domenica 23 maggio 2010

GLI OSPITI DELLA CASA PROTETTA.....

....Continua....

Capitolo 8°
IL BATTESIMO


FAUSTINA : Tutto in case se faceva.
MICHELINA : Una volta per battezzare il figlio si doveva chiamare come il nonno.
ANGELA A. : Io infatti ho il nome di nonno che è morto l'estate e io sono nata a dicembre.
MICHELINA : Un parente di papà si chiamava Michele, mi ha portato al battesimo e sono diventata Michelina. Io c'ho due nomi, anche Isabella, la mamma di mio papà.
LUCIANA : Io porto il nome di nonna.
FAUSTINA : Io sono nata a Ripe, era morta una donna di nome Faustina e babbo mi ha chiamato come lei.
MICHELINA : Una volta si rispettavano i genitori.
TERESA : Era morta mia nonna, la mamma di babbo, mio nonno mi ha detto mi sono stufato di chiamare il nome Teresa allora mi ha chiamato no Teresa, ma Teresina.
FAUSTINA : Una volta si faceva il battesimo dei desideri, quando ancora il bambino doveva nascere.
DINA P. : I genitori ai padrini dei figli li chiamavano compari e comari.
ERSILIA : Una volta li battezzavano subito.
QUINTO : Perchè morivano, secondo la religione cattolica il bambino non battezzato andava in purgatorio, mentre se era battezzato andava in paradiso.
FAUSTINA : C'era un lumino che simboleggiava la luce dell'anima.
QUINTO : Facevano le domande al padrino.
FAUSTINA : Si perchè lui non poteva rispondere, gli davano l'acqua nella tgesta, il sale nella bocca.
TERESINA : Il sale si metteva così i bambini cominciavano a mangiare.
ERSILIA : Il sale voleva dire la sapienza!
QUINTO : E' tutto normale, vai in chiesa e c'è il prete! Al battesimo di mio figlio c'erano amici nostri stranieri che hanno chiesto di fare loro da padrino e madrina.
MICHELINA : A me mi ha battezzato un cugino di mio padre.
QUINTO : Per me l'unico battesimo importante è stato quello di mio figlio, perchè mia moglie prima ha fatto cinque aborti.
TERESINA : Io ho fatto due gemelli, pesavano due chili l'uno, erano piccoletti e dopo tre giorni mio marito ha voluto battezzarli subito e li hanno battezzati due vicinati, perchè non sapevo che ne nascevano due fioli. Tutti contenti erano di chi du fioli ! Chi portava la vestina, chi portava qualcosa.
FAUSTINA : Mio cugino viveva in America e mio zio lo ha portato a battezzare in Italia quando aveva quattro anni!
TERESINA : MMi ricordo che non c'erano i termosifoni.
STELLA : Io non ci sono andata mai.
FAUSTINA : Quella volta le madri non ci andavano, andava solo il padre.
DINA : Solo il padre di famiglia ci andava.
QUINTO : Da me c'è venuta anche mia moglie.
DINA : Perchè una volta la donna stava a letto una settimana e non usciva.
TERESINA : Una volta si partoriva a casa.
MICHELINA : Mi venivano a chiamare; arrivavo lì, quella che doveva partorire era pronta. Una volta c'erano due signore anziane che non facevano niente, avevano paura e gli ho detto :" Non dovete avere paura, mettete a scaldare l'acqua nel catino, bagnate la mano con l'acqua calda, la posate sulla pancia, massaggiate, massaggiate e dopo un pò il bambino esce". Dopo sono nate due bambine e il padre era arrabbiato perchè erano due femmine.
DINA P. : Al battesimo tre nomi si davano: Uno lo dava i genitori, uno il padrino e uno il parroco che metteva sempre Maria.
ERSILIA : AH ! Non mi ci fa' pensà ! Non riuscivi a connettere, a pensare a qualcosa di buono.
FAUSTINA : Quella volta li facevi tutti a casa, io ne ho fatti quattro, solo uno ne ho fatto all'ospedale perchè avevo un fibroma e il dottore mi ha detto :" Tu devi allattare fino a tardi!" io ho fatto così e il fibroma mi è sparito.
SANTINA : Io ho fatto tre figli, li ho fatti tutti a casa, a me m'ha aiutato l'allevatrice.
DINA P. : Quando ha partorito mia zia, il figlio più grande c'aveva sei anni. Lui ha chiesto da dove è venuto e gli hanno detto :"L'ha portato l'allevatrice" e lui ha risposto :"Apposta c'ha la valigetta!!"
ARMELINDA : Anche io ho partorito in casa, mi ha aiutato l'allevatrice, io ho fatto una femmina.
MICHELINA : Una volta poteva succedere che l'allevatrice levava come una pelle dal bambino e poi la dava alla mamma, era come un vestitino e si diceva che il bambino era fortunato.
FAUSTINA : Adè mettono tutti i nomi stranieri, non è come prima!
MICHELINA : Una volta a una signora in ospedale è nato un bambino morto, a me invece l'avevano tirato via colk forcipe e quella signora, quando mi vedeva, mi diceva :"Te sei stata fortunata!"
TERESINA : Una volta i bambini si fasciavano.
DINA P. : Perchè si diceva che così gli venivano le gambe diritte.
FAUSTINA : Una volta i bambini venivano messi nel porta-infante.
DINA P. : Era una specie di sacco.
TERESINA : Così stavano caldi e boni.
DINA P. :Per battezzallo se ne faceva uno un pò meglio.
TERESINA : Sei - sette mesi lo portavano.
DINA P. : Fino a che non iniziavano a camminare, poi mettevano le mutandine.
STELLA : Si, anche io li ho usati!
ADRIANA : Anche io ho partorito a casa, mi ha aiutato l'ostetrica, io ho avuto tre figli maschi. Al battesimo ce li ha portato ogni volta la madrina perchè io stavo a letto.
MICHELINA : Anche se non stavano a letto, le madri non sono mai andate insieme alla madrina a battezzare il bambino. Prima di chiacchierà bisogna sapelle le cose !!

