lunedì 28 luglio 2014

L'Italia conta nel mondo, realmente, quanto un due di coppe a briscola...

...ecco che allora i nostri "Capi" si devono inventare sempre qualche nuovo slogan per cercare di venderci per oro, il guano delle civette !!

Riminiscenze scolastiche, mi riportano a quanto sui libri di testo, apprendevo che a Terni c'erano le acciaierie, a Torino le auto con in testa la Fiat, l'Olivetti, allora macchine da scrivere era sinonimo di Ivrea, a Perugia la dolce Perugina, a Genova, a Monfalcone, a Trieste, ad Ancona la cantieristica navale la faceva da padrone, e se leggevi "Timo" non dovevi intendere la pianta aromatica, ma il logo di Telefoni Italia Medio Orientale sas. 
Ma ricordo che erano anche i tempi di Carosello e come faccio a dimenticare gli spot di allora che le migliori ditte mandavano in onda : l'omino della Bialetti, le gambe femminili che pubblicizzavano le calze Omsa, e poi ancora i panettoni di Motta ed Alemagna, il caffè Lavazza che più lo mandavi giù e più ti tirava su... Ma la lista sarebbe ancora lunga, lunghissima, delle ditte che hanno "tradito" Italia ed italiani portando lavoro, capitali e quattrini che lo Stato aveva a suo tempo elargito per tappare falle e "pompando" interventi a pioggia, rimetterle in linea di navigazione. Ed appena rimesse in linea di galleggiamento ecco il ringraziamento con il conio del nuovo termine che fa molto più imprenditore internazionale, la delocalizzazione. Meglio direi una "defecazione" degli industriali dell'ultim'ora ( per fortuna ancora pochi, ma qualcuno si salva!), senza arte ne parte, figli nati dalle budella d'oro dei loro genitori, gente che farebbe bella mostra, per la tipologia dei loro sentimenti, nelle patrie galere.
Oggi che siamo con la più alta percentuale di disoccupazione dopo Grecia e Spagna, siamo a chiedere che finanzieri stranieri vengano ad investire da noi. Già inizierei con il mutare la qualifica. Vi immaginate voi spiegare che un finanziere ha arrestato un finanziere? Bisogna ogni qualvolta avviene e neppure troppo di rado, specificare che non sono "colleghi" oppure che uno era in divisa e l'altro, l'arrestato, in gessato fuori ordinanza.
Non siamo ancora soddisfatti dei mali arrecati alla nostra industria, ai nostri lavoratori, alle nostre famiglie ed ecco che allora ci stiamo inventando di vendere agli stranieri. Senza comprendere, o facendo finta di non comprendere, che costoro cercano non l' "Affare",ma la speculazione, con l'arma del ricatto, e non vengono da noi certo per fare beneficienza. Affari che i nostri Amministratori, per portare a buon fine costi quel che costi, sono disposti a vendersi le mamme, calarsi i pantaloni ed il brutto, non certo quelli loro.


Per i nostri politici, investire significa far arrivare capitali freschi nelle nostre casse, portare lavoro a quelle persone che sperano ancora in un'anima buona. Invece nell'industria, non esistono anime buone, esistono esseri senz'anima il cui scopo primario è il facile ed ingente lucro. 
Ecco che allora, ci prendono per il collo e ricattandoci ci offrono, prendere o lasciare, il poco e a volte neppure subito. Comperano le nostre attività, ci rubano le tecnologie, l'artigianalità dei nostri prodotti, scopiazzano la manualità dei nostri lavoratori e senza neppure un grazie e in un breve lasso di tempo caricano sui TIR i macchinari e ritornano nel suolo natio. E noi ancora una volta con un pugno di mosche in mano. Ed ancora una volta quello che alla fine ci guadagniamo è l'allungamento della fila dei cassa integrati, dei disoccupati.Tanto lunga oramai, che non abbiamo più neppure i quattrini per pagarla...
Si parla di "Giovani" disoccupati, ma non sappiamo neppure più quale sia l'età che sanziona il confine tra giovane e vecchio disoccupato, perché oggi in casa abbiamo padri e figli in attesa di un lavoro. Almeno per uno dei due! E a far da cuscinetto è la pensione di nonno!
Non abbiamo più una SpA, una Snc, una Srl, ma abbiamo instaurato, giusto per far tendenza, la moda di far seguire o anteporre alla ragione sociale la parolina esotica "Gruppo", "Limited", "By". Siamo si con le pezze al culo, ma dignitosamente! Vuoi mettere tu una pezza ma con un by anteposto al nome?
Oggi abbiamo la specializzazione. Pensate che anche i barbieri si stanno organizzando. Ti insaponano qui e poi con un volo charter ti spediscono per la rasatura a Shanghai...


Ed allora cioccolata turca, scarpe cinesi, panettoni francesi, pomodori marocchini, Vini con le cartine, ecc, ecc, tutti prodotti italiani con tanto di DOC, DOP, IGT, IGP, mi raccomando il BIO e se poi non vi è sufficiente ed ancora non vi fidate, anche l'etichetta EU che attesta la genuinità del prodotto. Ma non date retta, per carità, non ascoltate queste verità scritte sulle etichette, sono tutte bugie, perchè quello che ci è rimasto d'italiano e di questo potete veramente esserne sicuri, quanto meno sulla  freschezza, è il Cetriolo. Si, il Cetriolo ! C'è poco da ridere. Si quello che, ci propinano i nostri governanti quotidianamente, è infatti da qui la garanzia di freschezza, a noi italiani e che noi consumiamo religioso silenzio. O al più, con qualche sospiro!




di Franco Giannini

Nessun commento: