giovedì 12 luglio 2018

RICORDI di estati spensierate...

... eravamo nel '56/57. E non credo che fossero spensierate solo perché ero giovane, ma forse perché allora ci si accontentava di poco.

Le migliori estati della mia vita, le ho trascorse qua, in una delle grotte con i cancelli variopinti, solo che la "mia" (o meglio di uno zio - Albino - che, una volta costruitala, non ci andava mai) era più spostata (guardando la foto, più a destra) verso il Faro, il "Cagò, il Cantiere Navale. Lo stradello che portava alla "Grotta Azzurra" (che si vede nella foto che dall'alto a sinistra scende fino ad unirsi alle grotte) ora tutto rimodernato ed in sicurezza, allora non c'era, o meglio c'era ma non più largo di 50/60 cm, aperto, senza protezione e fatto più per capre che per i grottaroli ed i loro familiari e bagnanti. Dai 15 ai 19 anni, appena le scuole chiudevano ed andavo in vacanza, giù in grotta (almeno il sabato e la domenica). Da prima infatti accompagnato e poi quando diventato un po' più grande, da solo e quando decidevo di andarci...ovvero giornalmente Un senso di libertà non più provato. Ricordo la batana, i barattoli legati con la cordicella uno all'altro a guisa di catena, con il fondo bugato per la fuoriuscita dell'acqua quando li salpavi, adibiti alla pesca dei guati. Le anguille tenute nella vasca piena di acqua di mare affinché si spurgassero. La bombola del gas con il fornello che pensandoci oggi, dopo tanti anni, mi sembra che non siano stati mai usati. Un tavolino scorticato, con i quattro zampi con sotto una zeppa per farlo spianare seppur senza riuscirci quasi mai, quattro sedie sgangherate e scompagnate nei colori, dimensioni e piano, una brandina munita di sola rete. Il mare a fungere da frigorifero. Portavo la bottiglia dell'acqua ben turata, scavavo una buca nella rena tra gli scogli, la immergevo lasciandone fuori solo il collo, controllavo che fosse all'ombra ed ogni tanto sorvegliavo che il sole girando, non ci battesse su. E l'azione logicamente veniva di tanto in tanto ripetuta. Oddio, l'acqua non che rimanesse gelata, ma fresca sicuramente. I panini che mamma mi preparava li riponevo su di un cestello a sua volta legato con una cordicella e pendente dalla chiave della volta, per evitare che quando non ero in grotta, le pentegane me li portassero via. Lo so che non era di certo Ibiza, che io allora neppure sapevo che esistesse, ma anche oggi credo, leggendo dei suoi sfarzi, posso dire senza ombra di dubbio, che non ce l'avrei scambiata. Quando si avvicinavano le sette di sera, il sole era scomparso, guardavo l'orologio e mi si gelava il sangue. Facevo la glupa con i rimasugli e le bottiglie vuote, prendevo il bidoncino con i guati, o i moscioli o qualche sgombro (ancora c'erano!!) o i pesci da sasso (sbaratole, bavose, capochioni...) che avevo pescato con la lenza e mi inerpicavo di nuovo per un svogliato ritorno a casa, seppur felice ed orgoglioso che poi sarei stato costretto a bussare con i piedi, visto che avevo le mani impegnate a portare il frutto del lavoro di pescatore di quella giornata. Aggiungo anche, per sincerità del racconto, che l'unico a gradire era mio padre, altrettanto appassionato di pesca e di mare, invece mia madre non è che ne fosse sempre felice, tanto che per farsi più un regalo a se stessa che per farne ad altri il più delle volte regalava il pescato ai vicinati. L'indomani, anche se piovoso, purché non ci fosse un temporale o il diluvio, ripartivo felice. E non è che fossero le dieci del mattino, ma le 5 o al massimo le 6... ma sinceramente la cosa non è che mi pesasse più di tanto, anzi mi piaceva proprio respirare l'aria ancora frizzantina. Non era questione di aria, credo che forse il piacere consistesse nel fatto che nessuno mi obbligava a farlo. Ed infatti credo che questo senso di infinito piacere della libertà (perché alla fine si trattava solo di questo), nel corso delle mie tante primavere, non sia più riuscito ad assaporarne il particolare gusto.

domenica 1 luglio 2018

La premiata ditta GAIA & LUCA SpA presenta i lavori artistici eseguiti nel corso dell'anno "accademico" '17-'18 ...

... in due VIDEO riassuntivi, però, eseguiti separatamente... ovvero, per non creare problemi societari... "si dia a Cesare quello che è di Cesare".

