mercoledì 2 gennaio 2019

Certo è più facile trovare chi raccoglie pomodori...

... che chi conduce un TIR, anche se si vorrebbe vendere all'opinione pubblica lucciole per lanterne...

Gli amici di facebook non hanno tempo per leggere l'articolo, al massimo un click su "Mi piace", figuriamoci quindi se vanno a leggersi i commenti, seppur vi troverebbero le giuste risposte !! 2000/2500 € posti in prima pagina con il solo scopo di farli risultare l'Eldorado ignorato e disprezzato da un branco di gentaglia avvinazzata, drogata, nullafacente e vagabonda. Solitamente però le verità stanno nel mezzo e vanno ricercate con pazienza se si ha interesse per ragionare con il proprio cervello e non lasciarsi infinocchiare da chi ha interesse che le notizie siano acquisite così come lette. Leggendo così su due piedi, io la definirei una fottuta lotta tra poveri a vantaggio di spudorati individui che poveri non sono. Il più delle volte solo piccoli pidocchi rifatti che si sono ripuliti economicamente e sporcati l'anima (sempre che ne possedessero una) sfruttando quei poveri gatti ciechi i cui gattini aprendo gli occhi, però, non sono più disponibili a fare la stessa carriera dei genitori, mal adattandosi a vivere il ruolo di schiavi. Il lavoro indiscutibilmente nobilita l'uomo, ma assolutamente non lo deve rendere schiavo, come qualche buon figlio di p..ia donna pretenderebbe e vorrebbe che fosse!! Non vengono specificate tante clausole ed il che già mi puzza. Otto ore al giorno? Festività pagate con che percentuali? Quanti sono in possesso di Patenti per TIR disoccupati e quanto costa prenderne una? Le spese per i pasti a quanto ammontano e se sono considerate ? Ohh Si parla di autisti, ma si potrebbe parlare di fornai, di operai edili, se ci fossero le miniere, di minatori, di raccoglitori di pomodori... no quelli ci sono ed immagino anche il perché. Del resto non è solo il male di una sola branca di lavoro, ma dell'intera società di oggi. Potrei prendere in esame (conoscendo il settore) e partire per un interminabile viaggio dei lavori che nessuno vogliono fare, proprio da quella che vende certe notizie. E qui la manod'opera la trovi perchè stai seduto davanti al PC e quantomeno non rischi la vita. Una branca destinata e costretta a pubblicare senza indagare chi sono e perché certa filibusteria mette in circolazione certe notizie. Il giornalismo precario, non può, come sarebbe giusto ed auspicabile che facesse costruirci su un'inchiesta riuscendo magari a farsi assumere in questi lavori che nessuno "vuole" fare, analizzando de visu se il gioco vale la candela, se le regole vengono seguite, se ci sono i controllori affinché queste siano attuate. Invece basta il copia incolla di una lettera, qualche aggettivo, cambiato in modo di farci due o tre "articoletti", una serie di persone che leggono solo il titolo sui vari social e mettano l'avallo con il loro "Like" ed il gioco è fatto. Si, l'obiettivo è quello solo ed anche oramai sputtanato: abbassare i costi scannandoci magari tra noi (in senso generale) morti di fame. E non prendiamocela di certo con chi ci riporta o pubblica queste notizie, perché anch'essi fanno parte dei lavoratori con la puzza sotto il naso e che sono retribuiti (ma che dico retribuiti... elemosinati ), ma prima aggiungo lo scudo del "non lo fan tutti" e del "non facciamo di tutta l'erba un fascio", con 2/3/4 € a pezzo ed in nero !! L'unica speranza che resta è quella che prima o poi, come dimostrato nei corsi e purtroppo ricorsi della storia, tutti i nodi vengano al pettine e che chi deve pagare paghi (in tutti i sensi). Disgraziatamente l'uomo ha la mente labile... e terminata una rivoluzione (di qualunque tipo sia) cadute le teste (in senso fisico che morale), terminata l'euforia della festa, già si dovrebbe riprogettare quella nuova...









di Franco Giannini

domenica 30 dicembre 2018

L'Anno che verrà ...

... sarà,... sarà... sarà, quello che so di certo è che sarà di 365 giorni e che per noi italiani (almeno la maggior parte) sarà (purtroppo) da vivere nel nostro Paese...

Si dice che diventando vecchi, si divenga più saggi. Non so se ciò sia vero, so solamente (ma nel mio caso ne ho la certezza) che per ottemperare la saggezza devi contare fino a dieci e poi trattenerti dal dire ciò che pensi. Ma così facendo passi dalla riva della sincerità all'altra sponda: quella della falsità. Tanto che io, oggi, mi ritrovo, per ovviare di guardarmi allo specchio ogni mattina quando mi faccio la barba con una certa dose di schifo di aver trovato quale sanatoria del guardarmi allo specchio con minor frequenza. Ovvero ho deciso di radermi un giorno si ed uno (o anche due) no.
Domani sarà l'ultimo giorno di un altro di quegli ennesimi anni da tempo carichi di disgrazie, di miseria, di asti e di rancori.
Gli unici anni che non sono stati di questo tenore, almeno per il sottoscritto, sono quelli che non ricordo, vista la mia tenera età di allora.
Ed allora leggere già da qualche giorno quante siano le persone che sembrano essere in gara per guadagnarsi il maggior numero di like con la frase o il disegno animato di Buon Anno, non mi entusiasma gran che, al più, lasciatemelo dire e mi guadagnerò il potermi radere domani, mi rattristiscono.
Del resto però, seppur le statistiche hanno la veridicità del pollo di Trilussa, vedo che sono in buona compagnia. A chi vorrà sapere di più su questo mia asserzione dovrà leggersi il contenuto di questo link che descrive il club dei pessimisti. Anche se io mi escluderei da quel terzo posto ufficiale, ma mi sentirei di occupare il primo gradino del podio di questa statistica.
Non credo di essere assolutamente uno iettatore, ma più semplicemente un italiano che vive in Italia, Paese dove fare previsioni di catastrofi di ogni tipo (comunque quindi realtà non ottimistiche) è la cosa più semplice da prevedere e senza indossare le vesti di Cassandra.
Quindi fare Auguri a chi e per che cosa? 
Già il fatto che si scriva o si legga, per chi ama la vita (non è il mio caso) è già un successo di cui dovrebbe accontentarsi. Chi ha un lavoro che se lo tenesse stretto. Chi ha una salute discreta è un gran fortunato che non deve chiedere nulla. Chi economicamente "sopravvive" si guardasse alle spalle ed osservasse chi sta peggio. Non sono di certo degli Auguri, quindi i miei, sono solo consigli per sopravvivere che si osservavano ai tempi fortunatamente andati. Mai guardare chi stava meglio... sarebbe stata solo invidia. Accontentarsi dunque !! 
A disoccupati, malati, indigenti, che dire... visto come tutto sta andando in una strada stretta malmessa e senza  illuminazione (alla faccia del leggendario lumino, oramai stagionato come un buon vino DOC d'annata, in fondo al tunnel), fare loro auguri di che cosa? in un'Italia gattopardesca dove tutto cambia per restare com'era? Mi puzzerebbe o mi puzza tanto sia di una (involontaria, incosciente) presa per i fondelli sia di un gesto di bontà (lodevole quanto si vuole) seppur inutile !! Al più, allora, il grido di "Si salvi chi può" attaccandosi se non agli auguri alla scaramanzia del "non è vero, ma ci credo" 








di Franco Giannini   

martedì 25 dicembre 2018

Passaggio di consegne nel Taekwondo Senigagliese…

... e non di certo dovuto alla "classica" crisi del "7° anno"!