....continua....

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Franco sei un drammaturgo, qui la qualità è pari o simile con Ibsen Pirandello, Edoardo De Filippo, manca solo la quantità e la rappresentazione,ma culturalmente parlando è roba di lusso.
Caso mai passi a Marzocca se ti và una volta potresti venire a trovarmi nella mia soffitta d'artista bohemien e vedere la mia produzione.ciao.

www.dariopetrolati.it ha detto...

trovata la trama se così la si vuol chiamare fluido scorre il racconto
e franco che ha sentito avvertito le anime e i soffi anche di quelli che ancora si trascinano appoggiano a malo modo dice per loro o fa dire cose che sono successe

fuori la città non sa o finge dentro le mura che franco scambia per protezione

a me i vecchi e chiamiamoli per nome fanno impressione
hanno i tratti dei volti e tutto il corpo ormai bastonato dai sacrifici dagli anni
sembrano coscenze
chè sempre non ci si illuda portandoci alla realtà solo crudele

scivola piano il vestito pare teatrino il loro parlare gestire
vogliono farci capire la cruda realtà
che tutto il tempo dei sogni e delle caste ambizioni è fuggito
e forse non lo sanno

tentano il sorriso quando qualcuno li va a trovare
nascondono un pianto che non conosciamo nemmeno immaginare

la minestra imboccata sbrodolata mentre il tempo passa e chi aiuta a mangiare pulire il volto dura anche troppo chè fuori ci sono gli amici i conoscenti per andare al bar per un caffè

fare un giro in bici vedere quello che "i protetti" forse non sanno più nemmeno esistere


pietà commozione sentimenti veri dovuti
che vergogna simili visite non recano gioia
eppure sarebbe umano giusto
anticipare ad ogni abbisogna che sappiamo può attendere sempre

il tempo per noi fuori liberi ancora
ha una diversa dimensione.
continua franco
amico mio
dario.

enrico dignani ha detto...

l'anonimo di Marzocca è Enrico Dignani non m'ero accorto d'esser anonimo.