Credevo che l'anno scolastico fosse terminato con la festa (recita) all'aperto sul giardino della scuola, e una volta spente le luci della ribalta di "Scuola" se ne ritornasse a parlare il prossimo settembre.
Invece mi sbagliavo, perché non era così !!  GAIA e LUCA, infatti, mi si sono presentati ad inizio di questa settimana, con due borse di carta (quelle che appunto si intravedono nel filmato) contenenti stille di sudore, evidentemente erano buste di carta impermeabilizzata, che si erano materializzate in oggetti creati con le loro mani, non solo, ma anche con disegni, realizzati con tecniche varie quali gli acquerelli, pennarelli, pastelli, spugna, cera... e perché no, ghirigori a mo di firma... da non confondere ed offendere usando il termine di "scarabocchi". Chiamiamolo eventualmente "estro personalizzato". Vero LUCA ?
A parte gli scherzi, che implicano da parte di nonno ben poco sforzo, quando loro entrambi, poverini, hanno messo invece il massimo del proprio impegno. Che cosa mi fa dire ciò con così cotanta sicurezza? Perché ho potuto veder brillare nei loro occhi tutto il loro orgoglio quando mi hanno consegnato, assolutamente nelle mie mani, ciascuno la sua borsa con i lavori. :" Guarda, guarda nonno, guarda che cosa abbiamo fatto, poi ci dici se ti piace e se siamo stati bravi...". A fare da portavoce logicamente GAIA ma con un LUCA attento alle mie reazioni, fremente ed altrettanto pronto nel pormi la sua, timoroso che restasse dimenticata. :" Dai nonno guarda, guarda subito che io ti spiego..." Al momento ho fatto come le galline, mi sono accosciato, io, pronto ad ascoltare le spiegazioni che mi dava Gaia, sul perché avevano fatto quei disegni, che cosa essi volessero illustrare, le tecniche che aveva usate, il perché avessero adoperato un colore invece che un altro, che cosa insegnassero le poesie e filastrocche, le foto (... :"vedi nonno - una foto che più sfocata non si poteva fare - questa sono io ").
Mi mangio i gomiti quando penso che mi sono lasciato sfuggire il momento magico, perché era realmente un momento magico quello che ho vissuto, del non aver pensato a registrare queste sue spiegazioni fornitemi con un lessico appropriato che era sicuramente più grande di lei. Quando poi ho pensato di prendere il registratore, averlo acceso per recuperare quello che mi ero perso, non ho tenuto conto che era "buona la prima", come si usa dire nel gergo cinematografico. Avevo davanti a me una GAIA un po' una novella Paganini e che come tale, non si ripete.
Comprendo bene che la cosa sarebbe andata per le lunghe e lei, una volta svelatomi tutti i retroscena del suo almanacco di disegni e storie di un lungo "Anno Accademico", si era scaricata da tutti gli obblighi che mi doveva ed ora era attirata solo dalla nonna con la quale giocare attirando su di lei tutta la sua attenzione ed il suo affetto, trascinandosi a rimorchio LUCA che intende sempre dividersi tutto con la sorella, figuriamoci le attenzioni della nonna.
Dall'apice dell'attenzione, improvvisamente piantato su due piedi con le buste dei ricordi in mano. Ecco che allora, silenziosamente e furtivamente come un ladro, dopo una pausa di riflessione, mi sono detto di fermare nel tempo, almeno i lavori che loro hanno creato e che quando saranno grandi, e nonno non ci sarà più, probabilmente cercheranno (sempre che si ricordino!!) e magari non li troveranno più se non qui. Allora ho preso la cinepresa e tra i rumori di sottofondo della partita dei mondiali di calcio e di una Gaia che se non la vedi la senti, ho girato come ho potuto. Bene o male questi ricordi saranno conservati... sempre che anche Internet non ci riserbi qualche sorpresa nel tempo !!

Questo, comunque sia, è il primo VIDEO che si riferisce ai lavori di GAIA XENIA GIANNINI :


Questi del secondo VIDEO sono quelli eseguiti da LUCA GIANNINI : 

A GAIA e LUCA i più sentiti ringraziamenti per il dono che hanno voluto condividere con nonno e che nonno "abusivamente" ha voluto fare altrettanto con i suoi amici affezionati, che si affacciano quotidianamente qui su questo spazio. Un GRAZIE anche a loro.
                                                
 
                                       






di Franco Giannini

giovedì 21 giugno 2018

Personalissime Riflessioni : Toccato il fondo, con una spinta delle gambe (chi sa nuotare) risale in superficie a respirare...

... una similitudine per dire che sia sulle macerie di guerra che di catastrofi naturali, l'uomo ha gettato (quasi sempre) le fondamenta per la ricostruzione.