Era il 4 Marzo del 2011 quando sulle pagine dell’allora 60019.it 
(http://www.senigallianotizie.it/1298892061/volti-e-nomi-di-senigallia-celebri-ma-modesti-n11-christian-magnoni) (oggi SenigalliaNotizie.it ) scrivevo :”La location dell’incontro è la palestra Perticari e l’oggetto del colloquio dovrebbe essere un’intervista. Ma quello che viene fuori è più l’immagine dell’amore verso uno sport e di quella Società sportiva che l’ha visto nascere e divenire atleta ed ora lo vede nei panni di istruttore e divulgatore. Lui è Christian Magnoni … Cintura Nera 2° Dan (successivamnte si è poi guadagnato i galloni del 3° e 4° Dan). Pizzetto, baffi, mosca, capelli raccolti in una specie di chignon, fisico asciutto e nervoso da atleta, portamento eretto, me lo fanno apparire come una via di mezzo tra l’eroe di Dumas, D’Artagnan, e uno dei misteriosi Samurai di Akiro Kurosawa…“. E’ passata un po’ d’acqua sotto i ponti, ed infatti eccomi a riparlarne, ma per un altro motivo.
Si sa che prima o poi, queste discipline sportive definite (immeritatamente) minori e non certo per la qualità del gesto sportivo, ma solo perchè alle loro spalle non gira quella certa ricca – troppo – tipologia di business (tanto cara invece quando sono i palloni gli attrezzi principali), ti obbligano a determinate precise ed a volte dolorose scelte che ti consentano di intraprendere una seria ed onesta vita lavorativa che magari ti permetta anche di gettare le basi per la costruzione di una famiglia. E ci si ricorda, passatemi la polemica, di questi ragazzi ai mondiali o alle Olimpiadi e solo se salgono sui gradini del podio.
Gestire la scuola di Taekwondo Senigallia, facendosi quasi 150 km due o tre volte alla settimana da Fabriano alla Spiaggia di Velluto, dopo aver passato anche una notte lavorativa, non per divertirsi, nel suo Pub, non era quello che si definisce proprio una passeggiata. Da qui, quindi, la dolorosa decisione o di arrendersi (ma dal vocabolario di questi novelli samurai sembra che la parola non esista) o di trovare una società disposta ad assumerne l’eredità. La passione, l’amore verso questo sport, l’affetto che lo legava ai suoi ragazzi e ragazze, ha fatto si che la scelta sia caduta sul cercare una Società portatrice degli stessi geni e che con egual passione si sarebbe fatta promotrice della continuazione del suo lavoro. Un lavoro che visto come era stato svolto con infinito sacrificio, una massicia dose di umiltà nonchè un palmares di discreti risultati, non poteva di certo essere gettato alle ortiche.
PUBBLICITÀ
Dopo vari sondaggi Christian è riuscito, con la sua caparbia, a trovare l’anello giusto atto a proseguire la sua catena: l’ Associazione Sportiva Taekwondo Olympic Ancona (http://www.tkdolympicancona.it/tkd.html) fondata e diretta dal Maestro Paolo Barboni (e non certo per caso: una cintura nera 6° Dan) (http://www.tkdolympicancona.it/societa.html) nel 2009 che ha accettato di creare una Sede distaccata nella palestra storica del Liceo Perticari senigagliese, affidandola, com’è giusto che sia, alle cure di un’altra cintura nera (4° Dan) l’atleta ed allenatrice Sarah Zannini. Titolata anch’ella, seppur mi sono ripromesso di evitare di elencare il suo lungo palmares, “dimenticanza” voluta, dalla quale sicuramente Sarah mi assolverà sorridendo, conoscendone timidezza e modestia.
Si è passati così dall’autorevole e seriosa personalità di Christian, atleta moro, dalle solide nodose mani capaci di spaccare in esibizione, tavolette di legno, alle fattezze più delicate, quasi gentilizie (ma mai lasciarsi ingannare dalle apparenze di chi pratica queste discipline orientali) di Sarah, quasi una sorellina maggiore, biondina e con gli occhi azzurri.
Concedetemi una battuta che so di potermi permettere, conoscendolo, e sapendo che anche Christian ci riderà su: si è passati così, senza colpo ferrire dalla “bestia” (intesa come combattente) alla “bella” (allenatrice).
Se Christian in 7 anni era riuscito a portare con la sua costanza, le sue capacità, con il suo amore per questo sport, la sua squadra dai 4 elementi iniziali ad oltre 30, Sarah non è stata da meno. Infatti non appena si è venuti a conoscenza che Christian sarebbe stato costretto a fare un passo indietro e quindi ad abbandonare i suoi ragazzi, alcuni, anzi parecchi, suoi discepoli, non conoscendone a fondo il suo indomito carattere e la sua nobile anima di chi non si arrende tanto facilmente, non gli hanno dato tempo prendendo altre strade.
Ma come dicevo, Sarah, coadiuvata da una componente storica della “Scuola” di Taekwondo Senigagliese (diamo a Cesare quel che è di Cesare) ovvero Oriana Scarponi, lei stessa adulta-sportiva-praticante, ha fatto squillare il richiamo del “Torna a casa Lassie” ed in una frazione di tempo limitata, la palestra si è nuovamente (ri)popolata di una quindicina di elementi dai più piccoli ad alcuni adulti. E sono convintissimo che tanti altri richiamati dal passa parola, si aggiungeranno per allungare le file della nuova squadra.
Il taekwondo, come ben si sa, è uno sport che nasce in Corea e che abbina oltre alla tecniche di difesa personale quelle di filosofia e meditazione. Quindi è la chiave concreta che avalla la frase ricorrente del “mens sana in corpore sano”.
Ecco che allora in fase di passaggio delle consegne si è voluto aggiungere una ciliegina alla torta quasi a completamento della frase di cui sopra, inserendo una novità o meglio un’ utile novità che approfondisse quel “corpore sano” :la figura del Biologo Nutrizionista.
Una persona, meglio dire un preparato professionista, che valuterà il fabbisogno nutritivo ed energetico della persona in esame.
Chi si è assunta tale importante responsabilità e compito, nel nostro caso, è la dr.ssa Sofia Giordani, senigagliese, che diplomatasi al Liceo Perticari (respira quindi doppia aria di casa) ha conseguito dapprima la laurea in Scienze Biologiche con un 110/110 all’ Università Politecnica delle Marche per poi successivamente trasferirsi in quella di Pisa onde ha ottenuto un’ulteriore Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana guadagnandosi anche lì, un’altra lode.
Iscritta all’albo dei Biologi, attualmente frequenta la Scuola di Alta Formazione specializzata nella nutrizione e supplementazione alimentare in ambito sportivo SANIS, organizzata da ESNS European Sport Nutrition Society, presso la sede di Ancona.
Una professionista dal gran bagaglio tecnico che si è resa disponibile ad offrire gratuitamente, a tutti gli atleti partecipanti alla scuola Taekwondo senigagliese ed ai loro famigliari-accompagnatori, i giusti consigli legati all’alimentazione e non solo.
Attualmente i Corsi nella Sede di Senigallia, sempre nella palestra del Liceo Perticari, si svolgono il lunedì e giovedì a partire dalle ore 16,30 per terminare alle 18,30
Giunto a questo punto non mi rimane, visto anche il periodo di festività, che augurare ai lettori, agli atleti, agli allenatori, i più sentiti auguri di serene festività. Un AUGURIO molto particolareva invece sia alla persona che alla sua nuova attività lavorativa di Christian Magnoni, unitamente ai RINGRAZIAMENTI che i suoi ragazzi non si stancheranno mai di inviargli e che attraverso chi scrive, intendono far arrivare al loro “maestro”che non lo è stato solo di Taekwondo, ma anche di vita.
Alla “Sede distaccata Senigagliese” invece, gli AUGURI particolari che il Nuovo Anno porti nuova giovane linfa (ma sappiate che anche gli adulti sono graditi e non poco) destinata ad allargare l’organico dell’attuale squadra.








