martedì 17 marzo 2009

COME VECCHI CUCCIOLI....

di Franco Giannini

Un cancelletto con chiusura elettrica, un cartello che raccomanda al visitatore di richiuderlo una volta entrato, un anonimo giardino, un camminatoio levigato come un biliardo, ti introducono in un ambiente silenzioso, quasi misterioso, almeno ai molti che vi entrano per la prima volta. L'ascensore, lentissimo e senza scosse, sembra quasi fermo, mi conduce al terzo piano. Alle pareti del breve corridoio cartelli multicolori ed una gigantografia con visi di persone conosciute. Si entra nella sala che con un tocco di snobismo chiamo "a mangè", insomma nella sala da pranzo, grande e ben illuminata da numerose finestre che sbirciano sulle cime dei pini del giardino. Tavoli ordinati su tre file, sempre apparecchiati o coperti da tovaglie, ma sempre pronti all' uso. Dal soffitto, ancora pendono i festoni di carta multicolore, da togliere e riporre per l'anno prossimo, ultimi evidenti strascichi di quelle feste carnascialesche già dimenticate. Sulle pareti tanti cartelli: una grande goccia disegnata e ritagliata al cui interno, con una scrittura in un corsivo elementare, la spiegazione del titolo "Il Ciclo dell'Acqua". Illustrazioni fanciullesche e colorate completano visivamente esemplificando le spiegazioni in essa contenute. Altri cartelli, sempre colorati, illustrano e spiegano quali sono i giorni della settimana, i mesi dell'anno, le stagioni, i proverbi, un collage sulle bellezze del mare. Se non sapessi dove mi trovo ed il perché sono qui, mi verrebbe a pensare che sono capitato in una scuola per l' infanzia, quella che una volta, con semplice realismo, si chiamava Asilo Infantile. Ma non si creda che l'errore sia poi tanto distante dalla realtà. Perchè sempre di asilo infatti si tratta, anche se quello che cambia è il suo vero nome, l'età dei fruitori del servizio, l'uso a cui esso è adibito. Non è infatti un "asilo infantile" ma un "asilo senile", un asilo per i nonni...una Casa Protetta. Si dice che gli anziani più passano gli anni e più ritornino ad essere bambini ed ecco che infatti, qui, si ritorna a parlare di pannoloni, di minestrine, di omogenizzati, di carrozzine, di carezze, di acrobazie per farli mangiare e bere, di cure particolari per la pelle rugosa ma nel contempo ancor più sensibile, di pratiche ricreative per continuare a tenere impegnati il più possibile quei cervelli ormai stanchi, di brevi passeggiate per chi ancora riesce a muoversi sulle loro gambe seppure malferme. Un asilo in cui al vociare allegro dei bambini, è stata sostituita la ripetitiva, ed a volte angosciosa, richiesta di attenzione. L'attenzione c'è, solo che la mente di chi ne fa richiesta, non la percepisce più o dimentica di averla ricevuta un istante prima, ed allora ecco che diviene non altro che un disco dalla puntina rovinata, fermo nella monotonia di un lamento ripetuto. Tantissime carrozzelle, pochissime quelle dello stesso modello, ma quasi identiche nel loro contenuto umano. Più fortunati, si fa per dire, ma pochissimi, coloro che ancora sono lucidi e collaborano con le iniziative ricreative-stimolanti-curative, per gli altri, purtroppo è come se fossero lì parcheggiati in una sala d' aspetto di una stazione, in attesa di un treno senza orario, ma il cui passaggio è sicuramente programmato. E sono il numero maggiore di questa specie di scolaresca. Alzahimer, Demenza Senile, Parkinson...sono malattie che ti fanno spavento prima che ti colpiscano, poi una volta colpiti non procurano più dolore, se non a coloro che ti stanno vicino e che vedono il tuo essere, regredire in ogni cosa. L'avevo visto entrare qui (il nome non ha importanza), circa 6 anni fa, con le sue gambe, perfettamente in forma se non fosse stato per quello sguardo fisso con gli occhi un pò troppo aperti. Era un bell'uomo, poco più che sessantenne, distinto, dicevano un dirigente....diagnosi: Alzahimer ! L'ho visto "progredire" nelle sue fasi disabilitative, lentamente, ma continue, dal mutamento dell'espressione del viso, al passaggio dall'andatura da normale a quella trascinata insicura con le ginocchia semi piegate quasi a camminare seduto e poi al definitivo passaggio sulla carrozzina. Ma quello che mi ha fatto male e mi ha dato da pensare, è stato ieri, quando l'ho veduto intento a giocare con due animali di peluche che gli avevano regalato e posato sopra la mensolina agganciata tra i due braccioli della carrozzina a mo' di seggiolone...Come se la sua intelligenza si fosse dissolta, evaporata. Una immagine che mi ha lasciato fermo a riflettere e che mi ha ricondotto al caso quasi dimenticato di Eluana Englaro. Mi sono posto allora domande come : "Ma è vita questa ?" "E' giusto che quando la luce dell'intelletto si spegne io debba continuare a vivere nell'incoscenza ?" "E' giusto che degli sconosciuti, per ragioni che non mi interessa conoscere, debbano decidere per me, su cosa fare non della mia persona, ma del suo contenitore ?" "E' giusto che la Religione si associ per impormi una Legge Divina che rispetto solo per riguardo di chi ci crede, ma da cui io mi dissocio perché non credente?" "E' rispetto questo ?" E' Libertà questa?" "Non è questo, forse, un oltraggio alla mia dignità di essere umano, ancora con la facoltà di esprimere una mia volontà, prima che mi sia poi impossibile?".
Voglio che lo spettro con la falce, quando verrà a prelevarmi mi trovi in vita e possa dirle "vieni avanti, non ho paura", non voglio che venga a ritirare un corpo che è già morto da un pezzo e che tutti, per il solito penoso buonismo, vogliono credere che sia ancora in vita.