Almeno questo ci ha insegnato il Giappone colpito dalle atomiche e da continui terremoti. La Germania, seppur con l'aggiunta delle difficoltà causate dal più che giusto  isolamento in cui l'avevano relegata i paesi vincitori a guisa di un'appestata e nel contempo costretta a vivere per anni tra le macerie causate dai  bombardamenti a tappeto degli alleati, è riuscita nel tempo, con caparbietà, (forse oggi oserei dire anche troppo e male chi lo ha permesso !) sacrificio, senso del dovere, orgoglio nazionale che ai tedeschi non è mai mancato, a ricostruirsi politicamente ed economicamente.
Non credo sia necessario andare indietro nei tempi, per trovare altri popoli che sono rinati dalle loro macerie: la storia, la leggenda ci ricorda l' Egitto con la leggendaria piaga dell'invasione delle cavallette, o la mitica Troia ricostruita sulle macerie, sembra per ben 10 volte.
Sembra che però questa attitudine al ricostruire, sia moralmente, politicamente, economicamente, materialmente, sia una scienza a noi sconosciuta.
Noi infatti. gli Italiani poeti, navigatori, intellettuali, scienziati ecc. ecc., nonché abitanti del "Bel Paese" siamo usciti anche noi dalla guerra con le pezze al culo, forse anche con meno toppe dei tedeschi, con il risultato però che noi con quelle siamo rimasti. Un respiro di una decina di anni lo abbiamo tirato subito dopo la fine della guerra. Del resto, non avendo più un tetto e ci pioveva sopra la testa, se volevi ripararti, per forza di cose ti dovevi rimboccarti le maniche. Il fatto è che sull' abbrivio di questa volontà di fare, i nostri politicanti di allora (che oggi riteniamo siano stati tutti degli immensi "Statisti", invece forse solo qualcuno), credendo di fare il bene del popolo, con il concedere tutto, subito e magari più bello e costoso, ma senza poterselo permettere: era nato il consumismo!! Avevi la 500 ? la Fiat ti suggeriva la 600 e poi il 1100...  Ecco allora buffi su buffi, cambiali su cambiali. E ben si sa (oggi più che mai) che quando si movimenta tanto denaro, la tentazione colpisce l'individuo e l'uomo si sa è debole. Ecco allora emergere il caso nazionale di "Mani Pulite" che mette in primo piano il vero male dell'Italia: la Corruzione.
Le organizzazioni malavitose (Mafia-'ndrangheta-Sacra Corona Unita-Camorra, non trovano di meglio che infiltrarsi nel mondo economico, grazie all' inquinamento delle zone del Centro Nord (che non conoscevano tale cancro), che ne subirono il contagio, allorché la Magistratura pensò bene di esiliare questi loschi figuri ogni qual volta venivano catturati, fuori dai loro comuni.
E da quel caso non solo non ci siamo più ripresi, a quelli che credevamo statisti (però molte erano persone se non statisti, ma almeno serie - sempre con le debite eccezioni), si è avvicendata gente ancora più incapace e spesso neppure onesta - facendo sempre le debite, ma forse più ridotte eccezioni.
Per farla breve, da allora il debito è sempre lievitato, e consequenzialmente sono aumentate a tutt'oggi l'ampiezza ed il numero delle pezze da metterci sul fondo dei pantaloni.
Ma credo che con grande onestà (almeno noi popolo della strada), dovremmo avere il coraggio di sommare alle indubbie incapacità dei nostri governanti, quale il riconoscere quei mali di cui no siamo mai riusciti a scrollarci di dosso: l' apatia, il logorroico parlare, l'incapacità di prendere una posizione, il coraggio d' imporsi, un timore reverenziale atavico verso chi giudichiamo più alto in grado solo magari perché è elegante e porta la cravatta. Sono "doti", purtroppo, che appartengono all'indole dell'italiano medio.
E così è che forse per questi motivi, gli sfollati del terremoto del 1908 di Messina si siano  sistemati, via via che passava il tempo, grazie all'interessamento del Padreterno che li ha ospitati nelle sue immense praterie. Stessa medesima sorte sarà destinata ai pochi centenari, se ce ne sono ancora, del sisma Marsicano, come anche quelli dell'Irpinia, fino a giungere ai giorni nostri le cui lungaggini sono sotto gli occhi di tutti con il contorno di scandali che si sovrappongono ogni giorno ed i cui intrallazzatori , per di più vergognosamente per chi così li chiama quasi con ammirazione per aver buggerato Stato-Fisco-Magistratura, vengono definiti "italianamente" Furbetti, piuttosto che delinquenti.
A salvarsi da questa situazione, ma perché i montanari alpini sono stati sempre abituati a risolversi le cose da loro senza attendere la benedizione dello Stato, viste che alla lentezza governativa si aggiungeva quella delle difficoltà dovute alle impervie (quando ci sono e non sono franate) vie di comunicazione, il Trentino Alto Adige e Friuli: In silenzio senza troppi strombazzamenti sono usciti dal terremoto e dal Vajont... ma nel loro sangue c'è qualche cellula di germanicità !!   
Neppure siamo stati capaci di affiancarci, sostenendolo fisicamente e scendendo in Piazza, quando la furia di un Sandro Pertini si scatenò nei riguardi di un Governo incapace ed irresponsabile. Questo si che era uno "Statista": Capace, coraggioso, umano, sensibile ed onesto. Ma anche lui malgrado le sue grandi doti, non  riuscì né a modificare gli atteggiamenti dei governanti di allora né a scalfire l'indolenza popolana. Noi italiani non saremo mai dei rivoluzioni, troviamo sempre una scusa per tirare in tempo la gamba indietro, speriamo sempre che qualcuno vada avanti al posto nostro in quanto a noi vien da ridere o non abbiamo mezzi di trasporto che ci portino in piazza all'ora X o perché nel nostro comune non c'è una linea di servizio.  
Altro problema poi che abbiamo oggi, è quello che dove trovi più le rovine materiali su cui riedificare. Non sono più visibili, perché le guerre attuali non si disputano più su cruenti campi di battaglia, ma al chiuso di sale climatizzate, seduti su comode poltrone, armati di PC, Tablet e Smartphone. che mandano ordini di distruzione alle Borse e Bande con essi collegate. I morti ci sono ugualmente, ma non sono più quelli con le carni devastati da raccapriccianti ferite sanguinanti, sono morti di fame e sicuramente in maggior numero di quella che una guerra espansionistica procurava allora.
Preciso, qualora non mi fossi spiegato a sufficienza, che il termine che ho fin qui usato di "Macerie" è solo figurativo, perché in esso sono racchiusi problemi come : Miseria, Disuguaglianza Economica dalla forbice sempre più ampia, Disoccupazione con scandalose percentuali nelle fasce dei giovani, delocalizzazione delle Aziende, Mancanza della Domanda Interna (frutto di un cane che si morde la coda!), una Sanità anch'essa malata da mille problemi, Anarchia comportamentale dei residenti nei Palazzi Alti romani, una percezione di Sicurezza che solo gli addetti ai lavori credono di avvertire, pratiche bloccate nel loro iter da una scandalosa Burocrazia di cui la nostra classe dirigente parla di ridurre ed invece ogni che ora che passa invischia sempre più aziende e cittadini. A cui poi dobbiamo aggiungere il grave problema di un nuovo esodo biblico (che nessuno a mai potuto fermare anche in altri tempi vista la sua dimensione) di chi ha ancor meno di noi e che come tante civette abbagliate dalle allodole, di nostre false illusorie pubblicità irradiate da un reo internet, partono e rischiano la vita, credendo di trovare di meglio. Poi è troppo tardi quando qualcuno di questi, toccata terra, si rende conto che la vera patria considerata del Bengodi è quella dove devono raccogliere pomodori ad 1,5€ all'ora riposando poi le membra stanche sotto una tenda di plastica tra rifiuti e animali.
Potrei proseguire nell'elenco, ma sarebbe tempo e parole perdute nel vuoto, perché tutti conosciamo questi problemi atavici, che nessuno, dalla fondazione dello Stato Italiano da prima monarchico e poi repubblicano è mai riuscito a risolvere o non ha voluto risolvere. E l'Italia tra tutti questi malanni, sguazza seppur rabbrividendo. Ma l'italiano ha, non so come giudicarlo se difetto o pregio, un gran spirito di adattamento e la speranza che domani qualcosa cambi.
Ma purtroppo anche la speranza sta divenendo una specie di miraggio. Ed i giovani, infatti più sensibili e lungimiranti, stanno creando un nuovo esodo non orientato verso un singolo Paese, ma nel mondo intero.
Oggi, dicevo, le guerre si combattono, volendo dare l'idea che il proletariato è ancora di moda, in maniche di camicia, di colore bianco e con i polsini rigirati. Non certo con la tuta mimetica, con i  fucili, con le bombe (tanto meno atomiche, visto che poi alla fine usciti dai rifuggi ci si troverebbe in tele di braga. Oggi allora si combatte, vestiti in doppio petto blu a righine bianche, nei locali delle Borse, ove non si parla di atomica, bensì di Guerra Economica Finanziaria. Le armi di cui sono dotati sono Bot, CCT, azioni, spostamento di capitali, Spread. Non si usano i gas né si indossano maschere antigas, perché quello che lanciano costoro sono Titoli Tossici che affibbiano a Banche che a loro volta consigliano, delinquenzialmente promettendo e logicamente non mantenendo a clienti sprovveduti affari d'oro, speranzose che ricoverati in questo rifugio si possano salvare dal disonore del fallimento. E dei clienti turlupinati e lasciati in mezzo ad una strada ?? E chi se ne frega ! Italianamente urleranno per un po', i sindacati li forniranno di fischietti, gli organizzeranno pullman con un panino con mortadella da consumare durante il sit in sotto i palazzi che contano e poi il tempo provvederà a calmare gli animi.
E purtroppo devo ammettere con infinito rammarico che non vedo assolutamente nessuna via di uscita da questa globale situazione che più chi meno colpisce la quasi totale globalità dei Paesi, ma in modo spropositato il Nostro. Non ho neppure una ricetta da suggerire, se non quella, almeno credo, che il rendersi conto, dopo vani tentativi di voler fare seppur senza riuscire, faccia maturare la consapevolezza dell'essere incapaci a svolgere tale incarico e per questo lasciare tale incarico a chi vuol provare. Se poi si fosse incapaci ma profondamente onesti, sarebbe già un piccolo successo.
Se fossimo stati più fortunati avremmo dovuto prospettarci l'entrata nell'era glaciale, che tutto iberna ma, si dice, non uccida. Cosicché al ritiro dei ghiacci, avremmo potuto sperare in qualche possibilità di nuova vita, di nuove menti con nuovi ideali, nuovi sentimenti, nuovi buoni propositi, nuove ed infinite capacità manageriali, politiche ed economiche. Insomma un auspicare che sotto la neve, come dicono i nostri agricoltori, nasce sempre abbondante e buon pane, frutto di genuine messi.
Ed invece, guarda quanta sfiga!; stiamo marciando a tappe forzate, purtroppo, verso un Surriscaldamento Globale, che porterà alla catastrofe ambientale  del nostro pianeta. Il notevole rialzo delle temperature sarà destinato a rendere la nostra terra una distesa infinita di terra bruciata e senza vita. Il caldo del resto, da prima provoca intorpidimento fisico e intellettuale (e già a quanto sembra questo è il periodo che stiamo vivendo) ed infine ci sarà la morte per asfissia...
Ma, voglio sperare che il quadro che mi sono fatto, non sia solo che frutto di un brutto incubo, causato da una leggera cena a base di "Carbonara" e gustosa "Porchetta", da cui mi sogno svegliato giusto in tempo per leggere, su qualche quotidiano, che qualche cosa sta cambiando.
Sempre poi che alla fine non sia l'ennesima presa per i fondelli o come dicono gli intellettuali della domenica una Fake News. Chi vivrà, vedrà !!


