meglio ancora proprio non funziona.
Ricordate la Canzone del Modugno nazionale con il suo “Piange il Telefono” ebbene questa è una storia che riguarda appunto due numeri telefonici, che assolutamente non piangono, ma fanno piangere.
Questi sono il numero verde relativo alla ZTL 800698006 il cui disco registrato ti invita a lasciare “un messaggio dopo il bip” senza specificare però quale tipo di messaggio devi lasciare: se ad esempio i propri dati, o quelli della targa dell’auto o il numero di contrassegno, oppure quello del proprio cellulare per poi essere magari richiamati o la tipologia del servizio richiesto. L’altro, invece, è quello del Centralino telefonico del Comune 07166291, che una volta formatolo squilla a lungo ed a vuoto, ad ogni ripetuta chiamata nella mattinata, questo a partire dalle ore 9,30 fino alle 12.00 , senza ricevere mai alcuna risposta.
Preciso subito che il mio amico è riuscito a risolvere, ancora una volta, i suoi gravi ed urgenti problemi familiari,senza l’aiuto di questi due numeri, grazie, è giusto dirlo, alla cortesia di chi si è prestato (evidentemente e fortunatamente ancora esiste qualche mosca bianca, persone cortesi e capaci di valutare necessità e gravità dei singoli casi e che siedono in uffici di servizi indispensabili). Parlo di un impiegato del Comune, che contattato personalmente, compreso il caso, ha provveduto ad appianare il problema.Intendo, detto quanto sopra, far presente quindi, che se sono qui a parlare di questo disservizio, non è certo per “elemosinare” qualche cosa di personale, ma unicamente per “segnalare” una strumentazione che evidentemente si è “inceppata” e da tempo.
Non vorrei neppure, mettendo le mani avanti, che la cosa fosse liquidata con una “scrollata di spalle” replicando si sia trattato solo di un problema momentaneo di natura tecnica (sarebbe troppo facile e nel contempo molto puerile) su cui magari si cerca di imbastirci su una polemica.
E no, signori, perché il mio amico, purtroppo per lui e per la sua famiglia, deve ricorrere spesso a questo servizio e le richieste (che ripeto gravi ed urgenti) le avrebbe sempre volute formulare, per motivi logistici, tramite il servizio telefonico, ricorrendo, appunto, a questo numero verde. Ma il disservizio lamentato si è sempre ripetutamente presentato. Non è stato, quindi, un “una tantum”, ma una cronicità che ha colorato di “verde” non di certo il numero, ma la speranza di trovare una soluzione al problema.
L’altro numero, quello degli uffici comunali, è bene sottolinearlo, invece era la prima volta che lo usava. Ma l’esperienza non è stata migliore. Anche questo seppur ripetutamente digitato nel corso della mattinata, per oltre due ore, non ha avuto miglior fortuna. Che entrambi i numeri siano stati colti da una paralisi di natura tecnica? O che la sfortuna si sia accanita (ulteriormente) contro il mio amico ? O che sia un modo molto “leggero” (eufemismo) di gestire certi servizi?
Comunque è proprio per risolvere questo ennesimo disservizio che lo si vuole segnalare pubblicamente, nella “remota speranza”, ma molto remota, che “qualcuno” legga, provvedendo magari a dotare di una voce “umana” o quantomeno meccanica, ma chiara ed esplicativa nelle richieste. Non pretendiamo che sappia piangere, come ci ricorda il telefono di Domenico Modugno, ma semplicemente, che il Numero Verde, per intenderci, sappia essere più comprensibile nelle sue richieste, ed il secondo, come la buona educazione insegna, semplicemente, almeno, saper rispondere.
Un Grazie anticipato, anche se non dovrebbe essere obbligatorio, perché rientra in servizi che l’utente paga, per tutto quello che potrà essere fatto.
Franco Giannini


di Franco Giannini
Pubblicato Sabato 21 ottobre, 2017 
alle ore 5:00 su

sabato 7 ottobre 2017

Italiani, pesci in barile ??...

... e non lo dico io, ma emerge da una specie di scalcinato sondaggio incrociato che ho voluto postare su FB.