16 commenti:

enrico dignani ha detto...

Bellissimo post ... l'idea mia è che per lo Stato il parlarne complica le cose, lo induci a regolamentare a considerazioni umanistiche uguali per Tutti e questo rallenta le dipartite dei molti, i vecchi costano e non producono, la vecchiaia è al massimo tollerabile fra i benestanti,tutto il resto è affidato al silenzio alle circostanze.Poi caso mai c'è il Paradiso.
Spero d'aver scritto cose sensate.
ciao

Anonimo ha detto...

Una volta ho detto a una mia amica psicologa: "se mi ammalassi di Alzheimer mi ucciderei da sola". E lei ha risposto: "anch'io. Ma il problema è che è una malattia che toglie la consapevolezza e dunque, anche la volontà di suicidio".

Che la sorte ci assista e ci faccia morire magari con la carrozzeria e il motore completamente degradati, ma col cervello che ancora riconosce se stesso. Oppure, come è successo a mio padre, all'improvviso. Stai parlando con la tua amata figlia e d'un tratto il cuore non regge più. Certo, ritrovarsi tra le braccia un amatissimo padre che ci chiede il perché di quell'ultimo affano è tragico. Ma è la morte del giusto, dicono. Riuscirò a essere giusta quanto basta? Mi meriterò quella morte?

Bel post, Franco.

Anonimo ha detto...

scusatemi, non ho firmato, il commento precedente è mio.
mariangela

Franco Giannini ha detto...

@ Mariangela (almeno credo)
Ecco perchè VOGLIO, non desidero, ma VOGLIO, che mi lascino decidere della mia vita, a mente fredda, fintanto che il cervello ancora mi funziona.

Serola ha detto...

ho assistito e visto morire due persone, una ormai intellettivamente assente ma con il corpo che non voleva arrendersi, ed un'altra che invece si è ritrovata vigile intrappolata in un organismo che non funzionava più e che piano piano la stava portando via... la sofferenza della seconda (e per la seconda) è stata incommensurabilmente maggiore.

personalmente credo che la domanda da porsi di fronte ad una vecchiaia estrema (oppure ad una estrema malattia) non sia se quella è vita, se è giusto continuare ad assistere persone che sono ormai incoscienti, quanto cercare di capire se quelle persone soffrano oppure no: un essere umano ormai demente per la malattia o l'età, che gioca con dei peluches, forse è felice nella sua totale assenza di sè.

resta il fatto che ognuno di noi dovrebbe avere il diritto di scegliere se e come andarsene, per non trovarsi poi a dover dipendere dalla decisione di un altro

detto ciò, ora però posso concedermi qualche gesto scaramantico? ;)

lunga, sana e felice vita a tutti
ciao
Sere

Franco Giannini ha detto...

