lunedì 29 settembre 2008

PERSONE E LUOGHI




di Dario Petrolati




Credevo fosse quasi gioco, serio, per grandi e piccini, sveltire la mente ed anche elasticizzare il flusso del sangue, che, magari correndo più svelto, contribuisce ad invecchiare più tardi-capire a bocca chiusa anche tutto ciò che pare intorno con un significato, un senso .
Invece dei cruciverba e delle letture offerte in ogni luogo, non si vende più solo in libreria, questo comunicare a distanza anche con chi non si è mai visto aiuta ad illuderci che siamo meno soli, che magari abbiamo amici che non supponevamo esistessero.
La descrizione di un luogo, un' espressione improvvisa, immagini e sensazioni, ecco allora che si apre una porta di un posto ove tenevamo custoditi i nostri ricordi quasi dimenticati e solo nostri.
Succede di credere e vedere, sentire, come se le distanze quasi non esistessero più, sia quelle temporali che logistiche, apriamo spesso confidenze e sfoghi con chi non abbiamo davanti, si ha quasi la sensazione che non esista tradimento, solo collaborazione aiuto anche se non espressamente richiesto o dovuto.
Quando ci si lascia andare nel senso ottimale della parola può accadere che magari qualcuno ti richiami all' ordine, arrivano frasi che oltre a stupire feriscono e fanno pensare che qualcosa o qualcuno era altro di ciò che si credeva.
Possono arrivare espressioni che all' improvviso ci riportano ad una realtà che fa saltare in aria tutto un pensiero lungo e sincero, chè dall' altra parte magari ti dicono : " ma chi sei, io non ti conosco, sveglia ragazzo", non credere, questo che leggi e ti fa pensare di conseguenza è solo virtuale, la realtà è sulla strada, esci di casa, spegni la radio e la televisione, chiudi la pagina del giornale, spegni il personal e domanda ascolta la voce di chi là fuori magari aspetta una parola pronunciata a viva voce o deve dirti qualcosa che non sai.
Rallenta quello che credevi fosse il giusto modo di affrontare la vita, cammina e pensa a quello che vedi sui marciapiedi vicino a casa, in piazza, sentirai allora dentro nel tuo profondo qualcosa o molto che avevi trascurato o peggio, dimenticato.
Giochi seri come quelli che per caso feci un anno o due fa.
Nel mio blog http://www.dariopetrolati.it/ scrissi dei giochi di bambini giù a Senigallia,
sotto la Rotonda, erano bimbi che giocavano e litigavano sulla sabbia con le palline
http://www.dariopetrolati.it/?q=node/953
Tempo fa mi arrivò, dopo oltre 30 anni, una mail che tra i tanti quesiti, oltre ad identificarsi, mi chiedeva tante domande dure e tristissime vagamente cosa facevo ed altre intime.
Eppoi non posso ancora proseguire su quanto mi chiese e di cosa per opportuno rispetto, solo che dopo tanti anni ricevere quasi una invocazione così come se ci si fosse visti per l'ultima volta solo il giono prima.
Giorni or sono invece mi arrivò una voce che dal 68 a Milano non avevo più udito.
Leggendo sul mio blog "Chi l'ha visto ?" http://www.dariopetrolati.it/?q=node/301, ho ritrovato Dante Venier di Spilimbergo, fu un'amico nel campo dell' editoria al quale debbo culturalmente molto e che dopo indagini vane durate anni ed anni, così per fortuna quasi incredibile ci siamo ritrovati anche se fisicamente più vecchi.
Non voglio parlare di minatorie anonime giuntemi chè poi oltre a non avere senso, si sono spente nel tempo.
Quanto sino ad ora espresso per significare anche che sulla rete "girano" in tanti forse troppi, allora un poco di cautela da chi è in buona fede, da parte delle persona per bene, non è mai troppa.
Velocizzare le comunicazioni, i sentimenti ed i nostri piccoli segreti di amici, diciamoceli a voce come sempre e se si è lontani c' è sempre la carta ed un francobollo, è solo questione di tempo, null' altro.

8 commenti:

Franco Giannini ha detto...