di Franco Giannini

martedì 11 dicembre 2018

E se partissimo da questa foto...

... prima di dire che " Siamo Tutti Colpevoli ?? "

Prima di cominciare a scrivere queste mie osservazioni, mi sono chiesto se non stessi facendo cosa sbagliata, dal momento che ancora le vittime di questa tragedia giacciono su di una piana di marmo in attesa di un probabile esame autoptico. Sarà anche un errore il mio, ma in verità è che poi a funerali avvenuti, l'esperienza mi insegna, che questo caso verrà archiviato (come altri di cui non ricordiamo neppure nomi, fatti e condanne) in quel voluminoso tomo del dimenticatoio come è usa purtroppo fare la nostra editrice: l'Italica Abitudine.  
Ed i sintomi di questo mio dubbio è dettato dal fatto che già sul dramma se ne sta sovrapponendo un altro che se non gravissimo è altre sì preoccupante: quello di affibbiare la colpa generica a tutti, con lo scopo finale che non lo sia (o possa sembrare) di nessuno.
Da uomo della strada, consapevole di non possedere di certo la chiave per la risoluzione definitiva di certi drammatici episodi, a stento riesco a condividere che la colpa sia di tutti o quanto meno della stessa gravità per tutti. Come pure mi sembra assurdo dover ascoltare personaggi pubblici e con responsabilità sulle loro spalle che ci vengono a dire che i controlli (forse) non hanno risposto alle procedure come la Legge prescrive. Evidentemente costoro erano assenti allora, come lo sono anche oggi. E' un po' mettere le mai avanti nel timore di battere il viso sul selciato. Riconoscere tacitamente le proprie colpe, senza però ammetterle.
E sembra quasi che costoro confermino il detto "chi si scusa si accusa" quando si leggono  le loro solite patetiche frasi di circostanza quali "dico ciò, perché simili episodi non si abbiano a ripetere", oppure "servono delle nuove leggi".
E forse quest'ultima richiesta, nuove leggi, uscita poi dalla bocca di parlamentari, indigna ancora maggiormente.
Se non si possono far partecipare o presenziare dei minorenni dopo la mezzanotte a programmi televisivi, al coperto, con un servizio di prevenzione di ogni tipo, mi domando e domando a chi ne sa sicuramente più di me, a quei signori che con tanto di titolo di On. o Sen. o di qualsiasi altro previsto dalle Amministrazioni locali, perché sia possibile farlo fare a figli e nipoti in queste roulette russe mascherate da spettacoli e gestite da individui che rocambolescamente cavalcano la legalità in equilibrio sulla lama di coltello. La mia carta d'identità mi permette di ritornare indietro negli anni 60/70 quando a Senigallia i giovanissimi andavano a ballare al Karibù o al Maurizius se non perfino alla Rotonda, ma di pomeriggio, subito dopo appena pranzato. Ed alla sera era difficile staccarsi dagli amici ed ancor più dalle amiche, ma si ritornava a casa per cenare, evitando ai nostri genitori nottate in bianco attendendo, come oggi, quella chiave che venga inserita nella toppa. E non mi si venga a dire che oggi sono altri tempi e che la colpa è dei genitori che non sanno dire o non vogliono dire di no. Così non fai. Se solo si facesse rispettare quella legge che i minorenni non possono partecipare a trasmissioni televisive oltre le 24. Non conosco ad litteram la legge, e se c'è qualche scappatoia da togliere per renderla più ferrea. Ma che quei personaggi che richiedono nuove leggi, sappiano che già esiste ed al più sarà da perfezionare, anche perché potrebbe aiutarli a dormire (si anche a loro) sonni più tranquilli sia che abbiano o non abbiano figli. Difficile, allora, nascondere in famiglia che avevi bevuto, perché dalle 14 alle 19 la sbornia non faceva a tempo a passare, cosa più facile al giorno d'oggi quando cominciano a bere (seppur 14/15enni perché per il gestore pecunia non olet e non lo vieta come invece dovrebbe) alle 23/24 per terminare alle 3 del mattino e se le gambe reggono infilarsi a letto ed alzarsi magari per l'ora di pranzo adducendo che il viso affranto è dovuto solo al "quanto ce semo divertiti".
Troppo facile e falso, per quei adulatori del siamo tutti colpevoli, quando ci si imbatte in questi casi dolorosi, cercare una spalla pietosa che mescoli un po' le carte come quelle di psicologi, psichiatri, sociologi che giustamente da studiosi del problema, lo prendono assai alla larga, partendo da Adamo ed Eva, toccando gli insegnamenti che la famiglia dava ieri e da oggi, la valutazione genitoriale del proibire o del concedere, la richiesta sociale del tutto e subito, del come non far sembrare un ragazzo inferiore al suo coetaneo perché privo di motorino o telefonino. Che poi alla fin dei conti mette sempre in esame l'abilità educativa del genitore. 
Giunto a questo punto, qualcuno si chiederà, ma tu che faresti ? Io sono anziano e non certo psico qualche cosa, ma ritengo che le cose devono essere modificate seguendo le esigenze dei tempi, seppur non di certo stravolte o cancellate. Se un genitore dice NO oggi è (può apparire!!) un genitore cattivo; ieri non discutevi, mettevi la coda tra le gambe ed accettavi in silenzio. Oggi dire di NO implica problemi che solo, a quel che sembra, la psicologia e Telefono Azzurro, possono risolvere. Ed allora avere una Legge che vieti di fare le "orine" a chi ha neppure 16 anni ( che rischiano quello che rischiano) affianchi così il NO dei genitori, credo che sia un rafforzativo salutare per tutti. Ma, attenzione, il mio è solo un giudizio di  un vecchio !!