  





di Franco Giannini

venerdì 15 giugno 2018

Sono nate due stelle artistiche : Gaia Xenia e Luca Giannini nel recital di fine anno...

Luca (sx) e Gaia (dx) al centro foto
... offerta dalla scuola per l'infanzia ANNA FRANK da loro frequentata con grande interesse ! !

Logicamente, da nonno, sono di parte, mi si scusi, ma non me se ne voglia.
Non so quante volte mi sono visto e rivisto le immagini di questo video. Le prime volte offuscate da qualche lacrima di commozione che mi appannava la vista. Con difficoltà ho tagliato delle scene troppo mosse, ma sempre con il timore di togliere con la totalità delle immagini l'intera genuinità del momento. 
Un video che mi ha procurato dapprima le sensazioni che solo un genitore ma anche i nonni naturalmente provano. E ci mancherebbe che non lo provassimo!! Poi quel sorriso gonfio di affetto ha lasciato il posto, come sovente mi accade più vado avanti con gli anni, al sorriso ironico, criticone, di chi ogni giorno ascolta notiziari taroccati o post nonché commenti sui social network, il Vangelo odierno, dove auto eletti si tuttologi sciorinano consigli, convinti della bontà dei propri suggerimenti (quando non si trattano poi di offese ad un normale livello d'intelligenza), del come risolvere i problemi della connivenza tra etnie diverse.
Guardate attentamente il video, osservate i visi dei bimbi ed ammirate quanto essi si divertano e quanto partecipino uniti tra loro, incuranti che il colore della pelle di Mohamed è diversa da quella di Piero. La dimostrazione che la loro ingenuità va coltivata proprio per un'indolore quanto naturale integrazione tra etnie, i loro usi e costumi che poi alla fine, pian piano nel tempo, promuoveranno modifiche anche nelle proprie famiglie.
Promotore di questo silenzioso insegnamento l'ho intravisto nell'opera delle "Maestre/ì" che ricevendo l'interessamento e la partecipazione festosa dei bimbi dimostrano la loro professionalità fatta di pazienza ed amore in primis. Dimostrando che casi isolati, che vanno isolati e puniti drasticamente alla radice, non devono celare ed offuscare l'esistenza della buon insegnamento e di chi lo pratica (non uso la parola "Buona Scuola" perché sa tanto di falsità politica, quella che sta rovinando, purtroppo, questa nostra società in precario equilibrio in un mondo già difficile di per sé!).
Altra nota positiva, che ho notato da riflessivo ficcanaso, è che i miei nipoti mi parlano sempre con entusiasmo della loro maestra Luna e del maestro Gennaro cosa che denota che le quote rosa non servono a nulla : oggi abbiamo ministre alla Difesa, posto occupato da sempre da uomini,  come pure oggi abbiamo maestri quali  Gennaro, assegnato da sempre alla professionalità femminile. Una conferma scientifica che il sesso è comandato dal cervello e non è assolutamente il contrario, per cui è l'intelligenza, la professionalità, la meritocrazia e per questo specifico lavoro, una grande pazienza, che la fa da padrone o quanto mai dovrebbe farla.
Intelligente ed istruttivo il tema scelto dai docenti: il contrasto tra Silenzio e Rumore. Un eccesso di entrambi inquina ed infastidisce, ma entrambi se usati con abuso rendono la vita monotona ed avvilente, per cui l'uso di entrambe le cose vanno  usate  nella giusta proporzione usando la buona educazione ed il rispetto del prossimo. Evidentemente un insegnamento sull'inquinamento e su come contenerlo nei giusti parametri
Gaia Xenia e Luca evidentemente sono entrati nei personaggi della fiaba, che hanno interpretato in maniera veramente ammirabile ed hanno fatto loro l'insegnamento ricevuto perché anche in casa continuano con le loro interpretazioni facendoci una "testa tanto".
Prima di chiudere, mi si permetta un sentito grazie a tutto il personale didattico e non (mi ripeto come contenuto nel video, per "non" intendo, le BIDELLE, come venivano chiamate ai miei tempi e che non è una parolaccia, ma un termine da conservare nel nostro lessico famigliare, almeno lì !).
Ed ora vi lascio (lo dico ai miei soliti pochi amici che ogni giorno mi vengono a trovare qui su queste pagine, seppur scrivo oramai molto di rado) a godervi questo spettacolo che se non sarà mai insignito di un Oscar, offre una piacevole mezz'ora di svago e successivamente, se si vuole, di riflessione.
Buon divertimento.