Quando il 30 Aprile del 2008 nasceva questo mio blog, sceglievo come mio motto :" Lo Scrivere, non deve essere una ricerca forzata di consensi. Bensì, uno degli antidoti più efficaci, per combattere quel "rododen"T"ro, che la vita quotidiana non lesina di offrirci. Un po' come il "canta che ti passa". Ben venga sempre, però, l' abbinamento del "dilettevole" con l' "utile". Ed a distanza di quasi 10 anni, non ho ancora mutato parere, almeno in questo.
Non scrivo, quindi, per il piacere di sentirmi dire che sono "bravo". So da me di non esserlo e se qualcuno mi regala questo termine è solo per pura delicatezza, buona educazione e infinita bontà d'animo. Come pure sono pronto a riscrivere (principalmente per egoismo personale), che il fatto di vomitare tutto quello che penso principalmente quando si parla di politica o di argomenti ad essa legati, su queste pagine, ha la stessa funzionalità di un sedativo, di una tisana rasserenante e distensiva. Non cura totalmente, ma al momento, quantomeno calma.
Per me, comunque sia, lo scrivere resta sempre un diletto, quello invece che mi si sta accentuando è il dubbio (e questo mi perseguita sempre e su tutto, perché sono nato senza certezze!) se questo sia poi anche "utile".
Ed è per questo che mi sono permesso di mettere su FB, la foto di una "Ciambella"
riuscita con il buco, seguita da due sciocche righe di dolciastro commento, (sperando, ma mi sbagliavo) che sarebbe passato inosservato alla totalità dei virtuali amici di FB, come solitamente è avvenuto ed avviene per miei scritti postati sia sul mio blog che su FB. "Elaborati" (parolona per non ripetere scritti) che, seppur logorroici, seppur scritti da un "giornalaro" scribacchino, spesso hanno tentato di sollevare questioni di un certo interesse che ritenevo fossero più utili che non la "Ciambella" su FB.
Infatti per la Ciambella si sono spesi una decina di "Mi piace" e qualche commento, mentre il post sulla Trasparenza delle buste di plastica è passato del tutto inosservato. Al che mi vien da dire e non me ne vogliate cari amici, aspiratevi pure il profumo virtuale della ciambella. A pensare ai 10 cent. di € che dovrete versare ogni qual volta andrete ad acquistare un ceppo d'insalata, mezzo chilo di pere, un limone, due carote, una costa di sedano... e vi vedrete addebitare nello scontrino 50 cent. di € perché ogni cosa va messa in una singola busta ed essendo vietato portarsi da casa buste usate, c'è tempo. Forse solo allora, colpiti nella tasca, penserete che era meglio perdere due minuti nella lettura piuttosto che i tre secondi sul click dolce di "Mi piace". Allora forse scoprirete la differenza che passa tra una foto, il valore della sostanza di una notizia e quella di qualche condizionale usato male o non usato.
Però se non chiarissi del tutto e sinceramente il mio pensiero, quel "Italiani, pesci in barile?" del titolo potrebbe rimanere in sospeso, essere frainteso o valutato come un fuori tema. Ed allora vorrei far anche presente che seppur c'è qualcuno che legge come nel caso del Dolce e Salato della nostra sanità o sul Taglio degli alberi  (un 30/40 letture cad, lo vedo dal contatore sul blog) i commenti su FB sono nulli o risicati. Evidentemente si legge, ma poi si ha paura di schierarsi.
Ora che l'ho scritto, sto meglio ! La tisana sta facendo effetto.



di Franco Giannini

venerdì 6 ottobre 2017

TRASPARENZA ??? Come quella sulle disposizioni delle buste in PLT ???

... anche se immagino quanto potrà interessare, visto che un argomento più importanti come la Sanità interessa solo i "vecchi" e la cura (o l'incuria) degli "alberi" solo agli ultimi 4 "verdi" rimasti.