di Franco Giannini

domenica 9 dicembre 2018

Vite spezzate !!

... fiori recisi in una notte, prima che l'alba facesse dischiudere i loro petali...

Il fatto che sia qui a scrivere, mi fa pensare a quanto la fortuna mi abbia favorito. 
Si perché, di fortuna se son qui, si è solo trattato.
Analizzandomi a freddo ed a distanza di tanto tempo, posso dire che non sono mai andato in discoteca, non ho mai assunto droghe, ne pesanti e neppure leggere, non ho mai fumato, non mi sono mai ubriacato, ma con questo non mi reputo di certo un santo, tutt'altro, anzi nell'eventualità di un analisi fatta oggi, posso dire che allora ero un emarginato del mondo giovanile, un rincoglionito Però che posso dire, ad esempio, che ho fatto "cazzate" con le auto, mi tuffavo dagli scogli del Passetto per fare il "bello" e se sono qui a raccontarlo non è perché ero un "bravo ragazzo", ma solo perché la fortuna ha girato sempre a mio favore. Avevo timore dei miei genitori, come lo avevano  un po' tutti i miei coetanei, perché i tempi erano diversi e certi principi dovevano essere seguiti, perchè ancora non c'erano i psicologi o telefono azzurro a difenderci e le sberle arrivavano frequenti. Ma  ripensando che a scuola andavo male eppur non avevo paura delle sberle che prendevo, mi fa dire che se non andavo in discoteca o che bevevo, non era dovuto al timore delle rappresaglie casarecce. Quindi era solo una mia scelta e non un merito esclusivo dei miei genitori.
Oggi dopo la disgrazia di Corinaldo, dove in discoteca hanno perduto la vita cinque giovani il cui più "vecchio" aveva 16 anni più una mamma di 39 che aveva accompagnato con il marito, la figlia undicenne ad un concerto (che concerto poi noi non era se non una comparsata di pochi minuti), le colpe vengono analizzate approfonditamente sulle pagine (almeno io ho veduto quelle degli "amici" locali) del solito Facebook, dove centinaia di persone salgono sulla balconata dei giudici minacciandola di farla crollare (anche questa) con il peso delle stupidaggini contenute in post di tre righe (quelli più acculturati). 
Italianamente i tuttologi si schierano nelle solite due curve da tifoseria che come queste sono solitamente, poco obiettive o meglio spesso affatto obiettive. Non si analizza serenamente, con il cuore e la testa, bensì con il solo obiettivo che è quello del record del numero dei like, 
Le maggiori cause della disgrazia credo di poter pensare siano ben evidenti, sono state due, a cui poi si possono anche aggiungerne altre di carattere più sociale e colpiscono purtroppo i nostri tempi : la prima, l'imbecillità o meglio la delinquenza da ladri di galline (perché altro non sono che ladri) di chi ha creato il panico con lo spruzzare dello spray al peperoncino allo scopo di rubare telefoni, portafogli, oggettini preziosi, magari da scambiare poi con dosi di droga. La seconda, il problema della mancanza di sicurezza. Punto !
Se non ci fosse stato inizialmente l'atto dello stronzo, scusatemi se uso un termine troppo nobile per un simile individuo e se la sicurezza avesse funzionato a dovere, queste sei vite ancora sarebbero tra noi. 
Leggo invece su FB che invece di mettere alla gogna principalmente questi responsabili primari ci si arrischia in pericolose arrampicate su specchi unti, atteggiandosi in novelli psicologi umilmente dotati di quel dono dell'infallibilità che oggi mette in dubbio anche il Papa, che nulla hanno a che fare con la tragedia.
Le colpe sono quasi di quei ragazzini che a quindici anni vanno in discoteca da soli, il che porta a criticare i genitori che non li accompagnano. Se poi ci vanno accompagnati la colpa allora è dei genitori che ce li accompagnano. Il che cosa concedere ed il che cosa proibire. Non parliamo poi quando si arriva a giudicare (a voler giudicare!) la tipologia di musica o dell'artista. 
Oddio, anche io potrei asserire che la musica che si sarebbe dovuta suonare in quel locale, è lontana dai miei gusti personali, ma non faccio testo, anzi mi chiedo se non lo sia perché è distante dai loro 14 anni che questi ragazzini hanno rispetto la mia di vecchio rimbecillito. 
Se poi andiamo a leggere ed analizzare le parole volgari (anche io non condivido la volgarità, il sessismo, l'esaltazione alle droghe) contenute nelle canzoni che il rap-trapper e vogliamo farle passare per colpe della disgrazia, beh, credo che qualcuno dei commentatori, debba ricorrere, lui si, a qualche strizzacervelli, ma bravo eh ! Altro discorso è proibirne la pubblicazione, ma il discorso porterebbe fuori del tema a cui si potrebbe legare allora quello del costume...
Anche ai miei tempi c'erano le discoteche e ricordo se non vado errato che il Piper di Roma era degli anni '60 e la cantante del tempo che ivi si esibiva era Patty Pravo. Anche allora si beveva, si fumava, si faceva altro... ed anche allora erano i "vecchi" che criticavano preannunciando(ci) "... ma de stu passo in du andremo a finì!". Ecco ... appunto qui dove siamo arrivati oggi, cari signore e signori. Un mondo dove etica, educazione, buon senso, rispetto, onestà, gentilezza, modestia e potrei dilungarmi, sono termini sconosciuti, che rendono, ogni giorno che passa, più difficile vivervi.
Però tutt'altra cosa è fare un' analisi del mondo incivile in cui nuotiamo ed altro è incolpare di queste morti in cui i veri  responsabili possono contarsi sulle dita di una mano. 
Responsabili, che nel mondo purtroppo corrotto e nel contempo "buonista" (mi chiedo se non sia un altro difetto odierno)  egoista e legato al Dio quattrino, cui sopra parlavo come principali colpevoli, eviteranno le patrie galere, perché il loro non verrà considerato un omicidio volontario (nessuno ha sparato mirando al cuore), bensì come già si sussurra (seppur il processo, mettiamo la solita formuletta che ci fa tutti più obiettivi, si fa nelle aule giudiziarie e nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio) bensì preterintenzionale o colposo. Da sperare è solo che abbiano una coscienza che fino al resto dei loro giorni li perseguiti ricordando il loro reato.
Sarebbe ciò, veramente biasimevole, come lo sarebbe se malgrado il ripetersi delle frasi di circostanza "che non si debba ripetersi ancora simili morti", nessuno controllasse, a partire da oggi, se nei luoghi di ritrovo "sicuri" dove l'abitabilità è di 100, in caso di concerti o interventi di Vip, il numero di presenze dovrebbe essere ridimensionato, in nome della Sicurezza, fregandosene di quello dell'interesse, a 50.
Vogliamo poi parlare di Controlli e di Controllori... ma meglio di no, sappiamo tutti del resto come funzionano oggi... speriamo solo, è l'unica cosa che ci resta, che domani siano "più" migliori.