di Franco Giannini

lunedì 4 giugno 2018

Il cambiamento sotto il segno dei Gemelli...

Un amore nato con un iniziale antipatia, per non dire odio.

Ma si sa, in Politica, la prima regola è quella del "Mai dire Mai".
Ed ecco infatti che dalle fasi della campagna elettorale in cui le parole triviali più che da politici erano frutto di un lessico da portuali (me ne scusino costoro!), si sono ammorbidite e per amore del Paese (solo per quello ?) si sono da prima avvicinati e con un bacio dal sapore di quello di Giuda si sono uniti e promessi di stare uniti almeno per 5 anni. Ho però la sensazione che questa unione sia un po' come quello di quella suorina che era solita dire :" Non lo fò per piacer mio, ma sol per dare figli a Dio". 
Viste come sono state contrastate queste nozze e come forze impensate abbiano tentato da prima la divisione dei due e poi di far abortire il frutto di questo amore, come in tutti gli amori si prova un po' di tenerezza e si guarda con occhio attendista alla crescita ed alla educazione del nascituro.
Mi metto quindi da un lato ad attendere per sei mesi, il tempo dello svezzamento, per decidere poi se proseguire con le prime pappe o sconsolato chiudermi (viste le innumerevoli fregature ed il tempo che mi resta vista la mia età) in un definitivo astensionismo.
Quello che non manca è di certo l'entusiasmo, anche se questo ha portato a delle scivolate comportamentali non da politici, bensì da dilettanti allo sbaraglio.
Con tutta sincerità, nelle due compagini, non trovi animi e geni da Statista, vedo, questo si, un'infinita voglia di fare e di cominciare a fare.
Appunto, di fare e forse sarebbe per l'occasione, farsi proprio il detto di Sant'Agostino ricordatoci proprio da quel Ministro, Savona, pomo della discordia : Parlando si incappa in errori, cosa che non avviene con il silenzio. Anche il suo comportamento, da uomo di 82 anni, mi ha fatto crescere il sospetto che non abbia accettato il compromesso per il bene dell'Italia, come neppure per vile denaro (sta bene già di suo) ma per il piacere di concludere i suoi giorni ai vertici della Politica (ambizione, che per un giovane potrebbe essere una qualità positiva, per un vecchio un difetto!!).
Quindi il silenzio prima di tutto e poi attenzione alla fretta che sovente fa nascere mici ciechi.
Non dimenticate poi gli errori di chi vi ha preceduto inventandovi sceneggiate come le visite settimanali nelle scuole, le frasi come quella che la scorta non era necessaria perché i cittadini erano la sua scorta e via a seguire.
La Politica migliore è quella dei piccoli passi giornalieri come anche i bambini fanno e ricordatevi che voi seppur con le barbe più o meno lunghe, non siete, politicamente parlando, più grandi.
Lavoro, Sicurezza, Giustizia, Sanità sono i quattro primari bisogni degli italiani e voglio sperare che i ministri preposti comincino immediatamente a metterci le mani, iniziando da quelle piccole trasformazioni, cambiamenti, miglioramenti a costi zero o quantomeno minimi.
Perché diceva il Principe Antonio De Curtis in arte Totò, che è la somma che fa il totale.
Le leggi i cui frutti si vedranno tra cinque anni facciamole si, non trascurando quelle possibilmente cotte e mangiate. 
Altro motto da dimenticare, proprio per far si che ci sia un cambiamento anche mentale, è quello del "Quando c'eravate voi...". Oggi ci siete voi e dovete dimostrare che qualche cosa seppur modesta sta cambiando.
Molto egoisticamente vi auguro buon lavoro e vi ricordo entro sei mesi (meglio ancora se prima) i primi risultati e ricordo ancora "Acqua in bocca", sparare corbellerie è un attimo !!!








di Franco Giannini

giovedì 3 maggio 2018

AUGURI GAIA !!!!!!!!!!!!!!!!

