giovedì 9 novembre 2017

Discriminatori, in Italia, persino gli Arresti Domiciliari.

... neppure in questi, i "parrucconi", riescono a dare una sembianza di dignitosa equità !!

E mi permetto di farne una colpa, anche ai titolisti dei giornali, che a volte si spacciano per giornalisti, che così facendo dimostrano di non esserlo, o al più possono facilmente rubarmi il titolo di giornalaio.
E' una battuta la mia, perché non voglio di certo offendere una categoria alla quale ho sempre ardentemente sognato di appartenere. Solo che a volte, quando la cosa si fa ripetitiva, si perde la pazienza leggendo titoli altisonanti per far vendere 10 copie in più, ma nel contempo pigliando per i fondelli migliaia di lettori.
Per l'ennesima volta leggo :" Arrestato" Pinco Pallino, poi nel sottotitolo :"... agli arresti domiciliari presso...".
L'ultimo di questi casi è quello che il De Luca siciliano, neo eletto, ha portato all'attenzione delle cronache, perché i festeggiamenti gli si sono interrotti nel mezzo di un cin cin con la coppa di spumante ed il braccio alzato.
Io il caso, però lo riprendo per un altro motivo. Che poi costui sia colpevole o meno, è cosa grave, anzi gravissima, ma diciamo che al momento, in verità, me ne può fregar di meno.
Si, perché il signore in questione, non è il primo e non sarà neppure l'ultimo, come politico a "trasgredire", ad essere indagato, arrestato, per finire poi prosciolto. Non ne faccio quindi un fatto di giustizialismo, di schierarmi con la curva del pollice alzato o in quella del verso, ma esclusivamente per un fatto di etica sia da parte di chi giudica che di chi riporta il giudizio.
Sono un assertore del fatto che i proverbi non sbagliano mai, ed invece anche questi, raramente, ma sbagliano. Ce n'è uno che non riporto interamente per decenza, ma è comprensibile seppur interrotto :" Chi ha fortuna? I gobbi, le pu**@** ed i cu@à+*tti", tre categorie che secondo il metro popolano "portano fortuna" , ma che a loro la fortuna li ha abbandonati fin dalla nascita. Invece costoro sono tutt'altra cosa: portano disgrazia ai più e o non li colgono con le mani sulla marmellata o se li colgono hanno un santo dalla loro parte, che si può dire senza timore di essere smentiti... che hanno un gran... fortuna.
Chi viene graziato dal tintinnio delle manette, dal disonore di sentirsi dire "E' dichiarato in arresto" (o almeno per molti una volta lo era, oggi un po' meno), o dall'ispezione personale all'entrata del carcere, non è un individuo "Arrestato", è, in generale, uno che ha avuto fortuna, o i quattrini per pagarsi un buon avvocato, o a volte anche la raccomandazione giusta al momento giusto indirizzata alla "persona" giusta. E tutto questo, forse anche per vergogna stessa di chi lo ha permesso e di chi lo ha pubblicato, lo si cela dietro due parole, scritte con caratteri più minuti rispetto a quelli di "Arrestato", che sono "...Ai Domiciliari...".
Ma evidentemente anche il mondo dei farabutti è suddiviso in caste. Ci sono i delinquenti in Porche difesi da Principi del Foro, ruba galline a loro volta difesi da avvocati ma vassalli dei Principi, ed infine Politici-Amministratori che costituiscono quell'élite "castaiola" a cui andrà tutto bene a prescindere di chi sarà il loro protettore, ma nel mondo falso in cui fluttuiamo oggi, ti vogliono dare a bere che i loro non sono misfatti, ma atti sostenuti alla stregua di un martirio.
Ecco che allora ai primi  si aprono le porte delle loro lussuose abitazioni complete di tutti gli agi, compresi figli e mogli (o mariti); ai secondi, abitazioni topaie, case protette o similari; ed alla Casta, villette, ville datate del '600 magari nei Castelli Romani con un occhio puntato sulla Capitale, oppure residenze con ettari ed ettari di giardino con piscine e vigneti ubicate nelle terre ridenti e colte della Toscana.
Ma le pene detentive o di restrizione, non dovrebbero essere eque, siano esse in fase di attesa che di definitiva condanna? Ed allora perché qualcuno usufruisce al massimo di una TV e di un fornelletto per scaldarsi la minestra o sniffarsene il gas, ad altri invece un semplice letto (quando non è una panchina sotto le stelle!), un pasto caldo ed il tetto sopra la testa seppur insicuro; quando poi ad altri è concesso tutto e più di tutto: da una piscina, ai famigli, dalla palestra ai famigliari, si, anche perché l'uomo n'è de legno?
Per carità, fattelo, continuate nell'indecenza a farlo, ma quantomeno abbiate almeno un minimo di rispetto, di decenza per voi stessi.  Non ci pigliate per i fondelli, cercando di volerci far credere che in questa "itaglietta" da due soldi (non da due €, sarebbe come dire che ci siamo lasciati la crisi alle spalle) in cui viviamo, almeno la "giustizia"  è cosa serie ed equa. Perché così non è, malgrado quel cartello assurdo ancora mantenuto sopra la testa dei giudici togati.







di Franco Giannini

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