di Franco Giannini

venerdì 9 novembre 2018

Noooo !!!! tra 45 giorni è già Natale un'altra volta !!!

... ma che palle !!! 

Sarà meglio, vista la particolare religiosità della festa, che precisi che esse sono solo intese rigorosamente come primario addobbo natalizio annunciatore di tanta serena felicità.
Però poi se penso che mancano solo 45 giorni a Natale (festa esclusiva che dovrebbe essere sentita nel suo vero valore effettivo che è quello religioso dai soli Credenti VERI e PRATICANTI), non me se ne voglia, ma io mi intristisco. Per fortuna però che io, con il passare degli anni e divenendo sempre più scorbutico ed insofferente, ho imparato a contare solo (al momento della scrittura ancora 58)  quelli che restano per riportarmi alla normalità di tutti i giorni... che visti i tempi che viviamo, non è che sia poi una gran cosa, ma almeno, lasciatemelo dire, non c'è la falsità pressoché obbligatoria (quasi a discolpa per non sentirti fuori corso) del buonismo e consumismo obbligatorio ad orologeria !!
Il Natale da Festa religiosa, nel corso dei secoli, si è mutata in una corsa consumistica, valida se non per risollevare le anime di tutti noi poveri peccatori, almeno quella del motore economico. 
Oddio, per un Paese come il nostro, abitazione di tutti noi componenti della sua famiglia, con le pezze al culo e pieno di debiti (salvo l'eccezione di alcuni fortunati venuti al mondo con la camicia), questo consumismo dovrebbe essere ben pensato e gestito per le necessità della sopravvivenza.
Invece con l'andar dei secoli (del resto noi siamo stati e continuiamo ad esserlo un popolo di sfigati  e masochisti) l'unica cosa che siamo riusciti a modificare è stata quella di credere che  il significato del termine necessità e quello di esigenza siano gli stessi.
Ecco che allora il Natale da festa Sacra è divenuta Profana, da un consumismo atto a soddisfare impellenti necessità si è passati a quello voluttuario dell'esigenza del non essere, bensì dell'apparire.
E si che le tredicesime erano state a suo tempo, una conquista dei lavoratori, affinché potessero almeno a Natale, acquistare un paio nuovo di pantaloni passando i vecchi con le pezze, ai figli minori, con l'intervento di un sarto che allora "rigirava" le pezze ed anche a lui la festività riempiva il piatto. Poi, qualcuno ha pensato che scimmiottando i nati con la camicia di cui parlavo sopra, avrebbero raggiunto gli agi di questa classe sociale. Allora su richiesta dei creatori del consumismo (gli industriali) supportati sulle ali di una Pubblicità sempre più assillante, venne coniata la parola esigenza. Ed allora non fu più sufficiente cambiare i pantaloni, ma questi dovevano portare il marchio  del momento decantato dalla Pubblicità. Oggi non si parla più neppure di marchio (sa di vecchio, di stantio, di superato ecchecavolo), bensì di Griffe, e solo perché il termine straniero fa più "figo". 
Ma la colpa di tutto questo, alla fin fine, lo sapete di chi è ?? Nooo... allora ve lo dico io!
La colpa è dei bambini... Si perché la Festa di Natale è loro (VERO o meglio DOVREBBE essere la loro!!). La festa di Natale del resto non la si fa per loro? Che rispondere se non con un patetico SI giusto perché è festa, ed è la festa che ci porta ad essere tutti più buoni (o Falsi ?).
Si acquistano giocattoli super accessoriati e dal costo esorbitante, solo perché piacciono ai genitori che sanno a priori che ci giocheranno loro vista la difficoltà dell'uso e che magari s'incazz.... se i piccoli glieli dovessero rompere per vedere quello che c'è dentro. 
Si fa festa facendo le orine, ma i bimbi alle 22 devono andare a nanna, perché questa è la regola (giusta nei giornali normali... ma una eccezione...), ma in verità perché scassano quelle famose palle (degli addobbi di cui accennavo a priori). 
Si, i bimbi vorrebbero i dolci, ma fanno male, seppur li si comprano ma perché i genitori sono adulti e loro si lavano poi i denti senza fare storie.
Si potrebbe andare tutti al ristorante, ma invece i bimbi, uno dorme, l'altro ha la diarrea, uno vuole il giocattolo che solo il papà può far partire ed il genitore attualmente sta analizzando il nuovo Smart che gli ha regalato mamma e che a sua volta è impegnata a studiare all'uso del Tablet che il compagno le ha consegnato nella scatola legata con il fiocco rosso.
Si, si fa per loro l'Albero di Natale, seppur si implora poi di stare alla larga, perché se cade un addobbo, si rompono poi sempre quelle già menzionate "palle festive" impegnate a dover spazzare i cocci...
Si, sempre per loro si fa anche il Presepio, ma stanno sempre lì a toccare le statuine e ... noi a rimetterle a posto, mentre magari suona il telefono e arriva il selfie  di qualcuno che ci ha anticipati, con il viso sorridente, la linguaccia e nello sfondo l'albero...
Si, la festa è dei bimbi, che però avendo anche quell'altra della Epifania, che lasciassero ai grandi (papà mamma e i loro amici) di godersi almeno la Festa dell'ultimo dell'anno... in cui giungi al cenone ed al trenino brasiliano di mezzanotte, come uno zombi, stanchi come solo può esserlo chi ha fatto stressanti acquisti di fine anno curando l'abbigliamento per la notte del 31 non dimenticando le mutande rosse, poi le corse dai coiffeurs, le telefonate importanti con gli amici con la frase storica :" ... ohh allora? Cosa si fa? Dove andiamo? Ahh...c'è anche lia... (siamo sotto le feste di Natale !!) ... noo mejo sto a casa allora e me sopporto i mj soceri con i mj fioli...). Due consigli per un Natale sereno (?), pensate quello che volete, ma democrestianamente tenetevelo per voi e scegliete come interlocutori possibilmente i bambini !! Io, intanto, per evitare di essere più falso di quello che mi sono già imposto a tutt'oggic, il giorno prima del fatico 25, spengnerò il telefono. Però qui, come faccio a non sussurrare "Evviva il Natale" ?? !!!