Cara mia  Principessina

Ciaooooo....
Sai che tra questa foto del tuo primo bagnetto
e questa delle tue prove da indossatrice
, sono passati solo 5 anni, giusto quante sono le dita della tua manina ??
Solamente però, che sentendoti parlare, non (mi, meglio ci !!) si può dire di certo che fai mancare la tua chiacchiera !!), vedendoti muovere (ed anche questo non è cosa rara, perché non stai mai ferma un solo secondo), ma principalmente la tua sensibilità e la tua affezione, le tue carinerie, mi fanno comprendere quanto sei diventata "grande".
Oggi è il tuo compleanno e sono certo, perché è risaputo che ti piace tanto la cioccolata,
che la tua TORTA di COMPLEANNO, non mancherà di questo ingrediente con sopra le 5 candeline da soffiare con forza per spegnerle tutte mentre esprimerai un tuo segreto desiderio. Una fetta grande grande offrila anche a Luca, come fanno tutti i bravi fratellini


Quindi... tantissimi baci, baci, ed ancora baci ed un mondo di
Un Abbraccio grande grande,Tesorino!!!! dal tuo nonno Franco

lunedì 30 aprile 2018

Altro dolente punto della Sanità Senigagliese, l' Ufficio Analisi...

... che ti fa trovare in un bivio silenzioso che oramai tutti conoscono.

Atteggiamento remissivo (che in un certo qual modo ti rende complice) al disservizio studiato dai nostri  manager (questi purtroppo sono quelli che abbiamo!!) che hanno organizzato in modo sadico per allungare i tempi di attesa per la prenotazione e per il responso.
Oggi farsi un analisi del sangue al Laboratorio Ospedaliero è diventato più che l'utilizzo di un  elementare servizio sanitario, una vera e propria lotta con i tempi: al mattino alzataccia per prendere il posto, botta di fortuna per rientrare nei primi "40" e speranza che  i tempi di attesa per la risposta, che a volte vengono da oltre comune, non siano matusalemmici.
Da queste conoscenze, la mia scelta, cade sul servizio convenzionato privato. So consapevolmente che non è la scelta giusta, perché così facendo si favorisce l'entrata sul mercato della sanità privata, ma sicuramente è una scelta egoistica che mi evita tempi di attesa e di risposta.
Del resto alle scelte egoistiche dei nostri saccenti egocentristi politicanti, non avendone altre che non siano le parole (che malgrado quello che si dice, non è vero che fanno male!!) e qualche incontro salottiero (quando con sufficienza e puzza sotto il naso lo accettano) che lascia il male che trova ed avendo raggiunto le 76 primavere, mi sono guardato bene dall'usufruire il Servizio Ospedaliero (seppur qualitativamente ottimo a livello professionale medico e paramedico) e mi sono rivolto al servizio privato.
Prenotazione: venerdì pomeriggio 13 Aprile. 
Prelievo : Lunedì mattina 16 Aprile, ore 7,30
Risposta : Lunedì pomeriggio 16 Aprile ore 17
La richiesta di una TAC mi viene prescritta con richiesta di urgenza dal mio medico, il giorno 13 Aprile e che presentata immediatamente allo sportello delle prenotazioni viene fissata per il 20 Aprile alle ore 12,30.
Martedì pomeriggio porto l'esito degli analisi al  mio medico e mentre sono in attesa del mio turno, ecco che mia moglie, telefonicamente, mi avverte che gli operatori della TAC proprio in quel momento hanno comunicato che la per manutenzione del macchinario (come se ciò fosse una novità!) la data dal 20 è stata spostata al 27 Aprile ore 12,00.
Cosa questa, che come una partita a scacchi, mi obbliga a spostare l'appuntamento fissato a suo tempo con l' U.O.S di Odontostomatologia e che dopo oltre un mese di attesa mi viene spostato al 15 Giugno c.a. 
Venerdì 27 c.m. ho sostenuto l'esame della TAC e la cui cronaca ho anticipato nell'articolo su SenigalliaNotizie.it e nel post prima di questo.
E, per il momento, questo è tutto... Se non ci fosse da "preoccuparsi" , sicuramente ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate.








di Franco Giannini

sabato 28 aprile 2018

Le colpe dei genitori solitamente ricadono sui figli...

... come quelle dei dirigenti incapaci o succubi servitori di un marciume Politico, ricadono sempre sui loro subalterni... !!!

Alle ore 11,30 del 27 aprile 2018, ho avuto necessità di usufruire del servizio TAC che avevo da qualche giorno programmato (e puntualmente rimandato per cause tecniche) che mi ha dato la possibilità di toccare con mano, la qualità tecnico-professionale e principalmente umana-educata e civile del personale ivi addetto ed in servizio nella giornata di cui sopra.
L’impatto che ho avuto, che mi porta a sottolineare quest’ultima dote, quella del senso civico ed umano del personale a contatto con i pazienti, non è stato dei migliori, dal momento che appena entrato, un utente stava “minacciando” in un modo che “lui” riteneva garbato (ma che assolutamente non lo era), di chiamare i Carabinieri, vista la lentezza servizio. L’infermiera educatamente e con infinita calma e cortesia cercava di far capire i motivi, ma si sa che non c’è più sordo di chi non vuole sentire, tanto più quando costui è evidentemente uno degli innumerevoli figli di una di quelle mamme sempre incinte e che partoriscono solo imbecilli.Sarebbe stato, forse, un “eroe” se la minaccia di richiesta d’intervento dei Carabinieri l’avesse formulata nella palazzina direzionale, ma facendola davanti ad un dipendente, per di più donna, la figura che ha fatto non è stata migliore di quella che fanno i dirigenti in certe situazioni spinose di cui siamo in diversi a seguire ogni giorno il degenerare di una situazione oramai quasi al tracollo.
Del resto vediamo come a tenere la bocca fuori dall’acqua prima del definitivo affogamento nel mare di omissis della nostra sanità, ci sono rimasti qualche gruppo organizzato e quattro vecchi rincoglioniti. Oramai solo questione di ore !! Ecco che allora prima di morire annegato voglio esprimere a questo personale (solo a loro) tutta la mia stima e le mie scuse, per il comportamento incivile, irresponsabile e vigliacco, di certi utenti a cui non concedo neppure l’attenuante comportamentale dovuto all’ignoranza o alla mancanza di istruzione.
Come si dice ?… La buona educazione sta sempre bene anche nella mangiatoia del maiale (anche se detto in dialetto senigalliese è più incisivo).
Ho parlato di professionalità-senso civico, pazienza, buona educazione onde evitare il termine buona sanità, per evitare di strappare qualche bacca di onore, chi di onori proprio non ne hanno. Costoro infatti, prima di cingersi il capo con quelle poche foglie di alloro impolverate e rinsecchite che forse, ma ne dubito, loro spetterà ancora per merito di altri, farebbero bene a farsi due passi in zona TAC per vedere come ho potuto ammirare personalmente, la favolosa sala di attesa di appena mt. 2,50 x 2,50 in cui dovrebbero sostare utenti e accompagnatori (solitamente i pazienti sono accompagnati!) nel numero, come indicato dalle poltroncine posizionate, di cinque. Più che una sala d’attesa, un vano di un ascensore condominiale!!
Le foto non le ho fatte, per non sentirmi dire che la mia era solo speculazione… intanto è sempre lì per chi vuol farlo !! Mi chiedo se questo che è l’ABC organizzativo ed è così mal gestito e criticabile, come se ne possa uscire da questioni più complicate come tante che non sto qui a ricordare… almeno a livello di spazi,… e se si cominciasse con il sostituire chi piglia le misure??
Grazie di nuovo agli operatori, gli unici rimasti a tenere a galla questa zattera !!