@ Serena
Il punto principale di tutto quel gran parlare sta racchiuso in questa tua frase :"...resta il fatto che ognuno di noi dovrebbe avere il diritto di scegliere se e come andarsene, per non trovarsi poi a dover dipendere dalla decisione di un altro.".
E' giusto e doveroso continuare a curare chi lo vuole, come lo è altrettanto aiutare a terminare quello "schifo" di vita a chi ha formulato questa decisione per iscritto o verbalmente.
"... la sofferenza della seconda (e per la seconda) è stata incommensurabilmente maggiore." evidentemente non è stato una questione di diversità di affetto, ma perchè forse la prima, attraverso un corpo non più reattivo, ti ha abituato lentamente, a prepararti, con una percezione della morte su quel corpo che morto non era ancora solamente per l' anagrafe.
Come non permetterti però di concederti gesti scaramantici,... fai pure,... vista la tua età ne hai tutto il diritto... almeno che ci lascino quello. Forse già sei andata anche oltre il tuo dovere, leggendo e poi ancora commentando questo post riguardante un argomento che dovrebbe essere vietato per quei giovani che non abbiano ancora raggiunto la "maggiore età"del post pensione.
Un caro saluto e ...manco devi pensarci a ste robe...

www.dariopetrolati.it ha detto...

La vecchiaia bavosa mi fa schifo
come mi fa schifo tanta troppa roba
vedere la mamma incoscente lamentarsi pel dolore oltre 10 anni i medici d'ospedale e quello di fiducia che insistono e ti dicono speriamo che finisca presto sto martirio null'altro
La perdita di dignità
il dolore sopportato anche se non sappiamo scientemente dall'ammalato
tutto il mondo attorno alla malattia
al mondo di chi soffre deve assolutamente avere una morale diversa
manca etica assieme a troppi impiccioni potenti-casta politica -casta chiesastica- che ricattano con leggi imbrogli e parole promesse false
Olga si augura di morire per infarto sempre e mi ha fatto giurare di bruciare il suo corpo
Magari mi dice nei momenti migliori che se si accorge prima scappa e fugge per un posto dove nessuno potrà nè vederla e riconoscerla
non voleva venire al mondo ma ora che deve solo subire e non conta un cavolo il suo parere in ogni caso allora sta sempre lì ad aspettare il segno premonitore che a sto mondo non vuole lasciare nemmeno il ricordo di esserci stata
io da maschio ho solo tanta vigliaccheria addosso
con mia madre avevo bisogno di aiuto ma i medici anche se compagni non mi hanno aiutato per mamma
allora non prego
non so più pregare da quando avevo 18 anni e don.Gaudio il mio confessore spirituale-il gesuita di Senigallia-mi fece scappare chè toccava-toccava sto porco
nessuno dovrebbe essere giudicato per la scelta ultima bensì aiutato e rispettato
Ora anche Franceschini e la Bindi di fronte alla domanda schietta si ritraggono chè hanno fede e dicono che noi abbiamo corpo-anima ed altro che ci è stato donato, insomma noi non siamo proprietari del nostro futuro
la ricchezza forse i soldi potrebbero comprare complicità anche da fedeli potenti per far si che la nostra volontà sia rispettata
Imfamità e dolore.
non commenti tristi solitari desideri senza togliere nulla ad alcuno.
Franco non mi provocare più con cose così importanti e serie.
Mi fai pensare a quanto poco siamo.
grazie comunque pel tuo impegno civile,
dario.

LorenzoMan ha detto...

Sto assistendo da anni alla morte di mio padre.
Anche lui diceva sempre di voler andarsene di colpo, magari un pò prima ma senza tutta "la trafila" che è invece costretto a fare.
Quando ascolto, disgustato, il parere della politica e della religione sulla nostra vita e morte, mi viene da pensare sempre la stessa cosa.
Un giorno queste persone saranno (almeno così loro credono) al cospetto di Dio, che spero gli domanderà:"Cosa altro devo fare per non farvi soffrire negli ultimi anni della vostra vita? Vi "anestetizzo" il cervello, cerco di non farvi sentire dolore, faccio in modo che smettiate di nutrirvi e vi spegnate piano ma senza troppo soffrire. Voi attaccate i vostri simili a delle macchine, le alimentate con delle sonde, le tenete in vita, tra mille sofferenze, forzando la natura e dite di fare questo in nome mio. Ve l'ho mai chiesto?".