Era il 1° Agosto del 2017, quando con un Decreto Legge Mezzogiorno, la Camera definiva le nuove norme sulle buste di plastica leggere. A partire dal 1° Gennaio 2018  sia quelle con (Shoppers) o senza i manici, sia quelli  leggeri e ultraleggeri (con spessore inferiore a 15 micron) utilizzati per il trasporto di merci e prodotti a fine igienico o come imballaggio primario in gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili secondo la norma Uni En 13432, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% e dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento.
Quindi quello su cui il TGCom24  crea un articolo, altro non è che un remember di quanto già disposto a suo tempo. quello che più importante per il consumatore é il come riconoscere le buste in regola da quelle fuori norma.
I sacchetti monouso biodegradabili e compostabili conformi alla legge, utilizzabili anche per la raccolta differenziata (organico) dei rifiuti, devono avere la scritta “biodegradabile e compostabile”, la citazione dello standard europeo “UNI EN 13432:2002” ed il marchio di un ente certificatore che tutela il consumatore come soggetto terzo (Cic, Vincotte e Din Certco sono i più diffusi).
Tutti i sacchetti che non riportano queste specifiche danno un’informazione sbagliata e non sono conformi alla legge. La storia sulla cessazione delle buste di plastica parte da lontano e se non prima nasce  con la legge finanziaria del 2007 a cui sono seguite diverse norme, la principale delle quali (decreto legge n. 2 del 25 gennaio 2012, convertito nella legge n. 28 del 24 marzo 2012) che ne ha ulteriormente definito i dettagli del bando. Gli unici sacchetti commercializzabili secondo l’art. 2 della legge n. 28 del 2012 dovevano o avrebbero dovuto essere solo quelli compostabili monouso, poi si sa come vanno le cose in Italia, si è sempre giocato sui termini, chi tira i fili sono le sette famose sorelle e poi, diciamocelo francamente, chi controlla ?
Dal 1° Gennaio del 2018 se ne tornerà a parlare quindi nuovamente, per qualche giorno, più per l'importo da sborsare che per altro più importante. Poi anche a questo ci si farà l'abitudine, i 10 cent. di € non saranno poi così pesanti, senza contare che 10 cent. andranno moltiplicati per i pezzi acquistati e per i 365 gg. dell'anno. Detto questo il 1° Gennaio subirà qualche rinvio, una proroga per permettere di esaurire le scorte nei magazzini, ma sotto sotto per accondiscendere alle richieste dei petrolieri e dei colossi della distribuzione.
In attesa che ci si abitui a pagare, che si crei su un nuovo mercato dove, questi ultimi  trovino il modo di guadagnarci su, visto che non saranno più gratuiti, ma a pagamento. Gli inquinatori e lubrificatori" di questo mondo, guadagneranno maggiormente con la vendita dei nuovi prodotti  chimici altamente ecologici che ovviamente saranno distribuiti a prezzi maggiorati. Non solo, ma  magari si spoglieranno della veste di avvoltoi per indossare quella di ecologisti e paladini della lotta contro l'inquinamento dei mari. E non dimentichiamoci di tralasciare chi sul riciclaggio (ricordatevi quel 40% che poi dovrà raggiungere il 50% e successivamente il 60% di materiale riciclato da inserire nella produzione dei nuovi)  creerà le sue fortune. Mentre al cittadino, volutamente e beatamente inconsapevole differenzia e spende sempre di più per la raccolta. E non troviamoci scuse che non abbiamo, oggi documentarsi è facile, solo che non si ha voglia di leggere e scrivere e si pensi a quanto diverrebbe gravoso impegno il documentarsi a chi verga un nn al posto di non, o un 6 invece che sei.
Le multe previste poi per i trasgressori che non si atterranno alle nuove disposizioni fanno sorridere. Non perché siano pesanti, anzi tutt'altro. Si parla di sanzioni che vanno dalle 2.500 € ai 100.000 €. Avete mai sentito sanzionare i "colossi" di qualsiasi mercato economico nazionale con simili multe ? Attenzione signora, si dico a lei che ha acquistato le bietole, e che sta controllando nel portamonete se ha ancora qualche € per continuare la spesa, che le diciture apposte nella busta siano quelle giuste, perché il 2 Gennaio 2018 (è il primo giorno dell'entrata in vigore che rende la Legge forte ) potrebbe essere lei la prima ad essere colpita dai provvedimenti (non dovrebbe essere così, ma i cani grossi addentano sempre i più piccoli ed indifesi). 








di Franco Giannini