di Franco Giannini Pubblicato su SenigalliaNotizie.it di Sabato 28cm

lunedì 23 aprile 2018

Diario del mio percorso Sanitario nell' "Eccellenza Locale" alla "Mash" , retrodatato di una decina di giorni...

... per dar modo ai pochi lettori qui presenti, il poter dire :" Brontolone ha ragione , ricordo anche io di questi problemi..."

Ecco allora i primi passi di questa storia che si presenta neppure troppo corta.
Un consiglio : non si perda mai di vista le date, neppure quelle segnate nel post precedente.
Dal momento che la tosse mi perseguitava in modo assillante tanto da non poter riposare e far riposare la notte, (ma anche durante il corso della giornata il quadro non è fosse migliore) ho ceduto ed ho optato per farmi fare una visita medica dal dottore di famiglia.
Conosco la validità professionale del mio medico di famiglia come conosco abbastanza bene la fatiscenza dei mezzi tecnici e la loro funzionalità a singhiozzo vista la data anagrafica. Mezzi messi a disposizione dalla Sanità Ospedaliera Senigagliese (la professionalità dei medici è assolutamente indiscussa) da politicanti incapaci che gestiscono con supponenza le tante marionette manageriali a capo delle varie direzioni (forse ci sarà anche qualche mosca bianca... che bugiardo!!). Incapaci i primi, succubi i secondi. Ed è proprio per questo motivo, che piuttosto che essere preso per i fondelli da questa feccia (con qualche rarissima eccezione) della "Società", preferisco rinunciare alle cure, se non quando, i dolori quali quelli di un ascesso dentale o il procurare disturbo a chi mi sta attorno (leggi famigliari e condomini) mi consiglia di abusare della pazienza del mio medico di famiglia. A proposito... nessun politico di tutto l'arco costituzionale regionale sapeva di questi oltre 700 figli di pie signore... non posso credere che fosse cosa impossibile e quindi siete tutti complici !!!
Lunedì 9 Aprile 2018 mi reco quindi nello studio medico, una visita accurata, anche perché reduce di una influenza senza febbre (ho fatto la vaccinazione in quanto portatore di Pace-Maker), ma con uno strascico bronchiale che malgrado gli antibiotici, mi ha accompagnato per dicembre-gennaio. Nuovo riscontro di una bronchite, nuovi antibiotici e la prescrizione Urgente di un esame Radiografico al Torace.
Sorridendo allora mi rivolgo al medico :"Ma Dr. Urgente a Senigallia che cosa significa ??? Tra tre mesi ???" e lui sorridendo ribatte :" tranquillo Franco, domani vai in radiologia e vedrai che la lastra te la fanno in giornata!!".
Per nulla tranquillo, il mattino di buon ora, 10 Aprile 2018, mi presento in Ospedale. Faccio le tre scalette ed apro la porta dell'ingresso della sala Accettazione, Cassa, Esenzioni... Una trentina, quaranta persone, in attesa di un visto, un timbro, una delle solite operazioni burocratiche che solo menti malate possono pensare ed obbligare.
Un attimo solo e penso che se sto lì ad attendere il mio turno, altro che urgenza e risposta in giornata... ed allora apro la porta a scorrimento che mi introduce nell'area ospedaliera e mi incammino, tra un colpo di tosse ed una benedizione a chi ha ridotto un Ospedale in un ambulatorio ed anche male attrezzato, verso l'altra reception del servizio di Radiologia e Diagnostica per immagini.
Non c'è un'anima di utente... solo una ragazza volontaria del servizio civile che chatta e due impiegate nei loro box. Prendo il numero vergognandomi di fare la figura del fesso... prendo il numero che mi evita di fare il "furbo" passando avanti o quello di evitare che qualcuno mi passi avanti. Scatta il numero di prenotazione, presento la richiesta ad una gentilissima impiegata, che visto che non c'è nessuno mi aggiorna anche l'esenzione, che avrei poi dovuto andare a porre fatto l'esame, in quella lunga fila di cui ho parlato sopra.
Sbrigata l'incombenza della registrazione con tutti i codici a barra che dovranno essere apposti sull'esame, mi reco nei locali di attesa per l'esame.
Tre persone che stanno attendendo. Appena arrivo il tecnico di laboratorio mi prende l'impegnativa e tutte le carte che mi hanno affidato in prenotazione e mi invita a seguirlo. 
Tempo di togliermi pullover e camicia, due immagini, cinque minuti ed è tutto fatto.
:" Si armi di pazienza, perché c'è da attendere un po', perché la Dr.ssa è sola e ci sono tanti esami da leggere..."
Rientro in sala di attesa e chiedo se anche le persone presenti sono in attesa della risposta. Affermativo, perché mi spiegano che il servizio radiologia del Pronto Soccorso non funziona (già da qualche giorno - Oggi 23 Aprile - voglio augurarmi che sia ritornato alla normalità... nel senso che funziona!!) e quindi i pazienti che ricorrono alle cure del PS vengono portate attraverso i tunnel da rifugi antebellici, nel servizio di radiologia in cui noi siamo tutti in "paziente" attesa, usufruendo, loro, di una giusta precedenza.
Sono le 11,26 come certificato sull'esame, quando ricevo la risposta (dalle 08 del mattino!), per un esame della durata di cinque minuti.
Nel pomeriggio sono nello studio del mio medico per portare l'esito e discutere sul da farsi. Al momento nulla di grave se non per la parola "Nodulo di 5mm....", che mette sempre in allarme. Non per me, e non per fare il coraggioso, forse il vigliacco, quello si, perché di questa vita mi sono rotto sinceramente e veramente le bipbip. Ecco che allora scatta la seconda operazione, quella degli accertamenti.
Ecco allora Analisi del Sangue e delle Urine, Visita specialistica dal pneumologo, TAC al torace... Volete conoscere altro... vi lascio, malignamente, come fanno in TV con la pubblicità
... Tra qualche giorno vi faccio sapere lasciandovi con la curiosità... 