di Franco Giannini

lunedì 5 novembre 2018

Piove,... Governo voglio sperare da...

... ladro a furbo, meglio ancora se intelligente... mahhh...!!!


Vi ricordate i famosi “Nevoni” contrassegnati dall'anno in cui sono avvenuti? Ebbene io rammento come immediatamente (o quasi) i Sindaci organizzavano squadre di spalatori per pulire le strade dal ghiaccio.
Ricordate il crollo della diga del Vajont, in cui immediatamente scattavano i soccorsi basati oltre che sui soliti VF (osannati ogni qualvolta al bisogno e dimenticati il giorno a seguire per non rispolverare il problema economico!) sulle truppe di Alpini locate nelle caserme confinanti quel territorio.
Devo ricordare il Polesine o l'alluvione di Firenze per far presente come fossero intervenute le forze armate sia nel numero che velocemente, perché allora dislocate dentro le caserme in modo più fitto di quello attuale nel lungo stivale ?
Bene, anzi male, visto i morti ed i danni di quest'ultima settimana ed ancora le ferite non rimarginate dei vari terremoti. Ecco che allora mi augurerei che questo GOVERNO si facesse furbo ed approfittasse di questa catastrofica sfiga, in un evento economicamente fortunato per far ripartire l'economia con nuovi posti di lavoro.
Immediatamente, i sindaci delle località colpite dovrebbero quindi, richiamare tutti i disoccupati e dare loro opportunità di lavoro: dallo spalare il fango, togliere i detriti, a lavori più qualificati a seconda delle loro specifiche mansioni come il sopralluogo e la possibile abitabilità o meno (per ingegneri e geometri) delle case accidentate.
Stilare una lista di ditte (immediatamente e possibilmente non grosse escludendo drasticamente i Sub-appalti) per i lavori a breve e medio termine (e per medio intendo sei mesi al massimo!). Contributi attraverso buoni di acquisto alle famiglie per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, nelle ditte con cui lo Stato abbia stipulato accordi con prezzi vantaggiosi sia per l'acquirente che per chi acquista (Ditte straniere escluse se queste non operano in Italia). Per gli interventi come il MOSE, iniziato nel 2003 e che ancora non è terminato e che si pensa non risolverà nulla, stendiamo un velo pietoso e i credenti preghino sperando in miracoli. Seppur sembra che anche il Padre Eterno si sia stancato di intervenire.
Sparare milioni, facendoli passare attraverso Regioni, province e comuni, significa che o questi non arriveranno mai e si perderanno negli innumerevoli meandri della politica amministrativa... o se nella migliore delle ipotesi dovessero arrivare, gli attuali neonati, saranno, nel frattempo, diventati maggiorenni.
Io lo voglio sperare, ma credo che invece, ancora per l'ennesima volta, si tornerà a parlare, parlare, parlare ancora di prevenzione come della scoperta dell'acqua calda e magari, nel mentre se ne parla, si torni a rituffarsi nell'acqua bollente, seppur timorosi di quella fredda.
E si, perché l'Italia, il famoso Bel Paese, altro non è che una nazione in cui la cosa che sappiamo realmente fare con indiscussa velocità è la sostituzione delle terminologie. Dopo il “geniale” Petaloso, ecco che la Treccani conia lo “stupendo” termine di Tottilatria.
Ecco che allora, i poveri intellettuali politici messi lì a salvaguardia delle strade (ed anche male in arnese viste le buche incolmabili) e non solo, hanno sostituito via via al termine “Intense precipitazioni” quello più allarmistico di “Bomba d'acqua”, allo “straripamento” di un corso d'acqua, quello più esotico e meno conosciuto da molti di “Esondazione”. La frana è divenuta smottamento, inondazione è diventata allagamento, le raffiche violente di vento sono cambiate in trombe d'aria o marine se queste si spostano sulla costa o sul mare, la valanga può prendere l nome di slavina, il terremoto di sismicità, ma alla fin fine se non è zuppa è pan bagnato. Per chi vi è coinvolto fisicamente è e resterà sempre una tragedia, mentre per coloro che lo sono, ma in maniera amministrativa, il cambiamento del termine è opportuno in quanto potrebbe fungere da “parafulmine” in merito alle loro responsabilità.
Poi oggi tutto è diventato “Eccezionale”, “Inaspettato”, “Improvviso”, ed effettivamente non è che non lo sia, ma il piangersi addosso sempre mentre si piglia la pillola del giorno dopo, lascia schifati e con l'amaro in bocca.
I comunicati stampa che dovrebbero avere lo scopo di salvaguardare le popolazioni dai cambiamenti meteorologici previsti 24 ore prima e classificati con un colore che va dal giallo al rosso suonano spesso come l'urlo di “al lupo al lupo”, perché poi l'evento non si verifica, o se si verificasse l'avviso è “rosso”, l'alternativa sarebbe (per chi crede) pregare raccomandando l'anima a Dio o sperando che i meteorologi, per l'ennesima volta, si sbaglino ancora.






di Franco Giannini

lunedì 10 settembre 2018

Recita così il terzo comandamento: Ricordati di Santificare le Feste...

... ma dovrebbe continuare con un "se faccio peccato non santificandole, almeno che questo mi venga ripagato con la vil (ma indispensabile) moneta".