Nei due mesi in cui non si è parlato altro che di Eluana e la nostra classe politica si è così tanto prodigata (e pubblicizzata) a salvarle la vita (??), a Milano sono morti 9 barboni di freddo e fame.
Ma quelli non facevano notizia.

Franco Giannini ha detto...

@ Lorenzo
Mi rimane solamente la speranza che per definire questa questione, si ricorra ancora una volta, alla legge di Ponzio Pilato: REFERENDUM.
Ancora una volta i nostri politici e la religione di Stato si vedranno battuti dal popolo, come già avvenuto in passato per il divorzio e l' aborto. Perchè la nostra politica è ottusa e noi italiani non siamo di certo dei religiosi convinti....siamo solo dei falsi, buonisti, perbenisti alla "domenica".
Del bene lo si fa anche (e molti lo sanno ma hanno timore di affermarlo apertamente) avendo il coraggio di non prolungare il male di una lunga, penosa, agonia.

Anonimo ha detto...

Un'amica di una mia amica è appena morta di tumore al polmone tra indicibili sofferenze perché la dose di morfina non bastava. E' morta lucidamente urlando che facessero qualcosa. Forse che il non voler raddoppiare o triplicare la morfina avrebbe evitato la morte? No. Ma farlo, avrebbe certamente consentito che la morte, forse più rapida, fosse "buona" se non giusta...

E' questa la pietas cristiana?
mariangela

www.dariopetrolati.it ha detto...

C'è morte e morte
quella violenta dei caduti sul lavoro
quella dei giovani in macchina o a piedi
Quella lenta orribile
anche se in casa nella stanza che sa di morte
vendetta divina
indiffernza di chi pontifica ordina
La morte di mio padre mi è sembrata nulla
dopo solo dopo
quando l'ho visto rifatto dai becchini
col sorriso quasi
giallo da schifo
ho sentito rabbia e per la prima volta ho provato colpa
La mamma
10 anni barricata sul letto giù in casa a Senigallia a lamentarsi pei dolori tutti
ed era diventata stupida e piccina corta
ma urlava sempre per le sofferenze
ed i medici quelli anche amici e compagni quando capivano che stavo per chiedere il favore estremo per non farla più soffrire
scappavano:
non si può c'è la legge
non ho capito quale legge obblighi a morire tra strazi e soffernze quando non c'è più speranza
Il dolore è il trionfo di qualcuno ed io questo qualcuno
lo odio
non credo chi sia cosa provi a far morire così come se fossimo cose
Olga vuole essere polverizzata
abbiamo fatto le pratiche da tanto
dei figli nipoti non ci si può fidare
La religione e lo stato,cos'è?,vietano danno ordini ed io non voglio subire
Verrà la morte anche per me ed io non voglio sapere come e quando senza pianti
sparire un attimo prima di fare schifo.
dario.

LorenzoMan ha detto...

...sparire un attimo prima di fare schifo.
Hai ragione, Dario.
E' proprio tutto quello che si chiede.

www.dariopetrolati.it ha detto...

LORENZO-MAN,
è da un pezzo che non ci si sente
eufemismo infelice ma non importa chè tu capisci sempre lo stesso vorrei sapere e non per curiosità come ti va
Tutto LorenzoMan,eddai con ste sigle,Lorenzo oltre alla tua intelligenza forza d'animo lealtà sensibiltà e bellezza fisica cosa ricordo non so
c'è sempre Piazza Roma e i denti il bellissimo sorriso di Fede
alla quale ti prego porgi i miei più cari saluti congiuntamente al suo bambino che non conosco
è stata una brevissima conoscenza che sempre ricorderò per la pulizia dei vostri sguardi
come se fossimo amici da sempre
a te Lorenzo intendi a te quello che è il tuo privato impegno con Alessandro come va
tutto prosegue per come meriti vero
cose belle migliori alla tua famiglia da te protetta.
Quì tra i vecchi tu non centri tirati fuori.
un abbraccio ma il caffè lo avanzo o te lo debbo io?
Ciao
dario.

fede ha detto...