Ad una prima lettura, ho pensato anch' io, che il non scrivere sia una conseguenza legata alla mancanza di tempo. Poi ripensandoci mi son chiesto se ciò non sia invece dovuto ad una perduta dimestichezza con carta e penna, per una sopravvenuta abilità nel messaggiare telefonicamente con pochi vocaboli ed abbreviazioni, eliminando così lettere e telegrammi.
Quindi la tecnica che irrompe nella vita quotidiana.
Riflettendo ancora, mi son detto che tutti i tuoi dubbi sono o stanno divenendo certezze: troppi che navigano e come avviene nei mari infidi, possibilità di incontrare "pirati". Quindi come tu dici "sveglia ragazzi!!".
Ma devo dire che alcuni tuoi amici, svaniti nel tempo, non li avresti rintracciati senza l' aiuto (anche se casuale) della tecnologia (PC-Internet).
Pensa Dario, che ancora continuano ad arrivare cartoline inviate 30 anni fa ed oltre...pensa l' esito che si sarebbe avuto se solo ti fosse venuta l' idea di fare una ricerca dei tuoi amici usando le nostre poste.
Credo che in tutto occorra il buon senso e la misura.
Certo è, che la lettera è rimarrà sempre una romanticheria, soprattutto se scritta a mano, che nessuna tecnica potrà mai sconfiggere...almeno per noi "anziani e inossidabili" romantici.

LorenzoMan ha detto...

Forse il non scrivere, parlando di carta e penna, è dovuto principalmente alla mancanza di condivisione. Finiti i tempi dei diari e delle lettere tra innamorati rimane ben poco.
La rete offre la possibilità di leggere, commentare, controbattere in tempo reale, creare delle agorà che, a loro modo, fanno informazione più di tanti articoli scritti "a senso unico".
Io faccio tutto questo da un anno, ho ritrovato il piacere di scrivere e di leggere, non ho mai fatto brutti incontri, semmai il contrario. Sono stato a cena con 40persone che conosco solo attraverso i loro blog, ma che sono esattamente come le leggi e sono delle gran persone.
Della carta e penna resta l'indiscutibile fascino, ma sono le parole ed i sentimenti con cui si scrive a fare la differenza.
Di cattivi è pieno il mondo ed internet, che ci piaccia o no, è il mondo.

www.dariopetrolati.it ha detto...

I nomi" nuovi " io non conosco, solo mi fa piacere constatare che persone di cui nulla so partecipano dicono sensazioni loro chè allora mi viene anche più forte il desiderio di conoscere sapere che aria tira giù , laggiù a Senigallia ,ove ho lasciato ricordi che ora mi sembrano pochi sciocchi,chè ci sono stati ragazzi che sono passati sopra le mie impronte cancellate anche dal tempo.
Stavolta il tema,il soggetto titolo era su quanto può e come influisce la comunicazione a mezzo rete e la differenza con lo scrivere "a mano".
A me neofita di questa strumentazione fa comodo chè accorcio il tempo per raccogliere il lavoro ,se impiegassi la penna mi ci vorrebbe il doppio.
Tecnicamente nulla da dire, ma comunicare in rete ed usare sigle che mi permettono arrivare a persone e senza vederle o udire la loro voce mi fa sentire "usato" ed anche pericolosamente villano.
Arrivo a qualsiasi ora a casa altrui e lascio mie impronte , come se telefonassi di notte quando la giusta gente riposa.
A me poi , avendo sparso il mio indirizzo un pò troppo in giro,arrivano supposti pensieri da luoghi e persone che spesso mistificano,debbo difendermi o cancellare ,servirmi di un ufficio che tuteli oltre che il mio lavoro anche e le tante " conversazioni " che scaturiscono dall'usare il pc.
Da Trieste più volte ed anche da Madrid , dopo laboriose indagini effettuate da amici che di professione espletano mansioni quasi poliziesche sono arrivate " strane proposte ed anche minacce".
Sono inconvenienti superati, ma il fatto che altri , gente che non conosco possa infiltrarsi così come se fosse normale colloquio,allora mi vengono riserve e tante chè tutto trovo tranne sentimenti.
I miei colleghi,gente che conosco e tanti , troppi,sorridono chè se rende , se c'è convenienza anche economica allora si passa sopra .
Una persona che comanda , quì a Padova , ed ha le tasche cucite,mi sorride e confidenzialmente mi ha detto : caro Dario se non ti svegli ti fregano anche le idee, la casa ed i vestiti.
Insomma per difendersi? bisogna fregare e col pc. pare sia più facile e rapido.
Erano tempi sere che al lume di candela si stendevano proclami e confessioni,ora il progresso ha cancellato,facciano pure,anche pensieri che parrebbero ridicoli esternati.
dario.

quilly ha detto...