di Franco Giannini

mercoledì 18 aprile 2018

Da "Eccellenza" ospedaliera a "ridicola" immagine di quanto accadeva sotto la tenda di "M.a.s.h." di datati telefim

... e se così fosse l'Eccellenza" di oggi, come rappresentata nella foto, già rientrerebbe nei canoni dell'efficienza, ma così, purtroppo non è...

E quello che accadeva sotto la tenda di Mash era contrassegnata dalla voluta ironica, ridicolaggine del voler far sorridere per cui era nato a quella serie di telefilm.
Ben altra cosa è quando la realtà non rasenta l'immaginario, ma perfino lo supera senza alcuno sforzo.
Era il 4 Agosto del 2017 quando scrivevo di una mia iniziale esperienza nell'Eccellenza della Sanità pubblica locale. Una specie di inchiesta "alla buona" la cui conclusione della "prima puntata" terminava con un "Per il momento fermiamoci qui, ma la storia continua e malgrado essa possa servire a pochi, vi terrò informati."
Ed invece non mi sono più fatto leggere, perché ritenevo che nel giro di pochi giorni il servizio che richiedevo sarebbe stato assolto nel migliore dei modi. Ed invece, al momento in cui sto scrivendo, ho ancora un appuntamento in sospeso previsto per venerdì 27 aprile ore 12,30. Consiglio il memorizzare tale data, perché ha la sua importanza  in fatto di disorganizzazione ed incapacità nella gestione di Complessi Sanitari.
A svolgere il compito di "Crociati", ultimi, strenui difensori. sono pochi anziani di correnti politiche più disparate, quando non sono persino di idee contrarie tra loro o quando non sono assolutamente apolitici. Gli ultimi combattenti (anziani in maggior numero!! purtroppo) che hanno compreso che la "malattia" non ha colore politico (e neppure età...!!). Gli unici a credere di essere esenti da tali disgrazie,  lo sono ancora quella manciata di incoscienti e disponibili ad apparire anche incompetenti (ma io non credo che lo siano) perché il loro dispotico partito di appartenenza glielo chiede o meglio glielo impone. Ma ricordino costoro, mi si permetta la ripetizione, la "Malattia" non ha colore politico, come pure l'età e la cura della fisicità di un corpo ben allenato ed oliato. E ricordino anche che i nodi prima o poi sono destinati ad essere trattati dai denti del pettine... ed allora saranno dolori. O meglio per i loro  volgari spocchiosi, arroganti atteggiamenti comportamentali, un esempio ad hoc, più alla portata della loro sensibilità : non si fa sotto la neve ché prima o poi la si scopre. Le "feci" degli addetti ai lavori, malgrado i fogli di carta che i loro assessorati, dirigenze, presidenze, pongono a copertura, grazie a quei pochi "Crociati" si stanno scoprendo.
A dicembre 2016 sono stato colpito da una influenza senza febbre, ma con tanta tosse ed una lunga bronchite che ad Aprile 2017 ancora mi sto trascinando. Da qui logicamente è partita, da parte dei medici, una ricerca della motivazione del perché le cure non hanno il sopravvento sulla sconosciuta malattia.
Come sotto la naja: l'Eccellenza della supposta guarisce tutto
E da qui logicamente è partita una serie di indagini cliniche sia a livello di analisi che di immagini.
E si sa, come in questi casi, l' Eccellenza tecnica nostrana (la professionalità è tutt'altra cosa!!) scivola ridicolmente su quella alla M.A.S.H. e devo dire senza neppure eccessiva fatica.
Questo è solo un antipasto di quello che un "Paziente", che ogni giorno diventa sempre più incaz@@@@@o, deve sopportare per poter accedere ai servizi che più che "Eccellenti" da oggi rasentano più quelli limitati ai bisogni corporali... tradotto ?? cessi.
Prima di narrare quella che sarà questa nuova "storia" vissuta, mi sono fatto vaccinare da tentazioni di raccontare tutto sulle pagine di FB, oramai risaputa residenza di intellettuali de "casa nostra", leccac@@@i di parte, contalike di professione... e solo uno su mille, ogni tanto il miracolo, persona affidabile moralmente culturalmente professionalmente attendibile.
La scelta quindi che ho deciso di seguire, onde non farmi trascinare dal vortice del nulla, è quella di pubblicare quello che mi piace definire come "diario senza data", su questo mio blog, che ha un minimo di lettori amici e molti di questi "Pazienti" incazzbipbip
Non vi rimando quindi a domani, ma a quando riterrò opportuno farvi conoscere qualche altra "Eccellenza" e con dati veritieri. Alla prossima.







di Franco Giannini