Con la disoccupazione che regna sovrana  nel nostro Paese non credo proprio che ci siano individui disposti a non lavorare nei giorni festivi, per stare più vicini alla famiglia; magari con la prospettiva futura, se la ditta dovesse chiudere e licenziare, (come minacciano) di restare con i suoi cari, per lungo tempo e con la prospettiva poco allegra di fare fori sulla cinghia dei pantaloni. 
Oddio, di persone "insane" di mente con le "schiene da violino" (vagabondi) ce ne sono, ma sono un'esigua minoranza che neppure fa testo. 
Per carità quindi, non tiriamo in ballo come prima causa la NON volontà di lavorare. 
Ci sono Camerieri, Infermieri, Medici, Forze dell'Ordine, addetti agli alti forni, Protezione Civile, ecc. ecc. che hanno scelto quel mestiere e mai, credo, che abbiano sollevato questa tipologia di problema. Del resto ci sono i "Turni" che servono o dovrebbero servire a risolvere  il mugugno del "Oh ma sempre io quando è Festa !!" 
Il problema credo quindi che non stia sul problema della Festa SI o della Festa NO, dello stare vicino alla Famiglia o l'essere sempre assente. Il problema credo invece sia cancrenizzato tutto nella remunerazione.  Del resto il dio quattrino è quello che oggi, manda avanti il mondo, in maniera, a mio avviso, indecente, egoistica e chi più ne ha più ne metta.
Se prendo 10 € all'ora e lavoro in un giorno festivo, devo avere un supplemento per la festività, se poi faccio delle ore straordinarie in quei giorni segnati in rosso sul calendario, mi si deve pagare  con un "Straordinario o Festivo" oppure ci deve essere un tur-over  utilizzando una normale turnazione. 
Se il datore di lavoro preferisce aprire il portafoglio, per gli addetti al commercio, grosso modo (poi ci sono i contratti che variano da ditta a ditta e magari con clausole aggiuntive), a quei 10 € andrebbero aggiunti: un 15% per lo straordinario prestato dalla 41°ma alla 48°ma ora settimanale, un 20% sulle ore di straordinario che superassero le 48, un 50 %  sugli straordinari notturni, un 30% sugli straordinari festivi. Il numero degli straordinari dovrebbe essere sempre pattuito prima dai responsabili dell'Esercizio Commerciale con i Sindacati di Categoria, 
Certo è, invece, che con nessun vantaggio sulla busta paga, per una volta ci può godere anche una vecchia, ma poi alla fine sbotta con il dire "sarò anche vecchia, ma non sono ancora scema!". 
Ecco che allora i grossi complessi commerciali (Supermarcati-Iper) sparano sul fatto (meglio sarebbe dire minacciano) che non c'è gente disposta a lavorare nei giorni festivi, sollevando il dubbio che si tratti solo di mancanza di voglia di lavorare e che quindi sono costretti a ridurre i posti di lavoro. Gente falsa, bugiarda senza sentimenti, con il complesso della tasca a "garagolo" .
Le vendite su Internet, manco a dirlo, soffiano sul fuoco (venendo tutto ciò a loro vantaggio) retribuendo loro la propria  manodopera schiavizzata con gli indecenti  4 € all'ora  (o giù di lì) e di cui nessuno parla, mentre costoro si arricchiscono, i piccoli commercianti (quelli a conduzione famigliare) che oggigiorno come si usa dire, campano e non muoiono, non possono permettersi certi adeguamenti tariffari e quindi spingono alla chiusura di tutto e di tutti, i Sindacati, come è uso e costume vergognoso dei nostri tempi, sta con i frati e zappa l'orto.
Credo che allora la cosa migliore da farsi, sia quella, se non esiste ancora una legge ad hoc la si fa, che il lavoro festivo, sia : 1) o pagato contrattualmente (con controlli capillari da chi è preposto), 2) o fissato da turni con una periodicità che non superi una o due volte al mese 3) sia lasciata la possibilità di Tenere aperto o Chiuso l'esercizio, a seconda delle volontà (e possibilità) di ciascun (piccolo) commerciante titolare.







di Franco Giannini
                  

giovedì 6 settembre 2018

... e se si studiasse anche un Vaccino contro l'ignoranza ?? Io sarei il primo ad offrirmi come cavia

... sarà forse perché a me è rimasta davanti agli occhi questo strumento (vedi foto) che allora ( nei miei anni dell'infanzia) era di cura e nel contempo di tortura.

Era un "tutore" che manteneva diritta e rigida la gamba del colpito da poliomielite, permettendogli di camminare e che si allungava con la crescita. Ce n'erano anche per braccia e per piedi. Andavano indossati al mattino quando il paziente si alzava dal letto e veniva tolto quando la sera, finalmente, si coricava. 
Poi è venuto il Dr. A. B. Sabin con il suo vaccino, che con le sue gocce nella zolletta di zucchero ha sconfitto questa malattia, la poliomielite, che quando andava male provocava la morte e quando non ci riusciva, rendeva paralizzati per il resto degli anni ancora da vivere. Ricordo le difficoltà, di una mia coetanea nonché vicina di casa di quel tempo (da diversi anni passata a miglior vita), colpita da questa malattia e che mi sono rimaste indelebili nella memoria del bambino che ero allora. 
Ed ogni volta che si parla di vaccini, ecco che mi compare le scene di gioco con Titti (così si chiamava la bimba) che adattavamo sempre alla sua infermità.
Dr. A. B. SABIN
Già da qui si può comprendere come io veda, quindi, di buon occhio le Vaccinazioni. Seppur comprendo i timori di qualcuno. Ma il rapporto benefici-svantaggi pende tutto dalla parte del giovamento, indi per cui vedo con occhio benevolo gli studiosi che si impegnano in queste opere di ricerca.
Confesso che avendo due nipotini in età di vaccinazione, finché non le hanno fatte (per il momento le prime) sono vissuto con il terrore in una decisione dei genitori che fosse contraria ai vaccini, cosa che  mi avrebbe portato a tenermi dentro il timore perenne che fossero colpiti da qualche virus. Seppur non mi sarei permesso di obiettare  ai genitori, perché prima di tutto son figli loro,  per mantenere la pace famigliare ed il buon vivere, optando, come spesso avviene, per la regola del silenzio.
Superato quindi il frangente del vaccino SI o vaccino NO, ecco che si legge sia su FB, il Vangelo dei Poveri, che in quello Politico, altrettanto obsoleto, altalenante, ignorante, impreciso, per di più in politichese, dei governanti nostrani. 
Si va a scuola, quindi, solo se vaccinati. Autocertificazione SI poi sembra NO, non più sufficiente, forse un NI. Il tutto onde evitare, dicono, per possibili, eventuali, contagi.
Ed è qui che comincio ad avere dei grossi dubbi, che la mia limitata cultura in generale ed ancor più in materia sanitaria, non riesce a risolvermi. Quindi non mi schiero, però ciò non toglie che mi ponga delle domande.
Se le autocertificazioni sono state messe fuori legge per punire quelle signore "che si ritenevano furbe" solo per aver falsificato le auto-documentazioni con l'aiuto di Internet, la cosa mi fa piacere e la sostengo con forza. Ma se così non fosse, mi chiedo a che serve dimostrare che si siano o non si siano vaccinati i propri figli. Se in una classe sono tutti vaccinati, meno uno, dove sta il problema? Quell'uno non verrà infettato perché tutti gli altri sono vaccinati e viceversa quell'uno non potrà essere contaminato dai suoi compagni in quanto vaccinati. Salvo che non ci possa essere il problema del portatore sano. Se poi ci fossero un 50% vaccinati ed il restante no il problema riguarderebbe solamente i genitori (e purtroppo i figli ) di quel 50% che ancora, per puri motivi politici, non si sa se si devono considerare in regola o no, con le disposizioni di legge. 
Ma se in tanti si sono posti questi quesiti, voglio pensare che il problema di non comprendere sia solo mio e che prima o poi riuscirò a risolvere leggendo ed informandomi da chi professionalmente è preparato e non certo da chi mastica o crede di masticare materia sanitaria.
Dove invece sono quasi certo ( quasi, perché l'infallibilità sembra non abitare più neppure in Vaticano), è il perché si fa tanto chiasso solo ed unicamente nell'area scolastica e non si solleva questa questione anche nelle "scuole" di calcio, nel minibasket, nei corsi di rugby, di judo, di atletica, di ginnastica e quanto altro? Anche lì ci sono bambini che si incontrano, si scontrano, giocano, compartecipano e che se non erano in regola nella Scuola Statale o Privata di pura istruzione, non lo saranno neppure in quella ludico-fisica.
Ed allora che si fa? Si chiude un occhio all'italiana? O ci si dovrà comportare come ci si comporterà nei banchi di scuola? Oppure proprio non ci si è neppure pensato che esista anche questo problema? Il che sarebbe cosa altrettanto grave, come il non vaccinare !!







