venerdì 25 luglio 2008

DOVEVANO ESSERE SOLO EMOZIONI IN MUSICA


di Dario Petrolati


Era giorno, ancora quando ieri sera arrivammo a Piazzola Sul Brenta .
Si vedeva distante l' orgogliosa Ciminiera della vecchia fabbrica.
Funge da faro, come per i marinai, punto di riferimento per tutti .
Da lì si parte per fare un orizzontale giro e non perdersi tra strade conservate tutte nuove anche se datate.
La chiamano "architettura industriale", lasciare a testimonianza del lavoro - operare di altri tempi, quelle mura di mattoni restaurate che sembra contengano ancora vita, fatiche, sudori e speranze.
Dalle barchesse hanno ricavato Sedi ed uffici per banche, tutte le banche e le finanziarie abbracciate e gemellate per succhiare soldi con promesse di guadagni facili.
Eppoi alberi frondosi rispettati lungo i viali, specie quelli che conducono alla Piazza circolare tutta terrazze con ombrelloni bianchi e quadrati, giardini tanti e laggiù, come se fosse un quadro enorme tutta la Villa lunga, adagiata, pronta sempre per gli spettacoli e rappresentazioni musicali.
Dentro dopo percorsi attorno alla fontana ed avere scalato tutta l'ampia scalinata si arriva alla famosa " Sala della Chitarra" http://www.castelbolognese.org/chitarra.htm .
Fermi col naso all' insù non si arriva a distinguere il soffitto che quasi per sfida chiude dopo giri e giri di piani con il foro centrale enorme, quasi una cupola piatta, tutta la pensata per udire suoni che liberi fuggono verticali dando la sensazione di trovarsi dentro uno strumento ove regna-impera solo musica.
Ma ieri sera non era concepibile assistere al concerto dentro la Villa Contarini http://www.castelbolognese.org/villacontarinicamerini.htm , e manco i giardini avrebbero potuto contenere tutti quei ragazzi e pochi anziani, l' enorme palco per l' orchestra e tutte le sedie -poltroncine sparse in ordine per le tre ore di spettacolo con spazi e luci e fari e gelatai, bibite, panini, come si fosse al circo americano a tre piste.
Tutto fa brodo, vendere, se possibile oltre ai cd, i poster, collanine, li chiamano gadget. Per farla breve e non sta bene dirlo, si fece mercato in attesa dell'evento musicale.
E lo spettacolo iniziò logicamente con oltre mezz' ora di ritardo, dopo vari insistenti cori e battimani, quasi si fosse allo stadio.
Tutto quanto fa moderno o viene dall' america, basta che renda. Noi-anche noi, sudditamente acconsentiamo e scordiamo come ci si prepara per ascoltare musica, anche quella che ormai è solo canzonette e registrazioni con effetti speciali che fanno dire : oh!.
Certo sapevo, intuivo che tutto tra musica e contorno non mi avrebbe dato le stesse emozioni di un concerto della Scala o come quando dentro una delle tante chiese qui a Padova ci sono i "Solisti Veneti" http://www.promart.it/solistiveneti/SolVenCurr.html e meglio ancora gli oratori Al Santo o alla Cappella degli Scrovegni.
Spettacolo, questo si, spettacolo condito di note , tecnica-tecnica e ricordi non troppo reconditi di colonne sonore di films del primo dopo guerra. Molto Iazz mascherato e Gershwin, tanto imitato e non detto, un poco di dodecafonia e tecnica , frutto di esercizio manuale mista a furbesca filosofia esistenziale, come se solo il disagio di vivere l' avesse solo Allevi http://www.giovanniallevi.com/index.asp .
Ogni tre minuti di assolo per pianoforte l' Allevi si inchinava alla piazza eppoi prima d' iniziare un'altro pezzo con una frase attorcigliata spiegava in quale contesto, come perchè, gli era venuta l' ispirazione che poi rapidamente svuotava su noi spettatori.
Eppure da Corrado Augias, da Fabio Fazio, Allevi era stato insignito come un esploratore, testimone della mai morta musica vera, l' incontro e la stima di Muti per il ragazzo irrequieto di 40 anni, allora vuol dire, ho pensato che sono ormai sorpassato, non capisco e sento, sono consumato e capisco solo il vecchiume.
Oppure, ormai tutta la musica che c' era da scrivere è stata scritta composta,ed ora solo possono ripetere e cercare senza più trovare musica che rappresenti l' attualità, ma come proprio non so.
Mi scocciava smuovere la fila di gente che mi sedeva accanto, ma con un pò di discrezione e scuse, ci siamo alzati ed abbiamo abbandonato la Piazza.
Sempre col dubbio di non avere capito, ma poi al bar, ed al posteggio , per riprendere la macchina, ci siamo accorti che anche altri, muti in silenzio, se ne erano andati chè qualcosa non era filata per il giusto verso.
L'aspettativa di vedere - udire musica ci aveva reso uno strano effetto, quasi indifferente, come se avessimo sbagliato porta o ristorante.
Quando si vive in una stagione ove la pubblicità fa vendere e credere anche all' inesistente, le rese sono queste, niente malinconia, entusiasmi, solo indifferenza vuota.
E' stata una serata fuori casa, col cielo segnato dalle piccole lontane luci rosse degli aerei di linea che andavano o venivano per Venezia.
Le "prove del mercoledi" alle 15,30 nel mio cortile, Schumann per primo, che sempre fa il "figlio del console americano" sono un' altra cosa.


