lunedì 28 luglio 2008

INNO NAZIONALE GRECO: UN INNO ALLA LIBERTA'




di Dario Petrolati

Quando, e mi succede sempre, accompagno il tentativo di addormentarmi senza litigare con me stesso-il mondo intero- , sintonizzo la mia esausta radiolina a pile su radiotre.
Piano pianissimo a me pare, arrivano note e voci come regalate, da Saxa Rubra, sono sempre fidate, calme, educate anche, raramente, succede forse senza ragione, che mi sia più facile o comodo cercare radiouno e subito trovarla, come se aspettasse proprio me che magari per fortuna, proprio quella sera, capita uno di quei programmi inseriti e voluti da persone che mai avrei supposto avessero tali debolezze-passioni.
Ai campionati europei di calcio nell' anno 2004, celebrati in Grecia,non potevano mancare le voci storiche dei radiocronisti Rai , primo fra tutti Riccardo Cucchi.
Fortuna volle che gli entusiasti corrispondenti fossero anche preparati ed appassionati cultori di musica.
Tenne la guida delle serate pre avvenimenti sportivi proprio il Cucchi che oltre a spiegare il perchè dei simboli delle bandiere e la storia relativa, sempre affascinante, si soffermava senza mai eccedere nel raccontare ogni perchè degli Inni Nazionali dei Paesi Partecipanti.
Quando fu la volta della Grecia allora Riccardo Cucchi parve quasi raccomandarsi-consigliare un attenzione particolare chè l' Inno del Paese ospitante aveva una Storia che doveva essere conosciuta sotto ogni profilo.
Allora parve quasi che le gare attendessero per la lezione che mai supponevo potesse avere un simile fascino.
Imparai allora di Dionysios Solomos http://it.wikipedia.org/wiki/Dionysios_Solomos http://it.wikipedia.org/wiki/Zante , della importanza come poeta della lingua moderna greca, nato come Foscolo a Zante, della sua vita trascorsa in Italia e dopo nove anni, tornato nella terra d'origine, rimase affascinato dall' ideale della " rivoluzione ellenica" http://it.wikipedia.org/wiki/Fanarioti . Di li allora cominciò a comporre nella sua lingua materna. Tra le opere in lingua divenne subito celebre, L' Inno alla Libertà http://www.culturaspettacolovenezia.it/index.php?iddoc=9378&filter=Mostre , che limitatamente alle prime strofe fu accolto subito come Inno Nazionale.
Fu poi musicato e mai più cambiato dai regimi che si seguirono dalla data di composizione.
Forse se quella sera non fossi capitato sulla preziosa lezione accorata di Riccardo Cucchi, mai avrei notato quanto è sentito dal popolo ellenico il canto che tutti li unisce, sotto quella splendida bandiera a strisce bianche ed azzurre e le parole e la musica tutto
è stato un imparare nuovo un rinverdire la storia di una nazione che non solo è stata maestra di ogni civiltà antica per poi soccombere alle arroganze guerriere delle nazioni che seppure conquistandola materialmente, dalla Grecia ogni popolo, ogni arrogante dominatore ha imparato cosa significa la civiltà che anche sotto le antiche demolite mura si è sempre sentito come un' alito di cultura impagabile. Ho imparato anche sotto quanta e quale diaspora dovette subire con gli Ottomani http://it.wikipedia.org/wiki/Ottomani , la polverizzazione delle isole Elleniche, le repubbliche e la monarchia assoluta, le guerre interne per ideali mai sopiti, le leggi marziali, il tentativo del partito comunista greco, messo fuori legge dalla Regima Federica, per riportare un ideale spirito di indipendenza e libertà.
Non ricordavo, non sapevo forse quanto la meravigliosa, istruita Grecia avesse sofferto per raggiungere una indipendenza limitata, almeno, chè le nazioni del mondo tutto ricordassero caratteri affascinanti ed il nome di quella nazione dal nome colto, sparsa in piccole isole, che sia per il mare che per i maestosi superbi ruderi emana sempre un fascino odoroso come quando si sfoglia un libro antico.
Ed allora da quella sera dei campionati europei di calcio, ho anche imparato il fascino ed il rispetto per quella musica coltissima accompagnata dai versi, che atleti eretti con la mano dalla parte del cuore, sempre commuovono.
Da quella notte ho ricordato, ripassato la storia dell' intero Mare Nostrum. Grazie alla Rai Sport ho saputo di note e poesie che prima nemmeno conoscevo.

3 commenti:

LorenzoMan ha detto...

Nonostante il mio amore misurato per la Grecia e la sua gente, soprattutto per gli "isolani", non conoscevo il loro inno e la sua storia.
Sono stato a Creta parecchi anni fa, ed al di là delle bellezze storiche e del mare, la cosa che più mi è rimasta dentro è stata la gente. Se chiedi informazioni per strada fanno finta di non capire, poi si avvicinano e si scusano pensando che fossimo tedeschi.
Quando capiscono che sei italiano ti dicono "Italiani e Greci, una faccia una razza!" e ti raccontano della guerra, di quando i tedeschi sono arrivati con i carri armati "ma noi li abbiamo mandati via con pietre e bastoni, perchè quando toccano la nostra terra diventiamo cattivi".
Allora chiedo come mai non ce l'hanno con noi e loro ti dicono che quando gli italiani sono stati in Grecia sono diventati greci. Io ripenso al film "mediterraneo" e capisco che, eccezioni a parte, deve essere andata proprio così.
Unico appunto sul post: nel 2004 gli Europei furono disputati in Portogallo e la Grecia li vinse.
Con mia grande gioia.

Franco Giannini ha detto...

Grazie Lorenzo per la precisazione circa i mondiali. Ma Il povero Dario, quando ha scritto il pezzo era sotto lo stress del dolore di denti per un problema che da diverso tempo l' affligge. Io, da digiuno in materia calcistica, non potevo certamente accorgermi dell' errore e di conseguenza correggerlo. Resta comunque, credo, la bontà del pezzo.
Intanto dal momento che ci siamo un augurio di pronta guarigione al nostro caro Dario.

www.dariopetrolati.it ha detto...

Scusa Lorenzo,per la mia ignoranza calcistica,effettivamente ero tutto preso dal commento di Riccardo Cucchi,e dal suo amore per la Grecia che tra Inno Nazionale e Storia recondita e sofferta del popolo Ellenico,specie il periodo del tallone Ottomano e di quanto il Partito fu dichiarato fuori legge,che se non sbaglio accadde sotto il regno delle regina Federica, mamma di Costantino che dopo avere vinto un'Olimpiade per una gara di vela,scappò per sempre quando arrivarono i Colonnelli.
La Gracia ,La Grecia mi fa piacere grande che anche tu Lorenzo provi amore per quel popolo che fascisticamente anche i nostri predecessori tentarono di dominare.A me successe in Polonia ed in Russia che quei popoli facessero un netto distinguo tra gli italiani ed i tedeschi.Forse tanti hanno capito e perdonato il nostro stupido tentativo quando cercammo di imitare le follie di Hitler.
ciao e grazie ,
dario