di Franco Giannini

mercoledì 22 agosto 2018

SE... dico SE... "La legge è (o fosse) Uguale per tutti"...

... e dove starebbe il problema ??

Non sono un "Politico", per cui non ho una risposta politica da dare. Come pure non sono un "Tecnico", per cui mi astengo di dare anche una risposta di carattere tecnologico. Non sono neppure un "Economista", per la qual cosa evito di esprimere una mia personale considerazione in questo campo.
Ma come uomo della strada, dove ha sempre vissuto e dove ho frequentato l' Accademia della vita di tutti i giorni, mi si permetta, almeno, di fare alcune constatazioni e considerazioni.

Rossi, Verdi, Neri, Bianchi, potrebbero essere dei semplici colori come potrebbero essere invece dei semplici cognomi. Come pure lo sono Giannini, Baldini, Brambilla, Russo, Gallo, Marini o Benetton.
Semplici cognomi, ognuno con una storia personale, famigliare, imprenditoriale, economica o magari tutto questo riunito in un sol nome.
Comunque sia, cognomi di persone nate, cresciute in Italia, più o meno brave o più o meno fortunate e celebri, ma dovutamente rispettose (come dovremmo esserlo tutti) delle Leggi Italiane.
Così come la LEGGE dovrebbe esserlo nei confronti di tutti i cittadini.

Dopo la caduta del Ponte Morandi di Genova, dopo i funerali delle 43 vittime, ecco che ci si è tolti la maschera di perbenismo e si è alzato il braccio destro, puntando l'indice accusatore verso il colpevole (o i colpevoli) in verità ancora non identificato/i, promettendo una giustizia equa (dovrebbe esserlo normalmente e sembra la si metta di già in dubbio), veloce e su su tutti i fronti: Penale, Amministrativo e Civile.
Non entro nel merito di che cosa sia meglio fare e di come comportarsi: Non so se siano pochi i soldi pronti ad essere erogati alle famiglie delle vittime e nel contempo vittime anch'esse. Non so se sia giusto, legittimo ed economicamente vantaggioso Nazionalizzare le autostrade. Non so se sia giusto passare un semplice colpo di spugna bagnata con quel denaro insanguinato, sul comportamento negligente di una gestione di chi preposto a vigilare sull'agibilità e sicurezza, riportando così tutto alla normalità, promettendo un ponte in ferro che sarà consegnato tra 8 mesi (che dovrebbero corredare di una GARANZIA che poi resterà in piedi per 100 anni!) e l'abolizione dei pedaggi in quelle autostrade che abbracciano Genova.

Quello che contesto, io uomo della strada quindi "paria" di questa società, essere che resterà inascoltato, oltre che non essere neppure udito, da chi ha le redini del potere, da chi vuole Nazionalizzare e da chi dice che per fare ciò Non ci sono Soldi. Indipendentemente dalla scelta che si farà, vorrei sottolineare che proprio in virtù di quella Legge che dovrebbe essere uguale per tutti, ma che spesso dimentica di esserlo, per una volta si rispetti il reato illegale che lo stesso STATO compie e che c'insegna, ma che solo LUI è autorizzato ad usufruire della non legge quando non si hanno soldi.

L' UE ci obbliga, (obbligherebbe, suggerirebbe) di rimborsare l'IVA o i crediti verso i suoi fornitori entro 60 gg, che sarebbero quei cognomi generici come Bianchi, Rossi, Verdi. 
Cosa che lo STATO si dimentica di fare e che in diversi casi, mandando in fallimento aziende con nomi anonimi o con quei cognomi già accennati. Non solo, ma chiedendo loro anche in anticipo le tasse su quello mai incassato.
Allora chiedo ai Politici ed ai Tecnici (questi consulenti-badanti dei politici), che differenza c'è tra i cognomi di Rossi, Verdi, Bianchi e  quello di un Benetton qualsiasi ? Nessuno, mi dovrebbe essere detto, se non forse il rigonfiamento della tasca interna della giacca... almeno dovrebbe esserci solo quello che nei confronti della LEGGE non dovrebbe neppure notarsi (il condizionale è d'obbligo!).

Ed allora se così è, anche questa volta non rispettiamo né le leggi Europee e neppure quelle nostrane e facciamo come per l' IVA.  Se ci saranno da pagare delle penali (sempre che sia conveniente la nazionalizzazione, pensandoci bene ed onde evitare di fare come quel signore che per fare dispetto alla moglie...) ai sigg. Benetton li si pagherà a Babbo Morto. Ovvero un po' alla volta, ed in là nel tempo... al più, ma non ci credo, subiranno le stesse conseguenze di tanti che attendono ancora i rimborsi o che non ci sono più avendo preferito miglior vita.
Del resto se si ritiene che 800 milioni siano una cifra interessante per far tacere le proprie coscienze, altrettanto importante dovrebbe risultare, qualora essa dovesse costituire ciascuna rata (a partire tra una decina e più anni, non  prima) della penale da rimborsare.







di Franco Giannini