Caro Dario, i tuoi saluti sono già arrivati!
Ti ringrazio per i complimenti a me riservati e sono molto contenta che non mi hai dimenticato.
Spero che potrò farti conoscere il mio Fede al più presto e poterti offrire un gelatino estivo.
A presto. Fede.

www.dariopetrolati.it ha detto...

la bella Fede
ha già risposto
non so chi ringraziare
vuol dire che dovrò venire giù pel gelato e non tanto grosso l'importante che lo possa gustare assieme a voi amici tanto giovani per me
belli e lo sapete
come scordarvi impossibile
penso però che non sia giusto leggere sul bel blog di Franco come la vita è fatta
saltate passate alle venture marine con aquiloni e leggete sempre
difficile sarà fregarvi allora e se qualcuno dovesse provarci non sarete mai complici
mi raccomando Fede aiuta spingi il piccolo Fede che non conosco a leggere anche i manifesti magari
quelli colorati del circo
state sempre lontano da chi promette
di natura siete impastati positivamente ed il sorriso sempre contagiate chi vi è accanto
Piazza Roma mi ricordo come se fosse un film di Fellini.
Un solare augurio a chi lo accetta
dario.

www.dariopetrolati.it ha detto...

Alla solita ora
anzi più tardi
e stasera e domani lo stesso
mi pesa fisicamente
mentalmente
mi accorgo quando sono a tavola
seppur abbia saltato il pranzo
io mi nutro nuovamente di caffè adesso proprio che non dovrei
che lo diceva Maria Corti nel suo bellissimo "filo di lama"
allora io colgo l'occasione per gettare le energie ,quali?,restando a studiare e onorare impegni per amici amanti mentali posto di lavoro
Tanto quello che di me avanzerà cosa potrebbero farci manco al terzo mondo lo vorrebbero
allora sbrodolo sulla carta facendo ghirigori disegnetti insulsi che finiscono poi per rendere la pagina solo sporca null'altro
ieri sera c'era una telefonata lunga
quando stavo per riposarmi la mente intendo prima di ascoltare la radio nel mio studio Olga mi ha detto e non so perchè:
l'hanno comprata
a Riccardo la chitarra
che fatica dio mio parlare dire dopo na mesata di silenzio assurdo
Non mi è importato
non ho risposto
e solo stamane lontano lontanissimo posso immaginare la gioia del Bambino che dall'anno scorso ad ora ha fatto tanti progressi ed ama davvero la sua chitarra ora
quella identica alla mia
davanti a me poche volte suona anche perchè pochissimo lo vedo
Ma per Olga che gli regala figurine suona Per Elisa ed altro di classico che chiama canzonette
Sandra insomma è contenta a metà:la musica,le poesie , le ciglia lunghe come le mie
Ma dario è un maschio ed a scuola sai poi come son fatti e tu che gli vai a dire che è bello come me,finchè gioca a pallone, nuota e fa sport passi ma tutta questa predisposizione artistica è troppo piccolo ancora.
Ho capito che Sandra pensa ai soldi alla fede di cui è intrisa alle cavolate scusa Riccardo ma tua madre è bella è
sarà quel che ti pare ma a me vai bene così
lei sa
tua madre di me tante cose e mi da suggerimenti
non è questo il posto per parlare di te Riki
avevo già ripreso quei nostri amici giovani
allora non leggere e fai quello che ti pare
sempre
anche quando mi guardi e ci capiamo subito
tacite intese per fregare papà e la mamma
sai che io ti porterei come già feci a mostre e a spasso per vedere dove lavoro
ove sono tanti libri
alla Wiennese
Riccardo meriti un post a parte ed io avanzo da te qualche altra poesia
me lo avevi promesso
mi servono
non diremo nulla alla nonna che si scoccia dei concorsi e dei libri
parola mia
dario.


p.s.
scusa franco se ho fregato il posto e manco quello giusto poi per un bambino
ma ho sentito un rimorso per non avere telefonato a Riki e chiedergli della chitarra così ho scritto qui come sui muri del Maldura.
grazie.
dario.