Il bello di questo blog è che ogni commento è un post......Inadatto a chi vive di corsa......

LorenzoMan ha detto...

Ormai ci siamo abituati così, scriviamo qui per il piacere di farlo e ci prendiamo un minuto in più per il piacere di leggerci.
E' bello anche sapere che c'è un posto, magari solo virtuale, che non va di corsa.
Dovrò andarci io prossimamente, di corsa, visto che oggi ho perso piacevolmente un sacco di tempo a gironzolare tra i vari blog!

www.dariopetrolati.it ha detto...

Quilly,Lorenzo,
è veramente un piacere sapere che ci siete.
Lorenzo ,da sognatore notturno quale sono, mi pare "conoscerlo"
da molto e sfacciatamente da amico stimato tanto lo tratto,Quilly non so immaginarlo chè mi sembra ora così eppoi il contrario,ma con gusto e fiducia lo leggo.
E Fede ed altri che Franco sa dicono pensieri che mi colpiscono positivamente,Voi tutti sapete chi siete anche somaticamente non faticate come faccio io per individuarvi e riservare ad ognuno un posto sicuro da privilegiato chè meritate e quì non so o posso scriverlo.
Vi vedo laggiù l'eterno fuggito laggiù che non c'è più per me, ci son passato vissuto 19 anni, i primi di mia vita eppoi di corsa anche a ruzzoloni in giro pel Paese e in Europa sempre col desiderio inappagato di " fare la transiberiana" con un amico per parlare e vedere - vedere.
Sono pensieri confessioni leggere a chi ora passa dove troppi anni fa praticavo sogni, ma non di gloria,sogni che forse ora qualcuno di voi ripete in ore del giorno magari senza l'ansia che sempre mi percosse.
Un augurio caldissimo
a chi l'accetta
dario.

Franco Giannini ha detto...

@ quilly
Hai perfettamente ragione Simone, capisco che chi lavora non ha tempo da perdere.
Ma anche vero è, che ho ben poco da dire e quello che dico lo dico solo per il mio puro piacere di scrivere, cosa che del resto ho tenuto a precisare nel sottotitolo del blog.
C'è un errore nel blog, si, ma non lo posso modificare perchè questo è immodificabile nel programma, la scritta "commenti".
Il mio è un luogo di "dibattito" che invece di svolgersi in un bar lo si fa più comodamente in casa propria, con pochi amici ma sempre ben accetti.
I giornali chiedono che non si superino i numeri di battute, ma io non sono ne giornalista e manco giornalaio, quindi assolutamente fuori delle regole della lunghezza di articolo o post come lo si vuol chiamare.
Scrivere e leggere, deve essere un piacere e se uno non ha tempo deve rinunciare al piacere.
Ma non credo questo sia il mio caso, perchè non leggendomi non credo proprio che si rinunci ad un piacere, bensì posso solamente immaginare di far guadagnare solo del tempo, aiutando chi di tempo ne ha poco e deve correre.
Quando ho iniziato questo blog, mi sono ripromesso di non rimanere schiavo ne della lunghezza dei post e tanto meno del numero delle visite e dei commenti. Con questo, non voglio dire che avere più lettori e commentatori non mi faccia piacere, ma non mi vincolerà mai a seguire delle regole in cui, forse sbagliando, io non credo.
E' una delle ultime libertà che mi posso godere, vorresti togliermi anche questa ??
Un caro saluto Simone...e scusami per essermi dilungato.

quilly ha detto...

Forse non ci siamo capiti, o forse si, il mio non era un appunto ma un complimento. Inoltre dal momento che l'unica cosa che non mi manca è il tempo, io leggo sempre sia i post che i commenti, ma scrivo solo se ho qualcosa da dire.......
Il tempo ne ho a volontà anche se non faccio l'impiegato statale (frecciata rivolta a qualcuno di nostra conoscenza e direi di ispirazione Brunettiana)
Ciao all'amico Lollo....