2 commenti:

Franco Giannini ha detto...

Giorni or sono, ti dicevo per l' appunto, che l' arte è una cosa apprezzabile solo per pochi addetti ai lavori. Un cibo per palati delicati. Oggi con la pubblicità, che tutto rovina, perchè non è fatta dalla "Pubblicità & Progresso", bensì dal business, l' ha resa (da Arte in arte) divorabile da tutta la massa consumistica, al grido che "l' arte è di tutti" (cosa che così dovrebbe essere, ma se solo dietro si possedesse una formazione culturale che invece la massa ancora oggi non possiede). Ed intanto, allora, ecco che prevale quel "C'ero anch' io", come solo piacere di partecipare e non dell' "Assistere".
Come vedi ho fatto tardi a pubblicare, ma ho perduto il tempo, grazie a te, a visitare la "Villa" che, mi vergogno dirlo, non sapevo neppure che esistesse. Bella, punto.
Da qui mi è nato un pensiero : questo è il nostro pozzo da cui si potrebbe estrarre il "petrolio italiano", infinita miniera di risorse, che i nostri governanti non sanno far fruttare, e che forse, per la cattiva gestione, a fine anno, magari procura anche dei grossi debiti.
Maledetta stupidità!!

www.dariopetrolati.it ha detto...

Sei veramente bravo Franco,bravo ed un pò matto,così siamo pari-io e te-,nel senso che intendo io e tu capisci, oppure fattelo spiegare dalla nostra maestrina dalla penna rossa.
Hai coperto il n° 100- per illustrare Villa Contarini,concerto di musica mercantile di Allevi,hai fatto ricerche e messo indicazioni per chi desidera saperne ancora.Sei proprio bravo, ma mi stupisce e la colpa è mia chè avremmo dovuto fare lo stop di un giorno per il numero 100,magari altri amici ,non come Lorenzo che è stato squisito,ma chissà forse qualcun altro ci avrebbe-ti avrebbe fatto gli auguri che meriti.Io da fesso anche ti ho rimesso il pezzo che ieri ho vissuto e tu subito a lavorare indicare perchè chi legge sappia più compiutamente.Sei buono e nel giudizio che hai espresso ed ho letto per telefono subito ad Olga hai arricchito, chè altrimenti siamo miseri,il pensiero con considerazioni saggie e molto appropriate.
Pensa che avevo appena finito di scrivere ad Anna Mazza, la suorina laica,che mi parlava delle sue vacanze al mare coi bambini delle colonie.Io da porco o solo per curiosità l'avrei tanto voluta vedere in costume per sapere come faceva il bagno, ma non l'ho chiesto, chè a 33 anni( ne aveva 32 l'anno scorso) potrebbe sentirsi turbata,già che la paga con l'esilio la sua franchezza,che ogni volta e lo sai che ci vedevamo per strada ci si abbracciava come fratelli,padre e figlia,innamorati,inutile nasconderlo ci si vuol bene anche pulitamente,e l'amore , tutto l'amore è la forza motrice che fa girare il mondo.Ieri questa confidenza sull'amore me la fece una storica di Conegliano e sulla porta mentre ci salutavamo mi disse che era innamorata, di chi non so, e si vedeva che anche io lo sono, in senso lato sempre disposto, mai a negare anche soffrendo.Ad Anna ho detto del libro di Ortz : lettere a D. e che ora lo sto leggendo in francese.La bellezza di quell'amore ,lungo sino alla fine comune,pare una preghiera di fede e son sicuro che Anna tremerà,capirà,conosce Camus e Sartre e non voleva che io andassi a Parigi, ricordi Franco?.
Ma guarda dove son finito,sempre debordo nei fossi eppoi mi dite che non son folle, ma si che lo sono ed è per questo pure che dormo poco,leggo come un matto,ascolto la musica,mi piace l'arte e le menti sottili delle femmine che immagino mai ferme ma senza dubbio più colorate-perverse coperte sempre da misteri che odorano di un qualcosa che noi maschietti nemmeno concepiamo.
un abbraccio a tutti gli amici di Senigallia e dintorni.
dario.